Lama Tzong Khapa, biografia

Je Tzong Khapa, chiamato familiarmente Je Rinpoche, nacque nel 1357 nella regione di Amdo, nella parte orientale del Tibet allora vicina al confine cinese.

Je Tzong Khapa, chiamato familiarmente Je Rinpoche, nacque nel 1357 nella regione di Amdo, nella parte orientale del Tibet allora vicina al confine cinese.

Lama Tzong Khapa.

Verso la fine del XIV secolo, in Tibet si potevano distinguere quattro correnti buddhiste principali, formatesi durante le due prime fasi di sviluppo del buddhismo e tutte collegate direttamente con alcuni famosi maestri indiani: la Nyngma con Padmasambhava e Shantirakshita, la Sakya con Dharmapala e Virupa, la Kagyu con Naropa e Maitripa, la Kadam con Atisha. Vi erano anche numerose sottoscuole e, nella pratica individuale, intrecci di differenti lignaggi. In quel periodo visse il grande Lama Tzong Khapa, guru del primo Dalai Lama. Je Tzong Khapa, chiamato familiarmente Je Rinpoche, nacque nel 1357 nella regione di Amdo, nella parte orientale del Tibet allora vicina al confine cinese.

Lama Tzong Khapa (Amdo, Tibet 1357–1419) è stato un Maestro straordinario, mirabile esempio di praticante dotato della grande capacità di integrare lo studio e l’analisi con l’ esperienza meditativa e l’ascesi. Sin da giovane, maturò una profonda conoscenza di molti testi, mostrando al tempo stesso una grande capacità di assorbimento meditativo. Insaziabile studioso, si dedicò quindi all’analisi accurata dei trattati composti dai maggiori eruditi indiani e viaggiò molto, ricevendo insegnamenti dai principali Maestri tibetani, suoi contemporanei, di tutte le tradizioni. Insoddisfatto del pur profondo livello di comprensione raggiunto, andò in ritiro, dedicandosi a intense pratiche ascetiche di purificazione e accumulo di meriti al fine di ottenere la visione diretta della verità ultima. Ebbe quindi visioni di Mañjuśrī (il Buddha della saggezza) e del Pandit indiano Buddhapālita, capostipite della scuola Prāsangika.

Servendosi della scienza interpretativa dei sogni e mettendo insieme elementi di varie visioni che avevano avuto, i suoi genitori giunsero alla conclusione che il nascituro dovesse essere un’incarnazione di Manjushri, personificazione della saggezza illuminata. Altri segni indicavano che il bambino avrebbe avuto le qualità di Avalokiteshvara e Vajrapani: compassione infinita ed energia spirituale. Anche un famoso lama che stava facendo in quei luoghi un ritiro su Yamantaka (manifestazione terrifica di Manjushri), aveva avuto una visione: gli era apparso Yamantaka che gli annunciava che l’anno successivo sarebbe venuto in un villaggio nella terra di Tzongka. Nella sua ricerca per capire il significato della visione, il lama giunse al villaggio proprio mentre stava per nascere Lama Tzong Khapa, perciò disse ai genitori che anche lui aveva ottime ragioni per credere che il bambino sarebbe stato un essere speciale…

Grazie al grande sforzo e impegno, riuscì a ottenere le più alte realizzazioni. Ebbe numerosissimi discepoli, a cui trasmise l’insegnamento basato sulla pro- pria esperienza e conoscenza dei Sutra, come del Tantra di cui fu un esperto praticante e si adoperò per ripristinare la disciplina monastica.

Je Tzong Khapa passò gran parte della sua giovinezza e dell’età matura -in pratica tutta la sua vita- studiando con i più grandi lama del suo tempo e delle varie correnti allora esistenti; meditò secondo i loro insegnamenti e partecipò ai dibattiti nelle più importanti università monastiche Nyngma, Kadam, Kagyu e Sakya. Fu così che raccolse tutte le tendenze fondamentali che dall’India erano arrivate al Paese delle Nevi.

All’epoca di Lama Tzong Khapa vi erano ancora diffusi malintesi circa il corretto modo di praticare i Sutra e i Tantra, che spesso venivano considerati due sentieri dell’illuminazione completamente differenti, se non in contraddizione. Con i suoi insegnamenti e il suo esempio, Je Rinpoche mostrò come si potesse praticare il tantra mantenendo le regole del Vinaya. Con i suoi scritti, inoltre, riunì in un’unica sintesi l’essenza di tutte le diverse tradizioni. Il monastero di Ganden, da lui fondato, divenne ben presto un modello per gli altri numerosi monasteri che sorsero in tutto il Tibet a opera dei suoi discepoli.
Mosso costantemente da una profonda motivazione compassionevole, non contento di trasmettere la dottrina con l’insegnamento e il proprio esempio, diede vita anche a diverse iniziative, come il Festival della Preghiera, che si tiene ancora oggi durante le prime due settimane dell’anno tibetano. Fondò il Monastero di Gaden, che fino al momento della sua distruzione, nel 1959, custodiva degli splendidi mandala tridimensionali progettati da Lama Tzong Khapa stesso e ospitava diverse migliaia di monaci, essendo una delle tre grandi Università Monastiche del Tibet, così come il Monastero di Sera e quello di Drepung, fondati a loro volta da due suoi discepoli diretti. Queste istituzioni esistono ancora oggi, ricostruite in India, e sono centri di eccellenza per lo studio e la pratica del Buddhismo.

Lama Tzong Khapa scrisse diciotto volumi di insegnamenti, contenenti commentari al Sentiero Graduale, alla pratica del Tantra e alla Perfezione della Saggezza. Si dice che la sua venuta fosse stata profetizzata dallo stesso Buddha Sakyamuni e che, fin dalla nascita, molti momenti della sua vita siano stati accompagnati da eventi miracolosi e segni di buon auspicio. Senza dubbio, ancora oggi, la sua opera beneficia direttamente chiunque sia interessato a una sincera ricerca interiore.

Ciò che doveva costituire una sintesi delle diverse tradizioni diventò in effetti una nuova scuola del buddhismo tibetano, una nuova corrente, la più diffusa e popolare: la tradizione ghelupa.

 

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