Lama Thubten Yeshe: Vita, Morte e Stato Dopo la Morte Bardo

Lama Thubten Yeshe: Vita, Morte e Stato Dopo la Morte Bardo

Ginevra (Svizzera) settembre 1983.

Prima dissertazione

Questa sera inizierò con una breve introduzione sulla realtà umana: morte e bardo dal punto di vista buddhista. Il Buddhismo sostiene che gli esseri umani possiedono qualità molto elevate e, in special modo, i requisiti dell’intuizione e della capacità mentale. Secondo il punto di vista buddhista, il processo di crescita umano è diverso da quello di un vegetale: ogni essere umano ha una storia estesa, un lungo periodo di evoluzione della coscienza umana individuale. Il Buddhismo afferma che la natura fondamentale della coscienza umana è pura e cristallina e che, inoltre, la coscienza è il nucleo dell’essere umano e non il corpo, il sangue o le ossa. Dovete anche rendervi conto che un’esistenza felice o infelice dipende dall’interpretazione della vostra stessa coscienza: se ritenete che la vostra vita sia triste, essa lo sarà. Tutte le difficoltà sono create dalla mente umana e non da Dio o da Buddha. Dato che siamo capaci di combinare molti guai in vita, dovremmo essere in grado anche di risolverli. Non e’positivo pensare: “ il mio problema è come l’universo, che abbraccia ogni cosa, cielo e spazio; quando sole e luna si disintegreranno, solo allora potrò eliminare il mio problema”. Questo è sbagliato. Noi tutti dovremmo ammettere di essere gli unici garanti nella risoluzione delle difficoltà personali. Siamo responsabili delle nostre azioni di corpo, parola e mente. Non dobbiamo colpevolizzare nessun altro. La gran parte delle problematiche umane sono di natura intellettuale: siamo coinvolti emotivamente dall’intelligenza e dal raziocinio. Esistono, ovviamente, anche i problemi legati all’intuizione ma la radice della maggior parte delle nostre difficoltà esistenziali, disturbi emotivi e stati ansiosi, risiede nell’intelligenza. Tendiamo a concettualizzare di continuo: questo è il nostro grande problema. Alla nascita, quando si è bimbi, non esistono conflitti politici. Non è forse vero? Rifletteteci. Il dubbio politico non affiora nella mente; non esistono difficoltà economiche né problematiche sociali, perché non siamo ancora pronti né abbastanza maturi per il conflitto dell’ego alla concettualizzazione; da bambini non abbiamo contrasti religiosi o razziali a livello mentale; da bambini non esistono intellettualismi. La concettualizzazione inizia con la crescita; si concettualizza di continuo: “Chi è?” “Chi sono?“Come mi identifico?” “Quale archetipo diventa significativo?”. L’ego pretende di avere un’identità a cui aggrapparsi, da afferrare. Non è più possibile essere spontanei, naturali. Per questo motivo diventiamo completamente fittizi, innaturali e, di conseguenza, confusi e insoddisfatti. E’ facile constatare come, in questa era moderna, la gran parte delle difficoltà umane derivino dalla reciprocità delle relazioni conflittuali. Gli uomini hanno problemi con le donne, le donne con gli uomini – tutto ciò non dipende dall’intuito ma dalla concettualizzazione, da giochetti intellettuali. I concetti creano cose: “ Questo è il miglior oggetto da possedere e, se non lo posso avere, meglio il suicidio! Tutte le altre cose non esistono, perché questa è la mia unica realtà”. La difficoltà sta nel fatto che adoperiamo la nostra intelligenza in modo innaturale: non siamo realistici, non abbiamo contatti con la realtà, siamo degli illusi. Quando parliamo di una mela, descriviamo le sue svariate qualità: è saporita, ha un bel colore, eccezionale….ecco perché piace! Le nostre descrizioni sono talmente esagerate da provocare malessere: la mente è malata, perché, sostanzialmente, è fantasia, solo immaginazione. Le nostre proiezioni erronee vengono attribuite alla mela e, perciò, diventiamo tristi e insoddisfatti verso l’oggetto. La ragione per la quale siamo scontenti dell’oggetto “mela” è di esserci relazionati ad essa solamente con la nostra proiezione fantastica: non siamo stati realistici. In accordo alla visione buddhista, siamo in grado di esaminare la nostra stessa mente e di accertare se il nostro pensiero è positivo o negativo, se stiamo facendo delle proiezioni illusorie. Siamo proprio capaci di fare questo. Come ben sapete, “buddha” significa “completamente risvegliato” e ognuno di noi ha il potenziale per il completo risveglio, oltre alla capacità di eliminare ogni pensiero contaminato. La società è competitiva; si traggono molti vantaggi dalla collettività, dalla nostra nazione e ci si approfitta gli uni degli altri. Queste problematiche derivano dalla concettualizzazione, dal non essere spontanei e dall’afferrarsi con: “Io voglio, io desidero”. In tal modo si finisce per essere infelici. Capite? Molte volte diventiamo drastici, tristi, senza nessun controllo. Per sostenere la nostra immagine, costruiamo fantasie spropositate, arrivando al punto di non riuscire più a gestire la situazione: anneghiamo nell’oceano del nostro mondo illusorio. Non ce la facciamo e, in un modo o nell’altro, tutto diventa troppo difficile. Prima che sopraggiunga il disorientamento totale, il mio suggerimento è di provare ad eliminare, poco alla volta, la confusione: in tal modo la situazione migliorerà sempre di più. Dovreste chiedervi se l’estremo concettualizzare sia positivo o negativo. Da un punto di vista buddhista, dovreste ricorrere alla vostra saggezza e discriminazione per analizzare se ne vale veramente la pena, senza farvi dominare dall’intelletto. Ritengo che le difficoltà, le problematiche sociali del mondo e dell’individuo siano potenziate dall’ego e non siano innate; esse derivano da una concettualizzazione esagerata, perché, come abbiamo constatato, questi problemi non esistono alla nascita, né da fanciulli e neppure nella morte. Il buddhismo tibetano ricorre alla meditazione che permette di vedere molto chiaramente cosa accade a livello convenzionale: ovvero l’apparente conflitto dell’ego. La meditazione fornisce l’accesso: è la chiave. Più voi meditate e maggiori possibilità avrete di andare oltre l’emozione, oltre il conflitto dell’ego; potrete osservare cosa accade nella vostra mente: è simile alla contemplazione di un oggetto dall’esterno. Il buddhismo sostiene che tutti gli esseri umani hanno problemi quotidiani; il conflitto egoistico e gli ostacoli emotivi diventano assillanti. Tutti noi viviamo queste ostilità ma abbiamo anche la capacità – la chiave d’ entrata, l’accesso – per andare al di là di tutto questo e osservare. Tutti noi siamo dotati di questa abilità e nessuno dovrebbe pensare: “Io sono totalmente confuso; la mia natura è la confusione assoluta. Non c’è nessuna speranza di un sollievo liberatorio né di una via che conduca alla libertà”. E’ un’attitudine sbagliata, perché in questo modo si sminuisce la qualità umana. Il buddhismo è umanitario; è una sorta di religione scientifica, interessata ai problemi dell’uomo e alla loro risoluzione – l’enfasi non riguarda Buddha né Dio. Questo è il motivo per cui sono fermamente convinto che valga la pena approfondire la realtà della coscienza con molta attenzione, piuttosto che ignorarla per concentrarsi solo sul corpo. Preoccuparsi esclusivamente del corpo è nocivo e non ha nessun pregio, perché non porta nessuna soddisfazione. La realizzazione è nella coscienza, non nel corpo umano costituito da ossa e sangue. La coscienza dell’uomo è diversa dal corpo fisico e dal cervello. Ora, ciò che voglio dire riguardo la realtà della vita umana, è che siamo in grado di risolvere i nostri problemi, le difficoltà umane. Dovreste avere questa ferma convinzione: “ Il mio problema è il mio bambino a cui devo dare una risposta”. In tal modo comincerete ad avere fiducia in voi stessi. Dovete arrivare alla certezza di possedere la saggezza che risolve il dilemma umano. Ogni essere umano ha saggezza e intelligenza. Non dovete pensare che la natura umana sia completamente ignorante: abbiamo sicuramente saggezza, abbiamo certamente amore, abbiamo veramente compassione. Non dovreste pensare: “ sono una persona assolutamente collerica, sono totalmente dominato dall’odio, non ho amore né saggezza né compassione”. Questo è un atteggiamento decisamente nichilista nei confronti della vostra realtà. Se cominciate a credere in voi stessi, ad avere la fiducia e la conferma della vostra personale saggezza e compassione, allora inizierete a essere più spontanei, più naturali: lasciate che la vostra intuizione si amplifichi. A volte la concettualizzazione esagerata e l’egotismo danneggiano l’intuizione. L’intuito è innato e non è influenzato dalla filosofia né dalla religione né da insegnanti e neanche dall’ambiente. L’intuizione esiste e deve essere salvaguardata: non deve essere intrappolata o soffocata. Dovremmo ammettere e riconoscere che noi stessi siamo i creatori di tutti i problemi dell’umanità. Non dovremmo biasimare la società, non dovremmo colpevolizzare gli amici, nostro padre o nostra madre, non dovremmo attribuire colpe a nessuno. Le difficoltà sono una creazione esclusivamente personale. Siamo gli unici artefici dei nostri problemi ma siamo anche gli artefici della nostra liberazione. Durante il tempo della morte, nei vari stadi naturali di morte, tutte le concettualizzazioni – le idee politiche, le nozioni economiche, il concetto di società, il razzismo, il capitalismo, il comunismo – svaniscono in modo naturale nel vuoto. Riflettete: qualsiasi comportamento egoista, ogni proposito formulato per approfittarvi degli altri, come il pensare: “Io sono intelligente”. Mi approfitto degli africani perché sono ignoranti e arretrati. “Ci sono molte cose che loro non sanno, quindi posso trarne vantaggio”, qualsiasi atteggiamento egoista, qualsiasi intenzione di sfruttamento altrui abbiate avuto, si dileguano nel nulla al momento di morte. Questo non avviene solo nella morte ma anche prima di dormire. Non appena vi addormentate i concetti subiscono il medesimo processo di assorbimento che avviene durante la morte naturale. Durante il sonno ogni conflitto dell’ego, ogni problematica si dissolve. Ecco perché è meglio dormire piuttosto che farsi coinvolgere esageratamente dalle concettualizzazioni, dall’emozione, dalla collera o dall’odio: quando dormite siete in una condizione naturale, uno stato di coscienza primaria senza intelletto. Secondo la tradizione buddhista si dovrebbe meditare la mattina perché quando ci svegliamo, tutti i concetti contaminati sono assenti e abbiamo una certa chiarezza mentale. Durante il sonno tutte le energie, che sono state sviluppate e accumulate, si disperdono dileguandosi per un breve periodo di tempo per poi far ritorno al nostro risveglio. Se meditiamo durante la mattinata, saremo imparziali e neutrali piuttosto che estremistici o esagerati: la concentrazione è decisamente maggiore rispetto ad altri momenti in cui siamo distratti, svagati, assenti o assorti in noi stessi. Se non vi ritenete esperti meditatori, se non riuscite a meditare, ma desiderate semplicemente concentrarvi o pensare a qualcosa in modo chiaro e lucido, è consigliabile la mattina. Questo è il mio suggerimento. Nel buddhismo, tuttavia, la meditazione non e’esclusivamente rivolta alla concentrazione univoca sull’oggetto ma anche alla concentrazione analitica con il fine di investigare la realtà. E’ di estrema importanza conoscere come funziona la mente durante il giorno, durante il sonno e nei momenti della morte. E’ molto importante approfondire la conoscenza di queste fasi per non considerare la morte come qualcosa di orribile, come fosse un buco nero in cui veniamo risucchiati e divorati. La morte diventa una certezza con la nascita. Siete convinti che morire sia un grande evento, molto più importante del perdere il lavoro, la fidanzata o il fidanzato, la moglie o il marito: è un atteggiamento sbagliato. Siete convinti, inoltre, che morire sia sempre negativo – questa è solo una vostra proiezione. La morte è, in realtà, più attraente di un fiore, perché il fiore non può donare la beatitudine straordinaria e la pace smisurata che l’esperienza di morte è in grado di regalare. E’ un’esperienza certamente migliore dell’avere una moglie o un marito, una fidanzata o un fidanzato, perché loro vi danno molta meno gioia! Non sono in grado di risolvere i vostri problemi primari ma solo qualche momentanea difficoltà emotiva mentre, nel momento della morte, ogni inquietudine, ogni emozione ha fine. Morire in modo naturale è un processo lungo e lento. Quando si muore in modo naturale, ognuno dei quattro elementi si deteriora – viene definito assorbimento – con il lento manifestarsi di allucinazioni interiori e esteriori. Anche i cinque aggregati – forma, sensazione, discriminazione, fattori di composizione e coscienza – degenerano, si affievoliscono e si dissolvono. Avete la convinzione che ammirare la forma sia fantastico, un grande piacere o che provare sensazioni cognitive sia importante, aggrappandovi ad esse il più possibile. Nel buddhismo, invece, c’è il proposito di mantenere un distacco dagli oggetti dei sensi: la rinuncia. La rinuncia è una caratteristica naturale. Perché? Ebbene, alla nascita, da neonati non esistono problemi di attaccamento; tutto l’attaccamento viene a crearsi con l’entrata nella società, ma, prima, in quel periodo particolare, non esistono oggetti dei sensi. Quando siete nel ventre materno, avete già rinunciato a tutto: non possedete nulla, non avete attaccamento, non esiste l’afferrarsi. Nel ventre di vostra madre non avete oggetti sensoriali esterni, nessuna cosa a cui afferrarvi: in quella circostanza voi avete già rinunciato, è la rinuncia naturale! Oggi siete proprietari di un’auto… ma non vi basta. Allora decidete di avere due auto… ma non sono sufficienti. Sentite la necessità di possedere anche una barca. Una sola imbarcazione non è sufficiente, quindi avete bisogno di una barca più grande. Capite? E’ così all’infinito. Questa è insoddisfazione. Dovete rendervi conto che siete nati con la rinuncia, siete rinunzianti per natura. Non avevate attaccamento, non avevate molto di cui preoccuparvi, eravate soddisfatti. In seguito vi siete creati molte inquietudini, tante ansie per morire, poi, nuovamente. Per tanto cercate di essere naturali, spontanei. Non pensate che rinuncia e distacco siano contaminazioni della filosofia orientale – solo opinioni orientali. Essere soddisfatti non dipende da oggetti materiali. La soddisfazione è nella semplicità. Non intendo dire che siete malvagi perché provenite da una società economicamente ricca. Non sono geloso e non sto cercando di dirvi che siete cattivi. Tutti noi abbiamo bisogno di semplicità per ottenere la soddisfazione interiore. Non sono invidioso delle vostre distrazioni, dei vostri piaceri, del vostro benessere.

La domanda è: perché siete insoddisfatti? Trovate sempre qualche motivazione esterna su cui scaricare la colpa – “Non ce n’è abbastanza di questo… né di quello… ”.

La verità è che dovete individuare ciò che vi manca interiormente. Quando uso l’aggettivo “distaccato”, intendo dire “accomodante, compiacente, con cui è facile andare d’accordo”. Essere distaccato non significa rinunciare a tutto in modo totale né non mollare mai o essere avari, ma vuol dire allentare la presa, essere più rilassato e controllato invece di essere nervoso, teso o adirato. Secondo la mia opinione il popolo svizzero, ad esempio, potrebbe avere una vita felice – rinunciare non significa necessariamente rifiutare la ricchezza: e’ positivo avere soldi e goderne in modo ragionevole, apprezzando la vita in modo sobrio ed essenziale come fanno le popolazioni del terzo mondo. Al contrario essere concentrati esclusivamente nell’accumulare franchi, vi renderà infelici. Dovreste apprezzare i piaceri e il benessere svizzero, dovreste rispettare il vostro habitat, goderne ed essere soddisfatti. Altrimenti anche se possedeste tutto il denaro dell’intera Svizzera, sareste depressi al posto di essere felici. Secondo la psicologia buddhista è la vostra coscienza che decide quando un oggetto è soddisfacente o meno. La vostra coscienza prende la decisione: “ ciò mi rende felice, è gradevole” ancor prima che voi abbiate individuato l’oggetto e quando lo percepite con i vostri stessi occhi pensate sia attraente. La vostra coscienza decide che “ questo è un ragazzo molto cattivo” e, quando lo vedete, lo considerate, quindi , un ragazzo malvagio. Il Buddhismo tibetano educa gli esseri umani alla comprensione del processo di morte, descrivendo cosa accade e come affrontare le difficoltà dell’apparenza, dell’illusione e delle visioni che si manifestano, in modo tale che voi possiate gestirle e non essere confusi. Potrete, allora, riconoscere le illusioni come illusioni, le proiezioni come proiezioni e le credenze erronee come tali. Dopo la rapida diminuzione e scomparsa dei quattro elementi, la coscienza sottile permane: benché la respirazione sia scomparsa, la coscienza sottile esiste. I medici svizzeri ritengono che se voi non respirate, siete morti; in tal modo possono mettervi nella cella frigorifera! Da un punto di vista buddhista, anche se una persona non respira, è tuttavia ancora viva e sta sperimentando le quattro visioni: la visione bianca, la rossa, la nera e la chiara luce. Queste quattro visioni si manifestano dopo la totale cessazione della respirazione: è possibile, quindi, per i meditatori dimorare nello stato di chiara luce per innumerevoli giorni o anche per mesi. Essi rimangono nella chiara luce, uno stato di beatitudine a contatto con la realtà cosmica, universale che non è inquinata. Naturalmente gli occidentali penseranno che si tratti solo di fede buddhista: “questo monaco sta parlando del suo credo personale che non ha nulla a che vedere con uomini e donne svizzeri”. Si tratta, invece, di un’esperienza umana anche se non fa parte della vostra pratica. Ho saputo di un signore francese che era morto per poi tornare in vita; non era una persona religiosa; i medici ne avevano constatato la morte, ma dopo circa due ore si è risvegliato e ha trascritto le esperienze avute. Questo è un buon esempio: non aveva nessuna fede religiosa né conosceva il Buddhismo, era morto e ha poi messo per iscritto tutte le sue esperienze di morte. La spiegazione buddhista del processo di morte può essere facilmente compresa con la consapevolezza degli stadi del sonno. Penso che oggigiorno esistano strumentazioni scientifiche capaci di verificare la dissoluzione dei concetti emotivi durante gli stadi della morte e del sonno. Anche senza una spiegazione buddhista, sono convinto sia possibile esaminare questi processi e, quindi, collegare gli stadi del sonno con quelli della morte. Ora penso che il tempo a nostra disposizione sia terminato e sono sicuro di avervi confuso, perciò è utile fare qualche domanda a cui io risponderò. Studente: l’essere umano è in grado di sviluppare la conoscenza confrontando le cose – come potremmo capire l’escursione termica se non esistesse una variazione della temperatura? Mi sembra, quindi, necessario avere condizioni negative per apprezzare quelle positive ed è persino probabile che l’imperfezione faccia parte della perfezione della creazione per rendere possibile il cambiamento. Come possiamo eliminare la negatività e mantenere solo la positività? Lama: non ci si deve preoccupare del fatto che se non ci fosse il cattivo non ci sarebbe neanche il buono: è un pensiero deprimente, avvilente. Ritengo che felicità e afflizione siano condizioni interdipendenti. Voi stessi potete verificare sino a che punto siete capaci di eliminare la vostra afflizione per creare felicità. Studente: è possibile che esista conflittualità per chi è cristiano ma che vorrebbe applicare la metodologia buddhista? Lama: nessun problema! L’ostacolo Cristianesimo/Buddhismo è un problema esclusivamente intellettuale. Perché? Vi sono alcune lievi differenze filosofiche tra Buddhismo e Cristianesimo, ma le diverse filosofie sono come l’abbigliamento – gli svizzeri indossano giacca e pantaloni e i tibetani vestono in altro modo ma sono sicuro che apprezzino il burro di yak tanto quanto a me piace il formaggio e il cioccolato svizzero. Ho molti studenti americani, signore anziane che sono di fede cristiana a cui insegno il Buddhismo: come meditare, cos’è la vita – noi tutti affrontiamo l’esistenza ogni giorno e il Buddhismo è tutto questo. Il Buddhismo non è contro Dio e il Cristianesimo non è contrario al Buddha. Molte anziane signore dello stato dell’Indiana, in America, sono ottuagenarie e mi hanno detto: “ il Buddhismo ha contribuito a migliorare la nostra comprensione della Bibbia: prima, infatti, non capivamo la Bibbia ma il Buddhismo ci ha aiutato a ragionare”. Prendiamo in considerazione, ad esempio, un problema: il Buddhismo afferma che i problemi sono creazioni della mente mentre il Cristianesimo che Dio è il creatore di tutto. Per me non c’è contraddizione. La dottrina cristiana secondo la quale tutto è creato da Dio, è valida e positiva per la mente occidentale poiché l’ego occidentale pensa: “ Io faccio tutto”. In Occidente l’individualismo è molto spiccato. Gli occidentali pensano di essere i protagonisti principali della creazione ma quando si afferma che Dio è il creatore e non loro, essi si tranquillizzano, rallentano, si calmano. Il Buddhismo è altrettanto valido perché sostiene che la mente crea ogni tipo di problema personale, non si può colpevolizzare Buddha! Io concordo pienamente. Ovviamente non sono un grande erudito della Bibbia cristiana ma continuo a studiarla e proseguo con i miei studi buddhisti. Secondo il mio punto di vista, l’essenza del Cristianesimo e del Buddhismo non sono in contraddizione. Facciamo un ulteriore esempio: gli europei, che diventano buddisti, pensano: “nel Buddhismo c’è la meditazione e mi piace. Il Cristianesimo non ce l’ha”. Questa è un’opinione errata. Capite quello che sto dicendo? Molti buddisti europei pensano: “ho scoperto il Buddhismo, il Buddhismo è valido, posso meditare tutti i giorni. Posso meditare sul bardo, non ho alcuna necessità di andare in chiesa, il Cristianesimo non medita”. Essi sono fieri del loro ego perché hanno scoperto il Buddhismo. Questo è sbagliato. Essi non hanno capito che il Cristianesimo pratica la meditazione e, quindi, sfortunatamente sono ignoranti, perché non conoscono la loro religione.

Studente: perché il neonato piange quando ha fame se non possiede attaccamento?

Lama: buona domanda! Il neonato piange perché è affamato; non piange per la perdita della fidanzata o della moglie! Ok? Il neonato non strilla per la cioccolata … noi piangiamo per la cioccolata. Siete certi che il bambino abbia delle problematiche politiche? E’ infelice perché non percepisce uno stipendio adeguato? Il bambino piange se è disoccupato? Allora è tutto chiaro?

Studente: molte persone hanno avuto un’esperienza simile alla morte con l’uso delle droghe. Cosa ne pensa?

Lama: penso che sia un buon esempio. Si tratta di una esperienza umana e ritengo che ciò possa aiutare a comprendere che l’essere umano non è costituito solo da un corpo. C’è ben altro, oltre questo corpo: il nucleo, come ho già spiegato prima. Il nucleo dell’essere umano è costituito dalla coscienza umana, la mente umana – non da queste ossa. Tuttavia è nocivo assumere droghe perché provoca la perdita di memoria. Ci sono i pro e i contro. Una volta fatta la vostra esperienza, meglio non ripeterla. Ok? E’ come aver vissuto un’esperienza negativa con una fidanzata – basta!

Studente: ha parlato di quattro elementi e non di cinque. Potrebbe elencarli?

Lama: terra, acqua, fuoco e aria.

Studente: ha accennato ai cinque aggregati. Quali sono?

Lama: d’accordo. Forma, sensazione, discriminazione, fattori di composizione e coscienza.

Studente: i tre fattori principali non vengono presi in considerazione?

Lama: i tre fattori principali sono: attaccamento/bramosia, odio e ignoranza.

Studente: i tre fattori principali sono costitutivi dei quattro elementi?

Lama: non facciamo uso di questa terminologia nel gergo buddhista.

Studente: pensavo che la coscienza nello stato di sogno fosse grossolana. Lei afferma che l’intelletto scompare nella fase onirica. Vorrei capire meglio.

Lama: dapprima ci si addormenta e, in seguito, dopo che i quattro elementi si sono riassorbiti come nel processo di morte, si raggiunge lo stato di chiara luce. Da quel momento si manifesta il corpo di sogno. Il corpo di sogno è come trovarsi in un locale notturno occidentale! Ho fatto questa battuta perché ho sbagliato. La fase del sonno è diversa da quella del sogno. La condizione di sogno o corpo di sogno appare nel sonno quando la mente di sogno è attiva. Al risveglio gli elementi del corpo di sogno si assorbono e si passa dalla fase di sonno allo stato di veglia. Ok? Il sonno e il sogno sono fenomeni diversi.

Studente: durante la fase di sogno generiamo karma?

Lama: oh, sì. Il Tantra afferma che il processo di morte è simile al sonno e che passare dalla morte al bardo è come entrare nello stato di sogno: l’esperienza è similare. Quando si muore gli elementi del corpo grossolano si assorbono come nel sonno; corpo e concetti grossolani scompaiono e, poi, dalla fase di sonno emerge una specie di chiara luce ove si manifesta il corpo sottile, che è il corpo dello stato di sogno. È abbastanza simile al corpo e alle attività del bardo. Il corpo di sogno è più sottile di questo corpo e la mente di sogno è più sottile della mente di veglia. Pertanto i meditatori buddisti hanno sperimentato che la fase di sogno è uno stato mentale molto più limpido e incontaminato rispetto alla condizione di veglia. Qualsiasi cosa accada nella vostra mente di sogno, qualunque manifestazione o immagine voi abbiate, tutto è, però, estremamente collegato alla vostra condizione di veglia e, quindi, non viene considerata un’esperienza valida, come se maneggiare un oggetto fosse un evento più realistico nello stato di veglia che in quello di sogno: è la stessa cosa.

Seconda dissertazione

Ogni essere umano ha una mente. La mente si divide in: grossolana, sottile, molto sottile. Possediamo, inoltre, un corpo grossolano, un corpo sottile e uno molto sottile. La coscienza grossolana include le cinque coscienze sensoriali. Ogni giorno utilizziamo la coscienza grossolana. La coscienza sottile può essere denominata ego intuitivo o superstizione dell’intuizione: è una facoltà mentale che non siamo in grado di vedere né comprendere chiaramente. La coscienza grossolana è talmente affaccendata da oscurare la mente sottile. Quando la mente grossolana non è attiva, la coscienza sottile ha l’opportunità di emergere: ecco perché nel buddhismo tantrico tibetano si applica il metodo dell’eliminazione dei concetti grossolani per far posto alla coscienza sottile. Questo e’ specifico del Tantra. Sebbene la mente grossolana conferisca la facoltà dell’apprendimento, non ha nessuna potenzialità o forza, mentre la coscienza sottile ha maggior potere di pervasione, penetrazione e comprensione. La meditazione estirpa la mente grossolana e troppo affaccendata al fine di permettere alla coscienza sottile di entrare in funzione. La meditazione assolve un compito simile al processo di morte. Per questo tipo di meditazione è, ovviamente, necessaria una notevole concentrazione univoca per guidarci verso il processo di morte. Il Buddhismo spiega la realtà universale: la vacuità o sunyata. Eliminare la superficialità della mente grossolana, permette il sorgere dell’esperienza di sunyata. Un individuo che non ha alcuna nozione di sunyata o realtà, ma ha la capacità di comprendere il processo di morte, sarà portato, in una certa misura, all’esperienza di vacuità o sunyata. Quando la mente affaccendata si dissolverà totalmente, la vostra coscienza farà l’esperienza di vacuità immensa nonostante voi non abbiate nessuna idea di sunyata. Farete questa esperienza allorquando, estirpati i concetti grossolani, avrete l’intuizione di spazio: il vuoto. Quando descrivete sunyata: “blah blah blah blah, vuoto, blah blah blah “ sembra tutto molto complicato. La filosofia buddhista può essere molto, molto complessa, estremamente sofisticata. Individui ordinari non sono in grado di capire come è possibile realizzare sunyata. Nagarjuna afferma: “blah blah blah”; Chandrakirti sostiene: “blah blah blah”. Capite? Quando le assorte concettualizzazioni superstiziose vengono sradicate e eliminate con i metodi di un’autentica esperienza terrena, allora sunyata arriverà come il processo di morte. In generale siamo molto distanti dalla realtà: dalla realtà di noi stessi e dalla realtà di ogni cosa. Perché? Perché siamo avvolti da pesanti coperte – una, due, tre coperte di superstizione. La mente grossolana e queste coltri rozze e spesse sono configurate come il monte Meru, come l’Everest: in questo modo non siamo in grado di liberarci da un simile peso massiccio che ci sovrasta. Nel Buddhismo si usa una meditazione metodica per togliere lentamente ogni strato di coperte: questo è ciò di cui ci occuperemo. Ora, per svolgere tale compito, dobbiamo comprendere le caratteristiche della nostra stessa mente. Prima di tutto la mente non è materia né sostanza: è un tipo di energia cosciente – pensiero – che non ha colore né forma. È energia priva di forma e colore, la sua caratteristica naturale è incontaminata e cristallina e riflette i fenomeni interiori. Persino un pensiero estremamente negativo possiede una sua natura, una sua chiarezza con il fine di percepire la realtà o rispecchiare delle proiezioni. La coscienza o mente è simile allo spazio: non è mescolata a torbide contaminazioni. La natura dello spazio è comunque diversa. Ci siamo? Anche nello spazio si verifica contaminazione ma non è della stessa natura. Gli esseri umani hanno tendenze e preconcetti, perché pensano: “ sono un individuo sgradevole, la mia mente è negativa e malvagia”. Sono sempre critici: “blah blah blah la mia mente… il mio corpo è brutto, blah blah blah”. Continuano a criticare se stessi in modo dualistico: secondo il pensiero buddhista è un’opinione errata. La natura caratteristica dello spazio non è la contaminazione, l’essenza che caratterizza la contaminazione non è lo spazio. In modo simile la natura che caratterizza la coscienza non è negativa. Buddha stesso ha proclamato che la buddhità, il tathagata, è all’interno di noi stessi: è essenza pura, incontaminata e cristallina. Persino Maitreya ha spiegato che, mescolando la natura incontaminata con gli escrementi, la qualità peculiare non cambia sebbene l’essenza dello sterco, sia ben diversa dalla purezza. Ci siamo? Mi dispiace che questo monaco tibetano non abbia argomenti piacevoli – parla sempre di circostanze spiacevoli ma è importante. La mente incontaminata e cristallina esiste; la natura pura o coscienza esiste; la sua essenza e chiarezza esistono, ma le concettualizzazioni – le pesanti coperte – contaminano, inquinano, soffocando le nostre facoltà mentali. Ciò nonostante l’essenza è incontaminata e cristallina; la natura della coscienza è incontaminata e cristallina. Prima di tutto – questo è molto importante – dovreste ammettere che la vostra natura, l’essenza della vostra coscienza, non è totalmente negativa. Dovreste riconoscere di avere una caratteristica incontaminata e cristallina, una natura esistente e pura, proprio in questo momento. La coscienza ha due qualità peculiari: relativa e assoluta. La caratteristica relativa non è negativa né superstiziosa. Ad esempio, secondo l’interpretazione cristiana, l’anima umana è pura, priva delle conflittualità dell’ego, senza negatività di brama, attaccamento, odio e gelosia. In modo simile ma relativo, la coscienza umana può procedere dal primo livello fino all’illuminazione, ma il conflitto egoistico non puo’ percorrere questo sentiero. La mente insoddisfatta e emotivamente agitata non procederà mai dal primo al secondo, al terzo… fino al decimo livello (bhumi) e all’illuminazione. L’essenza della coscienza umana, quindi, l’essenza dell’anima umana è in continua ascesa. La superstizione negativa delle coperte non si eleva. In ogni momento pensate che l’essenza sia incontaminata e cristallina e allora esse (le coperte) scompaiono, svaniscono, si dileguano. Spero che ora abbiate capito la caratteristica relativa della mente. La qualità peculiare e assoluta della coscienza umana o anima è di non essere duale. La non-dualità della coscienza umana non è emotivamente disturbata: è sempre incontaminata e cristallina. Dovremmo comprendere che il nucleo di ognuno di noi è la coscienza e che non va confusa con la negatività: ha caratteristiche sue proprie, relative e assolute. La coscienza o anima è come l’oceano e la conflittualità dell’ego come le onde. Conflitti e concettualizzazioni sono onde che emergono dalla coscienza, agitandola e scuotendola – woosh, woosh – per poi ritornare in essa e ricominciare. Questa è la ragione per cui ogni coscienza o anima ha una natura incontaminata e cristallina. In seguito la brama di attaccamento, l’odio e l’ignoranza prendono forma come onde sulla superficie dell’oceano. Abbiamo, però, la capacità di non agitare la nostra coscienza; possiamo mantenere la nostra coscienza tranquilla, senza alcun turbamento come l’oceano: questa è la funzione svolta dalla meditazione. Tutta la confusione, l’insoddisfazione, la sofferenza e l’afflizione derivano dalla motivazione della nostra mente. Siete spaventati? Rilassatevi. Pensate di essere nessuno: è la verità. Se pensate di essere qualcuno, sarete ansiosi. Ok? Ok, nessun problema. Tutta la conflittualità umana, la radice dei problemi dell’umanità, è qualcosa di sbagliato all’interno della mente. Vale la pena indagare immediatamente e capire che la natura di ognuno non è totalmente negativa né irrimediabilmente senza speranza. Si dovrebbe avere rispetto della nostra natura, della nostra purezza, della nostra stessa essenza. In seguito potremo cominciare a rispettare gli altri ma se vi considerate una seccatura, egoisti, totalmente negativi e disperati, allora psicologicamente giudicherete anche gli altri nello stesso modo. Ciò è pericoloso. Quando meditate, la vostra percezione sensoriale o coscienza sensoriale non è la persona che medita. A volte la gente pensa che l’unica realtà esistente sia quella sensoriale, perché è abituata ad usare solo i cinque sensi. La mentalità occidentale, per la forza dell’abitudine, considera reali le cose toccate, maneggiate o viste; l’oggetto sensoriale diventa l’unica realtà. La coscienza sensoriale è, infatti, una sciocchezza: non ha la capacità di discriminare tra giusto e sbagliato. Ecco perché dal momento in cui apriamo gli occhi, siamo perennemente distratti, inseguendo concezioni dualistiche. Durante la meditazione questa sciocca e vecchia abitudine delle percezioni sensoriali si attenua in modo naturale. Supponete di essere a casa e di pensare a una pera: “oh, questa bella pera”. Anche prima di recarvi al mercato, la mente ha già visualizzato la pera e ha deciso che è una buona idea comperare la pera. Allora quando siete al mercato e vedete la pera, essa diventa molto bella e allettante, perché avevate già idee preconcette. La percezione sensoriale è paragonabile alla popolazione svizzera, la coscienza al governo. Il governo svizzero ha già deciso chi è buono e chi è cattivo nella popolazione. Ecco perché la coscienza ha già idee preconcette. Allora quando la percezione sensoriale coglie un oggetto, sarà piacevole se la mente lo conferma, ma, se la mente lo cataloga come sgradevole, sarà sgradevole. Ecco perché considero insensata la percezione sensoriale: non ha nessuna forza interiore discriminante; distingue solo la realtà grossolana e non intravede per niente la natura nella sua globalità. Assolutamente no. La scienza cerca faticosamente di scoprire la realtà con l’uso di potenti microscopi, ma è inadatta, senza speranza. I buddhisti sanno già che non è possibile ottenere sunyata con simili metodi. Questo pomeriggio mediteremo sulla nostra coscienza. Non dovete spaventarvi all’idea di non sapere cos’è la coscienza: “ questo monaco mi dice che dovrei meditare sulla mia coscienza ma se è l’origine dei miei problemi, come faccio ?”. Ora, ad esempio, siamo all’interno di questa stanza e possiamo scorgere i raggi del sole anche se non vediamo direttamente il sole. Attraverso la percezione dei raggi solari, quindi, il sole esiste veramente. In modo simile, noi sappiamo, attraverso l’esperienza, che pensiero e motivazione sono relazionati alla coscienza. Ora l’osservazione del vostro pensiero, la consapevolezza del pensiero e della vostra motivazione sono sufficienti per meditare sulla vostra coscienza. Quando osservate la mente, quando siete consapevoli dell’osservazione della vostra mente, è ciò che io considero meditare sulla coscienza individuale. Un altro modo di meditare sulla coscienza consiste nel conoscere la metodicità del vostro pensiero. Nel momento in cui chiudete gli occhi, sapete quali pensieri emergono: cercate, quindi, di essere consapevoli della parte fondamentale del vostro pensiero. Non ci si dovrebbe preoccupare di opinioni negative o positive. Capite? Il fondamento, l’essenza di entrambi i pensieri positivi o negativi è incontaminata: la mente riflette i fenomeni. In Occidente il termine “ meditazione” crea molti equivoci. A volte la gente interpreta la meditazione come una costrizione individuale, altri come un allontanamento, un distacco: entrambi sono errori. Se vi allontanate, sarete completamente assenti, distratti; se vi sforzate troppo, diverrete troppo egocentrici. Meditare è molto semplice. Socchiudete gli occhi. Cosa accade? La vostra consapevolezza si espande come una macchina sensibile: un radar. Cercate di percepire qualsiasi segnale o vibrazione. Siete ricettivi, completamente svegli e consapevoli di ciò che succede. Siamo in comunicazione? Questa è la meditazione sulla coscienza. Meditare non significa: “oh, c’è una luce, c’è blah blah blah”. Non stiamo facendo conversazione. Il vostro scopo è meditare. Siete consapevoli della realtà circostante, il cielo, gli autocarri che transitano, siete consci di tutto. Tuttavia non dovreste fare conversazione: “questi autocarri trasportano formaggio o vini per il mercato”. Ecco questo non dovreste proprio farlo. Sebbene siate consapevoli, dovreste mantenere il controllo per bloccare la mente impulsiva. Che cosa vi rende impulsivi? Intrattenere una conversazione – “lei è così; lei parla in questo modo; lui dice che; non mi piace, mi piace” – vi obbliga a rispondere. Controllo significa non reagire. Se vi si dice:”sei un tipo sgradevole”, non reagite dicendo: “ mi ha definito sgradevole; il mio ego è stato offeso”. Questo è una reazione; questa è la mente impulsiva, senza controllo ed è anche una mente ossessionata. La mia considerazione è che una mente ossessiva ha due oggetti: un oggetto di attrazione e un oggetto di repulsione. Ossessionata significa non poter smettere di pensare all’oggetto. Capite cosa intendo dire? Ossessionato significa non essere libero o sereno ma continuare a pensare senza sosta: “Questo, questo, questo, questo”. E’ossessione. La mente di odio, di gelosia, di brama di attaccamento è, quindi, troppo ossessiva e disturbata. Ecco perché la meditazione vi abitua a non reagire quando compare l’oggetto della vostra ossessione. Qual è il beneficio di indirizzare la consapevolezza verso la propria coscienza al posto di spostarla su questo fiore, sulla fidanzata o sul fidanzato? Il beneficio è dato dall’energia che si crea quando siete consapevoli della vostra coscienza e non si tratta di un concetto specifico di esistenza autonoma così come questo fiore o la vostra fidanzata o fidanzato. La bellezza di osservare o di essere consapevoli della vostra coscienza individuale abbatte le concettualizzazioni; vi porta a rimuovere in modo diretto le pesanti coperte delle idee superstiziose per provare l’esperienza di grande vacuità. Avete bisogno di conoscere la mente per risolvere i vostri problemi e per eliminare i concetti. Allora vi sentirete esperti, abili e incoraggiati a pensare: “Posso fare qualsiasi cosa. Posso risolvere i miei problemi se lo voglio”. Nel Buddhismo questo è il sentiero che conduce alla liberazione. Solitamente siete molto intellettuali; giudicate sempre “buono/cattivo, positivo/negativo, piacevole/sgradevole” sempre, in continuazione ma, quando meditate, smettete di ripetere “bene/male, positivo/negativo”, interrompendo, così, il flusso mentale “bene/male”, che è dualistico. La mente è divisa – bello/brutto, pregevole/spregevole, giusto/sbagliato – basta! Siate semplicemente consapevoli, siate coscienti, proprio come il sole e la luna che non pensano: “io scaldo il popolo svizzero” oppure “regalo molta luce agli svizzeri: sono irriconoscenti!”. Sole e luna non giudicano. Siate come il sole e la luna: è molto importante. Buddha Maitreya ha detto che i libri, i testi, le bibbie e così via hanno la funzione di ponte, di collegamento. Per oltrepassare un fiume avete bisogno di un ponte che sia sicuro e funzionale e, dopo averlo attraversato, potete esclamare: “arrivederci ponte”. Quando il ponte è stato superato, è insensato pensare: “questo ponte è utile” oppure “questa bibbia è piacevole”. Ciò dimostra solo che avete attaccamento. Ora, distinguere in modo intelligente il bene dal male ha una grande importanza ma evidenziare costantemente il positivo dal negativo o il bello dal brutto non ha molto valore. Ad un certo punto dovete andare oltre, al di là di tutto questo, ma avete, comunque, bisogno della saggezza discriminante. Come è possibile che la consapevolezza della coscienza individuale conduca all’esperienza non-duale? Potreste ribattere che esistono sempre due fiori, un sole e una luna e molte persone. Allora come è possibile sperimentare la non-dualità quando la dualità è sempre presente? La dualità è un livello convenzionale della realtà. Quando si sperimenta la non-dualità, non significa essere nichilisti ma, piuttosto, avere una visuale ampia della realtà ove il convenzionale non provoca più sensazioni né vibrazioni mentali. Ecco perché non dovreste parlare quando cercate di sperimentare la non-dualità. Quando meditate non dovreste discutere con voi stessi: “Come posso essere capace di fare questo? I due fiori esistono, come posso affermare che la dualità è inesistente?”. Dovreste immediatamente bloccare questo dibattito, questa dissertazione. State cercando di fare un’esperienza, non state annientando l’immagine del fiore. Avete capito? State tentando di sviluppare quella saggezza che comprendere la globalità del fiore. Dal punto di vista buddhista, raggiunta la concentrazione univoca di non-dualità del fiore, in quel preciso momento esperienziale il fiore scompare; il fiore convenzionale svanisce con la pratica. Siamo in comunicazione oppure no? Così quando sperimentate la non-dualità di voi stessi, in quell’istante esperienziale non ci sono più concettualizzazioni esasperate di voi stessi nella mente – tutto scompare. Non c’è sentimentalismo: “sono attraente oppure orrenda?”. Avete capito cosa intendo? Simili argomenti di paragone svaniscono e quel momento esperienziale non è un affare di cosmetica. La preoccupazione, quindi, di apparire attraenti, senza rughe è inutile. Quando siete meno ansiosi, avete meno rughe! Stiamo, quindi, parlando di un livello esperienziale della coscienza e non dovreste avere timori: “ sto scomparendo, ogni cosa svanisce, forse diventerò nichilista”. Non dovete preoccuparvi di questo. Ok? Eliminate completamente le idee scorrette, le sfere egoiste. Durante la meditazione mantenete una profonda consapevolezza della vostra coscienza individuale. Non giudicate nemmeno la coscienza come positiva o negativa – siate e basta: lasciate andare. Avete capito? “lasciar andare” non significa allontanarsi, perdersi, ma semplicemente mollare mantenendo un’intensa consapevolezza. La consapevolezza profonda è simile al sole che illumina, perché irradia la coscienza, e poi lasciate andare, mollate. Siate e basta. Questo è sufficiente. Quando socchiudete gli occhi rilassatevi, siate consapevoli. A volte appaiono immagini di svariati colori: lasciate che vadano e vengano. Non pensate al colore bianco, non fate conversazione – semplicemente siate. In altre parole siate consapevoli del continuum mentale, di qualsiasi cosa la coscienza stia sperimentando in quel momento. Suppongo che il tempo sia scaduto, giusto? Chi controlla la durata del mio tempo? Mi trovo in Svizzera e, come voi sapete, devo rispettare il mio programma degli impegni! Ora, vorrei che voi faceste un’esperienza durante questo fine settimana: togliere la coperta della vostra superstizione. In questo modo il corso diventa utile. Avete capito? Questo è il mio stato d’animo ed è un mio umano diritto farvi capire. Non siete obbligati a credere ogni cosa che vi dico. Non vi è nessun obbligo o necessità di credere in ciò che affermo. Cercate semplicemente di fare l’esperienza. Questo monaco vi chiede: avete provato qualcosa oppure niente? Questo è tutto. Senza pratica meditativa non potete essere liberi e il Buddhismo non vi sarà d’aiuto. Allora è molto semplice. Non dovete diventare grandi meditatori; semplicemente rilassatevi e siate coscienti. Non giudicate positive o negative le vostre percezioni sensoriali; siate solo consapevoli della vostra coscienza senza alcuna interpretazione. Siate e basta. Anche se emerge un pensiero sgradevole, non preoccupatevi, non respingetelo. L’essenza di un pensiero negativo è, comunque, una coscienza incontaminata e cristallina. Non intrattenetevi né dialogate con l’oggetto: questo è il peggior nemico della meditazione. Dovreste essere consapevoli della vostra coscienza. Quando sorge un pensiero all’improvviso, non respingetelo pensando: “oh, è spiacevole, oh no” – non dovreste esserne turbati. Osservate il fondamento di tale pensiero dentro di voi; mantenete un’attenzione personale. Non instaurate un dialogo con voi stessi: “ questo giallo è piacevole, è magnifico, è semplicemente fantastico”. Non fate discorsi oggettivi. Bloccate la normale conversazione e siate consapevoli del pensiero specifico, siatene consci. Il pensiero vi riporterà nuovamente alla nondualità: vi condurrà oltre la distrazione. Ora penso che il tempo sia terminato. La motivazione è la prima cosa da prendere in considerazione, quando state per iniziare la meditazione. Se pensate che le “banane” siano il vostro stimolo, allora cercate di mantenere una respirazione regolare. In seguito osservate semplicemente con la consapevolezza del vostro pensiero. Bene, penso sia sufficiente. Forse non c’è bisogno di una ulteriore spiegazione. Voi ci proverete, non è forse vero? Vi ringrazio infinitamente. Ci rivedremo nel pomeriggio. Terza dissertazione Durante la nostra esistenza abbiamo accumulato esperienze talmente allucinanti da provocare reazioni ancor più confuse durante il tempo di morte. I quattro elementi iniziano a riassorbirsi internamente con l’invecchiamento, creando un dinamismo squilibrato. Gli organi sensoriali si deteriorano con la vecchiaia: i quattro elementi cominciano a riassorbirsi. Si hanno complicazioni visive, la vista si sdoppia e gli organi dei sensi provocano degli squilibri. Quando si dice che l’elemento terra si è abbassato o è diminuito, potrebbe sembrarvi una affermazione priva di significato, ma in realtà l’elemento terra – il corpo – si sta deteriorato. Nelle persone anziane gli organi dei sensi si affievoliscono, perdono la capacità di mettere a fuoco con lucidità o di funzionare in modo appropriato. L’elemento terra comincia la fase di deterioramento già alla vostra età! Gli organi sensoriali si alterano e i cinque aggregati si indeboliscono, creando squilibrio e visioni allucinate. Anche il senso del piacere diminuisce, togliendo godimento. Quando ci si ammala gravemente, il cibo, la forma, i colori non arrecano più alcun piacere. Non si hanno più gratificazioni dagli oggetti sensoriali, nessun piacere da un fiore. Il fiore è lì ma voi non ne traete alcun godimento. Forse quel fiore vi provoca collera! “questo fiore rosso mi irrita, per favore portatelo via”. Alcuni malati reagiscono proprio in questo modo causa complicazioni interne. La dissoluzione dei quattro elementi provoca processi interiori, come il miraggio, il fumo e il fuoco. Sono esperienze interiori perché non c’è nessun incendio all’esterno. Pertanto alcune persone sofferenti rifiutano l’acqua oppure intravedono delle fiamme. La confusione è interna: sorge l’esperienza interiore di un fuoco divampante che trapassa. Queste sono allucinazioni intime. Acqua e fuoco vengono percepiti come presenze reali, quindi l’esperienza di coscienza si tramuta in confusione. Potrete intravedere la purezza e la trasparenza, immaginando tutto questo. Generalmente il vostro ego si afferra agli oggetti, ma, durante il processo di disintegrazione degli elementi, tali oggetti esterni scompaiono. Avrete esclusivamente immagini confuse e allucinate. State perdendo il vostro oggetto di attaccamento e ne siete spaventati. Allo stesso tempo perdete anche l’identità dell’ego. Durante l’assorbimento dei quattro elementi con le visioni corrispondenti, ricordate che anche le cinque facoltà sensoriali si stanno affievolendo. Le opinioni da voi sostenute per un’intera vita cominciano a vacillare; state perdendo la vostra identità e ne siete spaventati, anzi terrorizzati. Generalmente ci si identifica nel proprio compagno, perché arreca sicurezza. Quando ogni cosa si deteriora internamente ed esteriormente, sorge il timore di perdere l’abituale sicurezza. Attraverso la pratica meditativa, educate voi stessi a riconoscere le condizioni che vi provocheranno le allucinazioni nei momenti dell’esperienza di morte. Avrete una migliore comprensione di sunyata quando realizzerete che le visioni di allucinazione non sono esistenti di per sé, che non hanno un’esistenza intrinseca; fate in modo di non identificarvi con l’oggetto di allucinazione. Non dovete avere la convinzione che l’io esiste autonomamente. Proviamo ad usare una terminologia erudita: non esiste l’io dualistico. Giusto? Cerco di spronarvi: non c’è un io indipendente e autonomamente esistente. Cerchiamo di aprire la mente; nel tempo di morte la spinta mentale non è necessaria in quanto l’identificazione di un sé esistente scompare in modo del tutto spontaneo. Questa è la ragione per cui, durante la meditazione, alcune persone sperimentano la perdita di identità personale e si spaventano. Questo è positivo: dovete spaventarvi. Noi monaci tibetani vogliamo intimorirvi. Gli occidentali detestano la paura. Tuttavia noi possediamo l’abilità di provocare in voi situazioni di panico e molta gente ha vissuto questa esperienza. Perché avete il timore di perdere qualcosa? Perdere voi stessi significa liberarsi dal preconcetto di esistenza vera e indipendente che avete di voi stessi – ecco ciò che sconvolge. La proiezione di voi stessi subisce uno scossone ma non viene intaccata la veridicità della non-dualità o della natura autentica di voi stessi. Durante un insegnamento di Lama Tzong Khapa riguardante sunyata, uno dei discepoli a lui molto legato, realizzò sunyata in quel momento. Durante l’ascolto cominciò improvvisamente a tremare perché intuiva la sua scomparsa, stava perdendo sé stesso completamente. Allora, tremante, riprese il controllo di sé. L’esperienza dell’insegnamento e della realizzazione erano avvenute contemporaneamente. Dovrebbe accadere in questo modo. Per scoprire la vostra natura autentica dovete distruggere, quindi, l’idea preconcetta o l’illusorietà di voi stessi. In occidente vengono usati molti e svariati significati della terminologia: “perdere il sé”. Ci sono centinaia di interpretazioni della parola “sé”. Voi stessi stabilite la vostra realtà con opinioni preconcette: “io sono così”. Voi create un sé permanente, un’entità auto-esistente, indipendente. Allo stesso modo, quando i cristiani parlano dell’anima, creano un sé, convincendosi di essere questo o quello, l’io: hanno una salda idea preconcetta. Quel “sé” non esiste: è una mera proiezione dell’ego. Per esempio quando un uomo identifica se stesso affermando: “ io sono così e sono il marito di una certa signora”, introduce il concetto identificativo di sé stesso come marito che esiste in modo autonomo. Dal momento che si considera un marito realmente esistente di per sé, proietta immediatamente la stessa immagine sulla moglie. Avendo questa opinione di sé medesimo, è convinto che anche la coniuge sia una moglie veramente esistente. Un simile preconcetto porterà, poi, molta infelicità. Dal momento che la mia esistenza dipende da mia moglie anche la sua vita è subordinata alla mia; quindi se lei scompare anche io sparisco! Avete capito? Così, una volta identificato sé stesso come marito reale, si immagina anche una moglie reale. In seguito egli si trasformerà in un coniuge problematico perché la situazione, lui stesso e la moglie sono impermanenti, transitori: cambiano ogni giorno. Egli ha deformato la realtà. È positivo che anche voi, giovani occidentali, sperimentiate la confusione, ampliando la vostra visuale: “ cosa posso fare in questa ALLA SCOPERTA DEL BUDDHISMO 32 collettività svizzera? Sarò un ingegnere? …uno scienziato?”. Desiderate identificarvi in qualcosa: volete una professione. I giovani sono estremamente confusi poiché la società impone dei modelli: “ dovete essere così e così”. Da un lato essi ci credono, dall’altro no. Malgrado ciò pretendono un metodo, un punto di vista in cui riconoscersi ma non trovano nessuna identità temporanea o transitoria e, quindi, diventano matti, insensati. Si drogano con la convinzione che non ci sia speranza: “Non riesco a trovare la mia individualità; meglio scappare”. Non significa che non abbiano ego, lo hanno già. Tuttavia il loro ego vuole riconoscersi in altre cose. Essi possiedono già il concetto del loro essere ma esigono un’ulteriore identità oppure una caratteristica aggiuntiva – ma non la trovano. L’immagine del sé esistente è molto facile a vedersi. Non è difficile. In questo momento potete osservare la natura di un io in cui vi riconoscete, a cui siete aggrappati. Proprio ora potete fare questa analisi. Vi trovate fondamentalmente nei pasticci sin da quando avete formulato dei concetti sull’immagine di un sé che vi appartiene. Siete sempre critici con voi stessi: “Non sono all’altezza” e la causa risiede nel vostro restare aggrappati. Se fate questa verifica, potete rendervi conto dell’inganno: non siete in contatto con la realtà – potete capirlo proprio ora. Avete una proiezione assai limitata di voi stessi, attribuendovi un’immagine molto circoscritta e ciò diventa la radice che limita, che restringe ogni cosa: moderazione dell’amore, restrizione della saggezza, limitazione della compassione. Avete già deciso di essere fondamentalmente limitati, ristretti; tutto – la vostra vita, la vostra saggezza e il vostro amore – diventa limitato perché avete un’immagine ristretta di voi stessi. Quando i quattro elementi si assorbono nel tempo di morte, ogni concetto grossolano di voi stessi, il piacere, ciò che vi ci circonda, gli amici, la sicurezza, l’amore e la compassione, tutto svanisce. Ecco perché si dice che quando l’elemento aria si assorbe nella coscienza, gli ottanta ego superstiziosi scompaiono. L’effetto risultante degli ottanta ego di superstizione, quindi, si interrompe, viene bloccato. La coscienza sperimenta interiormente la grande vacuità, un enorme spazio vuoto come il cielo di colore blu; un’esperienza interiore assoluta, uno spazio totalmente vuoto. Normalmente siamo talmente stipati dai concetti illusori, le ottanta superstizioni, da non avere spazio per apprendere la realtà. Nel tempo di morte tutti i concetti dualistici si dileguano con il risultato di entrare in contatto con una realtà più ampia. Questo è, dunque, ciò che sperimenterete. Inoltre le superstizioni, le illusioni diventano prorompenti allorquando l’energia fisica viene incanalata nella direzione sbagliata. Nei momenti di morte le energie si assorbono in modo naturale nel canale centrale (shushuma): si sperimenta la grande pace, la grande vacuità. Per tale motivo il tantra enfatizza l’attivazione delle energie nel shushuma. L’attenzione viene posta sui chakra al fine di convogliare energia nel canale centrale. Tramite la meditazione sui chakra del cuore, dell’ombelico, della gola, della fronte o capo, ci si addentra nel sottile, nel canale centrale, in modo da spostare la pressione energetica in quel punto e bloccare, così, il flusso dell’energia verso la direzione sbagliata. Gli yogi e le yoghine controllano, così, la loro energia con la meditazione di shushuma, vivendo la stessa esperienza del tempo di morte. Dopo l’assorbimento dei quattro elementi, la respirazione cessa. Allora sorgono le quattro visioni: quella bianca, rossa, nera e la visione di chiara luce, che spingono verso il canale centrale. La visione bianca è il riflesso dell’energia bianca o dell’aspetto del padre, la caratteristica maschile; la coscienza fa l’esperienza del grande vuoto simile a una luce bianca irradiante. Allo stesso modo l’aspetto materno o energia rossa si concentra in shushuma; la coscienza percepisce il colore rosso nel grande spazio vuoto. Il tantra spiega che ognuno di noi è l’unione di energia maschile e femminile sostanzialmente esistente in noi da sempre. Dopo la scomparsa della visione rossa, sorge la visione nera per breve tempo. In seguito appare la visione di chiara luce che è un enorme spazio assolutamente vuoto. In questo vuoto c’è un’impronta di luce incontaminata e cristallina: questa è l’esperienza di chiara luce in cui la coscienza non ha nessun tipo di esperienza sensoriale. Non esistono signori e signore di Ginevra e neppure i negozi di Ginevra; in quel momento non c’è nessun incontro alle Nazioni unite; la Ginevra laboriosa non esiste. Durante l’esperienza di chiara luce, gli oggetti del vostro ego se ne vanno, gli oggetti del vostro orgoglio, attaccamento, odio e gelosia sono tutti andati. La vostra immagine mentale nera di depressione non c’è più e voi sperimentate solo la visione di luce. Ora è importante capire. Quando siamo illusi, ingannati, non siamo consapevoli. Siamo rigidi, confusi e, di conseguenza, contaminati. La vostra coscienza sensoriale, perciò, subisce l’oscurità, ma siete incontaminati e cristallini per natura e avrete sempre luce davanti a voi. Credo fermamente che farete questa esperienza, ma, a causa dell’ignoranza, siete talmente ingannati da non scorgerla. Una mente incontaminata e cristallina produce una proiezione di luce. Se siete confusi e contaminati, appare una proiezione inquinata nella mente davanti a voi. È importante sapere questo. Quando vi sentite depressi e impuri interiormente, significa che la vostra mente ha subito un processo di degenerazione per un certo periodo. Avete la sensazione che persino la vostra esistenza sia una contaminazione per cui avrete proiezioni distorte anche se splende il sole. Quando, invece, siete interiormente puri e cristallini, anche la realtà esterna diventa una visione di luce. Quante persone hanno provato una simile evidente esperienza? È molto semplice. Non sto parlando di una sorta di realizzazione estremamente elevata. Cercate di essere semplicemente consapevoli. Quanto più siete confusi nella vita di tutti i giorni, tanto più la vostra intricata situazione determinerà il succedersi di eventi negativi all’esterno. Allo stesso modo ci sarà la comparsa di una manifestazione positiva esterna se siete incontaminati e cristallini interiormente. Riflettete, è così evidente. Non si tratta di fare una grande esperienza meditativa ma piuttosto di una questione di sensibilità. Quando siete in una fase degenerata, estremamente negativa, percepite delle visioni esteriori nella vita quotidiana, ma quando siete incontaminati e cristallini, accade qualcosa di diverso. È molto importante. Non è una realizzazione elevata, ma si tratta di sensibilità. Parliamo di negativo e positivo, questo è il nostro argomento. Non è forse vero? Il nostro obbiettivo è di essere il più positivi possibile; analizziamo, quindi, questo tipo di vibrazione, di sensazione. Cercherò di dare una spiegazione logica. Avete letto biografie di grandi lama che hanno avuto ripetutamente visioni pure delle divinità: Buddha, Manjushri, Avalokiteshvara, ecc. Hanno avuto sempre qualche visione pura che si è manifestata. Noi abbiamo costantemente il sorgere di oggetti di rabbia, attaccamento, ignoranza e gelosia. Tutto ciò è evidente e logico, giusto? Benché tutti noi siamo esseri umani, alcuni hanno visioni pure mentre altri hanno visioni negative: non è complicato da capire. Se siete attenti e consapevoli di come e in quale ordine si manifestano i concetti mentali e della visuale della vostra coscienza, allora potrete esaminare sogni e apparizioni. Non è difficile ricercare qualche evento interiore che avviene nella mente. È molto utile, quindi, esaminare, analizzare. È molto importante: in questo modo si impara a comprendere il karma. Anche se ne parliamo: “blah blah blah karma, blah blah blah karma” non ne siamo convinti, ma l’esperienza karmica – la comprensione personale, la saggezza, l’essere conscio di ciò che avviene nella vita, ogni mese e anno – aiuterà nella comprensione del karma. Avrete sentito parlare di molti grandi meditatori rimasti in meditazione profonda durante il tempo di morte. Quando raggiungono il punto di chiara luce, gli yogi permangono nella meditazione di chiara luce. È possibile mantenere questo stato per giorni, settimane o mesi. Anche dopo l’interruzione del respiro, lo yogi può restare vivo per mesi, settimane o giorni: per tutto il tempo della meditazione egli è ancora vivo, non è morto. È importante, quindi, per i meditatori svizzeri modificare la legge a favore dei diritti umani. In breve essi dovrebbero ottenere il permesso dal governo svizzero! “Cosa intende Lama per ‘ottenere il permesso di meditare’? abbiamo già il permesso di meditare!”. Dopo la constatazione di morte, il corpo non dovrebbe essere toccato sino a che l’energia dello yogi non e’fuoriuscita dalle narici e da qualsiasi altra parte del corpo. Questo è il permesso di cui avete bisogno. Esiste un’ulteriore spiegazione: alcuni lama sostengono che l’esperienza di chiara luce è sunyata; altri affermano che non è quella effettiva, reale, ma si tratta di sunyata artificiale. C’è un grande dibattito su questo punto. Allora come è possibile sostenere di aver avuto l’esperienza di sunyata? Probabilmente non abbiamo alcun argomento valido per dibattere se è vera esperienza oppure no. Il vostro compito è di fermare le concettualizzazioni reali e la superstizione. È sufficiente per voi arrivare al momento esperienziale di non-dualità e di un io inesistente, il cioccolato svizzero. Non è necessario dibattere. Possiamo argomentare tra di noi a livello intellettuale: “qual’è l’esperienza di sunyata?” . Alcuni di voi potrebbero rispondere: “oh, la mia esperienza di sunyata, in questo momento, è che non c’è un fidanzato o una fidanzata, non esiste problema di cioccolata!” allora dovrei chiedervi: “perché?” e continuare in questo modo: “non esiste problema di cioccolata – non è sunyata”. Avete capito? Potrei dibattere anche in questo modo: “non esistono opinioni politiche, questa è la vostra esperienza di sunyata. Hmm. Non può essere sunyata”. Comunque, potrei discutere con voi a lungo e, in un modo o nell’altro, convincervi che non si tratta dell’esperienza di sunyata. Ora da un punto di vista pratico dobbiamo sviluppare l’esperienza di sunyata dal nulla. Dobbiamo potenziare l’esperienza di sunyata. Dobbiamo svilupparla in modo graduale, dall’esperienza di sunyata neonata a sunyata adolescente, poi sunyata di mezza età e in seguito sunyata anziana fino alla grande esperienza. Stiamo parlando di esperienza e non di concettualità anche se molti intellettuali ritengono che sia la vera sunyata alla quale l’esperienza dovrebbe corrispondere. Si tratta solo di un viaggio cerebrale; non è un metodo sistematico esperienziale. Sistematico significa cominciare lentamente, gradatamente. Voi accumulerete lentamente un certo tipo di sunyata e sempre meno nozioni concrete. Ecco perché l’approccio intellettuale di sunyata e l’esperienza vera sono diversi. Nel momento in cui l’esperienza di chiara luce ha termine, i segni delle visioni si ripresentano in ordine inverso. Mentre in precedenza si passava dal bianco al rosso, al nero e all’esperienza di chiara luce, ora, l’energia di chiara luce si interrompe e sorge la visione nera o oscura. Dall’oscurità si passa al rosso e, poi, alla visione bianca e tutte le superstizioni riemergono nuovamente. Adesso vi parlerò del bardo. Non siate frettolosi – desidero che voi comprendiate in modo corretto e chiaro. Al termine dell’esperienza di chiara luce, durante il processo di morte, voi diventate corpo di bardo per un secondo. Fate l’esperienza della visione nera per passare, poi, da quella rossa alla bianca. In tal modo l’ego appare nuovamente. Se siete consapevoli e sensibili, durante questi stati sempre più illusori, avrete delle visioni colorate. Ad esempio quando l’attaccamento, la brama e l’odio riemergono vigorosamente, un certo colore diventa predominante. Dovreste, quindi, essere consapevoli della natura di tali visioni. L’esperienza dei processi di morte è identica agli stadi del sonno; non avviene, quindi, solo nella morte ma anche nel sonno e con la perdita dei sensi o svenimento. Anche durante l’orgasmo avviene qualcosa di simile all’esperienza di morte. Dobbiamo esserne consapevoli. Sebbene l’esperienza del processo di morte sia già stata vissuta, non ne siamo abbastanza consci e sensibili da riconoscerla. Non abbiamo la comprensione dell’esperienza personale. Allora, come potete constatare il processo di morte non è inusuale. Vi siete già passati molte volte; durante l’orgasmo sperimentate il processo di morte. Nonostante sperimentiate, in una certa misura, l’assorbimento degli elementi e le visioni bianche, rosse nere e di chiara luce, non ne siete consci perché siete beatamente ignoranti. Se siete attenti e sensibili, profondamente consapevoli, potrete osservare questo processo di morte verificarsi durante la vostra esistenza. Tutto ciò è già stato sperimentato, anche prima che voi meditaste! Noi tutti facciamo esperienze preziose, proprio tutti. Non intendo dire che siamo grandi meditatori ma noi tutti abbiamo vissuto esperienze di valore. É importante prenderne atto, esserne consapevoli e riportare alla memoria quelle preziose esperienze. Allora guadagnerete fiducia e crescita interiore. Vi sarà d’aiuto. In caso contrario sprecherete inconsciamente le vostre preziose esperienze, proprio come si getta la spazzatura in Svizzera. Non va bene, non è giusto. Viviamo esperienze interiori di grande valore ma le sperperiamo per continuare a raccogliere e indossare le pesanti coperte. Ciò che siamo, ciò che proviamo non può essere ottenuto con il denaro: è la nostra componente più preziosa. Voi continuate, invece, a ignorare e a disperdere; prendete e vi coprite di ciò che non siete – è totalmente folle. Ora sarebbe meglio tornare al lavoro. Visualizzate OM AH HUM; la OM è bianca ed è alla sommità del capo. La OM bianca rappresenta l’energia incontaminata della parola eccellente o suono divino e del corpo supremo dei buddha e dei bodhisattva o di chiunque consideriate puro. Dopo aver emesso il suono “OM”, l’energia di luce bianca, che si irradia da OM, entra nel vostro corpo attraverso shushuma, permeandolo. Tutte le concettualizzazioni e l’energia contaminata del corpo vengono ripulite e purificate. Il corpo intero, dalla testa ai piedi, viene ricolmato di energia candida irradiante beatitudine. Provate questa sensazione. Ripetete il suono “OM” per due o tre minuti mentre meditate e purificate il corpo. Nel momento in cui si interrompe il suono del mantra OM, siate solo consapevoli, non fatevi coinvolgere da positività o negatività, non reagite, non conversate, concentrate esclusivamente l’attenzione sulla luce della coscienza al vostro capo. State lì. Siate profondamente attenti e lasciate andare – senza indolenza, senza distrazione. Prima di concludere, meditiamo per un breve lasso di tempo. Non c’è bisogno di sforzarsi, siate naturali, mettetevi a vostro agio. Lasciate che l’energia scorra spontaneamente, siate voi stessi. Lasciate che l’energia del respiro fluisca in modo naturale. Non pensate di essere meditatori né di essere persone misere. Non pensate di essere egoisti. Non pensate a niente, semplicemente siate. Assumete una comoda posizione delle mani e socchiudete gli occhi. Visualizzate la OM bianca al centro del vostro capo e ripetete il suono “OM” per tre minuti. Allo stesso tempo, dalla OM bianca, parecchia energia kundalini di felicità pervade il vostro corpo, purificando l’energia contaminata. È importante visualizzare l’intero corpo ricolmo di luce: tutto irradia energia bianca. Questo aiuta a rimuovere i giudizi critici sul corpo. (ripetizione di OM) Ok, ora mantenete il livello di attenzione profonda – lasciate andare – senza alcuna aspettativa. (pausa meditativa) La consapevolezza profonda porta all’esperienza del nulla o annullamento dell’io. Il vuoto. Il nulla. Afferrate questa percezione profonda e lasciatevi andare. (pausa meditativa) Va bene. Ora è meglio smettere – altrimenti potremmo perderci, smarrire noi stessi. Vi ringrazio infinitamente. Quarta dissertazione Ieri abbiamo affrontato gli stati confusionali durante il tempo di morte. Da un punto di vista buddhista la confusione, l’illusione e la malattia derivano dai tre veleni: attaccamento/gelosia, odio e ignoranza. Ogni allucinazione è il risultato dei tre veleni. Senza questi tre veleni, non ci sarebbero, quindi, complicazioni durante il processo di morte. Allora la morte diventa beatitudine. Ciò è molto importante. A volte la morte viene descritta come il dissolversi o l’assorbimento dei quattro elementi accompagnata da uno stato confusionale. La persona che ha alimentato le condizioni dei tre veleni, incrementerà la causa che provoca lo squilibrio degli elementi. L’assorbimento dei quattro elementi corrisponde a uno squilibrio. I testi tibetani citano i termini “terra, aria, acqua o fuoco” che “diminuiscono, si riducono, sprofondano”, ma non c’è un’effettiva penetrazione o mescolanza tra di essi. Non si parla di deterioramento dei quattro elementi o di squilibrio solo in termini scientifici. La scomparsa di un elemento crea confusione e quando l’altro elemento svanisce, si determina un ulteriore stato confusionale. Il deteriorarsi squilibrato dell’energia corporea è, quindi, causato dai tre veleni. La terminologia medica tibetana spiega che l’attaccamento causa il lung: significa che l’elemento aria non è bilanciato. Quando insorge attaccamento l’aria è irregolare e la respirazione diventa faticosa. Odio e gelosia influenzano la bile; l’ignoranza provoca la tubercolosi; l’attaccamento e la brama sviluppano troppa aria che influenza il sistema nervoso; l’odio produce un sovraccarico di bile che influisce sull’elemento fuoco; l’ignoranza aumenta l’elemento acqua. Se l’energia di un individuo è iperattiva, anche i quattro elementi saranno super attivi, provocando, quindi, l’insorgere di uno stato confusionale. Il predominio di uno dei quattro elementi determina squilibrio e può essere causa di morte . L’elemento aria serve a preservare la vita, non è forse vero? Quando non è bilanciato, può essere fatale. Inoltre il cuore, il calore e l’energia preservano la vita ma, quando l’energia aumenta a dismisura, può diventare letale. L’acqua è necessaria, vero? Troppa acqua può, però, causare la morte. Quando i quattro elementi sono in equilibrio, si suppone ci sia buona salute. Può rivelarsi fatale lo squilibrio anche di uno soltanto di questi elementi. Questa è la nostra condizione reale. Molti occidentali hanno letto libri sul bardo che descrivono visioni orribili: esseri che aggrediscono con lame affilate o altre orrende creature pronte ad uccidere. In un certo qual modo, tutto ciò può sembrare esagerato. Potreste stupirvi o essere sorpresi del fatto che l’attaccamento produca simili visioni terrificanti ma sono convinto che ciò accada realmente poiché abbiamo accumulato molta negatività: menzogne e falsità dalla nostra nascita ad oggi e anche dalle innumerevoli vite precedenti. Le nostre esistenze sono come libri che narrano situazioni confuse. Una volta mi hanno raccontato di un cantante famoso che aveva venduto talmente tanti dischi in tutto il mondo che, se fossero stati messi l’uno sull’altro, avrebbero raggiunto un’altezza doppia rispetto al monte Everest. Allo stesso modo il cumulo delle nostre pesanti coperte di confusione è il doppio, il triplo del monte Everest. Si fanno, perciò, esperienze di ogni tipo durante il processo di morte causa le impronte di confusione. Un buon esempio è quando, in Occidente, qualcuno si ammala di cancro: “ hai il cancro? Vai in ospedale”. È possibile constatare come i malati di cancro vadano totalmente nel pallone dopo molti mesi di degenza. Secondo me questo è l’inferno e non ho alcun bisogno di ascoltare altre spiegazioni sui reami infernali. Nonostante le dettagliate descrizioni dell’inferno, è sufficiente, per me, vedere le sofferenze indicibili delle persone affette da cancro: si tratta di un tormento non comune, diverso, insolito. È assai peggio della sofferenza di un animale e potete constatarlo voi stessi; è incredibile. In certi momenti sono coscienti e in altri perdono conoscenza soprattutto durante tutto il processo di morte. È incredibile per me: è un’esperienza infernale. Il bardo è così: la visione sopraggiunge come hung. Yama (i signori della morte) arrivano hung in questo modo cercando di sbranarvi! Questi sono gli spiriti famelici. Nel 1978 mi sono recato a San Francisco per visitare alcuni malati di cancro e, dopo l’incontro, non ho potuto dormire per tutta la notte: è stato, senza dubbio, troppo per me. Era l’inferno. Non ho proprio chiuso occhio. È importante mantenersi lucidi e incontaminati il più possibile: ogni giorno. Mantenetevi incontaminati e lucidi senza creare situazioni di disagio con corpo, parola e mente. Allora non ci sarà alcun problema. Sarete interiormente e fisicamente più equilibrati, riducendo, così, il rischio di malattia. Quando sorge la confusione durante il processo meditativo, etichettatela come un’illusione, un’apparenza, una falsità. Potrete, quindi, realizzare l’inesistenza del sé e la non- dualità durante il processo di morte; avrete una comprensione più stabile. Dipenderà da come e quanto sarete in grado di fronteggiare la situazione. Se c’è troppa agitazione, non c’è controllo. Se sopraggiunge l’apparenza illusoria e mantenete la forza cosciente per gestirla, allora avrete il controllo. Per esempio le persone che sono affette da grave malattia, da profondo disagio o confusione, non sono in grado di affrontare la situazione. Non riescono a mantenere uno stato lucido e incontaminato a causa dell’enorme potere della confusione. Se accettate la morte in modo naturale, senza gravi malattie o profonda confusione, potrete affrontare la fine in modo lucido e incontaminato. Questo si rifletterà anche esteriormente. In altre parole, il grado di consapevolezza e di controllo nel processo di morte dipende in gran parte dai tre veleni. Potreste chiedervi come sia possibile avere attaccamento bramoso nei momenti di morte. L’attaccamento bramoso è un sogno, una chimera. Anche durante lo stato di veglia, la nostra esistenza è dominata dall’attaccamento bramoso a credenze erronee. Durante il processo di morte il corpo cessa ogni attività ma permane la fantasia dell’afferrarsi alla vita futura: come in un sogno. L’attaccamento bramoso è proprio così e anche quando il corpo si raffredda e non c’è più circolazione, i tre veleni continuano ad avere le loro funzioni interiori. Le persone fortunate muoiono in modo naturale senza grave disagio o confusione: muoiono serenamente, dolcemente; hanno il vantaggio di mantenere il controllo della situazione, sono lucidi, senza contaminazioni. Quando comincia l’assorbimento degli elementi, sebbene possa insorgere un po’ di confusione, tali persone sono in grado di riconoscerla come un’allucinazione. Non hanno il concetto di acqua o fuoco veramente esistenti, hanno, quindi, il controllo. Gli elementi lentamente, molto lentamente, si assorbono, diminuiscono e diventano più limpidi, fondendosi alla non- esistenza del sé e alla nondualità. Tali persone raggiungono, poi, lo stato completo di chiara luce. Anche questa condizione può causare confusione. Non ci si dovrebbe preoccupare della difficoltà della morte o della rinascita animale come tigre, asino, scimmia o in uno dei tre reami inferiori. Insisto nel dire di non temere perché c’è l’amorevole gentilezza: chiunque abbia amorevole gentilezza nei momenti di morte, non dovrà avere alcun timore di una cattiva rinascita. L’amorevole gentilezza non conduce ai tre reami inferiori. Ora procediamo con la meditazione. L’ultima volta abbiamo purificato il corpo. Adesso purifichiamo la parola. Visualizzate una AH rossa al ciakra della gola. Dalla AH si irradia energia di luce rossa. Identificate la rossa AH come la parola pura dei Buddha e dei bodhisattva. Purificare significa che la mente incontrollata e la parola agiscono in modo interdipendente l’una dall’altra. Le negatività della parola, ovvero menzogna e calunnia, feriscono e provocano sofferenza agli altri. Una mente chiara, cristallina e la parola controllata purificano le parole impure e senza controllo. Visualizzate, quindi, la AH rossa, simile al colore del sole al tramonto, che si irradia dal ciakra della gola. L’intero corpo è colmato dall’energia di luce radiante di beatitudine. Nello stesso momento ripetete il suono e, come in precedenza, mantenete lo stato di intensa consapevolezza della mente. Restate così senza alcuna aspettativa o interpretazione: mantenete questo stato di profonda consapevolezza. (ripetizione di AH) Abbiate la comprensione dell’esperienza di un io non-duale, non esistente intrinsecamente, nulla, zero, uno spazio vuoto come verità, come realtà. Una solida comprensione rafforza l’energia conoscitiva. Questa esperienza è molto più reale del vostro mondo sensoriale che risveglia fantasia, apparenza. Se insorge un pensiero che vi distrae in modo incontrollato, riprendete il controllo, pensando che, anche nel bardo, tutti gli altri esseri senzienti si trovano nella stessa medesima situazione. Siate sereni e equilibrati, praticando l’amorevole gentilezza verso tutti. Riflettete sull’amorevole gentilezza altruistica. Una mente distratta e incontrollata diventa il mezzo per rafforzare l’amorevole gentilezza. Allorquando emerge l’amorevole gentilezza, indirizzate l’intensa consapevolezza della sua energia verso la vostra coscienza. Allora avete due oggetti: uno si focalizza sulla coscienza con profonda consapevolezza, l’altro indirizza l’amorevole gentilezza verso la coscienza, quando subentra la distrazione. Alternate questi due. L’energia dell’amorevole gentilezza vi deve apparire come un disco di luna piena nella shushuma al vostro cuore. Sul disco lunare visualizzate una HUM blu radiante. Riconoscete la saggezza non-duale dell’energia dei buddha e dei bodhisattva. Il vostro cuore è incontaminato, tranquillo, sereno mentre si dischiude alla luce irradiante della luna e della HUM. Illimitati raggi di luce blu si emanano dalla HUM. Tutte le opinioni ristrette e anguste si dileguano. Ogni mente dubbiosa scompare. Tutte le menti assillanti svaniscono. Dalla HUM blu e dalla luna, la grande quantità di luce blu radiante pervade l’intero corpo, che percepisce la beatitudine. Siete avvolti da infinita luce blu e non c’è più spazio per concettualismi fanatici e dualistici. Nello stesso momento emettete il suono HUM per due minuti. Trascorsi i due minuti, percepite l’illimitata luce blu come la vostra coscienza che abbraccia l’immensa realtà dell’universo. La vostra consapevolezza senza limiti avvolge l’immensa realtà universale. Percepite e siate, senza alcuna aspettativa o superstizione. (Ripetizione di HUM) Abbiamo, quindi, la necessità di svolgere due pratiche: la saggezza e il metodo. La pratica della saggezza è la profonda consapevolezza della realtà della vostra coscienza: questa è la via. Il metodo si applica quando ricomincia la perdita di controllo, la distrazione: l’esperienza della distrazione diventa una risorsa potente per generare, di nuovo, l’amorevole gentilezza, ma, quando non c’è distrazione, dimorate nella saggezza. Quindi due cose da ricordare: rivolgete la vostra attenzione all’aspetto della saggezza, quando non non sussistono difficoltà; passate all’applicazione del metodo, ovvero l’amorevole gentilezza, quando subentra la distrazione. Allora avete due compiti da svolgere, affiancandoli alla vostra attività lavorativa quotidiana. (Ripetizione della meditazione) La recitazione del mantra OM AH HUM è estremamente utile. Dato che siete persone molto impegnate, non potete recitare il mantra lungo, quindi, ripetete solo il mantra breve: OM AH HUM. Esso è l’essenza di tutti i mantra. In particolar modo quando pronunciate OM, si risveglia qualcosa; l’intensa consapevolezza rafforza e ridesta la coscienza. Ho saputo che alcuni scienziati hanno eseguito degli esperimenti sonori per curare danni cerebrali. Persino loro non sanno come agisca, ma hanno appurato che il suono è efficace nella cura del cervello umano. Hanno scoperto che il mantra stimola l’aspetto di veglia cerebrale piuttosto che lo stato di torpore. Quando “OMmmmmm” viene pronunciato, è possibile constatare un rafforzamento dell’intero sistema nervoso. Il proposito della meditazione è, perciò, di risvegliare e non di addormentare, per la comprensione di una vasta realtà universale, senza provocare l’insorgere di ulteriori fanatismi. Il mantra entra in contatto con una realtà più ampia. Ecco l’utilità del mantra. Penso di aver esaurito l’argomento del fine settimana. È importante che siate, in certo qual modo, convinti di mantenervi limpidi – incontaminati e non solo a livello intellettuale ma anche nella fase meditativa, che vi permette di focalizzare una consapevolezza profonda sulla coscienza senza distrazione e indolenza. Questo è già abbastanza buono. Il percorso buddhista per azionare un missile nucleare è quello di focalizzare l’attenzione profonda sulla propria coscienza. Essere in grado di indirizzare la consapevolezza intensa verso la coscienza è come costruire un missile nucleare per penetrare la nondualità dello spazio. Quando voi “costruite”, non ci sono altri scopi: il missile nucleare interiore è destinato o programmato ad andare nello spazio non-duale, mantenendo sempre l’attenzione sulla consapevolezza o sulla coscienza individuale. In altre parole, se siete determinati a meditare in questo modo, io scommetto, metto la mia firma, che voi farete, ad un certo punto, l’esperienza non-duale. Darò una terza spiegazione: nel momento in cui farete l’esperienza non-duale o di vacuità, voi avrete potenziato la consapevolezza profonda e la comprensione. Questa è la realtà. Non parlate di questo o di quello ma sviluppate forza interiore. Non so se le parole possono spiegare, ma la forza interiore è una realtà, che è in voi, per comprendere la consapevolezza della coscienza. Perché diventa necessario enfatizzare la determinazione di capire? Normalmente si pensa che le apparenze siano reali e ci afferriamo ad esse, ma, con l’esperienza di non-dualità, arriviamo a capire che l’abitudine è la sola responsabile nel farci credere che le apparenze siano reali. Allora la pratica interiore è irreale? È il contrario. State seguendo? Questo è il motivo per cui la determinazione diventa importante. Penso che ciò sia sufficiente. Non vi ho spiegato il processo del bardo – troppo intellettualismo – è difficile spiegare come avviene la reincarnazione successiva. Sono necessari tempo e maggiori dettagli. Tuttavia la cosa più importante è l’esperienza, poi, potrete intravedere la possibilità di uno stato intermedio senza che sia io a spiegarvelo: “blah, blah, bardo blah, blah reincarnazione”. Scoprirete con la pratica. Adesso procediamo con alcune rapide domande. Sono certo di aver infastidito qualcuno. Forse ho parlato di cose senza senso oppure ho aumentato la vostra confusione: per favore fatemi delle domande. Studente: come aiutare la persona morente? Lama: dipende dall’ambiente sociale, dalla preparazione culturale, dalla pratica religiosa e dalla filosofia del morente, ma, qualunque esso sia, è necessario fare qualcosa per rinvigorire o stimolare la persona. Importante è non irritarla. Quando è pronta al trapasso, lasciatela sola. Non continuate a dire: “Prendi la medicina” oppure “ firma qui”. Piangere e sussurrare: “Stai per morire”, crea ulteriori grandi difficoltà. Supponiamo, come esempio, che io sia vostro padre: voi arrivate e cominciate a piangere: “Papà, come posso vivere senza di te?”. Allora io sarei estremamente turbato e incapace di sostenere la situazione. Allora, lasciate andare, Ok ? evitate di creargli enorme preoccupazione e disturbo emozionale; lasciatelo semplicemente in pace. Penso che ciò sia molto importante. Dategli sicurezza, fiducia in se stesso. Cercate di aiutarlo con queste parole: “ Quando morirai, sarai felice, nessun timore, tutto andrà per il meglio. Ora è il momento perfetto per lasciarci”. Qualunque cosa accresca attaccamento e collera, non va bene. È importante che vi siano anche condizioni ambientali di silenzio e tranquillità. Se il morente è cristiano sussurrategli: “Dio si prenderà cura di te. Sei fortunato – andrai in paradiso”. È bene essere positivi perché in questi momenti, benché non ci sia una convinzione profonda, l’inconscio è ancora alla ricerca di qualcosa a cui aggrapparsi, un’opportunità di prendere rifugio. Allora quando nominiamo Gesù o Dio, sollecitiamo l’inconscio. Va molto bene e penso che ciò sia quello che si deve fare. Molti occidentali sostengono di non aver nulla a che fare con la religione della loro nazione. Ho potuto, però, constatare che la religione della nazione di appartenenza influisce molto sulla loro esistenza e sulla mentalità. Inconsciamente sono cristiani anche se affermano in modo consapevole: “ non voglio essere cristiano”. Di conseguenza, quando si trovano in una situazione disastrosa, senza niente a cui aggrapparsi, pronunciare il nome “Dio” o “Gesù” risveglia qualcosa in loro. Ovviamente se si tratta di una persona buddhista, si può nominare “Buddha”! Studente: cosa si può fare per chi sostiene sul letto di morte: “ andrò all’inferno”? Lama: sì, questo è vero. Alcune volte è possibile intravedere di essere già sulla via per l’inferno ed è possibile dire: “io posso vedere che sto andando all’inferno”. Penso sia molto difficile aiutare queste persone a livello mentale: è una situazione senza speranza. Potrebbe essere utile l’intervento di un medico per rallentare l’attività del morente invece di aumentare la confusione per l’eccessiva energia. In tal caso diventa un aiuto, altrimenti devo ammettere che è molto difficile. Studente: nel buddhismo zen ci sono i koan che aiutano a realizzare l’esistenza non- inerente, non-innata. Ad esempio, c’è una frase, un koan, che dice: “ quale rumore produce l’applauso di una sola mano?” come può una simile frase aiutarci nella realizzazione di sunyata? Come può il rumore di un applauso avere attinenza con sunyata? Lama: ti ricordi quando ho accennato all’uomo che considera la moglie come esistente intrinsecamente e della donna che sostiene che il fidanzato è veramente, autonomamente esistente? Tali esempi sono come questo. Prova a dare una dimostrazione reale di tale esistenza senza che vi sia l’uno o l’altro. Ci sei? In verità si tratta di una semplice concettualizzazione, una fantasia. Il governo svizzero sostiene il franco svizzero come se fosse intrinsecamente esistente e crede che la moneta svizzera esista di per sé creando una società svizzera autonomamente esistente. È così. Tutta questa apparenza, considerata vera, esistente intrinsecamente, non è reale. Devi colpire in questo punto per produrre una sonorità (suono del battito delle mani). Fai in modo, quindi, di entrare in contatto con la realtà e di scoprire che le tue concettualizzazioni, fantasie e preconcetti cercano un riscontro reale, cercano di emettere una sonorità, ma non ci riescono. Perciò l’inconsistenza della credenza erronea dell’esistenza inerente svanisce. Questo è il sentiero per conoscere sunyata. Il suono OM è un fenomeno interdipendente che influenza l’intero sistema nervoso. Non esiste suono OM che sia autonomamente esistente; non c’è nessun suono intrinsecamente esistente (battito delle mani). La sonorità di un applauso è subordinata alle mani, allo spazio, alla dinamica che, in seguito, diventano così (battito). Ogni suono è interdipendente, è un sorgere completamente dipendente. Solo così il battito delle mani diventa suono, dimostrando la sua non – esistenza intrinseca. Nel Buddhismo la non-dualità e la non-esistenza intrinseca vengono spesso citate. Per esempio quando entri in una caverna e ti metti ad urlare “ahhhh” anche la grotta riproduce l’eco “ahhh”. Conosci questo? Il suono è un esempio perfetto per l’esistenza interdipendente delle cose. La comprensione dell’interdipendenza in natura dimostra che non c’è un io veramente esistente né un concetto intrinsecamente esistente. Se sostieni che questa sonorità (battito delle mani) esiste autonomamente, allora il suono non dipende da condizioni particolari. Cerca di capire la spiegazione scientifica e razionale del Buddhismo. Se questo suono (battito delle mani) fosse intrinsecamente esistente, non sarebbe, quindi, dipendente dalle unione delle mani e non sarebbe un fenomeno interdipendente. Penso che ora abbiate una buona comprensione del fenomeno interdipendente. Anche questa assemblea è un’assemblea non-esistente autonomamente. Ringrazio voi e le persone che mi hanno invitato per questa conferenza in Svizzera. Tutti hanno fatto enormi sforzi organizzativi. Dedico il vostro duro lavoro – almeno una piccola parte – al beneficio altrui. Ok ? Vi ringrazio. Se il mio discorso ha creato troppa confusione, potete scrivermi e, dato che sono ancora su questa terra, io vi risponderò. Mi assumo la responsabilità di tutto ciò che ho detto, quindi potete scrivermi. Non ho intenzione di sparire dalla circolazione immediatamente. Io stesso devo mettere ordine nel mio disordine! Vi ringrazio infinitamente. [cinque mesi dopo, lama Yeshe lasciò il corpo ] Colophon: dal ciclo di trascrizioni “Life, Death and After Death” – Wisdom. Qui ristampato per “Discovering Buddhism” con il permesso di Wisdom Pubblication. Fonte, che si ringrazia per la sua grande gentilezza http://centromunigyana.it/Sito/wp-content/uploads/2016/02/AS05_MORTE_E_RINASCITA_2010.pdf

 

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