Lama Yeshe: Migrazione della Coscienza alla Morte

Lama Tubten Yeshe: Migrazione della Coscienza nel Tempo della Morte

Insegnamento conferito al Tushita Retreat Center, Dharamsala, India nel marzo1981.

Prima dissertazione 2 marzo 1981

Questa sera farò una breve introduzione sulla migrazione della coscienza conosciuta come po-wa, in tibetano. Questa volta rivolgeremo la nostra pratica a Buddha Amithaba come oggetto di rifugio. Infatti si può applicare la meditazione del po-wa a molte e svariate divinità di meditazione: Vajrayoghini, Yamantaka e così via. Tutte queste differenti meditazioni hanno origine dagli insegnamenti diretti di Buddha Shakyamuni e non da altri lama tibetani. Per la precisione il po-wa deriva dal tantra di Guhyasamaja, che contiene una descrizione di questa tecnica sebbene non fornisca istruzioni dettagliate su come svolgere la pratica. Tuttavia il soggetto di nostro interesse appartiene al livello più elevato del tantra e molti abili lama lo hanno estrapolato da quel contesto per esporlo in riferimento alle divinità delle classi inferiori del tantra. Io stesso ho ricevuto le istruzioni in riferimento a Vajrayoghini, ma ho la sensazione che sarebbe di beneficio per gli occidentali e anche per me, dare una spiegazione in riferimento a Buddha Amitabha. Il mio ragionamento è sostenuto dal fatto che Buddha Amitabha è una divinità meno complessa di altre e, ancor più rilevante, la maggior parte degli occidentali si relazionano e comprendono più facilmente Avalokiteshvara oltre ad aver già ricevuto l’iniziazione. Dato che avete grande devozione per questo Signore della compassione e che esiste una forte intesa tra Lui e Amitabha, ho pensato fosse di beneficio approfittare di queste strette connessioni per introdurre una pratica di grande utilità a molti occidentali spinti da questo interesse.

Nonostante le istruzioni del po-wa siano differenti a seconda delle divinità, l’effettiva metodologia è la medesima per ognuna di esse. Non esiste grande diversità tra il metodo effettivo per Vajrayoghini e quello indicato qui per Amitabha. L’essenziale, tuttavia, è praticare con l’attitudine giusta: ciò è estremamente importante. Ad esempio molte persone hanno sentito dire che, avendo le istruzione del po-wa, non fa differenza se si commettono gravi azioni negative come uccidere i propri genitori e così via, perché è ancora possibile ottenere una rinascita fortunata. Questa è un’attitudine errata: non funziona in questo modo. Se non ci si affida alla creazione di karma virtuoso e non si stabilisce l’esatta connessione con Buddha Amitabha, sarà molto difficile raggiungere la sua terra pura. Non è una destinazione qualsiasi verso cui volare con un jet! Allora dobbiamo creare il karma adatto. La questione del karma è, in realtà, abbastanza semplice.

Dobbiamo essere devoti a Avalokiteshvara, dobbiamo avere fiducia nell’essenza, nella natura di Avalokiteshvara e di Buddha Amitabha e avere, a un certo punto, una discreta conoscenza intellettuale della terra pura di Amitabha. Abbiamo bisogno, però, di devozione e di un’attitudine corretta verso queste pratiche.

Sappiamo che la nostra attuale condizione – dove ci troviamo ora – dipende da una causa karmica e che sperimentiamo costantemente la legge di causa effetto nella vita di tutti i giorni. Al momento attuale godiamo di una certa dose di fortuna in quanto non siamo nati in uno dei tre reami inferiori. Possediamo capacità, abilità mentale e una forza intellettuale ben definita: anche questo fa parte del karma. Nonostante ci sia libertà di movimento, ovvero la possibilità di evitare situazioni spiacevoli e di perseguire i nostri desideri ovunque siamo, finiamo sempre con l’ottenere delusioni opprimenti. Non ha importanza dove andiamo: finiamo sempre con l’avere dei problemi. Tutti noi facciamo questa esperienza. Siamo sempre insoddisfatti e confusi anche senza pensare alla malattia, alla vecchiaia, alla morte e alle altre nostre preoccupazioni. In tal modo, anche se avessimo l’enorme desiderio di beneficiare gli altri tanto quanto Buddha Shakyamuni, Padmasambhava, Lama Tzong Khapa, Milarepa e tanti altri grandi maestri, le attuali circostanze lo renderebbero difficile se non impossibile. In questo reame del desiderio la vita è talmente difficile da rendere irrealizzabili le nostre aspirazioni altruistiche. Di conseguenza, vale proprio la pena ottenere la rinascita nella terra pura di Amitabha.

Inoltre, riflettendo sulla nostra personale esperienza, scopriamo di essere persone molto indolenti. Per esempio, pensate a quanto tempo abbiamo sprecato oggi: abbiamo trascorso gran parte della giornata dormendo o in inutili passatempi. Il nostro stile di vita ci travolge e non è facile trascendere l’assurdità dell’esistenza. Anche questo è dovuto al karma. La terra pura di Amitabha non comporta simili difficoltà e ostacoli. Là non esiste neanche la definizione ‘sofferenza mondana’; non esistono malattie, morte e sofferenza di nascita. Si rinasce in quel reame puro in modo istantaneo e si ricevono insegnamenti direttamente da Buddha Amitabha. Per il semplice fatto di essere in quella terra pura si possiedono i cinque poteri telepatici. Tutte queste condizioni favorevoli si sono realizzate grazie alle preghiere fatte da Buddha Amitabha per cinquecento grandi eoni in cui ha percorso il sentiero del bodhisattva. Per tale motivo, chiunque rinasca nell’effettiva terra pura di Amitabha, sarà possessore di poteri extrasensoriali e non avrà confusione mentale. Inoltre, a differenza di altri reami superiori, la rinascita nella terra pura di Amitabha non comporta cadute nei reami inferiori.

Pertanto, in riferimento alla giusta attitudine menzionata prima, dovreste essere interessati a conoscere il metodo più veloce per beneficiare tutti gli esseri nostre madri; dovreste avere la motivazione di rinascere nella terra pura di Amitabha per il solo motivo che è la via più rapida per realizzare tale scopo. In questo reame è possibile raggiungere l’illuminazione in una sola vita e beneficiare, quindi, tutti gli esseri. Dovreste praticare la grande attitudine illuminata di bodhicitta e la meditazione sarà redditizia. Se, al contrario, siete esclusivamente interessati ad accrescere la vostra reputazione o alimentare l’ego, la vostra attitudine sarà scorretta.

Nonostante la profonda predisposizione alla bodhicitta, dovreste anche imparare ad essere rilassati. È molto importante. La vera bodhicitta è di per un’attitudine rilassata. È una questione pratica: se siete nervosi e vi si presenta qualcuno con problemi, non sarete di alcun aiuto perché troppo agitati, ma con la giusta attitudine rilassata di bodhicitta , avrete tutta la disponibilità per risolvere qualsiasi problematica vi si presenti. Questo è un punto fondamentale.

Allora tutti noi dovremmo approcciare le istruzioni del po-wa con la giusta attitudine. È, tuttavia, importante sapere che chi ha già ottenuto l’illuminazione in questa vita, non necessita nessuna di queste istruzioni sulla migrazione della coscienza. Questi insegnamenti non sono necessari per tutti. Questi insegnamenti non sono utili per chi ha raggiunto l’illuminazione in questa vita e con questo corpo. Le istruzioni per il po-wa sono solo per quelle persone che ritengono sia impossibile ottenere l’illuminazione in questa vita. Sono per coloro che pensano: ho ricevuto insegnamenti sui tre aspetti principali del sentiero; ho meditato su di essi; ho conseguito le istruzioni per il Vajrayana e praticato lo stadio di generazione, ma ho scoperto che è impossibile per me ottenere l’illuminazione nella durata di questa vita. Posso intravederne l’impossibilità tenendo conto delle circostanze. Di conseguenza non sopporto più aspettare né affrontare nuovamente la sofferenza della confusione; devo andare nella terra pura di Amitabha.”

Ora non posso fingere di ignorare la moltitudine di gente accorsa ad ascoltare questi insegnamenti: significa che nessuno pensa di ottenere l’illuminazione in questa vita?

Dovreste ricordare anche la citazione contenuta nella guru puja: “ Lam-na ma-zin chi-way du-je-na” la cui traduzione è: “se non avessi completato gli stadi del sentiero nei momenti di morte”. Significa che se avete praticato il sentiero del bodhisattva ma non avete ancora raggiunto lo scopo ( l’illuminazione ), allora dovreste praticare il po- wa. Diventa, così, una pratica necessaria solo per chi non è in grado di perseguire il suo scopo. In altre parole avete la necessità di seguire le pratiche del powa se ritenete che è assolutamente impossibile ottenere l’illuminazione senza dover passare attraverso l’esperienza di un’altra vita o ne siete almeno in parte convinti. La questione diventa personale. Da un punto di vista filosofico, si ritiene che le pratiche siano utili per chi non ottiene l’illuminazione nell’attuale periodo di vita e ove sia necessaria un’altra esistenza per raggiungere la meta. Sappiamo che i reami samsarici sono zeppi di ostacoli per il completamento delle nostre pratiche. Questa è la logica che chiarisce il desiderio di trasferire la propria coscienza in una terra pura.

Le pratiche del po-wa possono, tuttavia, essere un problema per gli occidentali. Noi, tibetani, non abbiamo nessuna difficoltà nel credere che sia possibile una rinascita dal fiore di loto, senza che vi siano padre e madre. La mente occidentale può accettare ciò? Ritenete sia possibile rinascere in una terra pura senza il corpo fisico o psichico(mentale) di un padre e di una madre? Secondo le istruzioni del po-wa è proprio ciò che avviene – una nascita istantanea da un fiore di loto. Tramite l’azione di Amitabha come causa cooperante, la coscienza viene lanciata come seme in un loto e, da questa condizione, rinasce in modo simultaneo nella terra pura. Inoltre, a rinascita avvenuta nella terra pura, non vi è alcun bisogno di lavorare per vivere né di cucinare e neppure impegnarsi in altre attività mondane. Ogni necessità o desiderio si realizza intuitivamente e istantaneamente.

Penso sia di grande aiuto visualizzare le eccellenti qualità della terra pura di Amitabha; è utile per eliminare le opinioni basse e spregevoli che abbiamo dell’ambiente che ci circonda. Infatti ne abbiamo una modesta considerazione, giudicandolo troppo complesso. Non ha importanza dove ci si trovi: si pensa, sempre, che ogni condizione ambientale sia troppo complicata. Per esempio, quando sono in America mi sembra tutto inquinato; quando mi trovo in Italia mi sembra tutto sporco; in Spagna ho l’impressione che un’energia nevrotica penetri le mie orecchie; in Inghilterra sento che la rigida formalità inglese si scaglia contro di me; in Francia che la loro tecnologia samsarica mi insegue. Abbiamo bisogno, quindi, di sviluppare una visione incontaminata. Ben sapete che, per la pratica tantrica, è importante visualizzare noi stessi come Buddha e l’ambiente circostante come un mandala: è la visualizzazione della terra pura. È incredibilmente positivo ricordare le qualità eccellenti di una terra pura.

L’importanza di ciò può essere spiegata con vari esempi. Quando arrivo al centro Tushita, a Dharamsala, mi sento automaticamente rilassato. Ogni volta che rientro da un viaggio in Occidente, soggiorno al Tushita dove mi sento a mio agio: nella mia piccola stanza sono libero dai problemi assillanti della gente. Si tratta di un ambiente molto favorevole per me. Questo esempio dimostra che ci sono le potenzialità per la terra pura di Amitabha, generata dalle sue preghiere per più di cinquecento grandi eoni, un luogo ove la mente può sperimentare il risveglio completo e incessante. È un luogo ove la mente non si distrae dal risveglio, dove non esistono odio, aggressività e così via. Questo certamente esiste.

Come ho già detto prima, coloro i quali non hanno nessuna possibilità di ottenere l’illuminazione in questa vita e necessitano sicuramente di un’altra, dovrebbero seguire le istruzioni del po-wa.

Che ne sarà di noi? Non abbiamo certezze: forse diventeremo illuminati in questa esistenza o forse no. Tutto dipende da numerose circostanze cooperanti. Pertanto è molto difficile affermare con totale certezza chi otterrà o non otterrà l’illuminazione in questa vita. In entrambi i casi la miglior cosa da fare è di dar inizio ai preparativi sin d’ora. Non è mai troppo tardi per cominciare ad organizzarsi.

Ho saputo che alcuni monaci, a Sera, ricevuta la notizia dellarrivo dei cinesi nel 1959, fecero la scelta di non restare perché non era di alcuna utilità; praticarono il po-wa e lasciarono il corpo. Infatti molti monaci e ghesce hanno ottenuto dei risultati con questa pratica.

È molto positivo possedere questa abilità: è una questione di volontà. Bodhicitta, per esempio, è una mente molto potente, sia a livello soggettivo che oggettivo. Allo stesso modo chi possiede la forza di volontà corretta e il mezzo tecnicamente necessario può trasferire la propria coscienza in una terra pura. È utile, quindi, conoscere i metodi speciali anche se si ritiene di non averne bisogno nel momento attuale. Forse oggi godiamo di ottima salute e pensiamo che la morte sia lontana, ma non ne siamo sicuri perché non esiste certezza di ciò che può accadere in realtà. È saggio, perciò, essere padroni, adesso, di queste tecniche in modo tale da essere pronti anche nella morte prematura. Se non ci prepariamo in anticipo, diventerà impossibile fare le pratiche per la migrazione della coscienza quando la morte si presenterà. Un proverbio tibetano afferma che un cavallo non può gareggiare correttamente senza allenamento. In modo simile dobbiamo prima esercitarci per, poi, applicare il po-wa nel tempo di morte.

Per di più, anche se non sussiste la necessità della pratica personale del po-wa, può essere d’aiuto per trasferire la coscienza di altre persone. Avere la padronanza di questa tecnica, inoltre, permette di vivere senza paura: si sa cosa fare anche in una situazione di catastrofe. Se ci trovassimo in un momento difficile, avremmo la certezza di sapere che possiamo andare in un luogo migliore. Questo ci permette di essere tranquilli e non ansiosi.

Deve essere ben chiaro che la pratica del powa e lottenimento della terra pura non sono facili. Perché ? Perché siamo legati al reame del desiderio con la catena di ferro del nostro afferrarci. Fino a che non rompiamo la catena dell’attaccamento, sarà impossibile raggiungere la terra pura di Amitabha. Quindi la preparazione necessaria a questa pratica è sviluppare una mente libera da beni materiali, dalle amicizie e così via. Questa è la vera preparazione. La nostra attitudine all’afferrarci è l’ostacolo effettivo al raggiungimento della terra pura di Amitabha. Ecco il motivo per cui, in Tibet, il monaco, che voleva morire, dava precise disposizioni sui suoi beni materiali, indicando in modo accurato come dovevano essere distribuiti. Di conseguenza non rimaneva nulla a cui aggrapparsi durante il tempo di morte. In Occidente si fa testamento. Lo scopo è essere capaci di andare nella terra pura di Amitabha senza rimanere bloccati dagli oggetti dei piaceri temporali. Questo è il nostro solito problema che interferisce sempre, anche nell’ottenimento della terra pura di Amitabha. A questo proposito vi racconto la storia di un anziano monaco morente, che aveva una grande difficoltà a trasferire la coscienza nella terra pura di Tushita in quanto era troppo legato al burro del suo tè. Il suo maestro comprese che la dipendenza era causata dallattaccamento al al burro e così gli disse: “c’è un al burro migliore a Tushita”. Tali parole tranquillizzarono la mente del monaco, che fu in grado, quindi, di trasferire facilmente la coscienza.

Ora passiamo dalle considerazioni filosofiche a quelle pratiche. Abbiamo bisogno di una concentrazione notevole per portare a termine il po-wa. Abbiamo anche la necessità particolare di preparare il nostro canale centrale (shushuma). Dobbiamo visualizzare chiaramente il canale, che dovrebbe essere più sottile nella parte terminale inferiore rispetto a quella superiore. Il canale parte all’altezza di circa quattro dita al di sotto dell’ombelico e sale dritto fino alla sommità del capo, all’altezza di otto dita dietro l’attaccatura dei capelli. La sua natura è chiara e cristallina e non è mai solida o consistente ma liscia e soffice. È importante visualizzare correttamente senza forzare troppo la nostra mente.

In accordo al tantra esistono livelli mentali grossolani, sottili e molto sottili. Noi utilizzeremo il livello mentale grossolano durante la pratica del po-wa in preparazione alla morte; quando giungerà il nostro momento di trasferire davvero la coscienza, verrà attivato il livello molto sottile. Durante l’evento del concepimento, le cellule embrionali della madre e del padre si uniscono; esse contengono le gocce essenziali di energia chiara e leggera, che esistono tuttora al centro del nostro cuore, all’interno del canale centrale. Tale goccia di energia molto sottile al cuore è conosciuta nella lingua tibetana come tig-le e in sanscrito bindu: la mente sottile è ubicata all’interno di tig-le. Nel momento migratorio della coscienza l’energia molto sottile e la mente molto sottile vengono sospinte dal canale centrale fino alla sommità del capo da cui fuoriescono per andare nella terra pura di Amitabha.

La pratica di questa sera sarà esercitarsi sul canale centrale, visualizzandolo il più possibile vicino alla schiena, davanti alla spina dorsale e, per il momento, chiuso nella parte inferiore e aperto alla sommità del capo. Visualizzate, poi, l’energia primaria di tig-le, o sillaba seme, come se fosse un pisello minuscolo all’interno del canale all’altezza del cuore. Dopo aver focalizzato la vostra attenzione sulla sillaba seme, dovreste portarla, se ci riuscite, all’altezza della gola e poi alla sommità del capo. Da questa posizione strategica guardate verso il basso il canale centrale cercando di vedere il suo interno nel modo più nitido possibile. In seguito riportate la sillaba seme al centro della gola, poi al centro del cuore e infine fin sotto l’ombelico. Questa fase esplorativa del canale centrale è una preparazione eccellente per la pratica effettiva del po-wa.

Prima di iniziare la meditazione sopra descritta, è utile visualizzare Buddha Amitabha seduto nello spazio davanti a voi, allaltezza della fronte; è di colore rosso rubino e il suo intero corpo è luce radiante e trasparente. Nelle pratiche effettive del po-wa, Amitabha dovrebbe essere visualizzato al di sopra del capo, ma, ora, in fase preliminare, è consentita la posizione frontale rivolta verso di voi. Dovreste iniziare la pratica con la presa di Rifugio in Amitabha e visualizzare, poi, l’energia lucente che si irradia dal suo corpo al vostro canale centrale, purificandovi da ogni ostacolo alla pratica. Questa luce purifica soprattutto la vostra mente dubbiosa e l’abitudine dell’afferrarsi con la quale vi aggrappate agli oggetti del reame del desiderio. Tale purificazione è molto utile e dovrebbe essere eseguita in modo esteso. La visualizzazione di purificazione vi permette di trasformare il corpo fisico grossolano in corpo di luce radiante. Una volta completata questa trasformazione, durante la meditazione, sarà più semplice visualizzare il canale centrale all’interno del vostro corpo. Meditare su di un corpo trasparente rende più semplice la visualizzazione del canale centrale e della sillaba seme di beatitudine al vostro cuore. Tig-le o sillaba seme dovrebbe essere di colore bianco trasparente come cristallo con una leggera sfumatura rossastra: un piccolo punto luminoso, una minuscola stella palpitante di luce bianca e dal bagliore rossastro. Focalizzate la concentrazione sulla sillaba seme, spostandola, poi, nei vari punti centrali descritti sopra. Durante il movimento verso l’alto e il basso, lungo il canale centrale, dovreste fare una breve pausa all’altezza di ogni punto. Ad esempio, dovreste fermarvi e emanare luce intorno a voi, quando siete all’altezza della gola. Pensate che questo bagliore ha il potere di rimuovere qualsiasi occlusione ostruttiva al ciakra della gola permettendo, in tal modo, all’energia di scorrere fluida lungo i numerosi piccoli canali che costituiscono il ciakra della gola. Questa stessa visualizzazione di purificazione andrebbe eseguita anche per gli altri ciakra.

Per rafforzare la vostra visualizzazione del canale centrale e della sillaba seme, potreste abbinarla alla respirazione del vaso. Simile tecnica vi verrà spiegata, più avanti, con maggiori dettagli, ma, in breve, consiste nel far scendere un lungo e lento respiro fino all’addome e mantenere contratti i muscoli più bassi della zona pelvica (quelli coinvolti nella ritenzione di urine , feci ecc. ). In seguito focalizzerete la vostra attenzione sulla sillaba seme al cuore mentre trattenete il respiro. Nel momento in cui diventerà difficile trattenere il respiro, fate in modo di espirare lentamente sia dalle narici che dalla bocca. La respirazione del vaso, così mantenuta, aiuta la mente a sperimentare beatitudine e ad accrescere la concentrazione. Inspirare profondamente e contrarre i muscoli inferiori stimolano la confluenza, in modo impercettibile, delle energie inferiori e superiori e questo incontro vicendevole genera una sensazione di felicità. Quando si verifica una simile esperienza, dovete abbandonarvi, lasciandovi andare; dovete imparare a non afferrarvi al piacere senza prestare alcuna attenzione emotiva. Questo è un valido e effettivo esercizio mentale di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Per quanto concerne la visualizzazione del canale centrale, dovreste scegliere l’aspetto a voi consono. A questo punto della pratica non ha alcuna rilevanza se lo visualizzate sottile come una matita o ampio come un braccio, ma dovrebbe apparirvi più largo nella parte superiore che in quella inferiore. La pratica del powa non è semplice, poic è strettamente connessa al vostro karma. Ragione per cui dovreste praticare nel modo a voi più congeniale e rilassato.

In aggiunta alle tecniche illustrate fino ad ora, ci sono altre cose da fare per incrementare la pratica. Per esempio, questa notte, quando vi coricate, pensate di andare nella terra pura di Amitabha. Quando siete nel vostro letto, immaginate di appoggiare il capo nel grembo di Buddha Amitabha. Al vostro risveglio, la mattina, supponete di essere stati risvegliati dalla campana di saggezza di Amitabha che vi invita ad alzarvi. Quando intraprendete la sessione successiva di meditazione, visualizzate Amitabha stesso che entra in voi e pensate di essere in cammino verso la terra pura. Questo modo di pensare e di praticare è molto positivo molto meglio del vostro agire e riflettere confuso e insensato.

É sufficiente per questa lezione. Dobbiamo terminare, come sempre, con la dedica con lo scopo di rinascere molto velocemente nella terra pura di Buddha Amitabha per beneficiare tutti gli esseri senzienti, nostre madri. Vi ringrazio.

Seconda dissertazione

3 marzo 1981

Ieri ho detto che dobbiamo creare le cause adatte, o karma, per trasferire la coscienza nella terra pura di Amitabha. Quale è la causa effettiva per una simile rinascita? Prendere un saldo Rifugio in Amitabha, attualizzando bodhicitta, dedicando ogni attività virtuosa alla rinascita nella terra pura e ricordando ininterrottamente le sue eccellenti qualità. Se c’è l’accumulazione di tutte queste cause, ci sarà la certezza della rinascita desiderata nella terra pura.

Le preghiere tibetane enfatizzano spesso la richiesta di salvezza dalla rinascita in uno dei tre reami inferiori. Non esiste possibilità di rinascita in questi stati sfortunati di esistenza per chi ha realizzato i tre aspetti principali del sentiero (rinuncia, bodhicitta e visione corretta della vacuità). Anche se fossimo responsabili della morte di milioni di persone durante la nostra vita, è possibile la salvezza da rinascite inferiori con l’incremento del pensiero compassionevole di bodhicitta per tutti gli esseri. Bodhicitta è l’autentico po-wa. Se avete la bodhicitta, non vi è alcuna possibiltà di ritrovarvi in un reame inferiore. È sufficiente la generazione della mente di bodhicitta nel momento di morte per ottenere rinascite superiori nonostante sia un’ottima idea imparare anche la tecnica del trasferimento di coscienza. Per coloro che hanno difficoltà a generare i tre aspetti principali del sentiero all’illuminazione, sono a loro disposizione i metodi del po-wa spiegati qui.

Nei testi dellAbhidharma si asserisce che una volta raggiunto il terzo livello del secondo sentiero il livello pazienza del sentiero della preparazione diventa impossibile ricadere nei reami inferiori. Significa che il bodhisattva di questo livello ha acquisito una tale sicurezza fiduciosa da non ricadervi mai più. Tuttavia anche prima di raggiungere un simile livello, i tre aspetti principali del sentiero chiudono le porte dei reami inferiori.

La tecnica qui esposta, fa riferimento ad un testo in cui viene presentata come: “ il potente metodo per gli esseri malvagi per sfuggire alle rinascite inferiori”. È impossibile che persone come noi siano peggiori di Hitler, ma non possiamo, pero’, ricordare le azioni compiute nelle vite precedenti. Qualunque azione sia stata commessa dalla persona più crudele al mondo, nelle vite precedenti, non fa differenza. Quando compaiono i segni della morte, quella persona sicuramente eviterà le rinascite inferiori a condizione che abbia sviluppato la mente di grande compassione, applicato i quattro poteri opponenti, gli antidoti al karma negativo e praticato il potente metodo del po-wa. Pertanto non dovreste farvi ossessionare dalle negatività, ma capire che sono fenomeni interdipendenti e che possono essere trasformati con i metodi appropriati. La conoscenza delle tecniche del po-wa è in grado di liberare la mente dalle apparenze ossessive e di utilizzare, invece, la visione di una terra pura.

Vari commentari annoverano le qualità eccellenti della terra pura di Amitabha. Prima di tutto, come ho già detto, non sussiste più alcun pericolo di caduta nei reami inferiori se c’è rinascita nella terra pura. Inoltre la rinascita nella terra pura libera dalle otto condizioni sfavorevoli che, normalmente, ostacolano la pratica del Dharma. In poche parole, tutte le situazioni nelle quali ci si imbatte nella terra pura di Amitabha, sono favorevoli alla pratica del sentiero spirituale. Vi è anche una completa emancipazione dal dubbio mentale; una volta raggiunta questa terra pura, è inequivocabilmente certo il procedere sul sentiero mahayaha verso la completa illuminazione.

Non ci sarà più alcun pericolo per la rinuncia allaspirazione mahayana al posto di un impegno esclusivo alla liberazione personale, che è il traguardo del sentiero hinayana.

Gli esseri di questa terra pura rinascono intuitivamente dal fiore di loto e non sono mai soggetti a morte prematura.

Ogni piacere diventa spontaneo e immediato, poiché il solo pensiero di un delizioso godimento, diventa esperienziale. Ciascun corpo possiede i trentadue segni caratteristici di un buddha e ogni mente i cinque poteri telepatici: 1) spostarsi da un campo di buddha all’altro nella frazione temporale di un secondo 2) ricordare le proprie vite precedenti e le altrui 3) avere una visione senza ostruzioni delle terre pure e delle condizioni degli esseri senzienti 4) udire gli insegnamenti degli innumerevoli buddha 5) capire la mente e il comportamento degli altri esseri.

Possedere queste qualità mentali straordinarie non è estremamente utile solo per il discepolo ma diventa essenziale anche per il maestro. Quando Buddha Shakyamuni era su questa terra, pronunciando semplicemente poche parole, era in grado di guidare migliaia di discepoli alla realizzazione. Questo era il risultato della sua abilità conoscitiva diretta e intuitiva delle menti dei discepoli.

Per concludere, nella terra pura di Amitabha avrete la capacità ininterrotta di incontrare esseri completamente illuminati e ricevere i loro insegnamenti. La potenzialità di una mente delle terre pure è evidente. Provate ad immaginare la potenza straordinaria di una mente che rimane focalizzata su bodhicitta per ventiquattro ore al giorno. Per una mente simile, l’illuminazione non è certamente molto distante. Al momento, tuttavia, la mente è impegnata in pensieri mondani, sprecando, in tal modo, gran parte del tempo. Nella terra pura di Amitabha la mente è focalizzata ininterrottamente su metodo e saggezza. Per tale ragione si realizza l’illuminazione molto velocemente. Attraverso la comprensione di queste qualità eccellenti della terra pura di Amitabha dovreste nutrire la risoluta aspirazione di una simile rinascita.

Tutti noi abbiamo una certa comprensione dell’attuale condizione esistenziale e riponiamo fiducia nella nostra capacità di migliorare la mente. La fiducia sincera nel sentiero mahayana diventa imprescindibile per evitare risultati negativi di un uso improprio di queste tecniche. Ora, pertanto, visualizzate Buddha Amitabha che purifica ogni vostra oscurazione e ostacolo, dandovi la garanzia che la pratica del po-wa vi guiderà sicuramente verso una rinascita nella sua terra pura. Meditate i metodi del trasferimento di coscienza con grande compassione. (Recitazione delle preghiere per l’incremento del Rifugio, della bodhicitta e dei quattro pensieri incommensurabili)

Quando visualizzate Buddha Amitabha sopra il vostro capo, un fascio di luce dal suo cuore entrererà in voi attraverso il canale centrale. In tal modo si creerà un flusso ininterrotto dal cuore di Buddha Amitabha al vostro. Questo passaggio di scorrimento è ermetico senza fessure o imperfezioni. Il grande mahasiddha Naropa disse: “ci sono nove porte di accesso nel nostro corpo, di cui otto samsariche. La nona entrata, la porta mahamudra o della grande liberazione è posizionata sulla cima del capo”. Le altre porte conducono a una rinascita nei vari reami samsarici: non sono, quindi, passaggi idonei alla dipartita della coscienza. Per tale ragione il raggio di luce bianca di Amitabha penetra dalla cima del capo sino al canale centrale, creando il passaggio attraverso il quale la nostra coscienza può avanzare. Un canale ininterrotto e indistruttibile di radiosa luce bianca scaturisce dal nostro ombelico (quattro dita al di sotto) fino al cuore di Buddha Amitabha.

Al centro del nostro cuore, all’interno del canale centrale, è ubicata la sillaba seme, l’essenza della nostra mente: ha la dimensione e la forma di un minuscolo pisello; è di colore bianco ma emette un bagliore rossastro. Questa goccia bianca è estremamente leggera, talmente lieve che pare pronta a spiccare il volo. Essa è estremamente delicata, pura, cristallina: una piccola stella al nostro cuore, un fascio di luce simile a un arcobaleno.

Questa goccia luminosa è la mente sottile che normalmente si attiva nel tempo di morte. In un luogo idoneo e secondo il metodo, dovreste mantenere la mente in concentrazione univoca sulla goccia con l’aspirazione profonda di diventare inseparabili dalla mente di Buddha Amitabha. È molto importante sviluppare questo intenso desiderio per superare il divario dualistico tra la vostra mente e quella di Amitabha: dovreste diventare una cosa sola. Allo stesso tempo la mente in forma di minuscola sillaba seme, o goccia, dovrebbe dirigersi verso l’alto, attraverso il canale centrale fino al cuore di Amitabha. Ascoltate la parola di Amitabha che vi invita a salire e a raggiungerlo. Dal cuore di Buddha Amitabha un raggio di luce rossa radiosa aggancia, come un uncino, la vostra mente nell’aspetto della sillaba seme. Questo uncino di luce rossa e radiosa scende attraverso il canale di luce fino alla vostra mente esercitando su di essa una forza di attrazione verso l’alto. (recitazione delle preghiere)

Inspirate, poi, dalle narici e comprimete l’aria nella zona dell’ombelico. Irrigidite, quindi, i muscoli pelvici e spostate le energie dal basso verso l’alto. Cercate di avere la sensazione che la sillaba seme, colma di devozione per Buddha Amitabha, stia per librarsi in volo. Nello stesso momento le energie spingono la sillaba seme dal basso verso l’alto mentre anche l’uncino di luce rossa la trascina verso l’alto. Così potenziata, la mente molto sottile passa dal ciakra della gola alla cima del capo, dal loto al disco di luna fino a raggiungere il centro del cuore di Buddha Amitabha. A questo punto diventa inseparabile dall’onnipresente saggezza non-duale di Amitabha evidenziata da un fulgore di beatitudine al suo cuore. Tramite la recitazione del mantra primario HIC, la vostra coscienza sottile sotto forma di sillaba seme vola al cuore di Buddha Amitabha. Imputate il suo cuore come meta principale della vostra mente. Considerate il canale di luce radiosa come un sentiero verso la vostra meta. Reputate, infine, la vostra mente molto sottile con la forma di sillaba seme, come un viandante in cammino verso la meta. È molto importante ricordare questi tre punti durante la pratica.

In seguito, la recitazione di KAAH spinge la mente a ripercorrere il canale di luce e a ritornare al vostro cuore.

Allora ripeto: durante la recitazione della prima sillaba dovreste avere la sensazione che la mente stia andando in alto fino a raggiungere l’inseparabilità con l’onnipresente saggezza di beatitudine di Buddha Amitabha. Con la recitazione della seconda sillaba, la vostra mente lascia questa condizione per ritornare al vostro cuore.

L’intera modalità si suddivide in:

  1. visualizzazione della mente molto sottile come luminosa e molto leggera al vostro cuore

  2. aspirazione all’inseparabilità con la mente di Buddha Amitabha

  3. respirazione lenta e profonda senza perdere la concentrazione

  4. compressione del respiro all’ombelico, irrigidimento dei muscoli pelvici e spinta dell’energia verso l’alto

  5. recitazione di HIC mentre la spinta energetica e il rosso uncino portano la vostra mente verso l’alto

  6. meditazione sullinseparabilità della vostra mente molto sottile con quella di Buddha Amitabha

  7. recitazione di KAAH mentre la coscienza ridiscende.

Ripetete la pratica di questi stadi svariate volte. Focalizzate, quindi, l’attenzione sulla ciotola delle offerte di Buddha Amitabha da cui fuoriesce il nettare che comincia a scorrere nel vostro canale centrale fino a colmare l’intero sistema nervoso di bianca energia di beatitudine. Questa visualizzazione rafforza le energie probabilmente disperse durante la pratica. Come già spiegato, Guru Buddha Amitabha si dissolve in luce, scende nel canale centrale e diventa inseparabile dal vostro cuore. In questo modo Egli diventa inseparabile dalla vostra coscienza molto sottile.

Al termine ricordate la dedica.

Terza dissertazione

  1. marzo 1981

Durante la pratica la concentrazione assume grande rilevanza. Il trasferimento avviene tramite la concentrazione coadiuvata dalla tecnica di respirazione, come già spiegato. Con la pratica di altre meditazioni molte persone sanno già che laria inspirata passa dal canale destro e sinistro che si uniscono a quello centrale o shushuma al di sotto dell’ombelico. Allora è il momento di contrarre i muscoli inferiori e precisamente quelli dell’ano e dell’organo sessuale. Può essere d’aiuto irrigidire anche i muscoli dei piedi e delle mani. Potrete percepire chiaramente come la contrazione spinga l’energia dal basso verso il canale centrale: non si tratta solo di semplice immaginazione. È molto importante praticare queste tecniche adesso. Se ciò non avviene, non si potranno applicare nel tempo di morte, nonostante se ne conosca la successione. Dovrebbe essere considerata una delle nostre pratiche ordinarie di Dharma. Forse riteniamo di aver imparato tutto e che non ci siano altri antidoti da conoscere, ma non appena insorge l’afflizione mentale, siamo completamente indifesi. L’antidoto non viene sempre applicato in modo corretto. Pertanto dovremmo impegnarci ora nella pratica delle tecniche del po-wa.

In verità, si tratta di tecniche molto facili, semplici, scientifiche e molto pratiche. Non esiste alcun motivo di insuccesso. I maestri spirituali sostengono che la concentrazione sulla pratica dovrebbe essere talmente forte da non essere disturbata neanche da un branco di cani inferociti.

È importante praticare adesso perché nei momenti della morte, quando sarà necessario mettere in pratica gli insegnamenti, sarà molto probabile che insorgano ostacoli e interferenze. Dovremmo prepararci sin d’ora perché siamo liberi da simili problematiche.

Alcuni insegnamenti affermano che ciascuna delle otto porte samsariche dovrebbe essere sigillata dalla sillaba HUM al fine di prevenire l’uscita della coscienza da una di esse. Tuttavia non è strettamente necessario visualizzare queste lettere. Perché? Perché abbiamo già visualizzato un’unica apertura nel canale centrale la sommità del capo. La visualizzazione corretta, quindi, del canale centrale non comporta alcun pericolo di uscita della coscienza da una di queste altre porte. Tuttavia se permane una sensazione disturbante causa le porte samsariche del vostro corpo, potete sigillarle come descritto. Anche se non ne avvertite la necessità ora, vi sarà probabilmente d’aiuto nei momenti di morte allorquando la concentrazione si farà più debole rispetto all’attuale.

Riveste molta importanza ricordare che la goccia di luce trasparente al cuore è la nostra coscienza sottile. Dovremmo accettare e capire che è la coscienza derivante dalle vite precedenti e la costituente di quelle future, percependola leggera come una piuma, estremamente delicata e cristallina. Tutto ciò di cui necessita è una semplice causa per librarsi prontamente in volo. Dal cuore di Buddha Amitabha una luce rossa radiosa si propaga in modo fulmineo verso il basso e aggancia la mente sottile al vostro cuore. Durante la recitazione di HIC, lenergia di luce rossa del cuore di Amitabha attira la mente verso l’alto nello stesso istante in cui la forza sottostante dell’aria la sospinge verso l’alto. La spinta di elevazione non comporta, tuttavia, grande sforzo: è semplice e automatica perché, eseguendo l’esatta visualizzazione, esiste un’unica via da seguire.

Vi sono alcuni segni che si manifestano con il successo della pratica e di cui parleremo con maggiori dettagli più avanti, ma uno di questi è la sensazione di prurito alla sommità del capo. Alcune persone possono persino acquisire poteri telepatici o la capacità di vedere un’altra realtà. Questo è possibile. Nei tempi antichi i maestri testavano la perizia dei discepoli in questa meditazione infilando il gambo di un fiore nella cavità alla cima del capo: se le meditazioni avevano successo, la cavità aumentava la sua ampiezza e il fiore manteneva la posizione eretta. La mia intenzione è di fare lo stesso con voi al termine di questo corso!

Amitabha è, in generale, una divinità appartenente al livello inferiore delle classi del tantra, ma, come ho già specificato, questa tecnica particolare deriva dal livello più alto del tantra. Questa pratica è di grande beneficio per gli occidentali in quanto svela un aspetto totalmente differente della realtà in un lasso di tempo molto breve. È di grande aiuto nel far crollare i forti preconcetti riguardanti la realtà.

Esistono molti modi differenti per svolgere questa pratica e quello spiegato sino ad ora, utilizza una HIC prolungata per sospingere la coscienza verso l’alto. Un altro metodo impiegato è quello delle tre HIC: la prima porta la mente allaltezza della gola, la seconda alla sommità del capo e la terza la spinge nel cuore di Amitabha. Questi metodi sono ugualmente efficaci e dipende da voi la scelta, in base alle vostre esigenze. Inoltre l’utilizzo delle preghiere dovrebbe essere applicato a seconda dei bisogni individuali e sono utili in quanto stimolano la sensibilità richiesta. Tuttavia potete renderle più brevi a vostro piacimento se pensate siano troppo estese per voi.

Un’ultima parola prima di provare queste tecniche ancora una volta. Un’ottima idea è la meditazione del po-wa di gruppo: meglio della pratica individuale, perché in questo modo ci si controlla vicendevolmente prevenendo qualsiasi rischio. Infatti esiste una remota possibilità che la persona in solitudine possa avere delle complicazioni.

Quarta dissertazione

  1. marzo 1981 – Sessione di domande e risposte

Studente: subentra il lung, quando stringo mani e piedi durante la pratica. La pratica è corretta anche senza l’irrigidimento di questi muscoli?

Lama: non devi farlo se diventa disturbante. Infatti puoi persino abolire le tecniche di respirazione se mantieni una buona concentrazione. Coloro i quali ritengono sia di aiuto, dovrebbero trattenere il respiro e contrarre i muscoli come descritto. Come accennato prima, è molto probabile che la concentrazione non sia elevata nei momenti di morte e la respirazione forzata, abbinata alle tecniche di contrazione muscolare, può essere di grande aiuto.

Studente: avete affermato che gli yogi del passato hanno fatto uso del po-wa per sottrarsi a situazioni difficili. Come posso sapere quando l’applicazione di queste tecniche diventa appropriata?

Lama: dunque, prendi l’esempio del monaco che aveva saputo dell’arrivo dei cinesi. Egli aveva più di cinquant’anni e sapeva di non poter fare molto di più. Avendo ben chiaro questo, decise di dipartire. Allo stesso modo se hai la certezza di trovarti in una simile situazione, ove il mantenere la tua condizione diventa totalmente inutile, allora puoi usufruire anche tu di queste tecniche. Devi, comunque, avere saggezza.

Studente: ho posto questa domanda in quanto molti occidentali credono che la vita venga data da Dio e non si dovrebbe rinunciarvi prima che sia Lui a toglierla.

Lama: la coscienza che diventa inseparabile dal cuore di Amitabha e Dio che se la riprende sono la stessa cosa. Non esiste alcuna differenza, per me, tra Amitabha e Dio. Va bene, quindi, che la vostra coscienza entri in unione con Amitabha. Importante è spezzare le catene di ferro che ci tengono legati ai piaceri mondani e se ciò non avviene, non esiste possibilità di successo.

C’è la storiella di un ricco uomo d’affari che, nella morte, rimaneva avvinghiato alle sue numerose proprietà e che ebbe, poi, una rinascita da serpente: visse nella medesima casa, attaccando chiunque osasse impossessarsi dei suoi averi. Oppure la storia del monaco che aveva troppo attaccamento per la sua ciotola delle offerte: egli rinacque come preta inseguendo la ciotola da un proprietario all’altro. Anche se abbiamo familiarizzato con queste tecniche, ma la nostra mente continua ad essere molto coinvolta nella realtà dell’afferrarsi al sé, sarà impossibile trasferire la coscienza con successo. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di tecniche energiche e risolute.

Studente: vorrei la sua opinione sull’assorbimento al cuore di Buddha Amitabha. In quel momento si dovrebbe visualizzare anche la terra pura?

Lama: non è necessario farlo. Cerca semplicemente di avere la sensazione di essere inseparabile dall’onnipresente saggezza non- duale di Amitabha nell’istante in cui sei nel suo cuore. È meglio porre maggior enfasi sullinseparabilità dalla saggezza piuttosto della visualizzazione della terra pura.

Studente: se si ottiene l’abilità di trasferire la coscienza, perché non farlo subito?

Lama: è considerato un errore rinunciare al proprio corpo per chi ha ricevuto un’iniziazione della classe più alta del tantra. Sarebbe come uccidere un tathagata o commettere un suicidio.

Studente: ma non è forse vero che nella terra pura di Amitabha si può raggiungere l’illuminazione molto velocemente e, quindi, aiutare gli altri persino dopo breve tempo?

Lama: sì, nella terra pura non esiste la seccatura di trovarsi un lavoro né di allevare i figli; la pratica del sentiero è senza sosta.

Studente: lasciare il proprio corpo con la motivazione di beneficiare gli altri non è , quindi, da considerarsi un suicidio.

Lama: va bene a condizione che sia il momento giusto per la tua decisione.

Studente: è vero che il modo più rapido per ottenere l’illuminazione è la nostra attuale rinascita umana a condizione che permanga il karma di restare in vita ?

Lama: è sicuramente possibile ma dipende da cosa combinate durante la vostra esistenza. Ciò che mi spaventa è il modo in cui molti occidentali vivono. In America, ad esempio, la gente è sempre di corsa, sin da quando si sveglia: diventa assai difficile non essere risucchiati da quello stile di vita e se ciò accade è praticamente impossibile usufruire della rinascita umana nel modo migliore.

Studente: è consentito o consigliato visualizzare se stessi nella divinità di meditazione durante lo svolgimento delle pratiche del po-wa a condizione che si abbia il permesso appropriato?

Lama: sì, va bene. In effetti alcune persone trovano più facile visualizzare se stessi in Cenresig per rimuovere la realtà della concezione del sé in generale e del corpo fisico in particolare. Ciò può essere di beneficio.

Studente: si dice che ci siano animali nelle terra pura. È vero?

Lama: sì, nella terra pura ci sono uccelli, daini e molti altre specie animali: svolgono la funzione di rinvigorire e incrementare la pratica personale; non emettono mai vibrazioni negative e sono d’aiuto per la pratica individuale.

Studente: allora questi animali sono, in realtà, dei bodhisattva oppure esseri sfortunati che in qualche modo hanno commesso degli errori nella pratica del po-wa?

Lama: sono dei bodhisattva. (risata)

Studente: è possibile percepire la sofferenza degli esseri senzienti nelle terre pure?

Lama: nelle terre pure non esistono sofferenze.

Studente: allora come è possibile incrementare la compassione?

Lama: ci sono molti altri stati di esistenza, numerosi sistemi solari. Sebbene non vi sia sofferenza nelle terre pure propriamente dette, un bodhisattva è in grado di vedere gli esseri che risiedono in altri reami e incrementare compassione per loro.

Studente: è possibile entrare in stadi di assorbimento con questa pratica?

Lama: sì, i venti si dissolvono nel canale centrale a condizione che vi sia una profonda concentrazione sulla goccia cristallina al cuore. Ogni volta che ciò avviene si sperimentano i segni premonitori dell’assorbimento. È richiesta la massima concentrazione. Infatti se siete abbastanza consapevoli, potete notare gli stessi assorbimenti nella beatitudine dell’orgasmo sessuale.

Studente: per prepararci alla pratica del po-wa ci sono segni premonitori in prossimità della morte?

Lama: sì, ve ne sono molti. Si possono percepire nei sogni, nei mutamenti del sistema respiratorio, nellaura corporale e così via. Molti anziani sanno quando stanno per morire.

Spiegazioni più dettagliate di questi segni premonitori di morte vi verranno date in seguito.

Studente: è possibile realizzare la terra pura di Amitabha con la sola devozione?

Lama: sì, è decisamente possibile. I testi asseriscono che la rinascita in una terra pura non è il risultato di un’azione karmica specifica, ma avviene piuttosto per la forza della preghiera/richiesta e dell’intensa concentrazione.

Studente: dopo la recitazione di HIC c’e’ la completa dissolvenza nel cuore di Buddha Amitabha, chi recita, quindi, KAAH per riportare la coscienza verso il basso?

Lama: il livello sottile della mente sale e scende; il livello grossolano della mente recita HIC e KAAH. Durante la pratica effettiva non dovresti farti coinvolgere da simili domande. Semplicemente emetti questi suoni e considerali il segnale per far salire la mente e farla scendere nuovamente.

Studente: esiste la possibilità di far uso di questa pratica per dare conforto ad amici cristiani durante le fasi di morte?

Lama: sì, per esempio, potresti aiutare il morente a visualizzarsi nel cuore di Cristo o rammentargli un ambiente puro e sacro.

Studente: è necessario stare seduto e in posizione eretta nella morte? Lama: no. Molti praticanti muoiono in posizione sdraiata, la stessa tenuta da Buddha nel trapasso e il po-wa può essere praticato anche in questa posizione.

Studente: alcuni di noi potrebbero trovarsi nella situazione di assistere morenti in circostanze assai preoccupanti: non ci sono esseri altamente realizzati nei dintorni e il corpo del morente sta per essere rimosso prima che la coscienza lo abbia lasciato e così via…in simili casi dovremmo sollecitare la cavità alla cima del capo prima che qualcun’altro interferisca?

Lama: è una buona idea, dovreste farlo se possibile. Inoltre potreste persino eseguire il trasferimento di coscienza per quella persona a condizione che siate abili nel farlo. La concentrazione è il punto fondamentale: se la vostra è profonda, potete visualizzare la mente del morente al suo cuore, poi, dal canale centrale alla sommità del capo per raggiungere la terra pura di Amitabha.

Studente: lei ha detto che è pericoloso praticare queste tecniche in solitudine. Se stiamo praticando con altre persone, cosa si può fare nel caso sorgesse una complicazione?

Lama: prima di tutto se la concentrazione è debole, non ci sarà alcun pericolo durante la pratica. Tuttavia può accadere che qualcuno cominci a “sballare”e a perdersi; è probabile che la coscienza lo abbandoni accidentalmente per via della potenza della pratica. Se vi accorgeste che “sta sballando”, potete colpirlo in modo energico nella parte intorno alle ginocchia: ciò aiuta a riportare la coscienza nel corpo. Potete anche urlare a gran voce KAAH.

Studente: nel tempo di morte come si può decidere di praticare il po-wa o seguire, invece, altre tecniche tantriche e utilizzare la chiara luce della morte come il sentiero per il Dharmakaya?

Lama: se si è certi di percepire l’esperienza di chiara luce e fonderla con la vacuità, allora è ciò che andrebbe sicuramente fatto e non c’è bisogno della pratica del po-wa. Tuttavia se non si ha una notevole familiarità, si dovrebbe ricorrere, invece, al po-wa. Un autentico praticante sarà in grado di giudicare quale tecnica può essere adatta a lui o lei . Si dovrebbe, inoltre, ricordare l’enorme potenzialità protettiva dei tre aspetti principali del sentiero. Ad esempio, se si sviluppa la mente effettiva di bodhicitta, non importa cosa si faccia nei momenti di morte: non c’è nulla di cui preoccuparsi. Si recita semplicemente: “possa io rinascere in qualunque luogo sia di beneficio per gli altri esseri senzienti. Oh, buddha e bodhisattva, portatemi dove io possa essere più utile. Fossero anche i reami infernali, non importa”.

Studente: come dovremmo praticare una volta che il ritiro sarà terminato?

Lama: dovreste praticare tutti i giorni fino a quando riceverete i segnali di successo nella pratica. In seguito, sarà sufficiente rivedere la pratica solo occasionalmente, diciamo una volta al mese, proprio per non dimenticarvene.

Studente: è stato detto che, durante la pratica, la sillaba seme al cuore dovrebbe essere molto luminosa. Io riesco a visualizzare la sillaba ma priva di luce radiosa. È un errore?

Lama: no, non importa che emetta luce a patto, però, tu possa visualizzare, con buona concentrazione, la mente sottile come una goccia al tuo cuore. Il proposito della meditazione è visualizzare e sviluppare concentrazione sulla goccia; l’emissione di luce non è essenziale. L’importante è entrare in contatto con l’oggetto di meditazione che può anche essere visto come una piccola goccia di sangue o di rugiada trasparente. Se riesci a mantenere la concentrazione sulla goccia al tuo cuore, non devi preoccuparti della luminosità.

Studente: Lei ha sottolineato la pericolosità della pratica in solitudine in quanto esiste la possibilità di lasciare accidentalmente il corpo. Perché lo considera rischioso?

Lama: lasciare il corpo dopo aver preso la grande decisione è una cosa, ma è ben altra farlo in modo accidentale. In quest’ultimo caso non c’è l’intenzione di andarsene ma è la forza della meditazione che spinge casualmente la mente fuori dal corpo; non essendo preparati a questa evenienza, sussiste ancora un forte legame con le catene dell’attaccamento ai piaceri samsarici e il risultato sarebbe la rinascita come spirito famelico al posto di una terra pura.

Studente: significa che è possibile per la coscienza fuoriuscire dal chakra del capo e rinascere, ciò nonostante, in un reame inferiore?

Lama: sì, può accadere semplicemente perché la coscienza si allontana in modo casuale come risultato della forza meditativa. È meglio, quindi, meditare in compagnia quando non si è esperti, al fine di evitare incidenti di questo genere.

Studente: perché ritiene sia meglio percepire la chiara luce nei momenti di morte piuttosto che praticare il po-wa?

Lama: con l’addestramento alle pratiche tantriche si può cogliere l’esperienza di chiara luce della morte per ottenere la realizzazione intuitiva della vacuità, che permetterà di raggiungere il primo bhumi del bodhisattva. È molto meglio della rinascita in una terra pura. Una volta ottenuto il primo bhumi non si è solo più esperti di un bodhisattva ordinario di una terra pura, che deve ancora praticare il sentiero dall’inizio, ma si possiede anche l’abile mezzo di andare nelle terre pure secondo la propria volontà. Nel tempo di morte è, quindi, meglio usufruire delle tecniche tantriche rispetto al po-wa. Tuttavia la pratica del po-wa è preferibile se non si possiede la totale sicurezza nelle tecniche tantriche. I metodi meditativi del po-wa sono di grande beneficio anche se non sono abbinate alle tecniche di respirazione. In generale le problematiche emergono quando l’energia si riversa nella direzione sbagliata e nei punti inadatti: questa è lorigine della malattia fisica e mentale. Si può, comunque, migliorare il flusso energetico del corpo e, allo stesso tempo, curare molte problematiche a condizione che vi sia la corretta concentrazione sul canale centrale e sulla sillaba seme al cuore. La concentrazione focalizzata all’interno del canale centrale rimuove la distrazione che provoca molti impedimenti. Focalizzarsi sulloggetto di meditazione allinterno del canale centrale è molto più efficace del concentrarsi su qualcosa all’esterno. La contemplazione del canale centrale all’altezza del cuore è una meditazione estremamente semplice, potente e di beneficio.

Studente: potrebbe dare ulteriori spiegazioni dell’uncino di luce rossa che proviene dal cuore di Amitabha?

Lama: non è indispensabile visualizzare la luce rossa. È un ulteriore e semplice aiuto per sospingere la coscienza attraverso il canale centrale si può tralasciare se diventa una scomodità.

Non è neanche necessario visualizzare luncino. Si p piuttosto pensare a una luce rossa che lampeggia dal cuore di Amitabha come un fulmine verso il basso, esercitando un’attrazione magnetica sulla mente. Questa è un’altra visualizzazione, forse più agevole per voi.

Studente: ci ha consigliato di visualizzare la mente molto sottile all’altezza del cuore. È il punto ideale?

Lama: sì, vi sono molti vantaggi con la concentrazione al centro del cuore. Il chakra del cuore è un punto speciale e il suo dischiudersi, con la meditazione, è di grande aiuto. Inoltre se siete preoccupati dei possibili pericoli della meditazione del po-wa, portate la sillaba seme dal chakra del cuore fino alla sommità del capo e non oltre durante la recitazione di HIC e fate in modo che non fuoriesca dal vostro corpo: non sussisterà più alcun pericolo e la pratica manterrà la sua efficacia.

Studente: durante la pratica sospingiamo la mente in forma di sillaba seme verso il cuore di Amitabha. Significa che rinasceremo nella terra pura di Amitabha con l’aspetto della sillaba seme?

Lama: no. Dal cuore di Amitabha la mente viene indirizzata verso il centro di un fiore di loto dal quale emergiamo con un corpo di luce completamente purificato. Questo non deve essere visualizzato: avviene automaticamente una volta raggiunto il cuore di Amitabha. Molti praticanti prediligono la posizione rivolta verso ovest quando stanno per morire. È il probabile segnale che intendono praticare il trasferimento della coscienza nella terra pura di Amitabha. Quando io stesso medito, trovo più agevole la direzione ovest o est piuttosto che quella a nord o a sud forse è solo una mia superstizione. Ad ogni modo molte persone hanno addestrato la mente con gli insegnamenti del po-wa e hanno affrontato la morte con successo; non esiste motivo per cui non dovreste anche voi riscuotere successo nella pratica. Tutto quello che c’è da fare è allenarsi correttamente.

Quinta dissertazione

  1. marzo 1981

In generale è necessario ricevere l’iniziazione della divinità – conferimento di poteri o autorizzazione – per il trasferimento di coscienza nella terra pura della divinità specifica. Cosa significa ricevere un’iniziazione? L’ottenimento della realizzazione delle quattro grandi iniziazioni è una faccenda abbastanza personale e delicata. Per esempio, Naropa praticò sotto la guida di Tilopa per molti anni fino a che non venne considerato idoneo ad essere da lui iniziato. Egli ottenne immediatamente, in un istante, le realizzazioni di quelle iniziazioni, poiché era molto preparato e qualificato. Questo era il percorso tradizionale dei discepoli che venivano guidati sul sentiero all’illuminazione. Oggigiorno la situazione è molto diversa. Le iniziazioni vengono conferite pubblicamente e rimane il grande dubbio che solo un piccolo gruppo di noi le riceva davvero.

Ricevere un’iniziazione è effettivamente un evento raro e speciale: questa è l’essenza. Quando ci viene chiesto se abbiamo un certa iniziazione, la maggior parte di noi risponde: sì, questo lama ha conferito l’iniziazione ed io ero là”. Non significa ricevere qualcosa per il solo fatto di essere presenti allautentica cerimonia. Dopo tutto

anche numerosi insetti, ragni, cani, gatti ecc. sono presenti, ma hanno ricevuto l’effettiva iniziazione? Non ritengo, comunque, sia questo il modo di ottenere le realizzazioni delle quattro grandi iniziazioni, benché io sia convinto che qualcosa si riceva con la semplice presenza alla cerimonia. La maggior parte di noi può affermare di aver fabbricato e prodotto l’imitazione artificiale dell’esperienza effettiva. Ma questo è positivo comunque! Abbiamo, in ogni caso, ricevuto benedizioni e grandi ispirazioni, non dovremmo scoraggiarci. Anche se non siamo altamente qualificati, possiamo ancora trarne un beneficio futuro.

Una volta uno dei miei maestri mi disse che se riceviamo un’iniziazione e rinasciamo, poi, come animali, il beneficio rimane: saremo animali molto possenti! Ovviamente il beneficio più grande di una iniziazione è ricevere il seme (la causa) che, in condizioni appropriate, potrà maturare istantaneamente nellesperienza dellilluminazione. Vorrei sottolineare che ricevere un’iniziazione non è una faccenda semplice; non c’è nessuna ragione per diventare arroganti e ritenere di aver fatto qualcosa di straordinario per il solo fatto di aver presenziato a una cerimonia di iniziazione. La maggior parte delle volte sussiste il dubbio di aver ricevuto effettivamente l’iniziazione, che non vuol dire negare di avere ricevuto qualcosa di cui valeva la pena.

In termini di beneficio altruistico, dovremmo fare qualche esperienza personale prima di insegnare questi metodi. Non significa dover ottenere il completo successo ma almeno aver raggiunto un certo livello di realizzazione con la pratica. In un secondo tempo daremo insegnamenti agli altri per beneficiarli – senza dubbio non vi è nessun beneficio quando l’insegnamento si basa solo sulle parole senza che vi sia un’esperienza effettiva.

È già stato accennato che uno degli ostacoli alla rinascita nella terra pura di Buddha Amitabha è la non osservanza degli impegni (samaya) tra il guru e il discepolo. Afferrarsi ai piaceri, ai parenti e agli amici diventa un ostacolo enorme al trasferimento della coscienza. Tutte le relazioni sono transitorie, persino i rapporti tra fratelli e sorelle di dharma: aggrapparsi a simili rapporti diventa, ovviamente, un notevole impedimento alla nostra pratica. Dobbiamo capire e accettare che la causa di un’eventuale separazione si crea nel momento in cui incontriamo qualcuno. Un incontro sfocia sempre in una separazione e, osservando attentamente le nostre esperienze, noteremo che corrisponde al vero. Non importa quanto piacere riceviamo da qualcuno o da qualcosa perché giungerà il momento in cui ogni connessione svanirà. Non c’è bisogno di riflettere a lungo per ammetterne la sua veridicità. Tutto è momentaneo e nel tempo di morte nessuno potrà aiutarci. Non solo il fallimento ma, peggio ancora, l’attaccamento creatosi, provoca grosse difficoltà.

Se riflettiamo, possiamo notare come il nostro migliore amico può facilmente diventare il nostro peggior nemico. Prendete l’esempio di una coppia che ha convissuto per quaranta o cinquant’anni: quando uno dei due muore, l’altro è talmente addolorato da rinunciare a vivere. In alcune regioni dell’India, con la morte del marito, la moglie si immola sul rogo funerario. Questa è ignoranza ma, in un certo qual modo, abbiamo lo stesso comportamento. Ecco perché diventa importante prepararci sin d’ora. Tramite la pratica del po-wa dovremmo arrivare alla comprensione dell’inutilità del rimanere aggrappati alle cose. Dovremmo ottenere, come minimo, questa realizzazione. L’addestramento del po-wa e la preparazione personale alla morte dovrebbero spingerci ad essere più accomodanti. Dovremmo imparare ad accettare la natura impermanente della nostra esistenza, delle relazioni e così via. Non sono, quindi, particolarmente interessato alla vostra abilità nel po-wa ma piuttosto al vostro atteggiamento più accomodante e realistico nei confronti della vita e della morte. Questi insegnamenti avranno successo solo quando avrete imparato ad accettare la morte dei vostri cari come un accadimento naturale, sia che siate o non siate esperti nelle tecniche del powa.

Nel mondo ci sono molte persone preoccupate della morte. Il Lamrim indica chiaramente le sofferenze specifiche degli esseri umani: il travaglio della nascita, la malattia, l’invecchiamento e persino la morte. Gli insegnamenti del po-wa sono di grande beneficio in quanto rappresentano un modo per superare la paura della morte. Inoltre sono un’alternativa alle altre pratiche di dharma che, con le nostre debolezze, forse, sono state la causa della creazione del nostro karma negativo: la rottura dei voti e così via. Per tutte queste svariate ragioni, quindi, gli insegnamenti del po-wa sono molto preziosi.

Una certa quantità di citazioni scritturali usa l’analogia del loto per spiegare la nostra condizione attuale. Il loto nasce e cresce nel fango ma il suo fiore è sempre immacolato. Allo stesso modo possiamo liberare noi stessi da una condizione contaminata con la pratica del po- wa nonostante l’effettiva coscienza molto sottile sia imprigionata in un corpo contaminato. Anche se abbiamo commesso una delle gravi azioni negative, come uccidere il padre o la madre, è ancora possibile conseguire il trasferimento della coscienza e raggiungere la terra pura di Amitabha. Anche se toglieste la vita a un buddha durante la prima colazione, a un bodhisattva a pranzo e a un arhat per cena, ogni giorno per molti anni, avreste ancora l’opportunità di trasferire la coscienza in una terra pura a condizione che siate sufficientemente abili per farlo. Si può purificare tutto con l’abilità. Uno dei Panchem Lama, considerato essere Buddha Amitabha stesso, una volta scrisse: il metodo per raggiungere l’illuminazione senza la meditazione è il powa”. Pertanto è inutile essere ossessionati dalle negatività e pensare di essere la persona peggiore al mondo. Dovreste, invece, considerarvi fortunati di essere rinati come umani con l’opportunità sia di vivere sia di morire con successo.

Non dovreste scegliere il momento sbagliato per praticare il po-wa. Per esempio una modesta malattia non significa una morte imminente; ci sono molte altre cose da fare al posto della pratica del po-wa: le puja di lunga vita neutralizzano l’esaurirsi dell’energia vitale, l’impegno benefico contrasta la perdita del patrimonio. In Tibet gli animali destinati alla macellazione vengono comprati e rimessi in libertà al fine di incrementare la durata della vita di un essere umano. Ci sono molte altre cose che potete fare per prolungare la vostra vita.

Nella sessione “domande e risposte” ho già indicato alcuni dei segnali premonitori di morte imminente: mutamenti nei sogni, nell’apparato respiratorio e nelle sensazioni. Il cambiamento, la trasformazione della respirazione è il segnale più preciso dellapprossimarsi della morte. Se siete attenti osservatori, potete avere simili indizi circa sei mesi prima del vostro decesso. Questo vi dà il tempo per prepararvi alla pratica del powa. Si dice che il momento migliore sia sette giorni prima che l’energia vitale si esaurisca. Lo ribadisco ancora una volta: non impegnatevi nella pratica effettiva del po-wa per spingere la coscienza in un’altra esistenza sino a che non avete ottenuto il segnale indicatore di morte imminente.

Tutt’altra questione è la pratica del trasferimento di coscienza per il beneficio di altre persone. Secondo Jetsun Milarepa non si dovrebbe tentare il trasferimento dell’altrui coscienza sino all’entrata nel sentiero della visione e, inoltre, è necessario possedere poteri telepatici e altre realizzazioni per guidare la mente di un’altro essere. È difficile essere seriamente efficaci senza realizzazioni. Diventerebbe estremamente arduo per il morente ricevere qualsiasi beneficio se la persona prescelta ad espletare il po-wa non avesse una mente controllata e una buona motivazione. Un esempio: la persona già morta diventa un essere del bardo e ottiene, per natura, alcuni poteri di chiaroveggenza; proverà disgusto e si sottrarrà all’influenza della persona chiamata per il trasferimento di coscienza allorquando vedrà la sua avidità ingannatrice. Come risultato, l’essere del bardo non trarrà alcun beneficio dal po-wa praticato in suo favore. La mente negativa non può essere occultata alla chiaroveggenza dell’essere del bardo e, quindi, assume molta importanza che la persona prescelta per la pratica del powa sia libera da simili negatività. Il modo con il quale le persone morenti vengono generalmente gestite in Occidente costituisce un grande ostacolo al successo della pratica del po-wa; essi non dovrebbero essere mai toccati, soprattutto le parti inferiori del corpo, fino a che la coscienza molto sottile non abbia lasciato il corpo. L’unico punto dovrebbe essere la sommità del capo. È tradizione appoggiare il Lam-rim Chen-mo, il testo di Lama Tzong Khapa, sulla cima del capo del morente: è di grande beneficio. Un aiuto ulteriore è quello di sollecitare la testa del morente tirandogli i capelli nel punto del chakra, alla sommità del capo. Lo ripeto ancora: dovreste evitare di toccare le parti inferiori del corpo. A volte, persone bene intenzionate, cambiano la posizione del corpo per renderlo più gradevole alla vista degli altri perché sicure che la fine sia giunta. Potrebbe essere la cosa giusta e non farebbe alcuna differenza se la coscienza molto sottile avesse già lasciato il corpo, ma, se ciò non fosse, cambiare la posizione degli arti al morente comporta l’annientamento definitivo di ogni probabilità di trapasso coronato da successo. Pertanto dovreste sempre toccare la cima del capo per prima cosa, se si presentasse la necessità di maneggiare il corpo del morituro. Dovreste, anche, scegliere il momento adatto per aiutare il morente a ricordare i suoi trascorsi meditativi. Durante il processo di morte naturale lespirazione è sempre più prolungata mentre l’inspirazione si accorcia e diventa più faticosa. Non vi è alcun pericolo nel toccare le varie parti del corpo durante questa fase respiratoria.

Infatti, si possono tastare le gambe per verificarne l’abbassamento della temperatura in quanto il calore corporeo dovrebbe affievolirsi dal basso verso il cuore: questo è il momento di riportare alla mente del morente qualunque pratica abbia svolto in vita, mentre il centro del cuore è ancora caldo. Per esempio dovreste rammentargli che Buddha Amitabha è seduto alla sommità del suo capo, se il suo principale addestramento e’ stato il po-wa. È il momento giusto per ricorrere a qualsiasi pretesto religioso con cui ha avuto familiarità in vita. Se è cristiano potreste fargli sentire il suono di una campana per ricordargli la funzione religiosa al fine di condurlo a uno stato mentale di preghiera e devozione. Anche le persone agnostiche cercano, però, un rifugio nei momenti di morte: è possibile, quindi, essere di beneficio ricordando loro argomenti spirituali.

In accordo ai testi, è d’aiuto posizionare un frammento di ferro magnetizzato sopra la cima del capo del morente: attira la coscienza verso l’alto e ad uscire dalla porta mahamudra. Come è possibile? Ricordatevi che lenergia molto sottile, supporto della mente di chiara luce, contiene anche le oscillazioni degli elementi. Il magnete, quindi, esercita una forza di attrazione, perché è presente la caratteristica di natura ferrosa. Quando la coscienza sottile è stata indotta ad uscire dalla cavità centrale alla cima del capo in questo modo, sussiste, tuttavia, il pericolo di una caduta nei reami inferiori.

Ora dovremmo meditare. Non è così importante essere abili esperti nei metodi del po-wa a condizione che la vostra mente sviluppi concentrazione attraverso queste tecniche. Incrementare la concentrazione è estremamente benefico.

Sesta dissertazione

  1. marzo 1981

Quando recitate le preghiere preliminari della pratica del powa, dovreste essere molto attenti, consapevoli del loro significato. Ad esempio, dovreste riflettere profondamente sul significato della preghiera del rifugio e di bodhicitta. Prendere rifugio nel Buddha, Dharma e Sangha è totalmente diverso dal tipo di rifugio mondano che prendiamo nella vita normale di tutti i giorni. Quando cerchiamo la gratificazione negli hamburger e nella pizza, rifugiandoci definitivamente in essi, diventa un ovvio motivo di insoddisfazione; tuttavia molta gente mantiene costantemente questo atteggiamento, perché è talmente sfortunata da non trovare oggetti autentici di rifugio. Assume particolare importanza, quindi, ricordare le qualità dei tre Gioielli del rifugio e sviluppare una profonda devozione. Noi siamo molto fortunati perché possediamo, già, una discreta fiducia nei tre Gioielli e abbiamo una certa comprensione di come possono condurci veramente alla liberazione.

Le strofe riguardanti la generazione di bodhicitta ci esortano a dedicare tutti i nostri meriti per il conseguimento dell’illuminazione per il beneficio altrui, includendo il merito di ogni azione virtuosa da noi compiuta parlare gentilmente, ascoltare in un silenzio partecipe mentre ci vengono raccontate le altrui sofferenze, meditare con i fratelli e le sorelle di dharma per donare limpida energia di compassione. Il merito da noi creato può essere dedicato all’illuminazione di tutti gli esseri senzienti. Vi sono, quindi, molti modi di creare meriti e laspetto essenziale di tutta la pratica mahayana si fonda sulla dedica di ogni azione positiva al beneficio ultimo e fondamentale degli altri. Non è facile dedicarsi agli altri in maniera totale, ma, nonostante la grande difficoltà, è il modo più significativo per vivere la nostra esistenza. Più si familiarizza con questa attitudine altruistica e più profonda ed estesa essa diventa. Ne vale veramente la pena! Dovreste essere molto felici e considerarvi incredibilmente fortunati di aver trovato un sentiero pratico e agevole, il Mahayana vasto, profondo e illimitato.

Qualunque cosa voi facciate per laltrui beneficio con una mente generosa, diventa una risoluzione ai problemi della vostra mente ristretta, limitata. È importante, inoltre, far sorgere il desiderio mahayana: per il resto della mia vita dediche lenergia di corpo, parola e mente al beneficio degli altri esseri. Non importa dove e quali circostanze io vivrò; possa io beneficiare gli altri il più possibile e ovunque io sia; possa io dedicare le mie energie e illustrare agli altri i tre aspetti principali del sentiero”.

Uno dei discepoli di Lama Tzong Khapa lo elogiava dicendo che persino l’alitare del suo respiro era di beneficio agli altri, senza menzionare l’effettivo beneficio dei suoi insegnamenti e così via. Allo stesso modo è possibile dedicare ogni attimo della nostra energia mentale e fisica al beneficio altrui. L’autentica capacità di aiutare gli altri si concretizza con la preghiera di dedica. Il risultato desiderato diventa esperienza in modo naturale quando orientiamo la nostra mente in questa direzione tramite la dedica. Tutte le azioni benefiche di Buddha Shakyamuni – venire su questo pianeta, insegnare, condurre i suoi discepoli allo stato di arhat e all’illuminazione e così via – furono compiute in modo completamente spontaneo come risultato della sua dedica antecedente.

Per tutti questi svariati motivi, dovremmo propagare costantemente preghiere autentiche, genuine. Molte persone, tuttavia, hanno un’opinione sbagliata della preghiera o supplica: sono convinte che si debba pregare in modo molto formale, con eccessivo contegno e contrizione. Non è vero! La preghiera può o dovrebbe svolgersi in uno stato mentale di completo rilassamento. La vera essenza della supplica è costituita dal pensiero di essere preparati ad andare dovunque e fare qualsiasi cosa sempre per l’altrui beneficio. Questo pensiero ripetuto costantemente dalla vostra mente, in ogni situazione, è incredibilmente potente. Per tanto dovreste sempre chiedervi: “quale importanza può avere il tempo o dove mi trovo? Qual’è il miglior modo per aiutare il maggior numero possibile di esseri?”.

Molta gente ha delle perplessità nella pratica del po-wa. Probabilmente è stupita di non sapere chi sia Buddha Amitabha, è dubbiosa della reale esistenza della terra pura o non comprende il beneficio di queste pratiche. La verità è che queste pratiche sono di grande beneficio. Anche se il trasferimento di coscienza non avviene con successo, avrete sviluppato, almeno, un’attitudine fortemente positiva. Questo atteggiamento neutralizza il potere della negatività. Nel tempo di morte qualunque karma prevalga, sia positivo che negativo, ci spingerà verso la prossima rinascita, ma se possiamo diminuire le nostre negatività, morire con una mente serena e sospingere la nostra coscienza attraverso la porta mahamudra, eviteremo, almeno, una rinascita nei tre insopportabili reami inferiori. Questo sarebbe già un buon risultato.

Abbiamo elencato in breve i segnali che indicano l’approssimarsi della morte e quelli che confermano il successo della pratica del po-wa. Le seguenti spiegazioni sono una sintesi tratta dal testo del grande mahasiddha Pabongkha Rimpoce ove questi segni sono stati descritti in modo dettagliato.

Innanzitutto quali sono i segnali che confermano il successo della pratica del po-wa?

Il primo è che il corpo diventa leggero perché la mente, che controlla il corpo, lo assimila con la forza della concentrazione. Più il controllo della mente aumenta, maggiori sono le possibilità di fare del vostro corpo ciò che volete. A livello ordinario la pesantezza della massa corporea è il diretto risultato di una mente opprimente. È ovvio, pertanto, che l’addestramento mentale con le pratiche del po-wa darà una sensazione di leggerezza e di maggior controllo sul corpo.

Il miglioramento della digestione è il risultato successivo. Esiste un’evidente connessione tra mente e stomaco persino gli psicologi occidentali sostengono che lo stomaco si irrigidisce e si comprime per i crampi quando la mente è turbata. Ulcere, cancro e infermità simili sono le conseguenze di una mente stressata. Assumendo semplicemente la corretta posizione meditativa rilassante, potrete curare molte malattie che affliggono il vostro corpo.

Ulteriori segnali comprendono: laumento dellenergia termica del corpo, l’umidità della testa, la comparsa di una fessura alla sommità del capo, l’aumento delle cefalee e dello stordimento, il prurito o il rigonfiamento alla cima della testa e così via. Questi sono alcuni dei segni del buon esito della pratica.

I segnali dell’avvicinarsi della morte sono numerosi e si possono osservare con diverse metodologie: esaminando la vostra ombra alla luce del sole o della luna, considerando i segni premonitori dei sogni e notando i mutamenti della respirazione.

Il primo metodo consiste nel mantenere una posizione con sole o luna alle spalle e osservando la vostra ombra all’altezza del cuore per un certo periodo di tempo. Guardate, poi, verso l’alto, nel cielo e fate attenzione all’immagine che vi apparirà. Se la sagoma del vostro corpo è completa, non siete in pericolo, ma, se la testa è mancante, morirete nell’arco di un mese. Se la mano destra è assente significa che vostro figlio morirà, mentre se non compare la mano sinistra, forse, vostra moglie morirà. Quando appare un pugnale conficcato nel vostro corpo significa che la morte sopraggiungerà in un mese. Anche quando la secrezione dell’organo sessuale diventa nerastra o si verifica l’esatto contrario fuoriuscita di sangue dalluomo e liquido seminale dalla donna significa che la morte arriverà entro un mese.

Altri segnali di morte imminente si evidenziano in tal modo: non appare nessun bagliore esercitando una leggera pressione sugli occhi chiusi, non si sente alcun brusio mettendo le mani a coppa sulle orecchie, il braccio sembra scomparire mettendolo in posizione verticale davanti al viso. È possibile che la fine sia entro tre mesi quando piedi e occhi sono doloranti contemporaneamente. Quando non riuscite a distinguere l’estremità della lingua, pur tirandola fuori il più possibile, la morte avverrà in quindici giorni oppure in tre mesi se scompare il rumore caratteristico delle narici. La fine sarà in sei mesi se avvertite un dolore proveniente dai piedi fino all’ombelico, se le unghie perdono il loro colore rosato, se i denti rimangono asciutti o se il flusso urinario è verso sinistra. Morirerete in una settimana se le narici si appiattiscono. Morirete durante la notte se compaiono chiazze nere sulla lingua. Quando la superficie dei piedi e la parte in corrispondenza del cuore permangono asciutte anche dopo un bagno, la morte sopraggiungerà entro alcuni giorni. Quando l’ombelico improvvisamente sporge all’infuori, la morte avverrà dopo cinque giorni. La morte vi raggiungerà in cinque mesi se non siete più in grado di vedere la punta del vostro naso. Se qualcuno vi guarda negli occhi e non riesce a intravedere la luce riflessa, morirete entro due settimane.

Alcuni dei segnali sopra menzionati fanno riferimento a periodi temporali abbastanza lunghi. In tal caso la morte può essere allontanata o posticipata con la meditazione. Pertanto i segni appena elencati non danno una certezza assoluta mentre i mutamenti respiratori forniscono un’indicazione più accurata del decesso. Benché sia condizionato dal mese e dal giorno, il segnale della morte entro un numero preciso di anni, è dato soprattutto dal respiro che lascia il vostro corpo attraverso un’unica narice.

Si dice anche che la fine avverrà in sei mesi quando il centro dell’occhio secerne sporcizia. Altri sintomi allarmanti sono: vedere un arcobaleno nell ore notturne, scorgere stelle cadenti durante il giorno, intravedere fulmini in direzione sud in assenza di nubi, osservare uccelli acquatici, corvi e pavoni condividere lo stesso spazio in modo insolito, distinguere due lune e due soli, vedere case costruite miracolosomente sulla vetta di montagne o sulle cime degli alberi. Ulteriori segni includono: l’incontro inaspettato con creature dalle forme terrificanti, brividi improvvisi, tremori involontari, cadute improvvise e ripetute, vomito, feci di colore dorato o argenteo, incapacità a distinguere la luce stellare, lunare o solare, vedere il proprio corpo di colore differente, avere la sensazione che il chiarore lunare sia infuocato e i raggi solari freddi e così via.

Vi sono altre avvisaglie di morte che sono abbastanza frequenti. A volte una persona, malata da lungo tempo, sembra diventare inaspettatamente vitale e persino p giovane. Potremmo esclamare: “vivrà per sempre!”, ma l’improvviso cambiamento del suo aspetto indica probabilmente che è giunto il suo momento. Questo accade a molte persone.

Inoltre si dice che i segni di morte si manifesteranno in quindici notti se l’ugola rimane priva di sensibilità per almeno cinque giorni e che il decesso avverrà nell’arco di quattro mesi se la vostra ombra si sposta quando il corpo rimane immobile.

I segnali di morte imminente possono manifestarsi anche nei sogni. In generale, i sogni appartengono alla sfera intuitiva, sono una risposta a accadimenti o influenze momentanee: non sono certezze. Molto spesso al loro interpretazione è difficile o incomprensibile. I sogni, quindi, rispecchiano gli stati d’animo quotidiani assai variabili, caratteristica peculiare dei ritiri meditativi. Per tutte queste svariate ragioni, non è, quindi, facile dare un’interpretazione accurata degli indizi di morte durante lo stato onirico, ma ne elencherò un paio, solo per darvi l’idea di quali vengono menzionati nei testi scritturali: vedere fiori di colore rosso o cavalcare un asino al contrario (con le spalle al senso di marcia): sono entrambi segni di cattivo auspicio.

Sebbene i sogni siano, in generale, inattendibili, penso sia tuttavia possibile una loro interpretazione, se si è dotati di una certa abilità. Per esempio, quando avete una domanda particolare da fare, potete ricevere la risposta tramite il sogno: prima di coricarvi, rivolgete le vostre richieste al guru o alla divinità di meditazione a voi più vicina, pregando che vi dia una risposta durante la notte. Rimarrete sorpresi da ciò che vi verrà svelato a condizione che siate stati sinceri e molto devoti; sono convinto che avrete sicuramente una dimostrazione esplicativa nei vostri sogni ma avete bisogno di estrema devozione e determinazione. Se avete fiducia in Chenresig, ad esempio, dovreste meditare molto intensamente, riportando alla mente la sua qualità caratteristica di compassione illuminata. Ponetegli, poi, la vostra domanda e pregatelo di una risposta attraverso i vostri sogni. Quando la sincerità è inequivocabile e incisiva, il riscontro ci sarà. Purtroppo, però, la nostra fiducia è spesso troppo debole per creare la connessione indispensabile.

Sono molto felice di aver incontrato tutti voi, fratelli e sorelle di dharma. Sebbene io non sia un insegnante qualificato o un grande praticante, ho, tuttavia, una certa devozione.

Inoltre non mi aspetto che voi otteniate il risultato della terra pura di Amitabha dopo questo breve corso; il mio unico desiderio è che voi, occidentali, siate convinti del valore del Dharma di Buddha. Sarò soddisfatto quando raggiungerete la convinzione di poter ottenere qualsiasi risultato con la forza della vostra mente e della meditazione; non sono un buddha e, quindi, non mi aspetto che voi lo diventiate dopo pochi giorni di pratica. Questo corso è coronato dal successo se avete raggiunto, ora, la convinzione di fare qualcosa di positivo con la vostra vita, nonostante abbiate iniziato il corso con una profonda sensazione di inadeguatezza. È già sufficiente che gli insegnamenti del po-wa abbiano attenuato la paura della morte o il senso di colpa derivante da azioni negative commesse. In qualche modo avete acquisito il controllo sull’eventualità di procedere verso i tre reami inferiori. Allora potete godervi la vita.

Ho la grande convinzione che voi dobbiate gioire della vostra esistenza: anche le pratiche di Dharma saranno migliori, ma, se non lo fate, non vale la pena praticare.

L’insegnamento metodologico sul sentiero per l’illuminazione di Buddha Shakyamuni vi guida da uno stato di felicità allaltro. L’aspetto fondamentale, quindi, risiede nell’essere o diventare più felici ed emancipati di giorno in giorno e nel raggiungere un controllo maggiore.

Per il futuro, potete coltivare questa pratica quotidianamente e fare dei ritiri saltuari. Se il po-wa diventa parte integrante della vostra pratica giornaliera, non è necessario recitare i mantra HIC e KAAH, ma usufruire, semplicemente, della forza della concentrazione e della visualizzazione.

La mia conclusione è che dobbiamo essere molto felici. Siamo molto fortunati e non esiste alcuna ragione di preoccuparsi. Tenete ben a mente questo: i tre aspetti principali del sentiero per l’illuminazione sono la pratica fondamentale. In particolare dovete sviluppare la rinuncia e non rimanete aggrappati all’oggetto dei sensi o a qualsiasi altro concetto. Siate beati e godetevi la vita; non fatevi ossessionare da niente. Siate determinati nel beneficiare gli altri per il resto della vostra vita. Non è necessario sottomettersi alla sofferenza: dovreste mantenere lattitudine alla sopportazione serena di ogni esperienza, a condizione che sia di beneficio agli altri. Per quanto concerne la meditazione sulla vacuità, tenete sotto controllo la vostra vita quotidiana e osservate come vi circondate di assurde proiezioni. Ricordate, inoltre, che il miglior metodo per il trasferimento della coscienza è possedere la compassione, in generale, e i tre aspetti principali del sentiero, in particolare, sia che pratichiate o no il po-wa. Il modo migliore di vivere e di essere felici sta nel comunicare le migliori vibrazioni possibili agli altri. Dovreste sforzarvi di essere sereni con voi stessi e con gli altri al posto di adirarvi, preoccuparvi o sentirvi colpevoli e turbati di voi stessi.

Adesso, quindi, pratichiamo e, poi, faremo la dedica. Vi ringrazio.

Colophon: stampato per la prima volta come: “Transference of Consciousness at the time of Death, A Wisdom Transcript (pubblicazione fuori commercio). È stato qui ristampato con il permesso di Wisdom Pubblications.

N.B. La meditazione del Po-wa richiede l’iniziazione e dovrebbe svolgersi esclusivamente sotto la guida di un maestro qualificato.

 

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