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Raimondo Bultrini: L’anno dell’uccello di fuoco
February 27th, 2017 by admin

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L’anno dell’uccello di fuoco

di Raimondo Bultrini

Tra stanotte e domattina il Tibet celebrerà il Losar, il nuovo anno che passa dal segno della scimmia di fuoco a quello dell’uccello di fuoco, il gallo. A cicli di 12 per ogni elemento, i simboli degli animali che formano lo zodiaco tibetano e cinese variano solo in qualche definizione, ma le date di celebrazione sono soggette a diversi calcoli. In Tibet vengono effettuati sulla base di un sistema adottato dai lama fin dall’antichità e trasmesso da maestro a discepolo. Il nuovo anno cinese è già stato festeggiato infatti un mese lunare fa.

Poiché la caratteristica del gallo è quella di salutare per primo il sole – perdipiù quest’anno l’elemento fuoco lo collega ancora di più all’astro del quale è l’annunciatore – nel filosofico e spirituale Tibet l’anno si caratterizza come cadenzato dal ritmo del risveglio, nel senso della riscoperta della propria originaria natura.

Con l’intenzione di creare un buon auspicio, ho selezionato alcuni paragrafi dagli insegnamenti di celebri saggi tibetani che hanno insegnato a numerosi studenti in Occidente e Asia: due viventi, Sua Santità il Dalai lama e Chogyal Namkhai Norbu, l’altro deceduto, Chogyam Trungpa Rinpoche.

“Ci sono stagioni nella vostra vita come ci sono stagioni in natura. Ci sono momenti per coltivare e creare, quando nutrite il vostro mondo e date forma a nuove idee e iniziative. Ci sono tempi di gemmazione e di abbondanza, quando la vita si manifesta in piena fioritura, eccitata e in espansione. E ci sono momenti di fruizione, quando le cose hanno una fine. Hanno raggiunto il loro culmine e devono essere raccolte prima che comincino a svanire. E infine, naturalmente, ci sono volte che sono fredde, taglienti e vuote, momenti in cui la nuova primavera sembra un sogno lontano. Questi ritmi della vita sono eventi naturali. Tessono l’uno nell’altro come il giorno segue la notte, portando, non messaggi di speranza e di paura, ma messaggi di come stanno le cose. “~ Chogyam Trungpa Rinpoche

“La luce del sole è la manifestazione della chiarezza del cielo; e il cielo è la condizione di base necessaria per la manifestazione della luce del sole. Così, qualunque sia il numero di soli che potrebbero sorgere, due, tre, quattro, il cielo resta sempre indissolubilmente un cielo. Allo stesso modo, lo stato di presenza (consapevolezza) di ciascuno è unico e distinto, ma la natura vuota dell’individuo è universale, e comune a tutti gli esseri “. Chogyal Namkhai Norbu.

“Proviamo a riconoscere la preziosa natura di ogni giorno”. S. S. XIV Dalai Lama.

http://bultrini.blogautore.repubblica.it/2017/02/26/lanno-delluccello-di-fuoco/


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