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S.S. il Dalai Lama incontra la Smile Foundation
November 23rd, 2017 by admin

Sua Santità il Dalai Lama con alcuni dei bambini che partecipano ai programmi della Smile Foundation prima dell’avvio della conferenza organizzata presso il NCUI Auditorium di New Delhi, 19 novembre 2017. Foto di Tenzin Choejor

Compassione e responsabilità universale: il Dalai Lama incontra la Smile Foundation

New Delhi – Una splendida mattina di sole ha preannunciato oggi 19.11.17 l’arrivo di Sua Santità il Dalai Lama al NCUI Auditorium del quartiere di Siri Fort, South Delhi, dove è stato accolto dal presidente e fondatore della Smile Foundation, Santanu Mishra. La Smile Foundation è un’organizzazione non governativa che ha lo scopo di aiutare bambini, adolescenti e donne estremamente poveri o di casta bassa attraverso l’educazione, un’assistenza medica di qualità e programmi di formazione professionale. Ogni anni la fondazione si fa carico di oltre 400 mila bambini e delle loro famiglie attraverso iniziative che coinvolgono 950 villaggi rurali e slum in 25 stati dell’India. A ricevere il Dalai Lama nella sala conferenze c’era un folto gruppi di bambini di 8 e 9 anni, sorridenti anche se un po’ intimoriti, che lo hanno accompagnato fino al palco dove la giornalista televisiva Rini Khanna lo ha presentato a un pubblico di 620 persone. Sua Santità è stato descritto come una persona carismatica, che incarna un autentico spirito di gentilezza e compassione, uno spirito in grado di trasformare chiunque egli incontri. La giornalista ha anche fatto notare come il Dalai Lama si riferisca a se stesso come un semplice monaco buddhista, che lo si vede sempre ridere e sorridere, e come sia solito ripetere che lo scopo della nostra vita è essere felici.

Nel presentare brevemente la Smile Foundation, Santanu Mishra ha innanzitutto ringraziato Sua Santità e gli altri convenuti per la loro presenza. Si è augurato che le parole del Dalai Lama diventino una fonte di ispirazione per tutti i bambini che lo ascolteranno. Ha aggiunto che la Smile Foundation ha come obiettivo aiutare e sostenere i bambini, i giovani e le donne più poveri ed emarginati.

Il Dalai Lama ha salutato il pubblico e ha espresso la sua gioia per l’invito a partecipare a questo incontro che – ha aggiunto – è stato promosso da un’organizzazione che dà un aiuto concreto, soprattutto in ambito educativo, alle persone meno privilegiate.

Voglio condividere un paio di storie con voi – ha esordito. Non molto tempo fa, una famiglia facoltosa di Bombay è venuta a farmi visita e a chiedere la mia benedizione. Non ho benedizioni da offrirvi, ho risposto loro. La vostra famiglia mi pare sia piuttosto benestante e quindi la vera fonte di ogni benedizione è già con voi. Se doveste impiegare un po’ delle vostre ricchezze a beneficio dei bambini che vivono negli slum di Bombay, garantendo loro la possibilità di andare a scuola e vivere meglio, questo sì porterebbe su di voi delle autentiche benedizioni”.

In un’altra circostanza, alcuni studenti di una scuola molto prestigiosa mi hanno chiesto che cosa potevano fare per rendersi utili. Ancora una volta ho suggerito di cercare i bambini più poveri del loro quartiere e di contribuire direttamente alla loro educazione. Li ho incoraggiati ad aiutare soprattutto quelli che non hanno alcuna possibilità di essere aiutati”.

Dall’indipendenza dell’India, l’educazione ha permesso la crescita e lo sviluppo di questo paese, tuttavia ancora oggi esiste un profondo divario tra i ricchi e i poveri. E i poveri continuano ad essere lasciati ai margini. E’ importante però che imparino ad avere fiducia in loro stessi”.

Una volta, in Sudafrica, ho fatto visita a una famiglia di Soweto. Mi sono rallegrato con loro per i progressi fatti dalla democrazia nel loro Paese, ma li ho anche sollecitati a impegnarsi a raggiungere un’autentica uguaglianza tra bianchi e neri. Allora uno di loro mi ha risposto che questo non potrà mai accadere, perché il cervello dei neri è inferiore a quello dei bianchi. Questa frase mi ha raggelato. Ho risposto che nessuno scienziato o medico potrebbe mai confermare questa affermazione e che non c’è proprio nessuna differenza tra il cervello di un bianco e quello di un nero o nel loro potenziale. Dopo una lunga discussione quella persona ha dovuto ammettere, anche se con una certa riluttanza, di avere torto”.

Anche in Tibet ci sono cinesi estremisti che sostengono che i tibetani sono inferiori ai cinesi. La realtà però è che quando ai tibetani viene concessa l’opportunità di studiare raggiungono gli stessi livelli di eccellenza degli studenti cinesi”.

Per colmare il divario tra i ricchi e i poveri, ha ribadito il Dalai Lama, è importante che chi ha di più si faccia carico dell’educazione di chi ha di meno. Ma è altrettanto importante che i poveri si impegnino al massimo e facciano ogni sforzo per incrementare la propria autostima. Questo, ha aggiunto, in India riguarda in particolar modo le persone che vengono ancora considerate di “caste inferiori” sebbene tutti noi, sette miliardi di persone che viviamo su questo pianeta, siamo fisicamente, mentalmente ed emotivamente tutti uguali. Come esseri umani siamo tutti uguali.

La Smile Foundation sta facendo progressi concreti nel fornire l’accesso all’educazione agli studenti meno privilegiati. Apprezzo veramente il vostro lavoro. Dunque ho deciso di sostenerlo economicamente per i prossimi cinque anni. Quando leggo i rapporti che descrivono le condizioni di estrema deprivazione in cui vivono i bambini in molte parti del mondo mi viene da piangere perché mi sembra che quello che posso fare sia davvero troppo poco. Sostenere la vostra organizzazione che aiuta i bambini è invece qualcosa che posso fare”.

Penso poi che sia importante fare qualcosa proprio qui in India. L’India è molto importante per me e non solo perché negli ultimi 59 anni è stata la mia casa, ma soprattutto perchè la mia mente è stata plasmata dalla filosofia del Nalanda. Sono orgoglioso di essere uno studente della tradizione del Nalanda e della sua eccellenza in fatto di logica e ragionamento. Questa tradizione fu introdotta in Tibet nell’VIII secolo dal grande erudito del Nalanda Shantarakshita ed è stata mantenuta viva e fiorente fino ad oggi grazie a uno studio profondo e rigoroso”.

Da questa tradizione ho imparato come guardare in modo corretto alla realtà e come addestrare la mia mente a contrastare le emozioni negative. Nei nostri monasteri ci sono studiosi e accademici ai quali ho chiesto di imparare l’inglese e l’hindi per essere poi in grado di prendere parte ai programmi educativi e insegnare”.

La pedagogia contemporanea, ha aggiunto Sua Santità, si concentra quasi esclusivamente su obiettivi materiali, senza dare peso ai valori interiori. L’India però è il luogo dove questo approccio all’educazione può cambiare, arrivando a integrare l’antica saggezza e comprensione del funzionamento della mente umana e delle emozioni nei programmi di studio per arrivare a raggiungere la pace della mente.

Ho una visione, ma solo un paio di mani. Per questo considero le organizzazioni come la vostra, che già si impegnano nel promuovere l’educazione, come un ulteriore paio di mani per lavorare al raggiungimento di questo obiettivo. Il tempo non si ferma. Il passato è passato e non possiamo cambiarlo, possiamo solo imparare da esso. Però possiamo cambiare il futuro e sono convinto che se ci impegniamo da subito quello che stiamo vivendo potrebbe diventare un secolo decisamente più felice, compassionevole e pacifico di quello che si è appena concluso”.

Nel rispondere alle domande dei ragazzi, Sua Santità ha parlato del ruolo che hanno nelle nostre vite la rabbia e l’attaccamento e di come queste emozioni negative si rivelino sempre dannose. A chi gli chiedeva se riesce a immaginare un tempo in cui tutti saremo finalmente uguali, Sua Santità ha risposto che non sarà mai al 100% perché abbiamo DNA differenti e differenti predisposizioni. Tuttavia il buon senso ci dice che abbiamo in comune il modo in cui sentiamo le cose; siamo tutti nati da una madre il cui amore e affetto hanno posto in noi il seme dell’amore e della compassione.

Quando gli hanno chiesto di dire il nome di qualcuno che considera un modello o una fonte di ispirazione, il Dalai Lama ha risposto Buddha Shakyamuni e il grande maestro del Nalanda Nagarjuna perché gli ha permesso di capire la necessità di superare il divario tra realtà ed apparenze da cui sorgono le nostre emozioni distruttive.

Quando la vostra mente è in pace è più semplice affrontare i problemi. I cambiamenti non avvengono perché preghiamo, ma solo se usiamo la nostra intelligenza e ci mettiamo all’opera” ha concluso Sua Santità.

Dopo i saluti conclusivi di rito, sono state fatte numerose foto ricordo con gli studenti, lo staff e i bambini della Smile Foundation.
Domani il Dalai Lama si rimetterà in viaggio verso Bhubaneswar, capitale dello stato indiano dell’Odisha.

http://it.dalailama.com/news/2017/compassione-e-responsabilit%C3%A0-universale-alla-smile-foundation


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