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Conferenza pubblica al Somaiya Vidyavihar
December 11th, 2017 by admin

Sua Santità il Dalai Lama all’inaugurazione della statua di Shantilal Somaiya, padre dell’attuale Presidente del Campus di Mumbai, 10 dicembre 2017. Foto di Lobsang Tsering

Mumbai, India 10 dicembre 2017 – Per inaugurare la terza giornata di insegnamenti al Somaiya Vidyavihar di Mumbai, a Sua Santità il Dalai Lama è stato chiesto di scoprire la statua celebrativa in ricordo del dottor Shantilal Somaiya, padre dell’attuale presidente del Campus, Samir Somaiya, alla presenza dei familiari più stretti.

Il Dalai lama è stato poi stato poi accompagnato sotto l’ampio tendone del campus da dove avrebbe parlato a un pubblico di circa 2000 persone. 

Cari fratelli e sorelle più grandi e carissimi fratelli e sorelle più giovani. Mi piace sempre iniziare in questo modo, perché credo che tutti i 7 miliardi di esseri umani che vivono su questo pianeta siano i fratelli e sorelle e che tutti meritino il nostro amore e la nostra compassione”.

Oggi siamo riuniti qui, pacificamente e in un clima di gioia, ma altrove su questo stesso pianeta altre persone come noi stanno morendo a causa delle violenze e ci sono bambini che stanno morendo di stenti. Le catastrofi naturali sono al di fuori del nostro controllo, ma vi sono problemi creati da noi esseri umani che abbiamo la responsabilità di risolvere. Sono problemi che sorgono perché siamo influenzati dalle emozioni distruttive”.

Chiunque io incontri è per me un fratello o sorella. Se invece di pensare agli altri in termini di “noi” e “loro”, coltiviamo per chiunque buon cuore e altruismo ciò che otterremo sarà fiducia in noi stessi che, a sua volta, genera quella trasparenza che porta alla fiducia degli altri. La fiducia, poi, è la base per un’amicizia autentica e affidabile, che rimane inalterata indipendentemente da ciò che può accadere”.

Gli scienziati hanno condotto esperimenti che dimostrano che gli animali feriti si riprendono più rapidamente quando hanno dei compagni che si occupano di loro piuttosto che quando restano da soli. La compagnia e la sollecitudine per gli altri assicurano quella mente pacificata sulla quale possiamo fare affidamento quando ci troviamo di fronte a delle difficoltà. Quando siamo afflitti dalla rabbia o dall’attaccamento è difficile usare bene la nostra intelligenza. E questo è importante perché adottare di un approccio irrealistico non porta al alcun successo.

Tutti noi abbiamo dei problemi, ma il modo in cui li affrontiamo dipende dal nostro atteggiamento mentale “.

Sua Santità ha spiegato che la sua comprensione di come affrontare le emozioni distruttive risale all’antica saggezza indiana, in particolare alle tradizioni buddhiste che il Maestro dell’Università del Nalanda Shantarakshita ha introdotto in Tibet nell’VIII secolo. I tibetani hanno mantenuto viva questa conoscenza attraverso lo studio e la pratica per più di mille anni. Il Dalai Lama ha anche fatto notare che le tradizioni indiane di karuna e ahimsa –  compassione e non violenza –  come parte del messaggio del Buddha si sono diffuse in tutta l’Asia negli ultimi 2000 anni.

Credo che abbiamo bisogno di integrare nell’educazione moderna le intuizioni e le scoperte dell’antica saggezza indiana. Credo che capire il funzionamento della mente e delle emozioni sia molto importante nel mondo contemporaneo. Ecco perché sono impegnato a far rivivere questa antica saggezza in questo paese”.

Mi descrivo come un “figlio dell’India” perché ogni cellula del mio cervello è stata riempita dal pensiero del Nalanda, mentre negli ultimi 58 anni il mio corpo è stato nutrito da riso indiano, dal e chapati. Inoltre, ammiro la ricca diversità che caratterizza questo paese e la stabilità dell’armonia tra le diverse tradizioni religiose”.

Come essere umano, mi impegno a incoraggiare altruismo e buon cuore. Come monaco buddhista cerco di promuovere l’armonia religiosa. Come tibetano e come persona nella quale 6 milioni di tibetani hanno riposto la propria speranza e fiducia, nutro una profonda preoccupazione per il loro benessere. Mi sono ritirato dalle responsabilità politiche e ho posto fine a qualsiasi futuro coinvolgimento del Dalai Lama in politica. Il mio obiettivo è ora la conservazione della lingua e della cultura tibetana e la protezione dell’ambiente naturale dell’altopiano tibetano”.

Allo stesso tempo, rispetto all’insegnamento buddhista in Occidente, evito di fare proseliti per esempio nei paesi che hanno una tradizione prevalentemente giudaico-cristiana. Ammiro il lavoro che i cristiani hanno fatto in tutto il mondo per diffondere l’alfabetizzazione, ma a volte, come capita in Mongolia, i missionari cercano anche di convertire la popolazione al cristianesimo, e questo non trovo giusto”.

Il mio ultimo impegno è quello di far rivivere l’antica saggezza indiana in India. Vi prego di pensare a quello che ho detto, ma se non lo trovate interessante, va bene anche dimenticarlo. Non è mia intenzione imporre nulla a nessuno. Grazie”.

Rispondendo alle domande del pubblico, Sua Santità ha ribadito che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Questo è il motivo per cui se la casa del vostro vicino va a fuoco, non esitate ad aiutarlo a mettersi in salvo.

Ha affermato che troppe energie e risorse sono attualmente destinate alla produzione e alla vendita di armi.

Sua Santità infine è tornato sul tema dell’armonia religiosa, ribadendo la sua ammirazione per il modo in cui l’India rappresenti la dimostrazione di come questo obiettivo sia raggiungibile e riferendo di aver ripetutamente esortato il governo indiano a tenere una conferenza religiosa internazionale sul modello lanciato nel 1956 in occasione del Buddha Jayanti. Dopo le dovute discussioni tra i delegati, il Dalai lama ha detto che vorrebbe vedere ciascun rappresentante religioso fare un pellegrinaggio nei luoghi di culto delle altre tradizioni.

Rispondendo a una domanda sulla differenza tra “atman” e natura del Buddha, Sua Santità ha ricordato una conversazione avuta con uno Swami nel Bengaluru. Hanno convenuto sul fatto che la tradizione indù e buddhista hanno in comune la pratica dell’etica, della concentrazione e della saggezza, che rende le due tradizioni gemelle. Ma mentre lo Swami trovava utile l’idea di un atman, Sua Santità trovava di maggior utilità l’idea di anatman. La scelta di una posizione o dell’altra è una faccenda assolutamente privata. Così come alcuni preferiscono i dolci mentre altri preferiscono spuntini salati, su certi temi non ha senso discutere.

Sua Santità ha concluso il suo discorso ringraziando Veer Singh e Samir Somaiya per aver organizzato queste tre giornate di dialogo. Samir Somaiya a sua volta ha ringraziato il Dalai lama per la sua partecipazione.

Maneesha Abhay e il suo gruppo hanno eseguito una danza indiana tradizionale dedicata ad Avalokiteshvara prima della partenza di Sua Santità.
Domani il Dalai Lama si recherà all’insediamento tibetano di Mundgod nel Karnataka. http://it.dalailama.com/news/2017/conferenza-pubblica-al-somaiya-vidyavihar 


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