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33ª Mind & Life Conference “Reimagining Human Flourishing” 2° giorno
March 15th, 2018 by admin

Tara Wilkie e Sophie Langri durante la loro presentazione, nel corso della seconda giornata della 33ª Mind & Life Conference. Tempio Tibetano Principale, Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

13 marzo 2018, Thekchen Chöling, Dharamsala, India – Come è sua abitudine, anche questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha percorso a piedi la strada che conduce dalla sua residenza al Tsuglagkhang, fermandosi a parlare con le persone lungo il tragitto. Arrivato al tempio, ha innanzi tutto reso i suoi omaggi alla statua del Buddha, poi ha salutato gli ospiti che lo attendevano per partecipare alla seconda sessione della conferenza Mind & Life; ha chiesto loro se avessero dormito bene e ha aggiunto che lui aveva dormito per nove ore. Tra le persone a cui si è rivolto direttamente c’era anche il suo medico della Mayo Clinic. Il moderatore di oggi, Tony Phillips, ha dato il benvenuto a Sua Santità e lo ha ringraziato per il suo tempo. Ha poi anticipato che le tre presentazioni previste per la mattinata avrebbero illustrato in che modo l’educazione del cuore stia trasformando concretamente l’educazione attuale, sulla base dei consigli di Sua Santità.

Il primo relatore a prendere la parola è stata Kimberly Schonert-Reichl, che ha iniziato la sua carriera come insegnante, ma che è diventata una scienziata che oggi può vantare 30 anni di esperienza sul campo nel Social Emotional Learning (SEL) e nel Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning (CASEL). I bambini che hanno beneficiato dei programmi SEL hanno dimostrato di aver acquisito la capacità di comportarsi con grande gentilezza e allo stesso tempo di raggiungere notevoli risultati accademici, di saper vivere con minor aggressività e livelli di stress inferiori a quelli dei loro coetanei. In più, grazie anche alla crescente popolarità di questi programmi a livello internazionale, nel 2017 il SEL è entrato a far parte del sistema di istruzione in vigore nel 50% degli stati del Nord America, coinvolgendo così un milioni e cinquecentomila insegnanti e 25 milioni di studenti. Il risultato è che gli studenti stanno ora imparando non solo le materie tradizionali, ma anche ad affrontare le proprie emozioni.

Il programma SEL, con l’introduzione delle competenze di base, è diventato parte integrante anche dell’istruzione della provincia canadese della British Columbia. Schonert-Reichl ha parlato anche di MindUP, un programma SEL per studenti dalla scuola materna fino ai 14 anni, in cui vengono insegnate le funzioni del cervello e la pratica della gratitudine. Il monitoraggio dei progressi fatti degli studenti dimostra l’acquisizione da parte dei ragazzi di  una maggiore attenzione e un livello di stress inferiore. Anche la tendenza alla depressione diminuisce, mentre aumenta la gentilezza, la capacità di condivisione, la disponibilità e l’affidabilità. La formazione dei bambini e dei ragazzi prevede anche la spiegazione scientifica di ciò che stanno imparando e dei cambiamenti che avvengono in loro.

Riferendosi a Sua Santità come forza di cambiamento e forza per il bene nella Columbia Britannica, la professoressa Schonert-Reichl ha concluso il suo intervento esprimendo tutta la sua gratitudine.

Sophie Langri e Tara Wilkie hanno invece spiegato in che modo le cinque competenze chiave – consapevolezza di sé, auto-regolamentazione, consapevolezza sociale, capacità relazionali e processo decisionale responsabile – vengano implementate in tre domini: IO, VOI e NOI. All’interno del dominio IO si spiega che le emozioni hanno un’energia diversa: rabbia ed eccitazione, per esempio, hanno un’energia elevata che i bambini di 5 anni possono imparare a riconoscere e così imparano a identificare 15 diversi sentimenti associati con le emozioni. Imparano anche a riconoscere i loro bisogni in termini di corrispondenti valori umani e attraverso i quali possono regolare le loro emozioni. Questo è il modo in cui anche i bambini più piccoli possono essere introdotti all’alfabetizzazione emotiva/emozionale.

Nel dominio “VOI” i bambini imparano che cosa sono le differenza, ma anche la risoluzione dei conflitti basata sui valori umani e non sulle emozioni. Nell’ambito “NOI” è stata aggiunta una sesta componente: il riconoscimento dell’interdipendenza. In questo contesto, i bambini imparano l’importanza della gentilezza verso se stessi e verso gli altri, facendo pratica lavorando insieme su progetti specifici.

Tara Wilkie ha mostrato poi una storia emblematica: una bambina cerca di portare a termine un compito in fretta, ma perde la pazienza e dice delle parolacce. Portata nell’ufficio del preside, continua ad essere molto arrabbiata tuttavia, quando le mostrano una tabella contenente una vasta gamma di sentimenti, è in grado di identificare i propri: rabbia, tristezza e bisogno di gentilezza. 

Un breve video della ragazzina alle prese con l’ambito del “IO” ha chiaramente dimostrato che non solo aveva appreso quanto le era stato insegnato, ma che era in grado di trarne beneficio.

Il moderatore ha commentato dicendo che ciò che è stato dimostrato finora è che SEL si sta integrando pienamente nei sistemi scolastici, con la partecipazione attiva di studenti, insegnanti e genitori e che non c’ è solo bisogno di educare il cuore, ma anche di educare il sistema.

Ammiro davvero il modo in cui state attuando questi cambiamenti” ha aggiunto Sua Santità “e i risultati che si ottengono con i bambini. Penso che noi tutti 7 miliardi di esseri umani dobbiamo sviluppare un maggiore senso di “NOI”. Mi auguro che organismi internazionali come l’UNESCO adottino questi approcci. Oltre che negli Stati Uniti e in Europa, dobbiamo vederli applicati in Medio Oriente, Africa e in altri paesi. Dobbiamo condividere questa esperienza con i paesi che stanno affrontando gravi problemi”.

Shantideva espresse questa idea in sintesi: “Se non ti preoccupi del benessere degli altri, dimentica l’Illuminazione e anche in questa vita non avrai alcuna gioia”. Nella nostra vita quotidiana il buon cuore è il fattore chiave della felicità”.

Kimberly Schonert-Reichl ha osservato che l’Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) ha un programma “Education 2030” che mira ad aiutare i paesi a trovare risposte su quali conoscenze, abilità, attitudini e valori siano necessari agli studenti di oggi per crescere in modo positivo e plasmare il loro futuro. Richard Davidson, che collabora con l’UNESCO, ha poi presentato ai colleghi di lavoro di Delhi.

Il conflitto tra Israele e i palestinesi riguarda tutto il Medio Oriente” ha aggiunto Sua Santità. “La maggior parte degli israeliani sono ben istruiti. Nel corso di una visita in Israele sono stato ospite di un gruppo ebraico e dunque ho potuto ascoltare il loro punto di vista, ma quando ho incontrato i palestinesi, qualche giorno dopo, ho ascoltato anche il loro e mi sono reso conto dell’enorme divario che li separa. Più tardi, ho incontrato anche un gruppo di israeliani e palestinesi che stavano lavorando per la riconciliazione, il che è fondamentale se vogliamo che vi sia la pace in quella regione. Indipendentemente da quanto potente sia Israele, queste persone devono vivere le une accanto alle altre, devono vivere insieme, quindi sarebbe meglio farlo in armonia”.

Quando sono andato a Gerusalemme, ho notato che i quartieri israeliani erano lussureggianti e verdi, mentre le terre palestinesi erano aride. Sembra che gli israeliani siano molto efficienti nell’uso dell’ acqua: sarebbe meglio se le loro competenze venissero condivise”.

Forse Mind & Life può fare qualcosa anche lì. Se così fosse, potrebbe essere vantaggioso per tutto il Medio Oriente”.

Tara Wilkie ha risposto che SEL è stato adottato in quei territori con buoni risultati. Aaron Stern ha osservato che quello che Sua Santità aveva detto era meraviglioso, ma che voleva sapere cosa fare per l’educazione in America Centrale. Sua Santità ha risposto:

Spesso faccio notare che l’attuale sistema educativo è troppo materialistico e focalizzato sul piacere derivante dalle coscienze sensoriali, mentre la compassione coinvolge la coscienza mentale. Ecco perché dobbiamo introdurre una migliore comprensione di come funziona la mente”.

La sessione è stata poi sospesa per il tè; alla ripresa, Jennifer Knox dell’Università Emory ha parlato del suo lavoro sul Social, Emotional and Ethical Learning (SEEL), che rispetto al SEL propone la componente etica ai bambini più grandi. Ha parlato, come insegnante, artista e madre, della possibilità di coltivare le competenze di base all’interno di una struttura articolata in tre ambiti – consapevolezza, compassione e impegno – e tre dimensioni. Ha aggiunto che, oltre alle consuete competenze, ne è stata aggiunta un’altra: il riconoscimento dell’interdipendenza. Ha poi mostrato un video in cui alcuni studenti discutevano su come affrontare le emozioni, sottolineando l’importanza del fatto che essi arrivino a comprendere di avere una scelta. Ha infine ribadito la necessità di un approccio che si inserisca in una cultura della compassione.

Sua Santità ha voluto sottolineare questo punto, ribadendo che quando parliamo di compassione dobbiamo includere anche la compassione verso noi stessi. Non si tratta di sacrificio personale, ma di comprendere la differenza tra un senso di egoismo stupido e un senso di egoismo saggio. Poiché siamo animali sociali, che dipendono gli uni dagli altri, mostrare amore e compassione verso gli altri è saggio. Sua Santità ha ricordato il suo vecchio amico Richard Moore, che a dieci anni era stato reso cieco da un proiettile nell’Irlanda del Nord. Quando riprese coscienza e scoprì di essere cieco, Moore non era arrabbiato, era solo triste perché non avrebbe più potuto vedere il volto di sua madre. Moore ha poi conosciuto il soldato che gli aveva sparato, sono diventati amici e ora lavorano insieme per il benessere dei bambini nelle zone di conflitto. Sua Santità considera Moore come il suo eroe perché ha affrontato le proprie sofferenze con compassione per gli altri. Con la fine delle presentazioni del mattino, Thupten Jinpa ha invitato Sua Santità a suggerire quali sono i prossimi passi da attuare. Sua Santità ha risposto che non aveva molto da aggiungere se non esprimere il suo profondo apprezzamento per i programmi di cui aveva sentito parlare e la sua speranza e desiderio che continuino ad essere sviluppati e implementati.

Al termine della sessione, Sua Santità ha raggiunto il cortile del tempio dove un’auto l’attendeva per accompagnarlo alla sua residenza. Domani parteciperà alla nuova sessione del mattino.

http://it.dalailama.com/news/2018/33%C2%AA-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-seconda-giornata


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