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Le 37 pratiche dei Bodhisattva e i riti preparatori per l’iniziazione di Avalokiteshvara
January 16th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante la spiegazione dei testi, nella seconda giornata di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

15 gennaio 2018, Bodhgaya, Bihar, India – Non appena è arrivato al Kalachakra Maidan, questa mattina presto, Sua Santità il Dalai Lama ha preso posto accanto al trono, rivolgendosi verso il mandala Avalokiteshvara. Per più di mezz’ora ha intrapreso le pratiche preliminari per l’iniziazione di Avalokiteshvara che avrebbe conferito più tardi. Una volta completati i rituali è salito sul trono. Un gruppo di monaci mongoli ha intonato un’emozionante recitazione del Sutra del Cuore nella propria lingua madre al termine della quale è seguita l’offerta a Sua Santità di sciarpe di seta blu zaffiro, quelle tradizionalmente preferite dai mongoli. Poi è stata la volta di un gruppo di giapponesi che hanno recitato nuovamente il Sutra del Cuore, con l’accompagnamento ritmico del “mokugyo” una campana di legno a forma di pesce. I monaci anziani del monastero di Namgyal hanno offerto il mandala e le rappresentazioni del corpo, della parola e della mente del Buddha.

Prima  di tutto, leggeremo le “Trentasette Pratiche dei Bodhisattva”, ha annunciato Sua Santità. “Poiché l’autore di questo testo – Togme Sangpo trascorse 20 anni in ritiro a Ngulchu – il nome di questa località viene tradizionalmente aggiunto al suo. Togme Sangpo veniva anche chiamato “Gyalsay”, che significa “figlio dei conquistatori”, a indicare che era un bodhisattva. Uno dei suoi contemporanei, Buton Rinchen Drub, soffriva di dolori alle braccia e chiese a Togme Sangpo, come bodhisattva, di soffiare su di esse per benedirle e pare che questo ebbe come effetto un notevole sollievo”.

In un’altra storia, si racconta di come Togme Sangpo, derubato su un passo montano delle offerte che gli erano state appena consegnate in un villaggio a valle, sia stato così compassionevole nei confronti del ladro da indicargli persino quale fosse la strada migliore da percorrere per evitare di passare dei guai con le persone che avevano donato le offerte che stava trafugando”.

Il primo verso delle “Trentasette pratiche dei Bodhisattva” consiglia di ascoltare e riflettere sugli insegnamenti e poi di meditare su ciò che si è compreso in modo da familiarizzare completamente la propria mente con essi. Sua Santità ha sottolineato il coraggio e la determinazione di Buddha Shakyamuni nell’impegnarsi per innumerevoli eoni nella pratica spirituale. Una volta illuminato, ha insegnato il cammino sulla base della sua esperienza personale. Quando nella decima strofa si suggerisce di “sviluppare un atteggiamento altruista” Sua Santità ha detto: “Se sei egoista, chi si fiderà di te? Più diventate altruisti, più raggiungerete anche i vostri obiettivi”.

Il Dalai Lama ha poi raccontato la storia di un monaco di Labrang Tashi Khyil che stava per essere giustiziato dai soldati cinesi, in Tibet. Il monaco chiese al carnefice di aspettare e di permettergli di pregare il suo maestro spirituale: “Benedicimi affinché io posso assumere su di me le azioni negative degli altri e offrire loro tutte le qualità eccellenti che possiedo”. Poi si è rivolto al soldato e gli ha detto: “Ora puoi spararmi”.

Le strofe quindicesima e sedicesima corrispondono agli “Otto versi per l’addestramento mentale”, mentre la diciottesima e la diciannovesima sono dedicate all’orgoglio. Dalla venticinquesima strofa, l’autore spiega le sei perfezioni: generosità, etica, pazienza, sforzo, concentrazione e saggezza. Sua Santità ha dato particolare enfasi alle prime righe della trentaseiesima strofa, che recita “qualunque cosa tu stia facendo, chiedi a te stesso:” Qual è lo stato della mia mente?” Il Dalai Lama ha osservato che il testo di Togme Sangpo è particolarmente utile per le persone che sono spesso in preda alla rabbia e all’attaccamento.

Riferendo ai partecipanti agli insegnamenti che i monaci del Dzongkar Chödey gli avevano chiesto di trasmettere un testo da lui scritto intitolato “L’inseparabilità del Maestro Spirituale e Avalokiteshvara”, Sua Santità lo ha letto integralmente, sottolineando che una certa comprensione della vacuità è essenziale prima di impegnarsi nella pratica del tantra. Ha aggiunto poi che la vacuità è stata esplicitamente insegnata durante il secondo giro della ruota del dharma, che si occupa della vacuità oggettiva. Durante il terzo giro della ruota del dharma, nel Tathagatagarbha Sutra o Sutra sulla Natura Buddha, ha insegnato la vacuità soggettiva.

Il Dalai Lama ha osservato che tutti gli stati d’animo hanno una base di chiarezza e consapevolezza e che sia la chiara luce dell’oggetto sia la chiara luce del soggetto sono impiegati in Supremo Yoga Tantra. La chiara luce dell’oggetto, ha aggiunto, corrisponde all’assenza di esistenza intrinseca, il vuoto di sé (rang-tong), mentre la chiara luce del soggetto è la vacuità di tutto il resto (shen-tong).
Sua Santità ha poi proseguito nella lettura del testo, della sadhana e della preghiera affinché Avalokiteshvara guidi i praticanti vita dopo vita.

Seguendo la definizione di Nagarjuna della quadruplice divisione del sangha – monaci e monache pienamente ordinati e laici, uomini e donne, che hanno preso i precetti –  Sua Santità si è offerto di dare i precetti ai laici presenti che desideravano prenderli. Poi ha proseguito con i voti bodhisattva, seguendo lo stile e la cerimonia descritti nel testo di Asanga “I terreni del Bodhisattva”. Sua Santità ha ricordato di aver ricevuto i voti del bodhisattva, che rinnova quotidianamente, da Ling Rinpoche proprio a Bodhgaya e che prima di quella cerimonia lo stesso Ling Rinpoche li aveva rinnovati dinnanzi alla statua del Buddha all’interno del Mahabodhi Stupa.

La pratica principale in relazione a questi voti” ha chiarito Sua Santità” è quella di astenersi dall’egocentrismo ed evitare di indulgere in atteggiamenti egoistici. Se se si riesce a mantenere fede a questi precetti, non si incorrerà nelle 18 degenerazioni radice e non si infrangeranno i 42 impegni secondari”.

Sua Santità ha poi iniziato le pratiche preparatorie per l’iniziazione di Avalokiteshvara che avrebbe dato il giorno successivo, compresa la distribuzione delle “corde di protezione” e di erba kusha purificante. Ricordando a tutti che la comparsa del Buddha e il suo insegnamento sono rari come un fiore di udumbara, Sua Santità ha esortato i praticanti a rallegrarsi per essere stati in grado di ascoltare le istruzioni perfette e prendere i voti laici e i voti dei bodhisattva, così come aver partecipato ai rituali i preliminari per l’iniziazione di Avalokiteshvara.

Mentre saliva in auto per tornare al Tempio Tibetano, Sua Santità si è voltato per salutare o la folla.

http://it.dalailama.com/news/2018/le-37-pratiche-dei-bodhisattva-e-i-riti-preparatori-per-liniziazione-di-avalokiteshvara


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