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92° Incontro annuale dell’Associazione delle Università Indiane a Sarnath. Seconda giornata
March 22nd, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso di apertura, il secondo giorno dell’incontro dell’Associazione delle Università Indiane a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

21 marzo 2018, Sarnath, India – Prima di partecipare all’incontro dell’Associazione delle Università Indiane (AIU), questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha avuto una riunione con gli insegnanti dell’Istituto Centrale per gli Studi Superiori sul Tibet (CIHTS). Ha ricordato che Kapila Vatsyayan aveva fondato l’Istituto, cinquant’anni fa, per contribuire a mantenere viva la cultura tibetana. Ha osservato inoltre che, quando le persone si sono rese conto delle carenze della moderna istruzione subito è cresciuto l’interesse per le antiche tradizioni indiane. L’uso della logica e del ragionamento sviluppati nel passato oggi si ritrovano esclusivamente nella tradizione tibetana e i tibetani sono di fatto gli unici depositari dell’antica comprensione indiana del funzionamento della mente e delle emozioni. “Ho suggerito che lo studio di questi soggetti non sia più appannaggio esclusivo dei monaci e delle monache, ma sia messo a disposizione anche dei laici. Tuttavia, è difficile accoglierli nelle nostre istituzioni monastiche. Con la creazione dell’Istituto di Dialettica Buddhista e di questa istituzione è diventato più semplice per i laici e gli stranieri impegnarsi nelle nostre tradizioni di studio.

I laici potrebbero, ad esempio, concentrare la loro attenzione sulla Scuola della Via di Mezzo, sulla Perfezione della Saggezza e sulla Logica e l’Epistemologia. Non ha senso che dedichino tempo e attenzione alla disciplina monastica, che è preoccupazione invece di chi ha preso l’ordinazione, o alla Conoscenza Superiore (Abhidharma), gran parte della quale, come il suo racconto della cosmologia, sta diventando difficile da sostenere (rispetto alle evidenze scientifiche, n.d.t.). Potremmo anche proporre corsi di laurea di secondo grado solo sulla Via di Mezzo, sulla Perfezione della Saggezza e sulla Logica.

“I grandi testi classici sono disponibili in tibetano, non dobbiamo affidarci al sanscrito o a qualsiasi altra lingua per leggerli e studiarli. E vale la pena ricordare anche che essere in grado di recitare in sanscrito non è importante quanto essere in grado di leggere e capire il significato”.

“Ho incontrato un tibetano, che conosce bene la Cina, che mi ha riferito che molti intellettuali cinesi sono interessati a studiare il tibetano per accedere a questi testi. Sarebbe positivo se potessimo fornire loro le strutture adatte. Poiché hanno problemi di visto quando vengono qui, potremmo prendere in considerazione la possibilità di istituire un centro di apprendimento a Bodhgaya. Sarebbe utile se la CIHTS potesse fornire assistenza in tal senso”.

Terminato l’incontro con gli insegnanti, nella Sala Conferenze dell’Università, il professor PB Sharma ha dato il benvenuto a tutti. Ha chiesto ai vice rettori di riflettere su come identificare i valori, al di là della religione, che possono essere considerati universali perché applicabili a tutta l’umanità. Ha citato Sua Santità dicendo che karuna (la compassione), la verità e l’onestà sono valori che appartengono a tutti noi.

Quando Sua Santità è stato invitato a fare le prime osservazioni, ha risposto che non aveva niente di speciale da aggiungere se non che gli piaceva vedere i volti sorridenti del pubblico. Poi ha aggiunto di non vedere l’ora di ascoltare le opinioni e i suggerimenti degli altri relatori.

“Una cosa, però, che vorrei dirvi è che dormo sempre nove ore e mi alzo intorno alle 3 del mattino. Poi passo circa tre ore in meditazione, per lo più analizzando la natura del sé e indagando su dove sia l’io”.

“Ieri non ho accennato al fatto che gli scienziati hanno trovato delle prove, grazie a esperimenti con i bambini ancora incapaci di parlare, che suggeriscono che la natura umana di base è compassionevole. Allo stesso tempo hanno dimostrato che la rabbia costante, l’odio e la paura danneggiano il nostro sistema immunitario e minano la nostra salute. Gentilezza e buon cuore, invece, la favoriscono e questo per me è un vero e proprio segno di speranza. Ho anche visto bambini palestinesi ed ebrei giocare felicemente insieme in una scuola Pestalozzi in Svizzera, senza timori o riluttanza reciproca”.

“È solo dopo aver trascorso del tempo nel sistema educativo moderno che i bambini cominciano a sviluppare il senso di un “noi” e di un “loro”, per cui sembra che l’educazione reprima la nostra natura umana di base. Dobbiamo imparare a mantenere viva la nostra compassione spontanea e a estenderla e svilupparla in modo che possa abbracciare l’intera umanità. La vita moderna e l’educazione moderna sono focalizzate su obiettivi esteriori, mentre la pace della mente riguarda la mente al suo interno”.

Geshe Lobsang Tenzin Negi del Centro per la Compassione, l’Integrità e l’Etica Secolare ha offerto una sintesi del “Valore e della Necessità dell’Etica Secolare nell’Educazione”. Ha ripreso l’osservazione di Sua Santità riguardo al fatto che, pur favorendo il benessere e lo sviluppo esterno, l’educazione moderna continua a trascurare lo sviluppo interiore. Ha citato il World Happiness Report rispetto all’importanza della salute mentale negli adulti, nell’infanzia, nei genitori e nell’ambiente sociale delle scuole primarie e secondarie. 

Il dottor Girishwar Misra, vice rettore della Mahatma Gandhi International Hindi University di Wardha, Maharashtra, ha suggerito che il fine ultimo dell’educazione è l’illuminazione. Essa deve far progredire le esigenze dei singoli e della società. Ha anche suggerito un acronimo CRISP che ha spiegato corrispondere a:

Competenza
Rispetto per l’umanità
Integrità
Responsabilità sociale e rispetto per la società, e
Responsabilità professionale

Ha suggerito che queste competenze entrino al più presto a far parte del sistema scolastico e dell’istruzione.

Il professor Deepak Behra dell’Università Sambalpur ha offerto una prospettiva più antropologica sulla questione dell’educazione. Ha parlato di educatori di spicco che modellano le menti dei giovani e, forse involontariamente, trasmettono loro anche atteggiamenti competitivi ed egocentrici. Ha osservato che per avere successo, i giovani cercano di acquisire competenze, ma terminati gli studi, il fatto di ritrovarsi disoccupati li conduce alla rabbia e alla frustrazione.

Durante un breve scambio di opinioni con i vice rettori, Sua Santità ha chiarito che per igiene emotiva intende la capacità di affrontare le emozioni negative prima che diventino incontrollabili. Al Dalai Lama è stato chiesto poi il suo punto di vista sulla disparità di genere. Ha citato il Buddha, per quanto riguarda il fatto che gli uomini e le donne sono uguali, permettendo a entrambi l’ordinazione e ha aggiunto che la persistente disparità di genere è come la discriminazione tra le caste: un retaggio del feudalesimo che permane anche dopo la fine del sistema feudale. Oggi, invece, viviamo in un mondo democratico che dovrebbe essere di pari diritti per tutti.

Il Dalai Lama ha sottolineato che dobbiamo lavorare per sviluppare la compassione, e che ciò può essere fatto sulla base delle scoperte scientifiche. Ha anche chiarito che la natura di un’azione dipende dalla motivazione con cui la si compie. Perché un’azione sia positiva o costruttiva, la sua motivazione deve essere positiva, guidata anche dalla sincera preoccupazione per gli altri, e ha suggerito che dobbiamo fare uno sforzo per rinvigorire la nostra natura umana di base.

Rispondendo a un’ultima domanda su ‘Buddham saranam gacchami’ (prendo rifugio nel Buddha, n.d.t.), Sua Santità ha spiegato che, da un punto di vista, Buddha significa l’eliminazione di tutte le qualità negative. Poiché la natura della mente è conoscere, fino a quando la mente è afflitta dall’ignoranza, la nostra capacità di conoscere è limitata. Una volta libera dall’ignoranza, le emozioni distruttive non hanno più alcuna influenza e non c’è limite alla capacità della mente di conoscere, e questo è l’altro significato di Buddha.

Il professor PB Sharma ha ringraziato tutti anche per la pazienza, dal momento che l’incontro è durato più del tempo che era stato stabilito e ha espresso ancora una volta la sua gratitudine a Sua Santità per la sua presenza.

Il Dalai Lama ha poi fatto ritorno all’aeroporto internazionale Lal Bahadur Shastri e si è imbarcato su un volo per Delhi. Domani, la mattina presto, tornerà a Dharamsala.

http://it.dalailama.com/news/2018/92-incontro-annuale-dellassociazione-delle-universit%C3%A0-indiane-a-sarnath-seconda-giornata


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