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33ª Mind & Life Conference “Reimagining Human Flourishing” – Giornata conclusiva
March 17th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama saluta una bambina prima di entrare nel Tempio Tibetano Principale per partecipare all’ultimo giorno della Mind & Life Conference a Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

16 marzo 2018, Thekchen Chöling, Dharamsala, India – Aaron Stern è stato il moderatore della sessione conclusiva della 33 ͣ Mind & Life Conference. Non appena Sua Santità il Dalai Lama è arrivato e ha preso posto, Stern ha presentato i due relatori della giornata, Sonia Lupien e Patricia Jennings, che avrebbero parlato dei problemi che si possono incontrare in classe e delle possibili soluzioni. Sonia Lupien, dal Canada, si è presentata raccontando di essere stata un’insegnante, prima di diventare la direttrice del Center for Studies on Human Stress, e di aver cercato per molto tempo di insegnare SEL e l’etica secolare alle sue classi. Nel corso degli anni, ha notato che mentre molti, forse la maggior parte degli studenti, erano ben disposti verso questo tipo di apprendimento, altri incontravano delle difficoltà e si era sempre chiesta perché. Poi si è resa conto che, ad esempio, i genitori di una studentessa stavano divorziando, che un altro studente era stato vittima di bullismo o che la sorella di un altro era gravemente malata. Ci sono voluti 25 anni per rendersi conto che ognuno di questi ragazzini soffriva di stress.

Cercando una risposta e possibili soluzioni nella scienza, Sonia Lupien ha scoperto che quando il cervello rileva un certo livello di stress vengono rilasciati degli ormoni che, a loro volta influenzano, il cervello soprattutto per quel che riguarda in particolare l’attenzione selettiva, la facoltà con cui si distingue ciò che è rilevante, e la capacità di apprendimento più in generale. Sua Santità ha chiesto se questo problema non potesse essere trattato farmacologicamente e la Lupien ha risposto che i farmaci possono sì limitare l’attivazione di alcuni ormoni, ma al contempo influiscono su altri, compromettendo così l’equilibrio generale della salute.

Ha aggiunto poi che lo stress può essere assoluto e relativo; il primo è causato da una minaccia concreta alla sopravvivenza, il secondo è qualcosa di nuovo, imprevedibile, che minaccia il senso di sé e a cui si accompagna una sensazione di perdita totale di controllo (lo stress relativo viene anche indicato con l’acronimo NUTS, ovvero Novelty, Unpredictability, Threat to the ego, Sense of control).

Una volta compreso che i bambini sono soggetti a stress e subiscono gli effetti dello stress dei loro genitori, sono stati messi a punto alcuni strumenti per contrastarlo. È stato sviluppato un programma chiamato DeStress for Success che permette a bambini e adolescenti di imparare cos’è lo stress, come riconoscerlo e come affrontarlo nella loro vita quotidiana. Il programma si basa su ciò che gli studenti già conoscono e fornisce loro le conoscenze per riconoscere i modi in cui lo stress colpisce il cervello e il corpo. Nelle scuole dove è stato introdotto, questo programma è riuscito a ridurre la rabbia, lo stress e la depressione. La dottoressa Lupien ha spiegato che finora 65.000 bambini hanno preso parte a DeStress e ha preso davvero a cuore l’osservazione di Sua Santità sul fatto che una piccola azione può diventare un seme che cresce.

Sua Santità ha posto diverse domande, confermando che lo stress è spesso un effetto negativo della rabbia. Ha poi chiesto se DeStress for Success fosse stato testato anche sugli adulti e si è rallegrato nel sentire che aveva dato ottimi risultati, permettendo la riduzione dello stress in generale e dello stress correlato agli ormoni. La dottoressa Lupien ha convenuto che rabbia e stress possono avere una funzione giustificabile in relazione alla sopravvivenza, ma nessuno di noi oggi giorno ne ha davvero bisogno. Richard Davidson ha osservato che alcune persone potrebbero non riconoscere di essere stressate, il che limita la loro capacità di adottare contromisure.

La dottoressa Lupien ha infine chiesto a Sua Santità se gli scienziati che lavorano con l’intelligenza artificiale un giorno potrebbero essere in grado di produrre una coscienza artificiale. Il Dalai Lama ha espresso un certo scetticismo e Davidson ha osservato che anche molti scienziati sono d’accordo.

Patricia Jennings ha parlato dello stress che colpisce gli insegnanti. Ha esaminato il motivo per cui le classi diventano fonte di stress per i docenti e ha scoperto che alcuni di loro sono emotivamente esausti e vivono un senso di isolamento. Il rimedio in questo caso è CARE – Coltivare la Consapevolezza e la Resilienza nell’Educazione – un programma progettato per aiutare gli insegnanti a ridurre lo stress e ridare vigore al loro insegnamento, promuovendo la consapevolezza, la presenza mentale, la compassione, la riflessione e l’ispirazione.

Ha fatto anche notare che la maggior parte degli insegnanti inizia la propria carriera con un forte senso di compassione. Attraverso CARE viene insegnato loro a monitorare il loro grado di attenzione, ad accorgersi di quando lo stress comincia ad aumentare e a prendere contromisure, come concentrarsi sul respiro per calmarsi e rispondere in modo più efficace. I risultati osservati includono una migliore regolazione emotiva degli insegnanti, una migliore atmosfera in classe e persino migliori risultati per gli studenti. La dottoressa Jennings ha sottolineato un aspetto cruciale: in questo approccio gli insegnanti non si limitano ad imparare queste capacità, ma le incarnano. Sono incoraggiati a dire alla loro classe: “Mi sento stressato e quindi farò qualcosa per calmarmi” e così facendo rappresentano per gli studenti un modello da seguire.

La dottoressa Jennings ha anche detto che CARE è stata incorporata con successo insieme a SEL nel sistema educativo che è in fase di implementazione a Louisville, la “città della compassione” guidata dall’amico Sua Santità il sindaco Fisher. Sona Dimidjian ha parlato dell’importanza di collaborare con i giovani per aiutarli a far sentire la loro voce in modo che possano diventare una potente forza di cambiamento.

Amishi Jha ha fatto cenno a persone dell’esercito che hanno preso parte, con successo, all’addestramento all’attenzione, ma che non riescono a metterlo in pratica dopo la fine del corso e ha chiesto a Sua Santità in che modo incoraggiare le persone a portare concretamente ciò che hanno imparato nella loro vita quotidiana.

“Diffidenza, stress e paura sono tutti legati alla rabbia” ha risposto il Dalai Lama. “E la rabbia è sua volta legata a un atteggiamento egocentrico. E questo atteggiamento non cambia in qualche settimana o qualche anno. Ho 82 anni e ci lavoro da 70!. Ridurre lo stress è utile, ma superficiale; dobbiamo indagare le cause che ne stanno alla base. Nella pratica contemplativa buddhista ci sono antidoti specifici, raccomandati per specifiche emozioni negative, ma il loro effetto tende ad essere solo temporaneo. Per avere un effetto complessivo duraturo è necessario sviluppare una più profonda comprensione della realtà”.

“Al tempo del Buddha le pratiche di shamatha e vipashyana esistevano già. Ciò egli che introdusse fu un nuovo approccio all’intuizione (vipashyana), una nuova comprensione della realtà che, in una certa misura, corrisponde a ciò che i fisici quantistici dicono oggi. Il Buddha ha raggiunto un’intuizione più sofisticata e profonda della condizione umana, tuttavia, come egli stesso ha osservato “Questo Dharma simile a un nettare che ho trovato è profondo e pacifico, libero dalla complessità, pura luminosità. Eppure, se dovessi insegnarlo, nessuno lo capirebbe, così rimarrò in silenzio qui nella foresta”.

“Allora le persone praticavano lo shamatha, sviluppavano la concentrazione e credevano nell’esistenza di un sé indipendente, cosa che il Buddha negò. La sua nuova comprensione della realtà, ovvero che non esiste un sé così indipendente, lo portò a capire che la sofferenza è radicata nell’ignoranza e che, poiché l’ignoranza può essere eliminata comprendendo la realtà, è possibile raggiungere la cessazione della sofferenza.

“Successivamente, Nagarjuna ha spiegato che:

Attraverso l’eliminazione del karma e delle afflizioni mentali c’è la liberazione;
Il karma e le afflizioni mentali provengono dai pensieri concettuali;
Questi derivano dall’esagerazione mentale;
L’esagerazione cessa con la [realizzazione] della vacuità.

e

Desiderio, odio e confusione
Nascono completamente dalla concettualizzazione, così è detto.
Essi nascono in dipendenza da
ciò che è piacevole, ciò che è spiacevole, e dagli errori.

“Anche il suo discepolo Aryadeva ha indicato quanto è importante una chiara comprensione della realtà:

Come il senso tattile [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutte [le emozioni disturbanti].
Superando la confusione si supereranno
anche tutte le emozioni disturbanti.

“Comprendere la realtà, e cioé che nulla esiste indipendentemente, insieme a un senso di altruismo è qualcosa di molto potente”.

Dopo una pausa per il tè, Richard Davidson ha chiesto a Sua Santità, alla luce di ciò di cui aveva già parlato, come fosse possibile sviluppare un approccio secolare alla comprensione della vacuità. Sua Santità ha risposto che, per rispondere a una simile domanda, è necessario prima fornire un quadro generale.

“Sono uno dei 7 miliardi di esseri umani che oggi sono vivi. Ognuno di noi ha la responsabilità di pensare all’umanità e al bene del mondo perché riguarda il futuro di ciascuno di noi. Non siamo nati su questo pianeta, in questo momento, per creare problemi, ma per portare qualche beneficio. Questo è un obiettivo che mi impegno a perseguire, così come cerco di promuovere l’armonia religiosa e mantenere viva la cultura tibetana perché è solo in Tibet che le tradizioni dell’Università indiana del Nalanda, con la sua profonda comprensione della realtà e del funzionamento della mente e delle emozioni, sono state preservate intatte. Siamo riusciti in questa impresa grazie allo studio rigoroso e all’impiego della logica e della ragione. Non sono interessato a fare proseliti per il buddhismo in sè, ma a mettere a disposizione di tutti le conoscenze rilevanti che può trasmettere. E sono grato per l’interesse che Mind & Life ha dimostrato negli anni”.

Davidson ha concluso facendo una sintesi dei lavori presentati durante la settimana, ammettendo che gli scienziati sanno qualcosa sul cervello, ma molto meno sulla mente e che stanno imparando grazie all’interazione con le tradizioni contemplative. Ha espresso l’auspicio che Sua Santità viva a lungo e continui ad essere fonte di ispirazione.

La Presidente del Mind & Life Institute Susan Bauer-Wu nelle sue parole di ringraziamento ha riconosciuto che quella appena trascorsa è stata una settimana straordinaria, non solo per le persone presenti, ma anche per le oltre 500.000 che hanno seguito gli incontri in streaming. Ha ringraziato il Monastero di Namgyal per l’ospitalità durante gli incontri. Ha anche ringraziato gli ospiti, la facoltà, il consiglio di amministrazione e il personale del Mind & Life e i generosi donatori e sostenitori che hanno reso possibile l’incontro. Ha riservato un ringraziamento speciale al Dalai Lama Trust, in India, e al suo ‘team straordinario’. Infine, ha espresso gratitudine a Sua Santità per il dono generoso del suo tempo.

Sua Santità ha risposto che lo considera un suo dovere e che è motivato da un altro dei versi di Shantideva:

Dopo aver montato il cavallo della mente del risveglio
In questo modo si evitano scoraggiamento e stanchezza,
Chi, quando conosce di questa mente che procede di gioia in gioia,
Mai cadrebbe nello sconforto?

“Sono contento di aver dato un piccolo contributo. Il tempo scorre. Se lo usiamo stupidamente, lo sprechiamo, ma se possiamo essere di servizio allora ha senso. I nostri fratelli e sorelle umani, che sono fisicamente, mentalmente ed emotivamente uguali a noi, sono quelli che possiamo effettivamente aiutare. Ecco perché una offerta sincera per garantire la lunga vita di un insegnante è quella di offrirgli l’opportunità di essere utile”.

“Fisicamente ora ci stiamo separando, ma mentalmente continueremo ad essere insieme. Ci vediamo la prossima volta”.

http://it.dalailama.com/news/2018/33%C2%AA-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-giornata-conclusiva


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