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Secondo giorno di Insegnamenti per il Nalanda Shiksha
January 7th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante il secondo giorno di insegnamenti al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 6 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

06/01/18 Gli appartenenti al Nalanda Shiksha presenti a questi insegnamenti di Bodhgaya sono circa 2000 e comprendono 300 studenti universitari di Delhi, Chandigarh e Jammu, 200 studenti provenienti dalle comunità buddhiste di Sankisa, 600 studenti di Bodhgaya e altre persone provenienti dal Kashmir, dall’Himachal Pradesh, dall’Uttar Pradesh, da Goa, dall’Andhra Pradesh, da Tamil Nadu, dal Karnataka, dal Sikkim e da Odisha. E’ per loro che le parole di Sua Santità vengono tradotte in Hindi.

Sono presenti anche 3000 stranieri, provenienti da 69 paesi e per i quali è disponibile la traduzione simultanea di ciò che Sua Santità sta dicendo in tibetano, trasmessa via radio in inglese, hindi, russo, mongolo, francese, cinese, coreano, vietnamita, giapponese e spagnolo. Ci sono disponibili anche ulteriori traduzioni nei dialetti tibetani dell’Amdo e del Khampa.

Sua Santità ha iniziato recitando i versi di omaggio dalla “Saggezza fondamentale della Via di mezzo” di Nagarjuna:

Mi prostro al Buddha perfetto,
Il migliore di tutti gli insegnanti, colui che ha insegnato che
Ciò che ha un’origine dipendente è
Senza cessazione, senza sorgere;

Senza annientamento, senza permanenza;
Senza venire; senza andare;
Senza distinzione, senza identità
E pacifico – libero da costrutti.

Ha proseguito poi con l’ omaggio dell’ “Ornamento per una chiara realizzazione” e la strofa finale della “Saggezza fondamentale” di Nagarjuna

Mi prostro a Gautama
Il quale, mosso da compassione,
Ha insegnato il Dharma sublime,
che porta alla rinuncia di tutti i punti di vista.

Ci siamo riuniti qui, alcuni dopo un lungo viaggio, perché tutti vogliamo essere felici ed evitare la sofferenza” ha detto Sua Santità al pubblico “e questo vale anche per gli insetti. Non abbiamo bisogno di fare ricorso al ragionamento per capirlo; possiamo semplicemente prenderne atto. Dobbiamo invece usare la ragione per valutare i vantaggi e gli svantaggi del prenderci cura degli altri e dell’egoismo. Gli scienziati dicono che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Non è una questione di fede, quanto semplicemente di riconoscere che, proprio come apprezziamo l’affetto e compassione che gli altri ci dimostrano, anche tutti gli altri apprezzano essere trattati allo stesso modo. Si tratta di addestrare la mente.

In un mondo in cui le persone cadono facilmente in preda alla rabbia e all’odio, abbiamo bisogno di amore, pazienza, tolleranza e contentezza. I saggi indiani hanno analizzato ciò che porta la pace nella mente e ciò che al contrario la disturba. Potete disporre di tutti i comfort materiali, ma se non avete la pace della mente, non sarete felici. D’ altra parte, se la vostra mente è in pace, sarete felici indipendentemente da ciò che possedete. L’obiettivo più importante è raggiungere la pace della mente. Dobbiamo riconoscere che le afflizioni mentali danno luogo a esperienze spiacevoli e turbano la nostra pace interiore”.

Sua Santità ha osservato che il Buddha era figlio dell’antica tradizione indiana; si rese conto che i nostri problemi nascono dalle afflizioni mentali o dalle emozioni negative, come la rabbia, l’attaccamento e la confusione, tutte ugualmente radicate nell’ignoranza, cioè nel considerare le cose come intrinsecamente esistenti. Esistono contromisure specifiche per ciascuna di queste afflizioni, ma la più importante è eliminare questa ignoranza. Come scrisse Aryadeva nella Quattrocento Stanze:

Come il tatto [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutti.
Superando la confusione, anche voi sarete in grado di
Superare tutte le emozioni inquietanti.

Anche se le cose sembrano esistere intrinsecamente, quando vengono esaminate e analizzate, non si può trovare alcuna traccia di esistenza intrinseca, perché ogni cosa dipende da altri fattori.

Nella sua spiegazione sull’assenza di un sé delle persone, Sua Santità ha citato i versi di Nagarjuna:

Proprio come una persona non è reale
Essendo composta da sei componenti,
Così anche ciascuno dei componenti
Non è reale perchè è a sua volta un composito.

Dato che i fenomeni delle forme
Sono solo nomi, anche lo spazio è solo un nome.
Senza gli elementi, come potrebbero esistere le forme?
Quindi anche il semplice nome non esiste

Ha letto l’ampia argomentazione sull’origine dipendente del Sutra della piantina di riso. “Perché si parla di sorgere in dipendenza? Si chiama sorgere dipendente perché è causale e condizionale… Da un seme deriva un germoglio, da un germoglio una foglia, da una foglia uno stelo, da uno stelo un pedicello, da un pedicello un pistillo, da un pistillo un fiore e da un fiore un frutto”. Il Dalai Lama ha concluso la lettura del sutra con un verso di Je Tsongkhapa che si riferisce alla realizzazione della vacuità e del sorgere dipendente:

Quando queste due realizzazioni sono simultanee e concomitanti,
Dal semplice vedere l’infallibilità del sorgere dipendente
si arriva a una una conoscenza certa, che distrugge completamente tutti i modi in cui la mente si attacca.

In quel momento, l’analisi della visione profonda è completa.

Sua Santità ha annunciato che inizierà la sessione di domani conducendo una cerimonia per la generazione della mente di bodhichitta, seguita dalla trasmissione di alcuni mantra. Completerà quindi la lettura del Sutra della piantina di riso. Il Primo Ministro del Bihar, Sri Nitish Kumar, parteciperà alla presentazione del primo volume in inglese di una serie straordinaria intitolata  “Scienza e Filosofia nei classici buddhisti indiani”.

http://it.dalailama.com/news/2018/secondo-giorno-di-insegnamenti-per-il-nalanda-shiksha


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