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Incontro con i Delegati del Secondo Dialogo sul Vinaya
July 2nd, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante il Secondo Dialogo sul Vinaya a Nuova Delhi, in India, il 1° luglio 2018. Foto di Jeremy Russell

1 luglio 2018. Nuova Delhi, India – Stamattina Sua Santità il Dalai Lama ha incontrato i delegati che hanno partecipato al Secondo Dialogo sul Vinaya. Tra questi, rappresentanti delle tradizioni buddhiste dello Sri Lanka, birmane, thailandesi, vietnamite, taiwanesi, indiane e tibetane. Tra i rapporti letti durante l’incontro c’è stato quello di un anziano monaco della tradizione del thailandese della foresta che pur condividendo lo spirito della riunione, esprimeva rammarico per il fatto che, poiché i lavori avevano luogo all’interno di un hotel, era inopportuno per lui come monaco della foresta di partecipare. Tuttavia, ha incoraggiato i delegati, citando il Buddha quando disse ad Ananda che, dopo la sua morte, il Vinaya sarebbe stato la guida dei discepoli. Ha aggiunto che, finché il Vinaya esisterà, sopravviveranno anche gli insegnamenti del Buddha. Altre relazioni hanno messo in luce che, nelle loro discussioni, i vari i delegati hanno riconosciuto che nonostante nelle differenti tradizioni buddhiste il numero di precetti possa variare, tutte condividono i sette considerati fondamentali e che dialoghi come quello odierno dovrebbero proseguire.

Sua Santità ha aperto il suo intervento dichiarando il proprio status: “Sono un Bhikshu che ha ricevuto l’ordinazione completa nel 1954 e appartengo alla Tradizione del Nalanda, introdotta in Tibet dall’India nell’VIII secolo principalmente grazie a Shantarakshita, uno dei più importanti studiosi dell’Università di Nalanda, un Bhikshu, filosofo e logico. La Tradizione del Nalanda pone grande enfasi sull’uso della ragione piuttosto che sulla semplice fede”.

“Una domanda importante da porsi è se gli insegnamenti del Buddha che hanno più di 2600 anni siano ancora attuali”.

“Il secolo scorso è stato lacerato da guerre e violenza, soprattutto a causa della prevalere di modi di pensare ormai obsoleti, della tendenza a cercare di risolvere i problemi con la forza. Una conseguenze a cui ancor oggi assistiamo è che, mentre siamo riuniti pacificamente qui, in altre parti del mondo, le persone vengono uccise, muoiono di fame o sono discriminate sulla base della razza, del colore o della casta. Nel frattempo, tutte le maggiori tradizioni religiose promuovono amore, compassione e perdono. Ognuna ha il potenziale per far sorgere la pace della mente ed è per questo che le rispetto tutte e cerco di incoraggiare l’armonia religiosa”.

“Le tradizioni spirituali dell’antica India, in particolare, hanno a lungo utilizzato metodi per coltivare una mente calma (shamatha) e la saggezza (vipashyana), attraverso la comprensione profonda e sottile del funzionamento della mente e delle emozioni. Il buddhismo ha preservato gran parte di questa conoscenza, che oggi riscuote un grande interesse da parte della comunità scientifica. E, come è già stato detto, il Vinaya è la base di tutti gli insegnamenti del Buddha. Su tale base, l’ignoranza può essere eliminata e le emozioni negative superate. È così che possiamo ottenere la cessazione della sofferenza”.

Sua Santità ha riconosciuto l’importanza fondamentale degli insegnamenti delle Quattro Nobili Verità e dei Trentasette Fattori di Illuminazione, esposti nella Tradizione Pali. Tuttavia, ha anche fatto notare che gli scritti di grandi maestri come Nagarjuna e Aryadeva, che hanno basato le loro intuizioni sul secondo giro della ruota del Dharma a Rajgir, sono altrettanto utili per addestrare la mente.

I delegati provenienti dalla Birmania, da Taiwan e dall’India consegnano dei doni a Sua Santità, che a sua volta ha offerto due  statue del Buddha ai monaci anziani che erano seduti con lui.

Concluso il Dialogo, Sua Santità ha incontrato il suo amico Tom Tait, il sindaco di Anaheim, in California, dichiarata la  Città Città della gentilezza. Sua Santità ha ribadito il suo entusiastico sostegno per l’approccio del sindaco Tait che ha avuto come risultato studenti più felici, più soddisfatti e di maggior successo.

Ha anche ribadito la sua convinzione che, mentre molte persone considerano le esperienze sensoriali come la principale fonte di felicità, in realtà l’autentica felicità è la pace della mente. Ciò che distrugge la pace della mente è la rabbia, l’odio, l’ansia e la paura. La gentilezza fa da contraltare a queste emozioni e attraverso un’adeguata educazione tutti possiamo imparare ad affrontarle.

Domani Sua Santità parlerà a una grande assemblea di direttori scolastici e di insegnanti in occasione del lancio di un Curriculum della Felicità per le scuole di Delhi.

http://it.dalailama.com/news/2018/incontro-con-i-delegati-del-secondo-dialogo-sul-vinaya


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