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Sua Santità il Dalai Lama Inaugura il parco pubblico a Juma Bagh
August 6th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante la cerimonia di inaugurazione del parco a Juma Bagh a Leh, Ladakh, India, il 3 agosto 2018. Foto di Tenzin Choejor

Leh, Ladakh, India – Questa mattina, ultimo giorno di permanenza nel Ladakh, Sua Santità il Dalai Lama su invito dell’Anjuman Moin-ul-Islam ha partecipato all’inaugurazione di un nuovo parco pubblico a Juma Bagh. Preceduto lungo la strada dalla folla in attesa di salutarlo, il Dalai Lama è stato accolto a Juma Bagh  da Abdul Quayum che lo ha invitato a scoprire la targa commemorativa della giornata.

Una volta che Sua Santità ha preso posto insieme gli altri ospiti, il dottor Quayum ha salutato tutti dicendo “As-salamu alaykum, Tashi Delek, Juleh e benvenuti”; ha spiegato che era stata una decisione dell’Anjuman Moin-ul-Islam quella di creare in quella zona un parco, dove le famiglie potessero rilassarsi e stare insieme, anziché costruire un hotel o degli uffici. Il parco dispone di diverse aree dove poter mangiare, una palestra e un centro per il tiro con l’arco. I progetti futuri includono l’esposizione di mostre provenienti da ogni parte del Ladakh. Abdul Quayum ha poi richiamato l’attenzione di Sua Santità su un negozio aperto da una persona disabile per dare lavoro ad altri portatori di handicap, che realizzano oggetti con materiali riciclati.

E’ seguito un breve rinfresco e a Sua Santità è stato chiesto di offrire le kata alle persone che avevano contribuito alla realizzazione del parco. Poi Sua Santità ha preso la parola.

“Cari fratelli e sorelle, sono davvero felice e onorato di essere qui per incontrarvi e ammirare quello che avete fatto. Sono particolarmente colpito dalle opportunità create per le persone disabili. Spesso mi viene chiesto di benedire bambini e adulti disabili e mi rattrista il fatto che sia così poco quello che posso fare per aiutarli. Naturalmente, posso dire mantra e soffiare su di loro, ma quello è uno dei momenti in cui vorrei avere davvero i poteri miracolosi che alcune persone mi attribuiscono”.

“Mi tornano in mente le visite che ho fatto all’ashram di Baba Amte dove vivono persone rese disabili dalla lebbra. Rimasi davvero molto colpito dalla loro fiducia e dal loro buon cuore che, sono sicuro, sono il risultato diretto della compassione e del incoraggiamento che hanno ricevuto”.

“Sono contento di vedere che avete realizzato un luogo dove le persone possono incontrarsi per stare insieme, e soprattutto che è aperto a tutti: ho grande ammirazione per l’India, ma il perdurare del sistema delle caste è estremamente deplorevole. Credo che i leader religiosi di tutte le fedi dovrebbero insistere sul fatto che siamo tutti uguali come esseri umani e scoraggiare ogni tipo di discriminazione di casta”.

Domani partirò per Delhi, ha aggiunto Sua Santità, e tra pochi giorni mi recherò a Goa e Bangalore dove parlerò con i giovani indiani, spiegando loro i benefici che derivano dallo studio e dalla comprensione dell’antica saggezza indiana sul funzionamento della mente e delle emozioni.

“Nessuno vuole soffrire, ma continuiamo a crearci dei problemi perché ci arrendiamo alle nostre emozioni negative. La vera fonte dei problemi non sono le armi, ma la rabbia, l’odio e la gelosia nei nostri cuori. Se vogliamo vivere in un mondo più pacifico dobbiamo arrivare a una completa smilitarizzazione; in occasione di una riunione dei premi Nobel per la pace, tenutasi a Roma alcuni anni fa, abbiamo discusso seriamente dei piani per la definizione di un calendario per l’eliminazione di tutte le armi nucleari”.

“Queste iniziative implicano un disarmo esterno, ma se vogliamo che abbiano successo, dobbiamo prima realizzare il disarmo interiore. Quando esplode la rabbia, la pace della mente viene completamente distrutta. Se siamo costantemente arrabbiati anche la nostra salute viene compromessa. Dobbiamo adottare misure realistiche e pratiche per limitare la rabbia e le altre emozioni distruttive. Pregare ha i suoi vantaggi, ma se vogliamo davvero cambiare, dobbiamo agire”. Tornato da Juma Bagh a Shewatsel, Sua Santità si è fermato brevemente per consacrare un nuovo stupa, costruito all’incrocio tra Leh, Saboo e Choglamsar, per mezzo dell’oracolo di Dorje Yamakyong.

Arrivato al padiglione sul terreno del Kalachakra dello Shewatsel, Sua Santità ha benedetto diversi gruppi di anziani che lo stavano aspettando. Ha salutato la folla seduta sotto i baldacchini sui tre lati dello spiazzo e ha preso posto sul palco. Poi hanno avuto luogo diversi eventi culturali, canti e danze.

Il Presidente dell’Associazione Gonpa, Geshe Shedrup Jhampa, ha pronunciato un discorso di benvenuto. Nel corso degli anni, ha detto, Sua Santità ha visitato quasi tutto il Ladakh e ha dato l’iniziazione di Kalachakra tre volte; ha dato così tanto in termini di educazione e saggi consigli che ha, in effetti, trasmesso l’essenza del Kangyur e Tengyur. Geshe Shedrup Jhampa ha concluso il suo intervento con la preghiera che il Dalai Lama torni anche l’anno prossimo.

Rispondendo alla richiesta di dire ancora qualche parola, Sua Santità ha iniziato ringraziando i suoi amici della Ladakh Buddhist Association e della Ladakh Gonpa Association per aver organizzato questo pranzo conclusivo.

“Sono arrivato qui il 3 luglio e oggi il 3 agosto, quindi è passato un mese. Sono stato a Leh, Nubra, Zanskar, Kargil e Mulbekh. La devozione e la fede della gente che ho incontrato è incrollabile. E visto sono riuscito anche a dare alcuni insegnamenti, sento di essere stato in grado di dare un piccolo contributo al Dharma e al benessere degli esseri”.

“In tutti i luoghi in cui sono stato, i nostri amici musulmani si sono uniti a noi, cosa che apprezzo moltissimo. Penso che siamo riusciti ad avvicinare un po’ di più le due comunità”.

“Il monastero di Drikung a Kema Kyongru mi ha invitato a farvi ritorno l’anno prossimo, ma dovremo vedere se sarò in grado di mantenere questo impegno. Quando piove ed è umido a Dharamsala è bello stare in Ladakh, dove il clima è più secco. Ma questo anziano viene in Ladakh per riposare un po’, non per seguire un programma frenetico. Se andrò a Nubra o no, lo vedremo. L’anno prossimo avrò 84 anni. Preferite che questo vecchio amico prenda le cose con un po’ più di calma e viva più a lungo, oppure che segua un programma frenetico e abbia una vita più breve? Voi qui e il popolo tibetano pregate affinché io viva a lungo, ma il mio corpo è solo carne e ossa e se mi stanco è probabile che la durata della mia vita si accorcerà.
Questo è l’ultimo giorno di questa visita nel Ladakh e per tutto il mese ho tenuto a mente quello che dice Shantideva:

Proprio come lo spazio
E i grandi elementi come la terra,
Possa io sempre sostenere la vita
Di tutte le creature senza confini.

E fino a quando non saranno liberi dalla sofferenza
posso io essere la fonte della vita
Per per gli esseri più diversi di tutti i regni
Che arrivano fino ai confini dello spazio.

“Questo è tutto. Ora mangiamo”.

Il Vice Presidente della LBA ha ringraziato Sua Santità per aver trascorso ancora una volta il suo soggiorno estivo in Ladakh e lo ha invitato a venire di nuovo l’anno prossimo. Ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al successo della visita di Sua Santità.

Sua Santità è stato raggiunto per il pranzo da Ganden Trisur Rinpoche, Thiksey Rinpoche, Thuksey Rinpoche, Woeser Rinpoche e da altri lama. Domani mattina volerà a Delhi.

http://it.dalailama.com/news/2018/inaugurazione-del-parco-pubblico-a-juma-bagh-e-pranzo-daddio Un particolare ringraziamento per la traduzione e per la sua amorevole gentilezza alla Dr.ssa Carolina Lami.


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