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La fabbrica dei certificati di morte del Dalai Lama
August 13th, 2018 by admin

Il Dalai Lama mostra un orzaiolo alla stampa

di Raimondo Bultrini, La Repubblica 12/08/2018

Di recente il media giapponese Nikkei ha pubblicato una presunta rivelazione fatta da qualche anonimo membro dell’entourage del premier indiano Narendra Modi sulle condizioni di salute del Dalai lama, leader spirituale del Tibet, in esilio in India dal 1959.

In sostanza lo si dà per moribondo, al punto che Modi avrebbe parlato a Pechino con la sua controparte cinese Xi Jinping sul modo di trattare la “questione tibetana” una volta che il Dalai lama sarà –ben presto, secondo l’articolo – in un altro mondo.

Non oso definire “spazzatura” queste notizie riprese anche da un importante quotidiano italiano, come fa il medico personale del Dalai, il dottor Tsetan Dorji Sadutshang nell’intervista che pubblico qui.

Ma non posso nemmeno apprezzare l’idea che una persona, sebbene figura pubblica, venga data per spacciata senza nessuna prova evidente se non fonti giornalistiche. Le attività pubbliche del Dalai lama sono difatti talmente numerose da dimostrare il contrario, anche se spesso il leader tibetano è assistito mentre cammina a causa degli acciacchi dei suoi 83 anni.

Quando il quotidiano italiano dopo la pubblicazione dell’articolo ha precisato che le voci riferite erano probabilmente sbagliate, si è finalmente dato conto della fitta serie di impegni di Sua Santità a settembre. Anche qui dimenticando di controllare la stessa agenda disponibile sul sito Dalai lama.org, dove proprio il giorno della pubblicazione dell’articolo il Nobel per la pace stava parlando a Bangalore di fronte a un vasto pubblico e per lungo tempo.

Giornalisticamente, basterebbe notare una prima contraddizione. Trattandosi di notizie sbagliate, sarebbe perlomeno strano immaginare una loro divulgazione da parte di un premier come Modi in sedi diplomatiche importanti come Pechino. Ma ancora più surreale è attribuire a un uomo – filmato dal vivo in decine di occasioni – metastasi ai linfonodi che impedirebbero a chiunque di muoversi dal letto. Di questo parla il suo medico personale, che sovrintende personalmente  tutte le visite del leader spirituale in India e all’estero, compresi check up e operazioni alle quali si è sottoposto Tenzin Gyatso negli anni.

Intervista

– Dottor Tsetan, partiamo da una notizia di due anni fa, quando il segretario del Dalai lama rivelo’ che i medici della Mayo clinic di Rochester, nel Minnesota, notarono la scomparsa di un principio tumorale nella ghiandola prostatica riscontrato l’anno precedente. È davvero completamente guarito?

Sta bene, assolutamente bene, niente di cui preoccuparsi, e posso garantirle al 100 per cento che ogni cosa scritta nelle news è citata fuori contesto e che Sua Santità è molto, molto lontano dall’essere un malato terminale. La vera prova è vedere cosa sta facendo adesso, quindi come si puo’ dire qualcosa del genere su qualcuno cosi attivo, una persona che con i suoi 83 anni fa cosi tanto, come quando è stato di recente in Ladakh per più di un  mese, alzandosi alle tre del mattino, alle sei meno un quarto già a passeggio per tenersi in forma e poi impegnato a incontrare persone fino a colazione, e poi per tutto il giorno tra impegni pubblici e privati. Io non ce la farei a reggere i suoi ritmi!”.

– Ma sta ancora praticando una terapia per il tumore?.

Io non parlerei affatto di questo. Le ripeto, guardate cosa sta facendo… basterebbe vedere le foto del viaggio in Ladakh su Dalailama.com…La sua attività è molto sopra la norma di una persona della sua età e sono certo che tanta gente nemmeno legge tutta la spazzatura pubblicata. E che tipo di spazzatura! La cosa strana è che la fonte sia una fonte giapponese considerata autorevole come Nikkei. Ma non è la prima volta che ufficialmente o meno escono certe notizie da qualche fabbrica di fake news cinesi che diverse volte negli anni hanno dato per imminente la morte di Sua Santità. Oggi i media sono molti e hanno accesso a troppe informazioni, e se i giornalisti non le capiscono molta gente che naviga sui social puo’ verificarle da sola”.

– Può fare un esempio?

Proprio ieri ho sentito il live webcast di S.S. da Bangalore dove parlando dei piani futuri per la causa tibetana ha detto esattamente: …”Forse mi fermerò quando sarò 93enne”.

Lo ha detto in reazione alle voci sulla sua salute?

A lui queste voci non interessano, e come ripeto molti anni fa i cinesi hanno già detto che stava morendo”.


So che la parte politica non riguarda il suo medico personale, ma la salute del Dalai lama ha risvolti politici importanti, sia nel presente che nel futuro considerando le sue successive reincarnazioni.

Certamente. E le garantisco che non è negli uffici del partito comunista cinese che si deciderà questo futuro. Uno degli incontri tra i più importanti lama tibetani viventi per discutere che cosa sarà della figura del Dalai lama si terrà a novembre e altri se ne terranno in futuro come già avviene da tempo. In ogni caso la parola finale su come e dove rinascerà eventualmente il Dalai lama sarà di Sua Santità, glielo posso garantire da tibetano. Molti non comprendono il quadro generale. Il Dalai lama nel 2000 ha temporaneamente rinunciato alla leadership politica dopo 400 anni di governo compreso l’esilio. Disse che voleva eliminare ogni traccia di sistema feduale e di volersi affidare a regolari elezioni tra i tibetani laici e religiosi per applicare anche nel governo in esilio le regole della democrazia. E’ una delle più grandi decisioni prese nella sua vita”.

Molti temono che cio’ voglia dire una sua rinuncia alla guida di un popolo che continua ad affidarsi a lui e al suo antico lignaggio spirituale.

Che gli piaccia o no, è ancora il leader dei tibetani, un leader non solo spirituale ma anche politico, anche se ha rinunciato alla politica attiva. Se pensiamo alla causa della libertà del Tibet non possiamo certo dire che non si tratti di una causa politica. Sua Santità è totalmente alla guida di questa causa, e tiene tutto sotto controllo nella direzione che vuole la gente del Tibet. Nessuno può avere una migliore strategia della sua. Ha esperienza, gode della fede e della fiducia della gente, ha saggezza e intelligenza…cosa possiamo volere di più da un leader?”.

La preoccupazione della Cina pero’ sembra quella di nominare il prossimo Dalai Lama d’ufficio e ha preparato da anni anche apposite leggi attraverso le quali spetta al partito la selezione di ogni reincarnazione di tutti i “Buddha viventi”.

E’ uno spreco di tempo, un gioco perdente. Quando lui deciderà chi dovrà essere il prossimo Dalai lama, il suo popolo non avrà dubbi su chi seguire”.

Ps, per chi voglia leggere l’articolo originale di Nikkei ecco il link. https://asia.nikkei.com/Politics/International-Relations/India-uses-rumor-of-Dalai-Lama-s-ill-health-to-mend-China-ties,

Fonte: http://bultrini.blogautore.repubblica.it/2018/08/12/la-fabbrica-dei-certificati-di-morte-del-dalai-lama/


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