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Dialogo con gli scienziati cinesi sulla fisica quantistica 1° giorno
November 2nd, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama apre il dialogo con gli scienziati cinesi sulla fisica quantistica presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 1°novembre 2018. Foto Ven. Tenzin Jamphel

1 novembre 2018. Thekchen Chöling, Dharamsala, India – Questa mattina, presso il Tempio Tibetano Principale, adiacente la residenza di Sua Santità il Dalai Lama, hanno preso l’avvio i dialoghi tra il Dalai Lama e gli scienziati cinesi, per lo più taiwanesi. Sua Santità è arrivato nel tempio, salutando il pubblico che lo aspettava nel cortile e i monaci già presenti all’interno, e ha reso omaggio alla statua del Buddha. Ha dato il benvenuto ai nove relatori cinesi e ha preso posto insieme a loro. Tra i monaci erano presenti sei relatori tibetani, laureati nel programma Emory Science, e che parteciperanno alle discussioni con gli scienziati cinesi nel pomeriggio. Tra il pubblico, una cinquantina di ospiti provenienti da Taiwan, quasi trecento tibetani ricercatori dell’ufficio di Sua Santità, studenti del Men-tsee-khang, del College for Higher Tibetan Studies, di Sarah, del Tibetan Children’s Village e delle scuole vicine. L’incontro è stato condotto in inglese, con traduzione simultanea in cinese e tibetano disponibile via radio e trasmesso in diretta web.

Sua Santità ha preso la parola per primo. “Innanzi tutto, vorrei dare il benvenuto a tutti voi qui presenti. Questa è la prima volta che abbiamo l’opportunità di dialogare con degli scienziati prevalentemente cinesi; negli ultimi 30 anni ho incontrato soprattutto scienziati occidentali, americani ed europei e più raramente giapponesi e indiani”.

“Questi incontri hanno due scopi. Il primo è quello di ampliare le nostre conoscenze. Fino alla fine del XX secolo l’attenzione della ricerca scientifica si concentrava soprattutto sul mondo materiale. C’era poco interesse per la mente, solo indagini sul cervello. La scoperta della neuroplasticità, l’osservazione dei cambiamenti nel cervello di persone che, per esempio, sviluppano una forte concentrazione, ha mutato quel modo di pensare. Alcuni scienziati mostrano ora un maggiore interesse per la mente, anche per la coscienza sottile”.

“Ci sono casi di individui dichiarati clinicamente morti – il cuore si ferma, la circolazione e l’attività cerebrale sono cessate – i cui corpi rimangono integri, come nel caso del mio insegnante, che è rimasto in questo stato per 13 giorni e di altre persone rimaste nello stesso stato per due o tre settimane. E’ un fenomeno che va studiato. Secondo la tradizione buddhista la coscienza sottile rimane nel corpo durante quel periodo, ma gli scienziati non sono ancora stati in grado di trovare una spiegazione”.

“Quindi, uno degli scopi di questi incontri è quello di ampliare le nostre conoscenze, per includere sia la mente sia fenomeni esterni e ottenere una comprensione più completa. Il secondo scopo riguarda invece l’uso che viene fatto della conoscenza. Nonostante i progressi derivanti dalla ricerca scientifica e dallo sviluppo tecnologico, vi sono stati anche effetti spaventosamente deleteri: le armi nucleari e altri strumenti di distruzione di massa possono sembrare un un risultato notevole, ma il loro unico scopo è quello di uccidere”.

“Gli scienziati hanno scoperto che uno stato costante di paura e rabbia danneggia la nostra salute, minando il nostro sistema immunitario mentre coltivare un atteggiamento più compassionevole porta la pace della mente e migliora il nostro benessere generale. Ecco un semplice esempio: la maggior parte delle persone preferisce un sorriso a un’espressione adirata. È la natura umana. Anche i cani rispondono scodinzolando a un sorriso e ad altre manifestazioni di affetto”.

“Le grandi tradizioni religiose trasmettono un messaggio comune di amore, perdono e tolleranza, ma oggi la loro influenza è in declino. Di conseguenza, nei nostri programmi educativi, oltre a insegnare l’igiene fisica per i suoi effetti benefici sulla salute, dobbiamo insegnare l’igiene emotiva, ovvero come affrontare le nostre emozioni distruttive. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di essere fisicamente e mentalmente sani. Promuovere i valori interiori sulla base del credo religioso ha oggi un impatto circoscritto perché la gente ormai è più ricettiva alle prove basate sulla ricerca scientifica”.

Sua Santità ha spiegato che tutti i 7 miliardi di esseri umani di questo pianeta condividono un’esperienza comune: le loro madri li partoriscono e li nutrono con affetto. I bambini piccoli non si preoccupano delle differenze di nazionalità, religione o razza; giocano volentieri tra loro ed è solo crescendo che la nostra educazione li orienta verso obiettivi materialistici, dedicando troppo poco tempo allo sviluppo dei valori interiori. Il Dalai Lama ha ribadito che l’educazione dovrebbe includere insegnamenti su come raggiungere la pace della mente.

Sua Santità ha detto di aver trovato utile la propria pratica buddhista, ma di non aver mai sostenuto che una tradizione religiosa sia migliore di un’altra, così come è impossibile affermare che una medicina sia sempre la migliore in qualsiasi caso. L’efficacia di un farmaco dipende dalle necessità e dalle condizioni del paziente; le diverse tradizioni religiose, con i rispettivi approcci, sono adatte a persone diverse, a seconda della loro disposizione, cultura e così via. Per questo è preferibile promuovere l’etica da un punto di vista laico e sulla base delle scoperte scientifiche. Rivolgendosi poi a Susan Bauer-Wu e a Amy Cohen Varela, Sua Santità ha elogiato i contributi che il Mind & Life Institute ha dato in questa direzione.

“Qualche mese fa stavo insegnando a un gruppo di buddhisti taiwanesi e tra loro c’era anche un fisico quantistico. Questo incontro è il risultato della conversazione che abbiamo avuto. Sono molto felice di incontrare voi e il premio Nobel, il professor Yuan Tseh Lee, qui presente”.

Sua Santità ha detto che a volte prova una certa riluttanza a discutere di fisica quantistica con gli Occidentali, il cui background culturale, basato sulla cultura giudaico-cristiana, può generare un conflitto con la loro fede, mentre si sente più a suo agio  con gli asiatici, in particolare con i cinesi. Ha ricordato che quando il monaco buddhista cinese Xuanzang arrivò in India nel VII secolo, studiò presso l’Università del Nalanda e probabilmente incontrò Nagabodhi, un discepolo diretto di Nagarjuna. Evidentemente, i buddhisti cinesi hanno familiarità sia con il nome Nagarjuna sia con la tradizione del Nalanda.

I rapporti tra cinesi e tibetani hanno migliaia di anni, ha aggiunto; a volte sono stati conflittuali, altre, come nel VII secolo, le famiglie al potere si sono sposate tra loro. Dal 1974 il Tibet non cerca più l’indipendenza, a condizione però che ai tibetani siano concessi tutti i diritti che la costituzione cinese riconosce loro, compresa la conservazione della loro lingua e cultura e la protezione dell’ambiente naturale. Sua Santità ha osservato che i tibetani possono beneficiare dell’aiuto cinese in termini di sviluppo materiale, mentre i tibetani possono condividere la loro conoscenza della tradizione del Nalanda con i buddhisti cinesi.

A nome del gruppo di relatori, il professor Yuan Tseh Lee ha ringraziato Sua Santità per averli invitati. Ha descritto la scienza come un linguaggio che permette di comunicare con la natura, una lingua che dobbiamo imparare. La scienza si basa sull’evidenza. Ha aggiunto che, poiché la popolazione umana e il consumo di risorse stanno aumentando in un sistema che non è infinito la scienza ha anche una responsabilità sociale. Ha detto a Sua Santità che vorrebbero sentire da lui come scienza, religione, umanità e natura dovrebbero interagire. Sua Santità ha risposto che quando ha iniziato a interessarsi alla scienza, un amico buddhista americano gli aveva detto che la scienza uccide la religione; nonostante questo, però, ha deciso che, poiché la scienza è un metodo per conoscere la realtà, non rappresentava una minaccia per gli insegnamenti del Buddha.

Il dottor Shih Chang Lee ha dato il via alle presentazioni scientifiche con una spiegazione della simmetria spazio-temporale e della fisica quantistica. Ha parlato della legge di inerzia di Newton e dell’osservazione di Einstein riguardante il fatto che le particelle senza massa si muovono alla velocità della luce, arrivando alla conclusione che la velocità è relativa.

Il dottor Chii Dong Chen ha aperto il suo resoconto chiedendo che cosa possiamo imparare dalla natura e mostrando un video che mette a confronto le attività di ricerca delle formiche con un robot aspirapolvere. Ha poi illustrato il modo in cui gli uccelli si orientano, con particolare riferimento a una specie che attraversa l’Oceano Pacifico per riprodursi. Ha suggerito che le caratteristiche uniche della meccanica quantistica possono aiutarci a capire l’uso della magnetorecezione da parte degli uccelli. Ha spiegato il confronto tra un computer convenzionale, che esegue calcoli in sequenza, e un computer quantistico che può eseguire una serie di calcoli simultaneamente.

Il dottor Chen ha sottolineato che le cose appaiono diversamente a seconda dell’angolazione da cui le si osserva e Sua Santità ha fatto notare che da un punto di vista di Madhyamaka c’è una differenza tra la nostra percezione del mondo e la sua realtà. Ha citato il fisico quantistico cinese che gli ha raccontato che, nella sua esperienza, i colleghi con una profonda conoscenza della fisica quantistica sono meno soggetti ai disturbi emotivi. Ha anche ricordato il fondatore americano della terapia cognitiva e la descrizione che Aaron Beck fa delle persone afflitte dalla rabbia: la negatività dell’oggetto della loro rabbia è per il 90% una proiezione mentale. Il dottor Chen ha convenuto che l’osservatore è importante perché è parte della percezione.

La presentazione del dottor Yueh-Nan Chen era intitolata “Dalla fisica quantistica alla biologia quantistica”. Ha citato il paradosso del gatto di Schrodinger e ha riferito scherzosamente che quando ha cercato di spiegarlo a sua moglie, lei gli ha chiesto perché volesse uccidere un gatto quando farlo sarebbe stato completamente contro i precetti buddhisti. Tutti hanno riso. Ha anche discusso della disuguaglianza di Leggett-Garg che sfida la nostra intuizione sul macro-realismo.

Infine, il dottor Shawn Y. Lin ha descritto una moderna rivoluzione fotonica: la luce solare è il motore della vita sulla terra e Max Planck ha postulato che la luce è emessa solo in forma quantizzata, un’intuizione che ha contribuito alla creazione dei laser, dei LED e dei pannelli solari. Ha descritto le ricerche in corso per migliorare i pannelli solari e massimizzare il loro assorbimento di energia e ha previsto che la prossima generazione sarà super sottile, super assorbente e super efficace. La nanotecnologia permetterà di ottenere una pellicola che assorbe il 98% della luce solare e ha uno spessore di soli 10 micron.

Invitato esprimere le sue osservazioni conclusive Sua Santità ha detto che ciò che aveva appena sentito era veramente meraviglioso e ha elogiato la profondità della ricerca. “Tuttavia, abbiamo anche bisogno di ulteriori indagini su come ridurre la rabbia. Attualmente nel mondo il ruolo della rabbia sembra essere più forte di quello della compassione. Nella vita di tutti i giorni le nostre emozioni ci causano molti problemi. Qui siamo in pace, ma altrove gli esseri umani vengono uccisi o muoiono di fame e troppi di loro sono bambini innocenti. Quindi, oltre alle scoperte fisiche, dobbiamo considerare anche come costruire un’umanità più felice”.

Concludendo le discussioni del mattino il professor Yuan Tseh Lee ha osservato che gli insegnanti incoraggiano la creatività e l’innovazione, ma tali qualità derivano dalla semplice curiosità.

Sua Santità ha poi lasciato il tempio per tornare alla sua residenza, salutando la folla che lo attendeva lungo la strada Il pranzo è stato offerto a tutti i partecipanti ai lavori nel cortile del tempio. Nel pomeriggio, ci sono state discussioni tra i monaci tibetani che hanno ricevuto una formazione scientifica e gli scienziati ospiti. Il dialogo riprenderà domani mattina.

Un particolare ringraziamento per la traduzione e per la sua amorevole gentilezza alla Dr.ssa Carolina Lami. http://it.dalailama.com/news/2018/dialogo-con-gli-scienziati-cinesi-sulla-fisica-quantistica-primo-giorno


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