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Celebrazioni del 550°anniversario dalla nascita di Guru Nanak
November 11th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama e l’ex primo ministro indiano Singh piantano un alberello nel giardino del Bhai Vir Singh Sahitya Sadan nel corso delle celebrazioni del 550°anniversario dalla nascita di Guru Nanak a Nuova Delhi, India, il 10 novembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

10 novembre 2018, New Delhi, India – Questa mattina a New Delhi, Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, ha incontrato Sua Santità il Dalai Lama e lo ha ringraziato per l’uso che ne fa anche il suo ufficio. Sua Santità gli ha parlato a lungo dei legami storici tra India e Tibet, dell’esemplare tradizione indiana di armonia religiosa e dell’importanza di riconoscere l’unicità dell’umanità. Quando Dorsey gli ha chiesto quale sarebbe stato l’impatto maggiore dell’armonia tra le diverse tradizioni religiose, Sua Santità ha risposto che, in generale, esprimere affetto e rispetto è ciò che unisce le persone nella maggior parte delle circostanze. Arrivato al Bhai Vir Singh Sahitya Sadan (BVSSS), Sua Santità è stato accolto dal direttore, Mohinder Singh e dal Presidente ed ex Primo Ministro Manmohan Singh, che gli hanno offerto in dono di un alberello. Il BVSSS è un’istituzione fondata 60 anni fa per commemorare e promuovere il pensiero e l’opera di Bhai Vir Singh, poeta, studioso e teologo Sikh nel corso dell’inaugurazione di un intero anno di celebrazioni per il 550°anniversario dalla nascita del fondatore del sikhismo, Guru Nanak.

L’evento ha avuto inizio con una lode a Guru Nanak di Sdn Taranjit Kaur. Il dottor Mohinder Singh, ospite dell’evento, ha ricordato il consiglio di Guru Nanak di considerare l’umanità come un’unica famiglia e superare ogni divisione, fondando anche il dialogo interreligioso sulla capacità di ascoltare gli altri con una mente aperta.

Sua Santità è stato formalmente accolto con il dono di uno scialle marrone e una copia incorniciata del Mul Mantra, la prima composizione di Guru Nanak Dev sull’illuminazione, realizzata in foglia d’oro.

Il professor Goswamy, eminente storico dell’arte, ha esposto una relazioni molto erudita a proposito di Guru Nanak, che ha paragonato a Simurgh, il leggendario uccello celebrato dal dal poeta persiano Attar di Nishapur, autore del capolavoro “Il Verbo degli uccelli”. Ha anche fatto notare quanto Guru Nanak abbia sottolineato l’importanza della verità quando ha detto che la verità non invecchia mai, sopravvive sempre e porta all’illuminazione.

Non sono noti ritratti contemporanei di Guru Nanak, ma Goswamy ha descritto e spiegato una serie di disegni e dipinti che illustrano i vari aspetti della vita del Guru. Ha attirato l’attenzione in particolare su un quadro che lo ritrae con una veste decorata da citazioni di scritture di varie fedi, rivelando il suo rispetto per tutte. Ha raccontato di quando Guru Nanak, rimproverato durante il suo pellegrinaggio alla Mecca per aver dormito con i piedi rivolti verso la Kaaba, rispose: “Mostratemi allora dove i miei piedi non sono puntati verso Dio”.

Sua Santità e il dottor Manmohan Singh sono stati poi invitati ad onorare con un dono alcuni leader spirituali presenti tra gli ospiti. Tra questi, il dottor Inderjit Kaur, Sant Balbir Singh Seechewal, Swami Gurdip Giri, Acharya Shrivasta Goswami, Pir Kwaja Syed Nizami e Sir Mark Tully.

Invitato a fare le sue osservazioni, Sua Santità ha esordito salutando il suo stimato amico ed ex Primo Ministro, il dottor Manmohan Singh, i suoi fratelli e sorelle spirituali e gli altri fratelli e sorelle del pubblico.

“E’ per me un grande onore essere qui per l’inaugurazione di questo anno di celebrazioni. Anche se non conosco tutti i dettagli della sua vita, ho una grande ammirazione per Guru Nanak. Sono particolarmente colpito dal fatto che qualcuno di origine indù come lui si sia recato in pellegrinaggio alla Mecca per esprimere il suo rispetto per un’altra confessione religiosa. Questo riflette la lunga tradizione indiana di armonia tra le diverse fedi.”

“Comune a diverse tradizioni spirituali indiane sono anche le pratiche per sviluppare la concentrazione univoca (shamatha) e la meditazione analitica (vipashyana). Queste pratiche hanno portato ad una comprensione articolata e profonda del funzionamento della mente e delle emozioni che portano a una trasformazione interiore e al raggiungimento della pace della mente. Questa è una parte fondamentale dell’eredità della civiltà indiana e di Guru Nanak, così come di Mahavira e il Buddha prima di lui.

“Recentemente ho partecipato a una conferenza di monaci buddhisti e quando è arrivato il mio turno di parlare ho detto loro che mi sarei espresso in modo molto sincero e informale. Ho chiesto loro di considerare, di fronte ai conflitti che scoppiano in nome della religione, se in questo XXI secolo, la religione rimanga comunque rilevante oppure no. Ho chiesto loro perché, nonostante lo sviluppo materiale e l’istruzione sempre più diffusa, ci troviamo ancora di fronte a dei problemi. Il mio suggerimento è stato che l’educazione moderna è focalizzata su obiettivi materiali e conduce a uno stile di vita materialistico, con il risultato che le persone non sanno in che modo raggiungere la pace della mente.”

“Quel che è peggio è che, mentre noi stiamo godendo della pace proprio in questo momento, in Siria e Afghanistan la gente si uccide in nome della fede, i bambini muoiono di fame in paesi come lo Yemen e il divario tra ricchi e poveri si allarga sempre più. Quando i nostri fratelli e sorelle umani soffrono così atrocemente, come possiamo rimanere indifferenti?”

“La radice del problema è la mancanza di karuna, o compassione. Che ci sia o meno un Dio, come credono alcune religioni, ciò che gli esseri umani fanno è importante. E la qualità di ciò che fanno dipende dalla loro motivazione. Per questo dobbiamo imparare a sviluppare una mente compassionevole. Questo è il motivo per cui le religioni con il loro messaggio di karuna ahimsa, compassione e non violenza, sono così importanti. È anche per questo che il rispetto reciproco tra le nostre diverse tradizioni spirituali è fondamentale”.

“Fortunatamente, l’armonia religiosa continua nell’India contemporanea. Guardate i Parsi, discendenti degli Zoroastriani dalla Persia, a Bombay. Sono meno di 100.000 in mezzo a milioni di indù, musulmani e cristiani, eppure vivono in pace, senza paura: questa è l’India. Credo che l’India dovrebbe fare di più e mostrare al resto del mondo che le diverse religioni possono convivere amichevolmente, in armonia, fianco a fianco”.

“Quindi la religione rimane attuale ancor oggi. Che ci sia un Dio o nessun dio, una vita dopo la morte o nessuna, la liberazione, moksha, oppure no. E tu” – ha detto il Dalai Lama indicando il professor Goswamy, “hai menzionato la verità, che è una parola difficile da definire. Ma nonostante le diverse visioni filosofiche, tutte le nostre tradizioni religiose parlano di amore. L’India moderna dovrebbe prestare maggiore attenzione all’antica conoscenza indiana del funzionamento della mente e delle emozioni, con i suoi consigli per affrontare quelle distruttive e ottenere una sorta di igiene emotiva”.

“Lasciatemi stuzzicare Mark Tully: quella che noi chiamiamo educazione moderna è stata in gran parte imposta all’India dagli inglesi, ma solo in India è probabile che vedremo una combinazione di educazione moderna con i metodi per raggiungere la pace della mente”.

Nel suo discorso il dottor Manmohan Singh ha espresso gratitudine a Sua Santità per le sue parole ispiratrici. Ha anche ringraziato il professor Goswamy per il suo intervento, sottolineando che sono amici da quando hanno studiato insieme in Amritsar da giovani. Ha auspicato ulteriori incontri con le sorelle e i fratelli di altre fedi e una serie di conferenze sui diversi aspetti della vita e dell’eredità di Guru Nanak, i cui atti saranno pubblicati a breve.

Ha raccontato una storia della giovinezza di Guru Nanak. Quando suo padre gli diede una somma di denaro con cui fare affari, Guru Nanak la usò per comprare del cibo da offrire ai sadhu. Cominciò così la tradizione del langar, l’offerta del cibo a tutti, senza distinzioni. C’è bisogno di un approccio innovativo alle nostre relazioni odierne, ha aggiunto, basato sulla verità, la parità di genere e la responsabilità universale.

L’attenzione si è poi spostata su un tendone nel parco in cui è stata allestita una mostra d’arte dedicata a Guru Nanak. Accompagnato dagli altri leader spirituali, gli ospiti e gli artisti esposti, Sua Santità ha tagliato il nastro inaugurale. Mentre osservava le opere, il professor Goswamy è intervenuto per spiegare il significato di diverse immagini. Infine, Sua Santità e il dottor Manmohan Singh hanno piantato insieme un alberello. Il dottor Mohinder Singh ha detto che il BVSSS se ne sarebbe preso cura.

Il dottor Manmohan Singh e il dottor Mohinder Singh hanno poi accompagnato Sua Santità alla sua automobile. Domani, il Dalai Lama partirà per il Giappone.

Un particolare ringraziamento per la traduzione e per la sua amorevole gentilezza alla Dr.ssa Carolina Lami.  http://it.dalailama.com/news/2018/celebrazioni-del-550-anniversario-dalla-nascita-di-guru-nanak


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