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Sua Santità il Dalai Lama Visita il tempio di Tochoji
November 23rd, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama risponde alle domande del pubblico durante il suo discorso al tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Jigme

22 novembre 2018. Fukuoka, Giappone – Sua Santità il Dalai Lama è volato ieri da Tokyo a Fukuoka, la città più popolosa dell’isola di Kyushu, nel Giappone occidentale, per visitare il Tempio di Tochoji. Fu fondato nel IX secolo da Kobo Daishi, conosciuto come Kukai, e a lui si deve l’introduzione degli insegnamenti esoterici e vajrayana di Shingon in Giappone. Una volta seduto insieme all’abate all’interno del tempio, Sua Santità ha recitato in tibetano il “Sutra del cuore” e la “Preghiera di Je Tsongkhapa per rinascere nella terra di Sukhavati – la Terra della Beatitudine”. Poi il “Sutra del cuore” è stato recitato nuovamente in giapponese.

Completate le preghiere, Sua Santità si è rivolto a un pubblico di circa mille e cinquecento persone.

“Mi sento fortunato di avere la possibilità di recitare il ‘Sutra del cuore’ e la ‘Preghiera di rinascita nella terra di Sukhavati’ proprio in questo famoso tempio”, ha detto “e dedicarli a coloro che sono morti prematuramente o hanno perso tutto a causa dei terremoti di Kumamoto e delle recenti disastrose inondazioni”. 

“Ho recitato la “Preghiera per rinascere nella terra di Sukhavati” quando ho ricevuto l’ordinazione di novizio, all’età di sette anni. Ero molto nervoso, ma sono riuscito a farlo e ogni volta che la recito mi torna in mente quella cerimonia”.

“Per rinascere in un regno superiore è necessario aver creato un karma positivo. Per questo è importante studiare, riflettere e meditare sugli insegnamenti sotto la guida di un insegnante qualificato. Questa preghiera è stata composta da Je Tsongkhapa, uno studioso e praticante d’eccezione. Il suo libro, “L’Essenza dell’Eloquenza”, che analizza quali degli insegnamenti del Buddha possono essere considerati definitivi e quali sono provvisori, è stato tradotto in hindi dal pandita indiano Tripati e da Geshe Yeshi Thapkay. Ho chiesto a Tripati se Tsongkhapa potesse essere annoverato tra gli eruditi del Nalanda; mi ha risposto che non solo sarebbe stato alla pari con gli altri, ma probabilmente superiore a tutti”.

“Il ‘Sutra del cuore’ è un testo molto profondo. Il Buddha all’inizio insegnò le Quattro Nobili Verità. La prima è la verità della sofferenza, che non ha origine senza cause o condizioni. Ciò che ci porta a soffrire è danneggiare gli altri, provocare la loro infelicità. Le eccellenti qualità della rinascita superiore, invece, sono il risultato di azioni benefiche. Ci impegniamo in azioni non virtuose a causa dell’ignoranza e perché le nostre menti sono indisciplinate. La nostra visione distorta della realtà è la radice delle nostre afflizioni mentali, delle nostre emozioni distruttive che danno origine al karma, che a sua volta produce sofferenza”.

“Per superare la nostra visione ignorante e distorta della realtà, il Buddha ha insegnato la vacuità così come è presentata nel ‘Sutra del cuore’: “La forma è vacuità; la vacuità è forma. La vacuità non è altro che forma e anche la forma non è altro che vacuità”. Recitare preghiere e il “Sutra del cuore” per il beneficio degli altri, con il desiderio di alleviare la loro sofferenza, può essere di beneficio”.

Sua Santità ha poi invitato il pubblico a rivolgergli delle domande. La prima riguardava Yamaguchi, lo studioso giapponese che trascorse molto tempo in Tibet. Il Dalai Lama ha risposto di ricordare di aver visto una sua fotografia a Lhasa e che il XIII Dalai Lama aveva cercato di stabilire delle relazioni con il Giappone.

Un’altra persona del pubblico voleva sapere che cosa accadde quando i cinesi occuparono il Tibet. Nel 1950 i tibetani si ribellarono, ha risposto Sua Santità, ma nel 1951 fu firmato l’Accordo in Diciassette punti sulla “liberazione pacifica del Tibet”. Storicamente, ha aggiunto, Cina e Tibet sono stati a volte in rapporti amichevoli e altre in conflitto tra loro, ma lo spirito tibetano è rimasto immutato.

Quando a Sua Santità è stato chiesto come porre fine alla sofferenza, ha risposto:

“Dopo la sua illuminazione il Buddha ha detto:

Profondo e pacifico, libero da elaborazioni, chiara luce e non composta.
Ho trovato un Dharma simile a un nettare.
Eppure, se lo insegnassi, nessuno lo capirebbe,
Quindi rimarrò in silenzio, qui nella foresta
.

“Profondo e pacifico” possono essere interpretate come un riferimento alla vera cessazione che è al centro del primo giro della ruota del Dharma. L’espressione “libero da elaborazioni” può essere letto come riferimento a ciò che è stato insegnato nel secondo giro della ruota e “chiara luce non composta” può riferirsi al terzo giro della ruota del Dharma. Il primo giro getta le fondamenta, il secondo indica che le cose sono libere da elaborazione e il terzo rivela la natura del Buddha”.

“Durante il primo giro della ruota, il Buddha ha ripetuto le Quattro Nobili Verità tre volte ciascuna per chiarire la loro natura, la loro funzione e il loro risultato. Ha insegnato che la radice della sofferenza è l’ignoranza, che può essere superata da una visione non distorta della realtà. Per raggiungere l’obiettivo della vera cessazione ha illustrato il vero sentiero, basato sulla comprensione della vacuità che contrasta l’ignoranza che si aggrappa all’idea di esistenza intrinseca”.

“La spiegazione delle Quattro Nobili Verità –  la loro natura, funzione e risultato – fornisce il quadro generale dell’insegnamento del Buddha. Durante il secondo giro della ruota, il Buddha ha dato una spiegazione più profonda della cessazione. Ha insegnato esplicitamente la vacuità, evidenziata da Nagarjuna, e ha implicitamente rivelato come progredire sul sentiero, così come descritto nell'”Ornamento per una chiara realizzazione”.

“La chiara luce nel “Sutra che svela il Pensiero” e parte del terzo giro della ruota, è stata spiegata a persone per le quali “nulla ha un’esistenza intrinseca”, cioè per le quali nulla esiste. Poiché erano inclini a cadere nel nichilismo, a loro sono state insegnate le tre nature: la natura designata, che non implica alcuna esistenza intrinseca; la natura dipendente che non è autoprodotta e la natura perfetta, che non ha un’esistenza ultima e indipendente. Il ‘Tathagata-garbha Sutra’ descrive la natura di Buddha e si riferisce alla chiara luce oggettiva come natura della mente e alla chiara luce soggettiva come natura di Buddha”.

Sua Santità ha detto che tutte le tradizioni religiose insegnano l’amore e la compassione e sono essenzialmente utili agli esseri umani. Ha citato un versetto ben noto che riflette il pensiero buddhista. “I Buddha non lavano con l’acqua le azioni negative, non rimuovono con le loro mani le sofferenze degli esseri e non trasferiscono le proprie realizzazioni negli altri. E’ insegnando la verità sul sé che liberano gli esseri”.

Per quanto riguarda il potere della preghiera, Sua Santità ha affermato che le preghiere per gli altri possono servire come condizione per l’attivazione del karma positivo, anche se si sono commesse delle azioni molto negative, compensando così il potenziale di una rinascita inferiore.

Qualcuno ha poi chiesto al Dalai Lama se gli piacerebbe rinascere di nuovo in questo mondo in futuro. Sua Santità ha risposto recitando i versi con cui prega ogni giorno, tratti dalla “Preziosa Ghirlanda” di Nagarjuna:

Possa io essere sempre oggetto di gioia
Per tutti gli esseri senzienti secondo il loro desiderio
E senza interferenze, come lo sono la terra,
l’acqua, il fuoco, il vento, i campi e le foreste.

Possano gli esseri senzienti essermi cari come la mia stessa vita,
più cari di quanto io sono a me stesso.
Che le loro azioni negative portino i loro risultati su di me,
E tutte le mie virtù portino i loro frutti su di essi.

Finché ogni essere senziente
Ovunque nello spazio non è stato liberato,
Posso anch’io rimanere [nel mondo] per il suo beneficio
Anche se ho raggiunto la suprema illuminazione.

Sua Santità ha consigliato ai giapponesi di non concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo materiale, ma di tenere conto anche del funzionamento della mente e delle emozioni. Rimaniamo fisicamente sani osservando l’igiene fisica, ha detto, e per essere mentalmente in forma è utile adottare l’igiene emotiva, imparando ad affrontare le nostre emozioni distruttive.

Sua Santità ha suggerito a chi è buddhista di essere buddhisti del XXI secolo, di studiare e rafforzare la fede basata sulla ragione e la comprensione. Ha raccontato con approvazione di come la gente della regione trans-himalayana si stia impegnando a trasformare i propri templi e monasteri, maschili e femminili, in centri di apprendimento, dove tutti coloro che lo desiderano possono studiare e discutere il significato degli insegnamenti. Ha concluso dicendo che recitare il ‘Sutra del cuore’ avendone compreso appieno il significato è molto efficace.

Dopo aver presentato dei doni al Dalai Lama, l’organizzatore dell’evento ha ringraziato Sua Santità per la sua partecipazione, ha pregato per la sua lunga vita e ha espresso l’augurio che in Tibet la situazione possa migliorare. Quando Sua Santità ha lasciato il tempio è stato circondato dalla folla che sperava di vederlo più da vicino o stringergli la mano. Il Dalai Lama ha sorriso e stretto mani a quante più persone possibili. Domani Sua Santità lascerà il Giappone per Singapore e riprenderà il viaggio verso l’India. http://it.dalailama.com/news/2018/visita-al-tempio-di-tochoji


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