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Cerimonia di offerta di lunga vita per Sua Santità il Dalai Lama
May 18th, 2019 by admin

I monaci del Monastero di Namgyal eseguono i rituali delle Dakini, parte della richiesta di Lunga Vita per Sua Santità il Dalai Lama presso il Tempio Principale Tibetano a Dharamsala, India, il 17 maggio 2019. Foto di Tenzin Choejor

17 maggio 2019. Thekchen Chöling, Dharamsala, India – Oltre settemila e cinquecento persone hanno affollato il Tsuglagkhang, il Tempio Principale, e il cortile antistante la residenza di Sua Santità il Dalai Lama per partecipare all’offerta di preghiere per la sua lunga vita. Il percorso dalla porta del palazzo al tempio era stato riccamente decorato con ghirlande di fiori e il colonnato accuratamente avvolto da stoffe colorate. Tashi Shölpa, Gyal Shay e i danzatori di Lhamo hanno accolto Sua Santità a piedi dalla sua residenza. All’interno del tempio, occupato dai monaci, sedevano i rappresentanti delle diverse tradizioni religiose tibetane: Menri Lopon Trinley Nyima Rinpoche, della tradizione Bön;  Jangtsé Chöjé, Gosok Rinpoché e il Ganden Tri Rinpoché, Jetsun Lobsang Tenzin, della tradizione Geluk; Sakya Trizin, Capo della tradizione Sakya, e Ratna Vajra Rinpoché; Sharpa Chöjé, Lobsang Tenzin sempre dalla tradizione Geluk; Situ Rinpoche della tradizione Karma Kagyu e Ringu Tulku dalla tradizione Nyingma.

A destra del trono di Sua Santità, dietro il Ganden Trisur, Rizong Rinpoché, sedevano gli abati dei monasteri di Sera, Ganden, Drepung, Tashi Lhunpo, Gyumé e Gyutö, mentre a sinistra i Kalön.

Sua Santità ha salutato tutti con un ampio sorriso, prima di prendere posto sul trono. Affacciandosi verso il pubblico, ha notato sei monaci thailandesi che ha invitato ad accomodarsi sul palco.

La cerimonia, condotta dai monaci dei monasteri di Namgyal, Gyutö e Kirti, è iniziata con una preghiera che invocava le precedenti incarnazioni di Avalokiteshvara, in India e Tibet, composta dal defunto Trulshik Rinpoché. Poi sono state recitate le “Lodi ai 17 Maestri del Nalanda”. L’offerta di richiesta di lunga vita di Sua Santità è un rito incentrato su Amitayus composto dal V Dalai Lama e appartenente alla raccolta delle sue visioni segrete. La sua esecuzione era stata raccomandata dal Nechung, l’Oracolo di Stato, durante la trance di Capodanno ed è stata offerta dall’Amministrazione Centrale Tibetana (CTA) e dal Popolo del Tibet.

A un certo punto del rituale, l’oracolo di Nechung e gli oracoli di Dorje Yamakyong, Nyenchen Thangla e Kharak Khyung Tsün si sono avvicinati a Sua Santità in stato di trance, danzando e offrendo preghiere, seguiti dai rappresentanti delle tradizioni religiose tibetane a rendergli reso omaggio. E’ seguita l’offerta dello Tsog.

Il Sikyong, il dottor Lobsang Sangay, si è presentato con Sakya Trizin per l’offerta del mandala e recitare una lunga supplica a Sua Santità perché viva ancora a lungo. Nella supplica si diceva che il Dalai Lama era stato inconcepibilmente gentile con il popolo tibetano e per aver insegnato in tutto il mondo. Ha incoraggiato l’armonia tra le tradizioni religiose, la protezione dell’ambiente e la conservazione del patrimonio culturale tibetano. Ha sostenuto l’importanza della non violenza, presentato le conoscenze tramandate nelle raccolte del Kangyur e del Tengyur dal punto di vista filosofico, scientifico e religioso e sollecitato l’adozione di un’etica laica a beneficio di tutti.

La supplica si è conclusa con questa richiesta: “Che la tua vita sia salda come un vajra indistruttibile, che il popolo tibetano possa finalmente riunirsi e che tu possa fare ritorno in Tibet, per sederti sul Trono del Leone nel Palazzo del Potala. Ti preghiamo di guidarci vita dopo vita e di accettare le nostre preghiere”. Il Sakya Trizin ha quindi offerto una statua di Amitayus a Sua Santità, seguita dagli gli otto simboli di buon auspicio, dai sette simboli della regalità e dalle otto sostanze di buon auspicio.

I capi religiosi e i dignitari della CTA hanno offerto sciarpe di seta.

Sua Santità si è poi rivolto ai presenti. “Le persone delle Tre Province, rappresentanti delle nostre tradizioni spirituali e divinità protettrici – risalenti al tempo del re Trisong Detsen – mi hanno fatto questa Offerta a Lunga Vita. Vorrei ringraziare tutti voi”.

“Quando recentemente mi sono ammalato, molte persone in tutto il mondo, dentro e fuori dal Tibet, hanno pregato per me e ancora una volta vorrei ringraziare tutti. Il karma è tale che se non avete fatto qualcosa, non ne sperimenterete le conseguenze, né le conseguenze dell’azione di qualcun altro matureranno su di voi. Tuttavia, grazie agli stretti rapporti all’interno di una famiglia e agli stretti legami tra insegnanti e studenti, le preghiere possono essere efficaci. Coloro che hanno pregato per me lo hanno fatto di cuore. Sono sicuro che le loro preghiere saranno potenti ed efficaci. Grazie ancora”.

“Non posso parlare delle mie vite passate, ma in questa vita sono diventato monaco e ho studiato e praticato. Come scrive Jé Rinpoché nella lode al Buddha verso la fine de ‘L’Origine Dipendente’:

Presa l’ordinazione sul sentiero del Buddha
non essendo pigro nello studio delle sue parole,
ma praticando lo yoga della grande determinazione,
questo monaco si dedica al grande scopritore della verità
“.

Sua Santità ha descritto il suo profondo rispetto per i Diciassette Maestri del Nalanda. Una volta, ha detto, si recitava una lode per i “Sei ornamenti e due supremi”, che non menzionava diversi maestri le cui opere erano diventate estremamente influenti in Tibet. Di conseguenza, il Dalai Lama ha composto la  “Lode ai Diciassette Maestri del Nalanda” e ha incoraggiato lo studio dei trattati di ciascuno di questi grandi eruditi.

“Ho pensato seriamente alla vacuità”, ha continuato il Dalai Lama, “grazie all’incoraggiamento del mio assistente al dibattito Ngodup Tsognyi. Successivamente, quando ho riferito a Kyabjé Ling Rinpoché l’esperienza che avevo avuto dalla contemplazione delle “Canzoni della Corretta Visione” del II Dalai Lama, mi ha detto: “In breve tempo, sarai uno “space-yogi“. Come ha detto Choné Lama Rinpoché: “È per la gentilezza dei miei insegnanti che ho qualcosa da dire sulla vacuità, sulla natura luminosa della mente e sulla bodhicitta”.

“Per quanto riguarda la bodhicitta, ho scoperto che la mia mente si è trasformata a seguito della spiegazione di Khunu Lama Rinpoché della ‘Guida allo stile di vita del Bodhisattva’, ricevuta nel 1967. Ho acquisito una certa esperienza della visione della vacuità e del vasto sentiero della bodhicitta e ho voluto condividerla con gli altri perché ho ritenuto sarebbe stato di beneficio. Ogni giorno continuo a generare la mente del risveglio di bodhicitta e a riflettere su ciò che ha scritto Shantideva:

Qualunque gioia ci sia in questo mondo
proviene dal desiderio che gli altri siano felici
e qualsiasi sofferenza ci sia in questo mondo,
proviene dal desiderare la felicità solo per se stessi.

Se non scambio la mia felicità
con le sofferenze altrui,
non solo non raggiungerò lo stato di Buddha,
ma anche nell’esistenza ciclica non proverò alcuna gioia.

Finché esiste lo spazio,
finché ci saranno esseri senzienti,
fino ad allora possa anch’io rimanere
per dissipare le sofferenze del mondo.

“In questa vita sono stato in grado di servire il popolo tibetano e la tradizione tibetana e ho potuto mostrare agli altri quanto sia utile una mente altruista. Nel regno animale, i predatori uccidono soltanto quando hanno fame, ma gli esseri umani non perdono occasione per farsi del male gli uni con gli altri. Ecco perché dobbiamo essere più altruisti”.


Sua Santità ha citato il consiglio del Buddha: Come l’orafo esperto saggia l’oro bruciandolo, tagliandolo e strofinandolo, anche voi o bhikshu, dovreste accettare le mie parole, dopo averle messe alla prova e non solo per rispetto nei miei confronti. Il Dalai Lama ha fatto notare che soltanto il Buddha ha incoraggiato un approccio così scettico e razionale. Nel suo primo ciclo di insegnamenti, il Buddha ha spiegato le Quattro Nobili Verità e i Trentasette Fattori dell’Illuminazione; durante il secondo ha illustrato la perfezione della saggezza e nel terzo ha rivelato la chiara luce della mente, che è la base per la pratica del tantra. Così, il Buddha ha dato i suoi insegnamenti in modo graduale.

Riferendosi ai suoi tre impegni, Sua Santità ha ricordato che, in quanto semplice essere umano, il suo scopo è servire l’umanità; come buddhista si impegna a promuovere l’armonia tra le religioni che, grazie alla lunga tradizione di ahimsa e karuna (non violenza e compassione), fiorisce da secoli in India. Lo scopo di tutte le tradizioni religiose – ha detto – è la pace. In terzo luogo, come tibetano, Sua Santità ha fatto del suo meglio per educare i tibetani in esilio. Anche se non è stato in grado di essere molto efficace in Tibet, in esilio ha fatto tutto il possibile per sostenere e preservare il patrimonio culturale del suo Paese.

“Il buddhismo del Tibet è una tradizione completa” ha detto “che include il veicolo fondamentale, il veicolo universale e il Tantra. Shantarakshita, filosofo e logico, ha instaurato il buddhismo nella Terra delle Nevi. Sakya Pandita, seguendo il suo esempio, ha scritto il fondamentale “Tesoro della logica e dell’epistemologia”: è su queste basi che abbiamo stabilito e coltivato una relazione proficua con gli scienziati contemporanei. Negli ultimi sessant’anni credo di aver dato un contributo al benessere generale, ma è lo spirito indomito della gente in Tibet ad essere stata la mia fonte di ispirazione. E’ grazie ai tibetani che siamo riusciti a mantenere viva la nostra cultura”.

“Il primo Dalai Lama, Gyalwa Gendun Drup, visse fino a 84 anni e non voleva rinascere in una terra pura. Dato che ho l’opportunità di beneficiare gli esseri, sarebbe bello se potessi vivere ancora a lungo. Prego per la sua benedizione affinché io possa vivere altri dieci o quindici anni”.

“Una volta ho sognato che stavo nuotando, anche se non so nuotare, e che Palden Lhamo era alle mie spalle. Non c’è dubbio che vivrai fino ai 110 anni, mi disse”. Un applauso fragoroso si è diffuso per tutto il tempio. “Anche altre persone hanno sognato che potrei vivere fino ai 113 anni. Come ho chiesto alla gente del Ladakh, che cosa preferite: continuare a chiedermi di venire da voi oppure che io viva a lungo?”

“Gli esseri uman e gli dei hanno fatto questa offerta di lunga vita. Sono sicuro che avrà un effetto positivo e spero di vivere fino a 110 anni”.

Diverse preghiere di buon auspicio sono state poi recitate dagli ex ministri di gabinetto che hanno reso omaggio a Sua Santità, concludendo con “Parole di Verità”.

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