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Primo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Manali
August 14th, 2019 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “La fisica quantistica osserva che nulla ha un’esistenza oggettiva, il che lo trovo utile nella mia meditazione sulla vacuità”.

13 agosto 2019, Manali, Himachal Pradesh, India – La pioggia durante la notte è svanita mentre Sua Santità il Dalai Lama ha lasciato questa mattina il Monastero di Ön Ngari Dratshang. Sul vicino parcheggio del Consiglio comunale erano stati allestiti un palcoscenico ed uno spazio coperto per il pubblico. L’abate di Ngari Dratshang lo ha accolto e, con i leader locali, lo ha accompagnato sul palco da dove ha salutato la folla e ha salutato i lama che rappresentavano le varie tradizioni buddiste tibetane. Tra loro c’era la giovane Dungsey Asanga Rinpoché del Sakya Phuntsok Phodrang. All’arrivo di Sua Santità, i monaci stavano dibattendo di fronte al palco. Una volta preso posto, Sua Santità inizia la recita corale delle preghiere, mentre venivano distribuiti tè e riso dolce.

“Oggi siamo qui a Manali su invito del monastero di Ön Ngari”, ha iniziato Sua Santità, “che è stato ricollocato su richiesta dell’ex abate del monastero  di Gomang in un edificio che era stato donato ai tre luoghi di apprendimento. Questo è ora un monastero in cui i monaci non si limitano a memorizzare testi. Ma li studiano. Ngari Dratshang, Dakpo Shedrupling e Chö-khor Gyal furono fondati dal Secondo Dalai Lama.

Durante i tre mesi di ritiro della stagione delle piogge, i monaci si riunivano tutti a Chö-khor Gyal. Tuttavia, quello era un monastero principalmente incentrato sui rituali, proprio come un tempo lo era il monastero di Namgyal, mentre i monaci di Ngari Dratshang e Dakpo Shedrupling erano dediti a studi seri. Sono stato lieto di visitare il ricollocato Monastero di Dakpo Shedrupling vicino a Patlikuhl e ora sono felice di essere qui.”

Sua Santità ha osservato che ci sono molti buddisti nella valle di Kullu e ha ricordato loro che il buddismo è più di una questione di fede: implica la ragione. Ha dichiarato di non sostenere mai che il buddismo è la migliore tradizione spirituale, poiché proprio come la medicina è prescritta in base alle condizioni del paziente, l’efficacia di una tradizione religiosa dipende dalla disposizione della persona.

Oggi siamo qui riuniti per ascoltare un discorso sul Dharma, quindi sia l’insegnante che il pubblico dovrebbero generare una motivazione adeguata. Non ci dovrebbe essere alcun desiderio di fama o buona reputazione a causa del numero di volte che s’è frequentato un insegnamento. Pensate a questo come parte della vostra pratica del Dharma basata sul rifugio http://www.sangye.it/altro/?p=4636 nei Tre Gioielli e sulla determinazione a soddisfare i desideri di tutti gli esseri senzienti.”

Sua Santità ha recitato, con tutti quanti, i versi di rifugio http://www.sangye.it/altro/?p=4636 e di generazione della mente risvegliata di bodhicitta. Ha detto che, poiché Kullu è uno dei 24 luoghi sacri per Heruka o Chakrasamvara, ci sono molti dei ed altri esseri nelle vicinanze. Recita quindi un verso, invitando anche loro a prestare attenzione a ciò che sarebbe stato insegnato.

“Nella tradizione buddista”, ha continuato, “parliamo di esseri senzienti nostre madri disseminati nell’infinità dello spazio. Tutti, come esseri senzienti, sono uguali nel non voler soffrire e nel cercare la felicità. Ciò include tutti gli esseri che vivono su questa terra, in particolare i 7 miliardi di esseri umani.

Le persone seguono la religione perché hanno la facoltà del pensiero, mentre gli animali e gli altri esseri dipendono principalmente dalla coscienza sensoriale. Ci sono credenti, non credenti ed agnostici. Coloro che hanno scarso interesse per la religione, a volte possono trovarsi sopraffatti dai problemi. Coloro che hanno una certa convinzione trovano conforto in questo.

“In India è nata l’idea del Dharma e con essa quello della non violenza o “ahimsa”. E, quando pensiamo alla non violenza, tendiamo anche naturalmente a pensare alla compassione. L’India ha anche alimentato la pratica della concentrazione univoca e del pensiero analitico come modi di allenare la mente. Buddha Shakyamuni ha messo in atto tutte queste pratiche.

Lo zoroastrismo, l’ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam si sono sviluppati nell’Asia occidentale, tutte queste religioni hanno fornito conforto e speranza ai propri seguaci. L’analisi della natura delle cose, come si trova nella scienza moderna, può presentare una sfida al credo religioso, ma la mente umana ha la capacità e la propensione a intraprendere un’analisi critica. Di conseguenza, il Buddha consigliò: “O monaci e studiosi, mentre l’oro viene testato bruciandolo, tagliandolo e sfregandolo, così esaminate attentamente le mie parole ed accettale solo dopo un attento esame, non solo per rispetto per me”
“Prendendo l’iniziativa da questo, i maestri di Nalanda hanno usato la ragione e l’analisi per classificare gli insegnamenti del Buddha tra quelli che definitivi e quelli aperti all’interpretazione. Questo perché il Buddha ha dato alcune istruzioni in conformità con la disposizione dei discepoli. In altre parole, c’era uno scopo per ciò che insegnava in casi particolari.

Quegli insegnamenti che trattano della verità ultima sono considerati definitivi; quelli che si occupano di altre cose sono considerati soggetti a interpretazione. Nella tradizione di Nalanda tale uso dell’analisi critica era importante. “

Sua Santità ha spiegato che il Buddha ha abbandonato la sua confortevole vita nel palazzo reale ed ha adottato la consuetudine di un monaco asceta senza fissa dimora, dopo aver incontrato esempi di nascita, invecchiamento, malattia e morte. Ha intrapreso sei anni di pratica austera, ma, all’inizio, non trovò mai l’illuminazione, quindi rifletté: “Profondo e pacifico, libero da elaborazioni, chiara luce senza spiegazioni, ho trovato un Dharma simile ad un nettare. Eppure, se dovessi insegnarlo, nessuno capirebbe quello che dirò, quindi rimarrò qui nel silenzio della foresta.”

Quando ha incontrato i suoi cinque ex compagni, Kaundinya e così via, hanno insistito con lui per farsi raccontare ciò che aveva vissuto. E lo spiegò in termini di Quatto Nobili Verità http://www.sangye.it/altro/?p=3785 che Nagarjuna ha dichiarato che sarebbero facilmente comprensibili a chiunque che avesse capito il sorgere dipendente. Questa spiegazione della verità della sofferenza, dell’origine, della cessazione e del cammino faceva parte del primo ciclo di insegnamenti. Queste verità, e, in particolare, la verità della cessazione, la possibilità di superare l’origine della sofferenza, il Buddha le elaborò nel suo secondo ciclo di insegnamenti.

“Le Quattro Nobili Verità e le loro sedici caratteristiche sono il fondamento delle tradizioni sia pali che sanscrite”, ha osservato Sua Santità.” Gli insegnamenti sulla perfezione della saggezza furono dati sul Picco dell’Avvoltoio, sopra Rajgir, agli esseri dal karma più puro. Una delle scritture più sintetiche che riportano queste è la perfezione della saggezza in 25 versi, popolarmente conosciuta come il “Sutra del cuore” http://www.sangye.it/altro/?p=6098. Il contenuto dei primi due cicli di insegnamenti rivela quanto profonda fosse la visione del Buddha.

“A Vaishali http://www.sangye.it/altro/?p=4742 ed in altri luoghi ha tenuto la terza serie di insegnamenti, tra cui il “Sutra del Dipanarsi del Pensiero” e la spiegazione sulla natura del Buddha che furono la base del “Sublime Continuum” di Maitreya. Laddove il terzo ciclo di insegnamenti riguarda la chiara luce soggettiva o la mente luminosa, la perfezione della saggezza ha insegnato l’oggetto di chiara luce o vacuità. La mente di chiara luce viene insegnata anche nel più alto tantra yoga in termini di unione di chiara luce e corpo illusorio.

La tradizione sanscrita enfatizza lindagine e le analisi. Come dice Nagarjuna, l’insegnamento del Buddha si basa sulle due verità. Il rifugio e la fede sono pratiche convenzionali, mentre la comprensione della vera cessazione richiede la comprensione che le emozioni afflittive sono radicate nell’ignoranza. Come affermano i “400 versi” di Aryadeva http://www.sangye.it/altro/?cat=72 le emozioni afflittive sono permeate dall’ignoranza. Per eliminarle dobbiamo capire la natura delle cose: che sono nate in modo dipendente. L’ignoranza è una visione distorta che non concorda con la realtà. Ma poiché si tratta di un malinteso, c’è sempre un fattore opposto per contrastarlo.

Le emozioni affettive e le concezioni disturbanti sono temporanee ed avventizie, mentre la vera natura della mente è di chiara luce e non è influenzata da esse. Ciò è chiarito nel terzo ciclo di insegnamenti del Buddha e nei più alti tantra yoga come Guhyasamaja, dove viene spiegato che le emozioni distruttive sorgono sulla base di 80 diverse concezioni. Quando interrompi le tre fasi dell’apparizione biancastra, dell’aumento rossastro e del raggiungimento quasi nerastro, le 80 diverse concezioni cessano e la mente di chiara luce si manifesta. Poiché le emozioni afflittive possono essere superate dalla saggezza, puoi vedere che è possibile raggiungere il Nirvana.

Le tradizioni non buddiste discutono delle due verità, ma per capirle precisamente devi capire gli insegnamenti sulla perfezione della saggezza. Il “Sutra del cuore” afferma che la forma è vuota, la vacuità è forma; la forma non è altro che la vacuità ed anche la vacuità non è altro che la forma, il che significa che sebbene le cose esistano, quando cerchi la loro identità duratura, non riesci a trovarla. Pertanto, esistono solo per designazione. La Scuola della Sola Mente dice che quando cerchi e non riesci a trovare un qualcosa, è perché non esiste esternamente.

Proprio come le cose fisiche non possono essere trovate quando vengono cercate, né la mente può essere trovata. Non ha presenza fisica, ma esiste come continuità, un continuum di momenti di coscienza. Le cose fisiche sembrano avere un’esistenza oggettiva, ma non possono essere trovate una volta cercate. Allo stesso modo la mente non può essere trovata. La fisica quantistica osserva che nulla ha un’esistenza oggettiva, il che lo trovo utile nella mia meditazione sulla vacuità.

La Scuola della Via di Mezzo rifiuta che le cose abbiano un’esistenza sostanziale. Chandrakirti http://www.sangye.it/altro/?cat=111 nella suaIntroduzione alla Via di Mezzohttp://www.sangye.it/altro/?p=3263, dimostra che le cose non hanno un’esistenza oggettiva. Sebbene la Scuola della Via di Mezzo rifiuti che le cose abbiano un’esistenza sostanziale o intrinseca, poiché ci riguardano, nonostante non siano state trovate con la settupla analisi, le cose, come un carro, esistono per designazione. La forma è vuota e la vacuità è forma, perché le cose esistono attraverso le relazioni. Non esistono nel modo in cui ci appaiono. Poiché dipendono da altri fattori, non hanno esistenza intrinseca, esistente invece come sorgere dipendente.

Sua Santità ha spiegato che quando vediamo che le contaminazioni mentali sono avventizie e possono essere eliminate, possiamo osservare che la natura della mente è pura e luminosa. Ha sottolineato che dove i seguaci della tradizione Pali fanno affidamento sull’autorità scritturale per comprendere l’impermanenza, la sofferenza e l’assenza del sé, la tradizione di Nalanda si appella alla ragione. All’inizio della sua “Saggezza fondamentale della Via di Mezzo” http://www.sangye.it/altro/?p=9194 Nagarjuna saluta il Buddha come l’insegnante del sorgere dipendente. Alla fine lo elogia di nuovo per aver insegnato a liberarci di tutte le visioni distorte. Sia Buddhapalita che Chandrakirti hanno elaborato l’idea di esistere a titolo di designazione.

Dignaga e Dharmakirti hanno usato la ragione per dimostrare la verità dell’insegnamento del Buddha. Nel secondo capitolo del suo “Commentario sulla Cognizione Validahttp://www.sangye.it/altro/?p=7077 Dharmakirti usa la ragione per dimostrare che il Buddha è un’autorità affidabile. Questo uso della ragione distingue il buddismo da molte altre tradizioni, ma Sua Santità ha osservato che tutte le tradizioni religiose raccomandano la pratica dell’amorevole gentilezza. Il Cristianesimo, ad esempio, insegna che, poiché siamo tutti figli dell’unico dio, siamo tutti fratelli e sorelle. Tuttavia, Sua Santità ha osservato che in questi giorni vediamo la religione come una scusa per ucciderci l’un l’altro, il che è triste ed impensabile. Tuttavia, poiché offrono un messaggio comune di amore e compassione, è fondamentale che tradizioni religiose diverse vivano in armonia tra loro.

Sua Santità ha annunciato che si sarebbe fermato qui per oggi. Poiché i libri che contengono i testi degli insegnamenti in tibetano, hindi, inglese e cinese sono stati distribuiti tra il pubblico, ha incoraggiato i suoi ascoltatori a leggerli prima della sessione di domani. Ed ha aggiunto loro d’aver fatto oggi un’introduzione generale al buddismo, ma quando si tratta di praticare è importante avere una comprensione della mente del risveglio di bodhicitta supportata da una comprensione della vacuità, e questo è ciò che spiegano questi testi.

Ha sostenuto che un atteggiamento egoistico ci rende infelici e spaventati. Rischiamo di vedere il mondo intero come nostro nemico. Quando riesci a vedere il mondo come tuo amico, puoi vivere a tuo agio. Ha esortato i suoi ascoltatori ad adottare un triplice approccio alla conoscenza: studiare, riflettere e meditare. Ciò li equipaggerà per procedere attraverso i cinque percorsi come descrive Avalokiteshvara quando, nel “Sutra del cuore”, dice “Tadyata gaté gaté paragaté parasamgaté bodhi svaha” – “È così: procedi, procedi, procedi oltre, procedi oltre, essere fondato nell’illuminazione ”.

Sua Santità ha chiarito cosa significa: “Gaté gaté – procedi, procedi – indica i percorsi dell’accumulazione e della preparazione e l’esperienza iniziale di bodhicitta e vacuità; paragaté – procedere oltre – indica il percorso della visione, la prima intuizione sulla vacuità ed il raggiungimento del primo terreno del Bodhisattva; parasamgaté – procedere oltre – indica il percorso della meditazione ed il raggiungimento dei successivi livelli del Bodhisattva, mentre il Bodhi svaha – fondato nell’illuminazione – indica che pone le basi della completa illuminazione”.

Lasciando il luogo d’insegnamento per il Monastero di Ön Ngari Dratshang, Sua Santità ha comunicato che continuerà l’insegnamento domani.

Tradotto dal Dr. Luciano Villa da http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=13504, vedi video https://www.dalailama.com/videos/teachings-in-manali


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