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Celebrazioni per i 600 anni dalla nascita del fondatore del Monastero di Gyutö
November 3rd, 2019 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Applicando i metodi di chiara luce e corpo illusorio è possibile raggiungere la fase risultante. Vi ricordo il consiglio di Jé Rinpoché: qualsiasi cosa studiate dovrebbe essere applicata alla vostra mente.”

2 novembre 2019. Dharamsala, India – Questa mattina una grande folla, assiepata lungo la strada che conduce al Gyutö Tantric College, aspettava l’arrivo di Sua Santità il Dalai Lama e anche all’interno del complesso monastico centinaia di persone lo stavano attendendo. Una rampa di nuova costruzione ha permesso all’auto di Sua Santità di arrivare fino al livello del tempio. L’Abate ha accolto il Dalai Lama e lo ha accompagnato nella grande sala delle udienze. Sua Santità ha salutato i presenti e numerosi vecchi amici mentre prima di prendere posto sul trono. Alla sua destra si è seduto il Ganden Tri Rinpoché con gli Sharpa e Jangtsé Chöjés. Alla sua sinistra, Tai Situ Rinpoché e il Sikyong, Commissario Capo della Giustizia e TPiE Speaker.

Mentre veniva servito il tè e il riso dolce sono state recitate le tradizionali preghiere; poi sono stati offerti a Sua Santità tre volumi, pubblicati in occasione del 600°anniversario della nascita di Jetsun Kunga Dhondup, che ha sfogliato con grande interesse. Tra le preghiere recitate per la lunga vita di Sua Santità una era stata originariamente composta da Radreng Rinpoché ed era stata eseguita per la prima volta durante la cerimonia di intronizzazione di Sua Santità.

Alla fine delle preghiere, Sua Santità ha preso la parola.

“Oggi siamo qui riuniti nel monastero di Gyutö, restaurato in esilio e uno dei due grandi collegi tantrici. Vorrei ringraziare il monastero per l’invito”.

“Quando Jé Tsongkhapa si trovava a Sera Chöding, alla fine della sua vita, un giorno mostrando il testo radice del tantra di Guhyasamaja ha chiesto: “Chi preserverà e propagherà questo insegnamento? Jetsun Sherap Sengé si alzò e si offrì volontario. Così Jé Rinpoché gli diede quel libro”.

“Successivamente, Jetsun Kunga Dhondup fondò il monastero di Gyutö, che divenne il secondo Collegio Tantrico, insiema al monastero di Gyumé, nel Tibet centrale. La Tradizione di Arya Guhyasamaja, seguendo i commentari composti da Nagarjuna, Aryadeva e Chandrakirti, è preservata e praticata in questi due Collegi Tantrici”.

“Jé Tsongkhapa consigliò ai suoi seguaci di sviluppare una solida comprensione dell’insegnamento del Buddha, coltivando l’occhio impeccabile della saggezza. Siate inamovibili nelle vostre certezze, disse, così nessuno potrà condurvi fuori strada. Come aveva fatto Nagarjuna con i suoi discepoli, anche Je Tzongkhapa promosse un’analisi critica e ragionata degli insegnamenti del Buddha per stabilirne la validità attraverso la logica e il ragionamento”.

“L’unicità dell’insegnamento del Buddha consiste nella sua spiegazione dell’origine dipendente, che Nagarjuna ha espresso come segue: ‘Non esiste nulla che non sia sorto in modo dipendente. Pertanto, non esiste nulla che non sia vacuità”. Buddhapalita ha aggiunto: “Qualunque cosa è sorta in modo dipendente; se le cose avessero un’esistenza intrinseca, che bisogno ci sarebbe della dipendenza?”. Le cose non possono essere individuate perché hanno un’origine dipendente. Come afferma Chandrakirti, se le si ricerca non si possono trovare neppure attraverso i sette ragionamenti, eppure esistono in modo convenzionale”.

“L’insegnamento del Buddha si basa sul ragionamento e sulla logica, ma non si tratta di una mera speculazione intellettuale; il suo scopo è integrare ciò che si comprende e permettere la trasformazione della propria mente. Nella Preziosa Ghirlanda, Nagarjuna ha spiegato l’atteggiamento del bodhisattva, ulteriormente elaborato da Shantideva nella sua ‘Guida allo stile di vita del Bodhisattva’, specialmente nei capitoli sei e otto.

“Le emozioni distruttive disturbano la nostra tranquillità. Aryadeva lo dice chiaramente nelle sue Quattrocento Stanze:

Come il senso del tatto [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutte le [emozioni disturbanti].
Superando la confusione, potrete
Superare tutte le emozioni inquietanti.

“Accettare che le cose esistono nel modo in cui appaiono disturba la mente perché questa ignoranza è alla base di emozioni come l’attaccamento e l’avversione”.

Sua Santità ha detto che in Tibet i monaci di Gyutö e Gyumé non studiavano filosofia e logica, ma da quando sono in esilio e con suo incoraggiamento, hanno invece introdotto queste discipline che permettono una maggiore e più profonda comprensione del sistema di Guhyasamaja. Jé Rinpoché disse:

All’inizio, ho cercato una conoscenza vasta e profonda;
Nel mezzo, ho percepito tutti gli insegnamenti come istruzioni personali;
Alla fine, mi sono impegnato nella pratica meditativa giorno e notte;
Ecco come mi sono dedicato alla fioritura dell’insegnamento del Buddha

“Vorrei ringraziare tutti voi presenti per i vostri sforzi”, ha detto Sua Santità. “Ci sono anche persone che un tempo erano monaci che hanno creato organizzazioni di sostegno. Anche se non mantenete più i voti monastici, potete comunque insegnare agli altri ciò che sapete e dare l’esempio di come condurre una buona vita”.

Nei suoi “Tre aspetti principali del sentiero”, Jé Rinpoché scrive:

Le apparenze confutano l’estremo dell’esistenza,
la vacuità confuta l’estremo dell’inesistenza;
Quando si comprende l’insorgenza di causa ed effetto dal punto di vista della vacuità,
Non si è più sedotti da nessuno dei due punti di vista estremi.

“Jé Rinpoché ha spiegato in dettaglio come le cose sono vuote di esistenza intrinseca ma funzionano in modo convenzionale. Ha fatto di tutto per spiegare gli aspetti più difficili. Il suo insegnamento, specialmente i suoi cinque trattati sulla Via di Mezzo, ha un enorme valore, eppure egli non si è mai vantato ed è rimasto umile. Gyalwa Gendun Drup, il primo Dalai Lama, disse: “Anche se non sono in grado di ripagare la vostra gentilezza, sto ancora facendo del mio meglio per servire il Dharma senza pregiudizi”.

Il Maestro dei Canti ha accolto Sua Santità, il Ganden Tripa, Tai Situ Rinpoché, Samdhong Rinpoché e altri ospiti illustri. Ha fatto notare che questo è il 600° anniversario della nascita di Gyuchen Kunga Dhondup e anche della morte di Jé Rinpoché. Per l’occasione, il monastero ha realizzato e pubblicato  le “Grandi tappe del sentiero tantrico” di Jé Tsongkhapa e i commentari di Jetsun Sherap Sengé e Gyuchen Kunga Dhondup su Guhyasamaja.

Il monastero ha donato a Sua Santità una ruota di Dharma dorata affiancata da un vajra e una campana, in segno di gratitudine. Un gruppo di ex monaci Gyutö ha invece offerto un vaso raffigurante Amitayus.

Nel suo discorso, l’Abate ha detto che il monastero aveva invitato Sua Santità e altri ospiti a commemorare tre grandi maestri tantrici: Jé Tsongkhapa, Jetsun Sherap Sengé e Kunga Dhondup. Per l’occasione si è anche celebrato il paranirvana di Jé Rinpoché, la sua trasmissione della tradizione tantrica a Jetsun Sherap Sengé e la composizione di un commentario su questa pratica.

L’Abate ha anche sottolineato che è grazie alla gentilezza di Sua Santità che il monastero di Gyutö è stato ristabilito in esilio, prima a Dalhousie, poi a Tenzin Gang nell’Arunachal Pradesh e infine qui a Sidhbari. Il curriculum tradizionale degli studi rituali è stato mantenuto e due monaci vengono riconosciuti come Maestri del Tantra ogni anno.

Ha poi pregato che Sua Santità di fare visita più spesso al monastero per impartire benedizioni e insegnamenti.

Nelle sue osservazioni, il Ganden Tri Rinpoché ha detto che lo studio della grande tradizione tantrica di Guhyasamaja rimane ininterrotto. Tuttavia, ha aggiunto, non basta studiare i testi, l’aspetto cruciale è integrare la pratica dentro di sé. Chandrakirti si riferiva al tantra naturale, che indica la natura di base della mente; il metodo del tantra, che si riferisce alle fasi di generazione e completamento, e al tantra risultante che è il raggiungimento dell’illuminazione, lo stato di Vajradhara.

Ha aggiunto che applicando i metodi di chiara luce e corpo illusorio è possibile raggiungere la fase risultante. Ha ricordato ai presenti il consiglio di Jé Rinpoché: qualsiasi cosa studiate dovrebbe essere applicata alla vostra mente.

Invitato a parlare di nuovo, Sua Santità ha ringraziato tutti per l’offerta delle preghiere per la sua lunga vita e ha reso omaggio al coraggio dei tibetani che ancora vivono in Tibet. Ha assicurato che Avalokiteshvara si prenderà cura di loro e che i legami che si sono creati in questa vita porteranno ad essere collegati tra loro anche nelle rinascite future.

Ha parlato dell’immagine sacra di Avalokiteshvara conosciuta come Wati Sangpo e di come essa sia stata portata in esilio e affidata alle sue cure. Anche se in precedenza si trovava sotto la custodia dei monaci del monastero di Dzongkar Chödé, quando si trasferirono nel sud dell’India, egli eseguì una divinazione per stabilire dove la statua dovesse stare. Di conseguenza, ne rimane il custode.

Sua Santità ha raccontato di un sogno in cui chiedeva alla statua di Wati Sangpo se aveva realizzato la vacuità e la risposta fu “Sì” e quando gli chiese se aveva realizzato direttamente la vacuità, la risposta fu di nuovo affermativa.

Il maestro di canto ha poi pronunciato parole di ringraziamento, esprimendo gratitudine a tutti i presenti per la loro presenza e concludendo ancora una volta con preghiere per la lunga vita di Sua Santità.

Sua Santità è stato raggiunto dagli illustri ospiti per il pranzo, dopo di che sono state scattate fotografie commemorative con vari gruppi di persone legate al monastero. A conclusione della mattinata Sua Santità ha fatto ritorno alla sua residenza. http://it.dalailama.com/news/2019/celebrazioni-per-i-600-anni-dalla-nascita-del-fondatore-del-monastero-di-gyut%C3%B6


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