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Sua Santità il Dalai Lama incontra la delegazione nepalese dell’Organizzazione dei giovani presidenti YPO
November 14th, 2019 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Nonostante abbia affrontato ogni sorta di difficoltà nella mia vita, ho scoperto che coltivare l’altruismo è una fonte utile di forza interiore”.

13 novembre 2019. Thekchen Chöling, Dharamsala, India – Quando 30 membri nepalesi dell’Organizzazione dei giovani presidenti (YPO) hanno incontrato stamattina Sua Santità il Dalai Lama, ha detto loro che il Tibet e il Nepal hanno legami storici di lunga data e che è stato un onore riceverli. “Il re tibetano del VII secolo, Songtsen Gampo, sposò una principessa nepalese, nonché una principessa cinese”, ha osservato. “Quindi, quando fondò il Tempio Jokhang a Lhasa, molti artigiani nepalesi furono coinvolti nella sua costruzione.

Qui nel 21° secolo, abbiamo mantenuto viva la Tradizione di Nalanda che fu introdotta in Tibet nell’8° secolo. La tradizione pali del buddismo, che comprende insegnamenti fondamentali come le Quattro Nobili Verità, le loro 16 caratteristiche e i 37 fattori dell’illuminazione, si basa sull’autorità delle parole del Buddha. La tradizione di Nalanda, tuttavia, giustifica la sofisticata filosofia buddista sulla base della ragione e della logica. I maestri di Nalanda chiesero: “Perché il Buddha ha insegnato questo o quello?”. Perciò hanno intrapreso esperimenti e indagini.

“In questi giorni, studiosi e professori nelle università cinesi hanno accesso ai libri che abbiamo compilato e pubblicato qui nella serie “Scienza e filosofia nei classici buddisti indiani” e riconoscono che il buddismo tibetano conserva la tradizione di Nalanda ed il suo approccio scientifico.

Questo approccio sfrutta appieno il potenziale della mente umana. Sebbene la psicologia, la scienza e la filosofia che ha insegnato il Buddha si trovino in testi nominalmente religiosi, non c’è motivo per cui questi argomenti non possano essere studiati in un modo più obiettivo, laico ed accademico.

Questi materiali sono inclusi nella raccolta di 300 volumi di Kangyur e Tengyur, la cui fonte era per lo più di testi indiani. Mi chiedo però se sono state fatte ricerche per scoprire quanti testi, se ce ne fossero, avevano fonti nepalesi e cinesi. E mi chiedo anche se esistono opere nepalesi che non sono state tradotte in tibetano? ”

Sua Santità ha fortemente invitato il pubblico a fare delle domande. Ajit Shah, il leader del gruppo, ha spiegato che tra loro ci sono buddisti, indù e musulmani. Appartengono all’YPO, una comunità di leadership globale.

Alla domanda su ciò che rende felice, Sua Santità ha parlato dell’importanza e dell’efficacia dei valori laici indiani di “ahimsa” – non violenza e “karuna” – compassione. Ha osservato che anche in India cristiani e musulmani sono influenzati da “ahimsa”. La prevalenza della non violenza e della compassione, con il naturale senso di rispetto che comporta, sono i motivi per cui le tradizioni religiose in questo paese vivono in armonia fianco a fianco.

Ha sottolineato che quando gli individui sono troppo egocentrici, tendono ad essere inclini a paura, sospetto, ansia e rabbia. “Ahimsa” e “karuna”, la compassione e la moderazione nel danneggiare gli altri, fungono da antidoto a questo. Ha aggiunto che gli scienziati affermano che la natura umana di base è compassionevole, perché siamo animali sociali. La nostra stessa sopravvivenza dipende dalla nostra comunità.

Sua Santità ha anche menzionato un aspetto importante ed unico della filosofia buddista: la pratica come pratityasamutpada o il sorgere dipendente. Questa e la teoria di una mancanza di esistenza intrinseca significano che le cose non esistono come appaiono. Comprendere questo divario tra apparenza e realtà mina anche l’egocentrismo. Allo stesso modo, poiché le emozioni distruttive sono fondate su un’idea sbagliata delle apparenze, non hanno basi adeguate. Le emozioni positive come la compassione, tuttavia, sono realistiche e fondate sulla ragione.

Interrogato su come vede il futuro, Sua Santità ha ricordato che l’inizio del XX secolo era stato rovinato da troppa violenza. Tuttavia, ha ritenuto che negli ultimi anni del secolo, la fondazione di organizzazioni come l’Unione Europea e gli sforzi per ridurre le armi nucleari fossero segni di maturità umana. Ha detto che dal numero crescente di persone che comprendono che la pace nel mondo dipende dal fatto che le persone nel mondo trovino la pace interiore è motivo di speranza.

“Uno dei modi in cui l’educazione moderna è inadeguata”, ha spiegato, “è che include una così piccola comprensione di come raggiungere la tranquillità. L’antica conoscenza indiana era ricca di intuizioni sul funzionamento della mente e delle emozioni. Credo che questo potrebbe essere combinato con l’educazione moderna e che ne deriverebbe un esteso beneficio. “

Alla domanda sulla sua routine quotidiana, Sua Santità ridacchiò e raccontò la storia di un politico indiano che gli chiedeva una mattina se avesse dormito bene. Sua Santità gli rispose che fa’ sempre 9 ore di buon sonno cui seguono 4 ore di meditazione. Ciò, gli disse scherzosamente, lo aiuta ad affinare la sua mente, in modo da poter imbrogliare le persone in modo più efficace. Il politico rispose immediatamente: “Oh, non dormo mai più di 6 ore, quindi non sono in grado di imbrogliare la gente”.

Sua Santità ha osservato che, nonostante abbia affrontato ogni sorta di difficoltà nella sua vita, ha scoperto che coltivare l’altruismo è una fonte utile di forza interiore.

Quando l’ultimo interrogante ha voluto conoscere il significato del canto, Sua Santità gli ha suggerito che da solo il canto è solo del suono. L’importante è prestare attenzione al significato delle parole: sono ciò che può farti cambiare idea. 

Traduzione del Dr. Luciano Villa, da http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=13752 nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.


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