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Sua Santità il Dalai Lama al 40° anniversario del Centro di Meditazione Mahayana Tushita di Nuova Delhi
November 21st, 2019 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “La guerra e la violenza derivano dalla rabbia, dall’egoismo e dalla ristrettezza mentale. Se dovessimo avere un senso più convincente dell’unicità dell’umanità, non ci sarebbero basi per divisioni in “noi” e “loro” e nessuna base per il bullismo e l’uccisione reciproca.”

20 novembre 2019. Nuova Delhi, India – Membri ed amici del Centro di Meditazione Mahayana Tushita di Nuova Delhi, hanno oggi invitato Sua Santità il Dalai Lama ad unirsi a loro per celebrare la fondazione del centro 40 anni fa da parte di Lama Thubten Yeshé e Lama Zopa Rinpoché. Il luogo era la scuola di Santa Columba, adiacente alla Cattedrale del Sacro Cuore, nel cuore della capitale, dove un pubblico di oltre 5000 persone, tra cui molti studenti di altre scuole di Delhi, si è radunata per ascoltare Sua Santità. La dott.ssa Renuka Singh, direttrice di Tushita, ed il preside di S. Columba, Bro E L Miranda, hanno accolto Sua Santità al suo arrivo. In un breve incontro con i sostenitori e gli amici di Tushita, Sua Santità ha osservato che Lama Yeshé e Lama Zopa Rinpoché avevano fatto molto per rendere in tutto il mondo le persone consapevoli di ciò che il Buddha insegnava.

“Ora”, ha aggiunto, “è importante essere buddisti del 21° secolo: il che dipende più dalla ragione e dalla comprensione, che dalla sola fede. Il Buddha consigliò ai suoi seguaci di non accettare in modo irrazionale ciò che aveva detto, ma di indagare ed esaminarlo ed ha spiegato che le persone e le cose sono vuote d’esistenza intrinseca, ma ha incoraggiato i suoi seguaci a indagare da soli. “

Sua Santità ha salutato il pubblico con un ampio sorriso con le mani giunte ed un inchino prima di sedersi sul palco. Dopo che Renuka Singh lo aveva presentato ai bambini della scuola, gli studenti di St Columba hanno eseguito una canzone ed una danza divertente. Quindi, in occasione del 20° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, gli studenti di Pratyek, una ONG che educano e si occupano dei bambini svantaggiati, hanno presentato un rap sui diritti dei bambini.

Sua Santità ha pubblicato una nuova edizione del libro “Daily Inspirations”, che contiene un pensiero stimolante per ogni giorno dell’anno. http://www.sangye.it/wordpress2/?cat=59 Renuka Singh trasse queste citazioni dai suoi scritti e le compilò in una raccolta. 

Rivolgendosi al pubblico come “Cari fratelli e sorelle, giovani e vecchi”, Sua Santità ha detto loro quanto è felice di incontrare i giovani. Ha quasi 85 anni, ha detto, ma l’interazione con i giovani lo fa sentire più giovane.

“Il tempo passa sempre”, ha detto loro. “Niente può fermarlo. La domanda è: usiamo il nostro tempo correttamente? Non possiamo fare nulla per il passato, ma ciò che accade in futuro dipende da ciò che facciamo ora. Possiamo creare un futuro più felice, più pacifico o più miserabile. Le generazioni che appartengono al 21° secolo hanno sia l’opportunità che la responsabilità di affrontarlo. Molti problemi che affrontiamo, come la guerra, sono creati dagli esseri umani. Ma, dal momento che abbiamo partecipato alla loro creazione, abbiamo la capacità di ridurli ed eliminarli.

La guerra e la violenza derivano dalla rabbia, dall’egoismo e dalla ristrettezza mentale. Se dovessimo avere un senso più convincente dell’unicità dell’umanità, non ci sarebbero basi per divisioni in “noi” e “loro” e nessuna base per il bullismo e l’uccisione reciproca.

Gli esseri umani sono animali sociali che si preoccupano della comunità in cui sopravvivono. In passato, i limiti di questa preoccupazione erano la famiglia e la comunità locale, ma ora tutti i 7 miliardi di esseri umani  oggi viventi costituiscono una comunità.

I buddisti pregano per il benessere di tutte gli esseri senzienti nostre madri. Ebrei, cristiani e musulmani, che vedono il mondo intero come una creazione di Dio, considerano i loro simili come figli di Dio e quindi come loro fratelli e sorelle. Dobbiamo vivere fianco a fianco. Tradizioni come i samkhyà, così come i giainisti ed i buddisti non credono in un creatore, ma modellano le loro azioni in termini di “ahimsa” – non violenza e “karuna” – compassione. Seguendo queste pratiche, diventi automaticamente più pacifico e compassionevole.

La non violenza e la compassione, affrontate da un punto di vista secolare, sono chiaramente rilevanti oggi. Ognuno di noi ha bisogno di queste qualità nella nostra vita personale. Le persone possono essere incoraggiate ad adottarle, non attraverso la preghiera e i rituali, ma attraverso l’educazione. Il nostro moderno sistema di istruzione tende a fissare obiettivi materialistici, ma può essere combinato con la conoscenza di come addestrare la mente ed affrontare le emozioni distruttive. “

Sua Santità ha spiegato i suoi quattro impegni: promuovere l’amorevole gentilezza attraverso l’educazione; incoraggiare l’armonia interreligiosa, poiché tutte le tradizioni religiose trasmettono un messaggio comune di preoccupazione per gli altri; proteggere la fragile ecologia del Tibet e mantenere vivo il suo sistema di conoscenza ed, infine, lavorare per rilanciare l’interesse per l’antica comprensione indiana del funzionamento della mente e delle emozioni. Ha dichiarato di essere convinto che l’India possa dare un contributo inestimabile alla pace nel mondo condividendo le istruzioni su come, come individui, possiamo raggiungere la tranquillità.

Ha aggiunto che il modo in cui gli fu insegnato a studiare implicava innanzitutto imparare a memoria un testo classico. Quindi leggerai ed ascolterai spiegazioni parola per parola, a seguito delle quali esplorerai ciò che avevi capito nel dibattito ragionato con i compagni studenti. Ha affermato che la tradizione di Nalanda, da cui il buddismo tibetano è derivato, ha adottato un approccio scientifico alla mente ed al mondo interiore a cui gli scienziati possono oggi confrontarsi.

Ha riconosciuto che siamo guidati dall’interesse personale, ma ha avvertito che dobbiamo essere saggiamente egoisti piuttosto che stupidamente. Poiché la nostra vita dipende da altre persone, è saggio interesse personale prendersi cura di loro.

Raccogliendo gli “Otto versi per addestrare la mente” http://www.sangye.it/altro/?p=27 Sua Santità ha commentato che l’autore, Geshé Langri Thangpa, era, con Sharawa, un discepolo del maestro Kadampa, Geshé Potowa. Era un grande praticante della mente risvegliata di bodhicitta. Leggendo la prima riga, “Posso amare sempre tutti gli esseri”, ha consigliato, fin dall’inizio, chiedendo chi, cosa o dove si trova questo “io”?

La frase nel secondo verso, “Abbi cura degli altri come supremi” è utile per contrastare un atteggiamento egocentrico. Il terzo verso ci incoraggia ad esaminare quali emozioni ci danneggiano e quali ci giovano. Il quarto verso evidenzia l’idea che essere in grado di provare compassione anche per coloro che normalmente considereremmo ostili è la prova della vera compassione.

‘Possa io accettare la sconfitta ed offrire loro la vittoria’, e ‘Possa offrire tutto l’aiuto e la gioia alle mie madri, e possa io assumere segretamente tutti il loro danni ed il loro dolore’, i versi sei e sette si riferiscono alle pratiche di dare e prendere. Sua Santità ha ricordato che nel 2008, quando ha saputo che i tibetani a Lhasa avevano organizzato manifestazioni, era preoccupato per quello che sarebbe potuto loro accadere. Immaginava di rimuovere tutta la rabbia e l’ostilità delle autorità cinesi e di dare loro gioia e benevolenza. Ha chiarito che questa pratica ha fatto poca differenza per gli eventi sul campo, ma gli ha permesso di non perdere la tranquillità.

Nell’ultimo verso, la frase “Vedo tutte le cose come illusioni”, allude a contrastare l’idea sbagliata che le cose esistano mentre appaiono, capendo che non hanno un’esistenza indipendente. Non esistono dalla loro stessa parte.

In uno scambio di domande e risposte, Renuka Singh ha letto le domande del pubblico e Sua Santità ha dato risposte chiare.

D. Quale viene prima, compassione o saggezza?

Sua Santità. La saggezza richiede tempo per svilupparsi, ma è possibile essere subito sinceri.

Q. Come ti vedi?

Sua Santità. Come essere umano, dell’Amdo.

D. Come possiamo gestire la preoccupazione per gli esami?

Sua Santità. Quando ho sostenuto gli esami, ero un po’ ansioso. Tuttavia, avevo studiato per 13 anni ed una volta stabilita la data dell’esame, ho studiato di più, quindi non mi sono preoccupato molto.

D. Come possiamo avere successo accademico e raggiungere la tranquillità?

Sua Santità. Pensa che stai studiando per poter servire gli altri.

D. L’idea, “considerarmi inferiore a tutto”, non potrebbe portare alla demoralizzazione?

Sua Santità. Non puoi essere demoralizzato se hai coltivato un senso di altruismo.

D. Nel caos, quali storie hanno ripristinato la tua fede nell’umanità?

Sua Santità. Tutti vogliono vivere una vita felice, quindi chiediti cosa garantisce realmente la felicità e cosa la distrugge.

D. Qual è la causa della depressione degli studenti?

Sua Santità. L’egocentrismo e la mancanza di comprensione della mente e delle emozioni.

D. I giovani dovrebbero preservare i vecchi modi od abbracciare la cultura moderna?

Sua Santità. Prova una combinazione. Combina l’educazione moderna con l’antica conoscenza del funzionamento della mente e delle emozioni.

D. Quanto è importante la meditazione per i giovani di oggi?

Sua Santità. È pertinente. Prova ad iniziare le lezioni in silenzio e pensando alla mente.

D. Perché un guru è importante?

Sua Santità. Jé Tsongkhapa scrive nel “Grande trattato sugli Stadi del Sentiero”, chi vuole disciplinare gli altri deve prima essere in grado di disciplinarsi. E, delle dieci qualità di un guru elencate nel “Sublime Continuum”, le più importanti sono la compassione e l’affetto.

D. Che cos’è la felicità?

Sua Santità. Se hai una mente gioiosa, altri problemi non ruberanno la tua felicità.

Q. Come è fuggito dal Tibet?

Sua Santità. Questa è una lunga storia. Ho trascorso nove anni cercando di trattare con i cinesi. Nel 1954 andai in Cina e conobbi i leader del Partito tra cui il Presidente Mao. Sono rimasto colpito da quegli incontri, ma il potere li ha rovinati. Alla fine in Cina non c’è stata libertà, libertà di stampa e così via. Dal 10 al 17 marzo 1959 ho cercato di raffreddare la situazione. C’era stata una violenta repressione dei tibetani nel Tibet orientale. C’erano segni della stessa cosa che si verificava a Lhasa: questo ed altre indicazioni mostravano che era ora di andare.

D. Come affrontare il dolore?

Sua Santità. Il Buddha è morto. Nagarjuna è morto. È naturale.

D. È bello essere nazionalisti?

Sua Santità. Devi verificare se si tratta di un sentimento miope e ristretto, che non è così benefico e porta alla divisione, o se è un senso di preoccupazione per tutti dalle larghe vedute.

Il fratello EL Miranda, preside di Santa Columba, ha offerto ampie parole di ringraziamento. Ha sottolineato che l’educazione nella scuola ha lo scopo di preparare gli studenti alla leadership affinché i sogni del Mahatma e di Dio possano essere realizzati. Il motto della scuola è “Osare sapere, sinceramente e coerentemente”. Chiese a Sua Santità: “Per favore, vieni di nuovo” e, consapevole dei fratelli irlandesi che avevano fondato la scuola, ha concluso con una benedizione irlandese:

Possa la strada salire per incontrarti,

Che tu abbia sempre il vento in poppa,

Possa il sole splendere caldo sul tuo viso

E le piogge cadere morbide sui tuoi campi,

E fino a quando ci incontreremo di nuovo,

Possa Dio trattenerti nel palmo della sua mano.

Traduzione del Dr. Luciano Villa, da http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=13779 nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.


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