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Iniziazione di Lunga Vita a Drepung Loseling
Dicembre 17th, 2019 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Quando mi è stato chiesto stamattina se avessi dormito bene, ho risposto “Sì, perché pensare agli altri come più importanti, mette a proprio agio la mente e ti dona un sonno più profondo. Quando hai una visione altruistica, tutto appare in una luce più positiva.”

16 dicembre 2019. Mundgod, Karnataka, India – Più di 25.000 persone, 10.000 dei quali monaci, questa mattina si sono stipate nel cortile dei dibattiti del Monastero di Drepung Loseling allorché Sua Santità il Dalai Lama è arrivato in auto. È stato accolto dall’abate, che lo ha accompagnato sul palco. Nell’angolo in alto del cortile erano riuniti due gruppi di anziani tibetani. Ce n’erano circa 70 dall’insediamento tibetano di Mundgod, tutti ultra 85 enni, di cui 70 circa ora residenti in Canada. Sua Santità sorrise, fece un cenno con la mano, parlò con alcuni e ne toccò quanti riuscì a raggiungere, che offrivano mani tese e piegavano il capo in segno d’omaggio. Davanti alla struttura con la facciata di vetro che contiene immagini sacre dietro il palco, Sua Santità si fermò per recitare una preghiera ed offrire una sciarpa rituale di seta davanti ad un grande thanka di Arya Tara. Accese una lampada davanti alle statue del Buddha e di Jé Tsongkhapa http://www.sangye.it/altro/?p=942 e offrì di nuovo una preghiera ed una sciarpa rituale davanti a un’altra grande thanka di Tara Bianca. Fece un cenno ai vecchi amici tra gli ospiti, poi salutò il pubblico a sinistra, a destra e davanti, che rispose con un’ondata di applausi. Salutò quindi i maggiorenti Gelukpa prima di salire i gradini per sedersi sul trono.

Alla destra di Sua Santità sedevano il detentore del trono di Ganden, Sharpa Chöjé, Ling Rinpoché, Taktsak Kundeling Rinpoché e Changkya Rinpoché. Alla sua sinistra c’erano l’ex detentore del trono Ganden, Jangtsé Chöjé, il detentore del trono di Drepung e l’abate di Drepung Loseling.

Sua Santità annunciò che doveva eseguire le procedure preparatorie per l’Iniziazione di Lunga Vita http://www.sangye.it/altro/?p=6163 che avrebbe conferito e chiese alla congregazione di recitare l’Elogio di Gendun Drup ad Arya Tara.

“In precedenza ho avuto l’opportunità di insegnare e rivolgermi al pubblico in questo cortile del dibattito”, ha detto alla folla. “Oggi concederò un’Iniziazione di Lunga Vita. Tuttavia, la pratica che vi porterà davvero alla longevità è il raggiungimento della pace della mente. Le due pratiche che la garantiranno, la mente altruista del risveglio di bodhicitta e la visione corretta della vacuità, sono l’essenza del Dharma. Ripetere ciecamente le preghiere ai Tre Gioielli non è abbastanza, dovete sapere in chi o in cosa state prendendo rifugio. ”

Sua Santità ha citato le stanze della “Saggezza fondamentale della Via di Mezzo” http://www.sangye.it/altro/?p=9194 di Nagarjuna http://www.sangye.it/altro/?p=10906 che terminano con questa strofa:

Mi prostro a Gautama

Che, per compassione,

Insegnò il sublime Dharma,

Che porta all’abbandono di tutte le visioni.

Il testo inizia con queste strofe che indicano che il sorgere dipendente è libero da otto estremi:

Mi prostro al perfetto Buddha,

Il migliore di tutti i maestri, che insegnò

Ciò che è dipendentemente sorto è

Senza cessazione, senza sorgere;

Senza annientamento, senza permanenza;

Senza venire; senza andare;

Senza distinzione, senza identità

Ed è pacifico, privo di distorsioni.

“Questo grande raduno include molti ospiti del Monastero di Loseling”, ha continuato Sua Santità. “Ciò che tutti condividiamo è che nella nostra infanzia eravamo dipendenti dalle nostre madri. Senza le loro cure ed attenzioni, non saremmo sopravvissuti. Siamo cresciuti ed il nostro cervello si è sviluppato nella sicurezza della sua gentilezza.

Da bambini abbiamo giocato insieme con gli altri assolutamente senza pregiudizi. È solo quando abbiamo iniziato ad istruirci, che abbiamo iniziato ad imparare a vedere gli altri in termini di “noi” e “loro”, il che porta solo a divisioni. Di conseguenza, dobbiamo addestrare le nostre menti ad apprezzare che le cose non esistono nel modo in cui appaiono.

“La pratica della non violenza – “ahimsa” – è fiorita in India per oltre 3000 anni. Il maestro Jain Mahavira lo ha sostenuto con forza. Più tardi, anche il Buddha lodò la non violenza ed insegnò il funzionamento della mente ed una visione corretta della realtà sulla base della razionalità e della logica.

Le Quattro Nobili Verità http://www.sangye.it/altro/?p=3785 ed il Vinaya http://www.sangye.it/altro/?p=10999 che sono il nucleo delle tradizioni Pali e che spiegò nel suo primo ciclo di insegnamenti, sono condivise da tutte le scuole di buddismo.

“Tra gli insegnamenti sulla perfezione sulla saggezza che comprendono il suo secondo giro di istruzioni c’è il “Sutra del cuorehttp://www.sangye.it/altro/?p=6098 che afferma: “La forma è vuota; la vacuità è forma. La vacuità non è altro che la forma; la forma non è altro che la vacuità.’ Possiamo superare l’illusione, il nostro malinteso sulla realtà, arrivando a comprendere la vacuità. Ma dobbiamo identificare ciò che nega tale discernimento.

Molti maestri di Nalanda si sono occupati di questo nei loro trattati, che sono stati tradotti in tibetano e che, fino ad oggi, servono come nostri libri di testo. Il ragionamento e la logica che caratterizzano l’approccio di Nalanda sono preservati solo da coloro che seguono la tradizione tibetana. Il Buddha diede tre cicli di insegnamento in India, ma anche prima che fossero conferiti, le principali tradizioni spirituali indiane sostenevano “ahimsa” e “karuna”: la non violenza e la compassione.

Le persone in tutto il mondo si sono interessate a ciò da quando sono state rivelate loro da membri della comunità tibetana in esilio. L’essenza di queste pratiche è il buon cuore. Ed il buon cuore non è di beneficio solo per gli altri, perché ti conferisce la pace della mente.

I principali ostacoli alla pace della mente sono l’egocentrismo e l’idea sbagliata che qualsiasi cosa esiste veramente, indipendentemente e da sé stessa. Se così fosse, dovremmo essere in grado di trovarla, quando lo cerchiamo sotto analisi, ma non la troviamo. Anche la fisica quantistica afferma che le cose non esistono oggettivamente. Poiché crediamo erroneamente nel modo esistono le cose, realizziamo una visione esagerata e distorta, che provoca le nostre emozioni inquietanti. Di conseguenza, creiamo problemi a noi stessi.

Shantideva http://www.sangye.it/altro/?cat=15 descrive l’atteggiamento del Bodhisattva:

E così, oggi, alla vista di tutti i protettori,

Richiamo gli esseri, chiamandoli alla Buddità.

E, fino a quando quello stato non verrà raggiunto, ad ogni gioia terrena!

Possano gli dei, i semidei e tutto il resto gioire!

“Quando mi è stato chiesto stamattina se avessi dormito bene, ho risposto “Sì, perché pensare agli altri come più importanti, mette a proprio agio la mente e ti dona un sonno più profondo. Quando hai una visione altruistica, tutto appare in una luce più positiva.”

Sua Santità ha affermato che originariamente aveva ricevuto da Tagdrag Rinpoché l’iniziazione che stava per concedere. Si è quindi rivolto ai numerosi anziani del pubblico per i quali la morte è una prospettiva imminente. Ha osservato che molte tradizioni spirituali indiane credono nella reincarnazione. Il corpo è lasciato alle spalle, ma qualcosa continua. Molte tradizioni indiane si riferiscono a ciò che trasmigra come “atman”, ma l’insegnamento buddista considera questo come rafforzare l’idea sbagliata di sé. Le vite passate e future sono spiegate in termini di continuità della coscienza.

“Non pensate alla vostra vita come infruttuosa, pensate a come vi siete impegnati in ciò che il Buddha ha insegnato”, ha consigliato Sua Santità. “Per quanto a lungo viviate, focalizzate la vostra mente su bodhicitta e la comprensione della vacuità. Riflettete su ciò e sarete a vostro agio.

I tibetani sono sotto la guida di Avalokiteshvara. Si prenderà cura di voi nella vostra prossima vita. Quelli di voi che non sono tibetani, ma che si sentono vicini a questa tradizione, saranno anch’essi sotto la sua cura. Mi considero un messaggero di Chenrezig e quando morirete vi prenderò per mano e vi presenterò ad Avalokiteshvara. “

L’Iniziazione di Lunga Vita si focalizzava su Jé Tsongkhapa, che nacque vicino a dove ebbe i natali Sua Santità, che ha descritto le sue opere come formidabili. Mentre trova Khedrup-jé un po presuntuoso, Jé Rinpoché è costantemente modesto. E mentre Butön Rinchen Drup è molto apprezzato per la sua erudizione, Sua Santità ritiene che tende a sorvolare su punti difficili nei testi classici, mentre Tsongkhapa ha fatto di tutto per spiegarli.

Nell’ambito dell’Iniziazione di Lunga Vita, Sua Santità guidò la congregazione generando la mente risvegliata di bodhicitta e conferendo i Voti del Bodhisattva http://www.sangye.it/altro/?p=6252, http://www.sangye.it/altro/?p=6248. Ha ricordato che amare gli altri più stessi è la fonte di tutta la felicità, aggiungendo che è anche necessario sviluppare bodhicitta per superare le oscurazioni alla conoscenza.

Mentre eseguiva i rituali conclusivi, Sua Santità chiese al pubblico di recitare la “Preghiera per la fioritura degli insegnamenti di Jé Rinpoché”. Prima di tornare nei suoi alloggi sopra la Sala delle Assemblee, ha quindi pranzato con il detentore del Trono di Ganden, lo Sharpa e Jangtsé Chöjés, l’ex detentore del Trono di Ganden e diversi altri prominenti lama di Drepung Loseling. Traduzione del Dr. Luciano Villa, da http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=13904 nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings a beneficio di tutti gli esseri senzienti.


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