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Sua Santità il Dalai Lama: Preliminari per l’Iniziazione di Avalokiteshvara
Maggio 30th, 2020 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Tra i sette miliardi di esseri umani, nessuno vuole la sofferenza; tutti noi vogliamo essere felici. Eppure, se guardiamo i telegiornali, vediamo notizie di discriminazione razziale e di persone che sembrano trarre piacere uccidendo.”

29 maggio 2020. Thekchen Chöling, Dharamsala, HP, India – Il webcast dei preliminari dell’Iniziazione di Avalokiteshvara è iniziato oggi con Sua Santità che ha tranquillamente eseguito le necessarie procedure preparatorie nella sua residenza. Alla destra di Sua Santità c’era il piccolo padiglione del mandala. Dietro di esso, una statua di Avalokiteshvara a 1000 braccia e 1000 occhi. In questa occasione, ai lati della telecamera davanti a lui c’erano dei grandi monitor su cui Sua Santità poteva vedere alcuni Lama e amici da diverse parti del mondo. Una volta pronto, Sua Santità ha detto: “Molte persone preoccupate mi hanno chiesto se, in questo momento, potevo dare l’iniziazione di Avalokiteshvara. Pertanto, lo sto facendo su Internet. Anche l’anno scorso, quando, ho dato un tale conferimento, è stato trasmesso via web e ho saputo che la gente in Tibet è stata in grado di seguirlo. Inoltre, come preliminare al Ciclo degli insegnamenti di Manjushri, che ho iniziato a Bodhgaya e completato a Mundgod, ho dato l’iniziazione di Vajrabhairava alla quale i devoti hanno potuto accedere via internet.

Per quanto riguarda l’iniziazione, se avete una chiara intenzione di riceverla e io ho l’intenzione di darla in questo modo, sono fiducioso che la riceverete”. Avalokiteshvara è l’incarnazione della compassione. Se lo pregate e se coltivate la pratica concentrandovi su di lui, vi aiuterà ad aumentare la vostra compassione. Si dice che i Bodhisattva si concentrano sull’illuminazione con la saggezza e sugli esseri senzienti con compassione.

“Tra i sette miliardi di esseri umani, nessuno vuole la sofferenza; tutti noi vogliamo essere felici”. Eppure, se guardiamo i telegiornali, vediamo notizie di discriminazione razziale e di persone che sembrano trarre piacere uccidendo. Oltre a casi di discriminazione razziale, come il caso dell’uomo afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis, ci sono anche notizie di discriminazione religiosa.

“Gli scienziati dicono che è nella natura umana essere compassionevoli, ma anche gli insetti sopravvivono dipendendo dalla compassione. Tutti gli esseri viventi che provano sensazioni di piacere e dolore, alla fine sopravvivono grazie all’amore e alla compassione”. Se noi esseri umani ci aiutiamo l’un l’altro, ci serviamo l’un l’altro, con compassione: saremo felici. Se invece ci lasciamo trasportare dalla rabbia e dal‘invidia, saremo infelici.

Sua Santità ha riassunto i suoi quattro impegni principali.

In primo luogo, è impegnato ad aiutare gli esseri umani a conseguire la felici. Ha ribadito che, se sei di buon cuore, sarai felice, ma, se sei costantemente arrabbiato ed invidioso, non lo sarai affatto. Per questo incoraggia le persone a coltivare l’amore, la compassione e la bodhicitta. L’amore e la compassione, ha detto, sono di beneficio per tutti gli esseri senzienti.

Ha sottolineato che, come risultato dello sviluppo materiale e dell’educazione moderna, le persone cercano la felicità nelle cose esteriori, ma trascurano la mente. La felicità vera e duratura dipende dalla nostra capacità di domare le nostre menti indisciplinate. Non si tratta tanto di sviluppo intellettuale, quanto di coltivare il buon cuore. Quando gli esseri umani hanno buon cuore, aiutano gli altri e sè stessi.

Sua Santità ha osservato che il vero motivo per cui ha dato questa iniziazione di Avalokiteshvara è quello di incoraggiare la generazione della compassione.

Rivolgendo la sua attenzione alle altre tradizioni religiose, ha osservato che tutte cercano di ispirare i loro seguaci a sviluppare qualità come l’amore e la compassione, la tolleranza e l’autodisciplina. Pertanto, l’armonia ed il rispetto tra le religioni dovrebbe essere naturale. Tuttavia, predicare amore e compassione, ma alimentare conflitti, significa cadere in contraddizione. Sua Santità ha dichiarato che si impegna a promuovere l’armonia interreligiosa. Ha citato l’India, dove le originarie tradizioni spirituali vivono amichevolmente accanto a quelle che hanno avuto origine altrove, il che rappresenta un esempio di quanto l’armonia interreligiosa è realizzabile.

“Sono un Tibetano – ha continuato Sua Santità – ed i Tibetani ripongono in me le loro speranze: si fidano di me”. C’è stata un’occasione in cui mi trovavo in Assam, in volo su un piccolo aereo durante una tempesta, quando mi sono sentito in pericolo e ho pensato: “Cosa succederà ai sei o sette milioni di Tibetani se dovessi morire?

“Abbiamo perso il nostro Paese e alcuni di noi hanno dovuto vivere come rifugiati. Per noi è stata come una benedizione sotto mentite spoglie. Viviamo in questa terra sacra dove il Buddha ha vissuto ed insegnato, e dove Nagarjuna http://www.sangye.it/altro/?cat=9 ed i suoi seguaci hanno insegnato e praticato i suoi insegnamenti. L’India è la fonte originaria di tutta la nostra conoscenza. È una democrazia. È qui che ho conosciuto il Pandit Nehru. Successivamente, molti leader indiani sono stati miei amici.

“Qui, in esilio, molti di noi vivono nei centri monastici di studio riedificati nell’India del sud. Posso vedere Ganden Tri Rinpoché sullo schermo davanti a me. Tutti voi monaci e monache siete custodi della Tradizione di Nalanda. Nelle discussioni e negli scambi di opinioni che abbiamo avuto con gli scienziati, grazie a questa conoscenza, siamo stati in grado di offrire un contributo al mondo in generale. Con il vostro studio e la vostra pratica state rendendo un servizio non solo alla nostra cultura ed alla nostra gente, ma all’umanità intera.

“Negli oltre mille anni da quando Shantarakshita ha portato in Tibet la tradizione buddista, la Tradizione di Nalanda, l’abbiamo mantenuta viva: un aspetto inestimabile del patrimonio culturale dell’umanità”. Anche coloro che non hanno alcun interesse nella pratica religiosa possono beneficiare delle conoscenze che essa conserva”. Quando siamo arrivati in esilio per la prima volta, la gente si riferiva ancora alla nostra tradizione come al lamaismo. Thurman e Berzin sono lì – gesti sullo schermo davanti a lui – ne sanno qualcosa. Era come se l’unica cosa importante fossero i lama ed i loro cappelli. Ora è chiaro che la nostra tradizione è la Tradizione di Nalanda, con solide radici nelle tradizioni indiane e nessuno lo chiama più lamaismo.

“E anche se l’educazione moderna in India tende a concentrarsi su obiettivi materialisti, trascurando la conoscenza interiore, oggi c’è un crescente interesse per l’antica conoscenza indiana e la sua comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni.

“Quindi, per la sete di compassione nel mondo doggi ho intenzione di dare questa iniziazione di Avalokiteshvara”.

Mentre iniziava i riti preliminari, che includono la preparazione dei discepoli, Sua Santità ha osservato che è consuetudine all’inizio offrire una torta rituale per allontanare le energie che interferiscono. Ha tuttavia dichiarato di non seguire più questa procedura, poiché si è reso conto che c’è una contraddizione tra l’affermare, appena sveglio la mattina presto, che “avendo sviluppato l’aspirazione all’illuminazione suprema, inviterò tutti gli esseri senzienti come miei ospiti”, e cacciarli via più tardi nella giornata con questi rituali.

Ganden Tri Rinpoché si poteva vedere sullo schermo davanti a Sua Santità che offriva un mandala e le tre rappresentazioni del corpo, della parola e della mente dell’illuminazione.

“Storicamente, si dice che il Tibet è la terra pacificata da Avalokiteshvara”, osserva Sua Santità. “Fin dai tempi di Songtsen Gampo e Trisong Detsen, molti grandi lama e leader avevano legami con Avalokiteshvara. Egli è la divinità protettrice del Tibet.

“Il grande Quinto Dalai Lama, quando stava conducendo un ritiro, una volta riunì le statue conosciute come i tre fratelli Avalokiteshvara. Una di queste statue, conosciuta come Wati Sangpo o Kyirong Jowo, era affidata ai monaci del monastero di Dzongkar Chödé. A causa dell’invasione in Tibet, riuscirono a spostarla fuori dal Tibet in Nepal e più tardi la portarono qui da me a Dharamsala.

“Quando il monastero di Dzongkar Chödé fu finalmente ricostruito nel sud India, feci una divinazione per vedere se la statua doveva stare nel monastero o rimanere qui. Il risultato è stato che è rimasta qui. Una cosa che ho notato è che la sua espressione facciale cambia a seconda delle circostanze. Ho anche sognato di parlare con Avalokitesvara e di chiedergli se avesse la realizzazione diretta della vacuità, e lui mi ha detto di si.

Durante l’iniziazione di Avalokitesvara la cosa più importante è avere una motivazione pura”.

Sua Santità ha dado i voti del praticante laico, seguiti dai voti del bodhisattva, e ha guidato il pubblico attraverso le varie visualizzazioni dell’iniziazione. Al termine di questa sessione preliminare ha comunicato che il giorno successivo avrebbe dato l’iniziazione vera e propria, riferendo che il Prof. Robert Thurman gli ha chiesto l’iniziazione di Simhanada (Ruggito del Leone) Avalokiteshvara e che ha accettato di conferirla. https://www.youtube.com/watch?v=XgDbWoBS9qc, revisione del Dott. Luciano Villa del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama.

https://www.youtube.com/watch?v=XgDbWoBS9qc, http://it.dalailama.com/news/2020/preliminari-per-liniziazione-di-avalokiteshvara


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