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Sua Santità il Dalai Lama: La Compassione nella Pratica Medica
Luglio 24th, 2020 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Se ti concentri solo sul tuo problema, potresti perdere la speranza, ma, se lo guardi da una prospettiva più ampia, è più facile essere più positivi.”

23 luglio 2020. Thekchen Chöling, Dharamsala, HP, India – Una volta che questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha preso posto nella sala del webcast è stato accolto nella conversazione virtuale odierna dal dott. Anupam Sibal, presidente della Global Association of Physicians of Indian Origin (GAPIO) e dal dott. Akshay Anand, Professore, PGIMER, Chandigarh, in rappresentanza dell’India Yoga Association. Il dott. Sibal ha suggerito che, a causa dello stress cui sono soggetti gli operatori della salute per la pandemia, occorre generare compassione. Il dott. Anand ha aggiunto che molte persone che lavorano nel campo medico in tutto il mondo si uniranno alla sessione. “Grazie”, ha risposto Sua Santità, “È davvero un grande onore anche per me tenere discussioni con studiosi e professionisti come voi. Imparo molto da questi scambi. Un noto studioso tibetano una volta ha osservato che fino a quando non raggiungiamo la Buddità, ognuno di noi è uno studente pronto a imparare qualcosa di nuovo.

Ora, per quanto riguarda la salute, ci si riferisce non solo a quella del nostro corpo, ma anche quella delle nostre menti ed emozioni. La pratica della compassione e dell’altruismo ci porta la pace della mente. Anche se affrontiamo problemi o qualcuno è critico nei confronti di qualcosa che abbiamo detto o fatto, la compassione ci consente di sentirci grati. La compassione è la migliore contromisura contro la rabbia, l’ansia e così via.

Fisicamente la pratica dello yoga e degli esercizi di respirazione può calmare la frequenza cardiaca. Ci sono pratiche semplici come la respirazione a nove cicli, che pratico e che ha un effetto calmante. Queste pratiche sono descritte nei testi spirituali indiani, ma possiamo applicarle in modo neutro e laico per alleviare l’ansia e migliorare la nostra salute fisica.

“Negli ultimi decenni, ho avuto una serie di interscambi con scienziati, soprattutto occidentali. Essi sono in gran parte interessati allo studio delle cose materiali, ma sono diventati sempre più interessati all’antica conoscenza indiana del funzionamento della mente e delle emozioni. Fino alla fine del 20° secolo, gli scienziati si sono concentrati sul cervello con pochi interessi sulla mente e sul nostro mondo interiore. Con la scoperta della neuroplasticità questo ha iniziato a cambiare.

“In passato, abbiamo imparato ad osservare l’igiene del corpo per proteggere la nostra salute fisica. Quello che stiamo imparando oggi è che per preservare la nostra tranquillità, dobbiamo adottare i principi dell’igiene emotiva. Questo è il motivo per cui credo che ci siano benefici dalla combinazione dell’istruzione moderna con l’antica conoscenza indiana. “

Sua Santità ha fatto notare che tutti vogliono vivere una vita felice in un mondo pacifico, ma, allo stesso tempo, affrontiamo molti problemi che sono creati da noi stessa. Il placarli dipende da noi. Ciò che è importante, ha sottolineato, è l’educazione, in particolare su come coltivare la tranquillità.

“In questo paese, abbiamo le antiche tradizioni di “ahimsa” e “karuna” – non violenza e compassione – che sono emerse dalle pratiche per sviluppare la calma dimorante, una mente concentrata e saggezza. Ciò che l’antica conoscenza indiana deve ulteriormente dirci su come affrontare le nostre emozioni distruttive può essere molto utile.

Nel XX secolo il Mahatma Gandhi ha promosso la pratica della non violenza come parte di una lotta politica. Ha impressionato e influenzato molte persone che lo hanno seguito, come l’arcivescovo Desmond Tutu, Nelson Mandela e Martin Luther King. Un altro aspetto di questa tradizione è che coltivare “karuna” o compassione è il modo di sviluppare la pace della mente, non necessariamente come obiettivo spirituale ma come parte di un allenamento laico della mente. A volte mi chiedo se il Mahatma Gandhi non avrebbe potuto prestare un po’ più di attenzione a questo ed allo sviluppo di un’istruzione più completa.”

Sua Santità ha osservato che una volta il fisico nucleare indiano Raja Ramanna gli disse che la fisica quantistica era una novità per l’Occidente. mentre, il suo presupposto di base corrispondeva strettamente a ciò che Nagarjuna scrisse secoli fa. Nagarjuna fu un pioniere della tradizione di Nalanda, caratterizzata da scrupolose indagini sulla base della logica.

Coltivare la tranquillità dovrebbe far parte del nostro approccio alla salute. Anche i medici e gli infermieri ne hanno bisogno. È importante mettere a proprio agio il paziente. Ogni volta che vado per un controllo medico, ho notato che mi sento molto più a mio agio se i medici e gli infermieri che si occupano di me mi trattano con un sentimento di calore ed un sorriso”.

Sua Santità ha invitato i membri del pubblico a porrgli domande e la prima era su come aiutare coloro che hanno rinunciato alla speranza.

“Penso che se hai dei desideri esagerati ed una visione miope”, ha risposto, “è possibile perdere la speranza. Tuttavia, la nostra mente ci consente di avere una visione più olistica di ciò che ci sta accadendo. In un contesto cosmico più ampio sappiamo che alla fine scompaiono intere galassie. Come esseri umani affronteremo le difficoltà nella nostra vita, ma, poiché siamo intelligenti, possiamo trovare il modo di superare i problemi che ci affrontano.

“Se, quando lo vedi, ti concentri strettamente sul tuo problema, potresti perdere la speranza, ma se lo guardi da una prospettiva più ampia, è più facile essere più positivi. Nella mia vita, la situazione in Tibet è diventata davvero difficile all’inizio del 1959. Il 17 marzo, quando decisi di scappare, ci mettemmo in viaggio senza sapere se saremmo riusciti a vedere il giorno seguente, ma non ho mai rinunciato alla speranza. È importante mantenere la determinazione, quindi, quando il 18 marzo il sole è sorto, mi sono sentito molto meglio.“

A Sua Santità vengono poste domanda sui mercati di animali, sull’agricoltura intensiva e sulla salute umana. Sua Santità ha risposto che se si esaminano i denti umani e le unghie, sembra che gli esseri umani, come i cervi, siano più adatti ad una dieta vegetariana. I leoni e le tigri, d’altra parte, sono dotati dei denti affilati e degli artigli necessari per mangiare carne cruda.

Ci sono dei luoghi, tuttavia, come le grandi pianure del nord del Tibet, dove non c’è frutta o verdura e l’unico cibo disponibile è la carne ed i latticini.

In questo paese, molte persone sono vegetariane ed il cibo vegetariano indiano è eccellente. Ho notato però che quando sono arrivato qui non c’era quasi nessun allevamento avicolo. Ora è molto evidente. È comune vedere gabbie piene di polli nei mercati ed all’esterno dei ristoranti in attesa di macellazione. Sarebbe meglio migliorare l’offerta di frutta e verdura. Gli scienziati affermano che l’allevamento di bovini e l’allevamento intensivo di animali a scopo nutrizionale in generale sono dannosi per l’ecologia del pianeta.

I pesci rappresentano un diverso problema. Molte persone sembrano pensare che i pesci non abbiano sentimenti di piacere o dolore. Costoro dipendono dalla pesca per il loro sostentamento, ma considerano il pesce che catturano non molto diverso dalle verdure. Dove non c’è altra scelta, se non quella di mangiare carne, non c’è altro da fare. Ma, dove possiamo, è bene cercare di ridurre gli allevamenti ed il consumo di carne.

Nel 1964, ho deciso di diventare vegetariano. Poco dopo, quando visitai il Giappone, mio fratello maggiore mi prese in giro per questo. Dopo circa 20 mesi, mi sono ammalato ed ebbi l’epatite. Fu allora che i miei medici mi consigliarono di ripristinare ad assumere della di carne nella mia dieta per aiutare e sostenere la mia guarigione.”

Alla domanda su come la fede e la religione possano essere spiegate ai bambini, Sua Santità ha osservato che, nonostante le diverse visioni filosofiche, tutte le principali tradizioni religiose trasmettono un messaggio di amore e compassione, tolleranza e perdono. Sia che accettate o meno personalmente la religione, ha detto, questi principi essenziali dell’insegnamento religioso sono rilevanti nel mondo di oggi.

“Chiedete ai bambini se preferiscono un viso sorridente o accigliato della madre. Naturalmente diranno che preferiscono il suo sorriso. La mia prima maestra di compassione fu mia madre ed una delle sue caratteristiche era che ci mostrava sempre un volto gentile. Chiedete ai bambini se si sentono più a loro agio quando i loro insegnanti sorridono o quando sono severi. Vi diranno che per loro un insegnante che sorride mostra una vera preoccupazione per il loro benessere.

“Se i bambini sviluppano il cervello solo a scuola, non vi è alcuna garanzia che non continueranno a creare problemi. Per armonizzare la loro mente perspicace, hanno bisogno di un buon cuore. Più imparano ad essere compassionevoli, più diventeranno degli utili membri della società”.

Invitato ad offrire dei consigli agli operatori sanitari traumatizzati, Sua Santità ha iniziato dichiarando la sua ammirazione per i medici e gli infermieri che hanno curato le persone malate di covid-19.

“Mostrano un grande coraggio”, ha continuato, “ed alcuni hanno persino sacrificato la propria vita. Li ammiro davvero. Questa malattia è davvero grave, ma cerco sempre di guardare le cose da un punto di vista più olistico. Le antiche scritture indiane riportano che l’umanità alla fine scomparirà dopo aver attraversato periodi di violenza, malattie e carestie.

Nel secolo precedente la guerra era diffusa. Troppe persone pensavano che l’uso delle armi fosse una fonte di energia. Ma questo è un pensiero obsoleto che può essere ricondotto ad atteggiamenti feudali. L’uso della forza in un mondo democratico è completamente obsoleto. Pertanto, dobbiamo davvero impegnarci per rendere questo un secolo di dialogo, un momento in cui troviamo soluzioni reciprocamente piacevoli parlando con i nostri avversari.

Nonostante il pericolo, ci sono medici ed infermieri determinati a soccorrere chi soffre in questa pandemia. Sono entusiasti e preoccupati per i loro pazienti. Credo che la loro forza interiore offra loro una certa protezione. È importante che rimangano coraggiosi e sicuri di sé. Allo stesso modo, gli scienziati, che stanno conducendo ricerche, devono conservare la loro resilienza mentre applicano le loro capacità professionali.

Prendo grande ispirazione dai consigli di un maestro buddista indiano dell’ottavo secolo che ha raccomandato che, in ogni circostanza, dovremmo cercare di vedere chiaramente le cose. Se c’è un problema, dobbiamo cercare di vedere se può essere superato, e se è possibile, è quello che dovremmo fare. Se non può essere superato, preoccuparsi ulteriormente non sarà di alcun aiuto.”

Traduzione da http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=14233 del Dott. Luciano Villa del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. https://www.facebook.com/DalaiLamaItaliano/videos/330332828102094.


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