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La polizia spara sui dimostranti e uccide a Pema (Golok)
Marzo 8th, 2012 by admin

l’Amministrazione Centrale Tibetana chiede al governo cinese di tenere in considerazione le richieste dei tibetani all’interno del Tibet e di trovare una soluzione pacifica del problema.
l’Amministrazione Centrale Tibetana chiede al governo cinese di tenere in considerazione le richieste dei tibetani all’interno del Tibet e di trovare una soluzione pacifica del problema.

Un eloquente video girato da un team di SkyNews. Comunicato stampa dell’Amministrazione Centrale Tibetana. Continua lo sciopero della fame ad oltranza al Palazzo dell’ONU a New York da tre digiunatori. Un tibetano è rimasto ucciso e due sono stati feriti il 6 marzo a Pema (Golok) dopo che la polizia ha aperto il fuoco su un gruppo di dimostranti tibetani che reclamavano la liberazione di un loro connazionale arrestato sotto l’accusa di aver preso parte alle proteste divampate il 25 gennaio nella regione. In quell’occasione i tibetani avevano tolto la bandiera cinese da un ufficio governativo e l’avevano sostituita con una bandiera tibetana. La polizia aveva compiuto numerosi arresti. Molti tibetani avevano lasciato le loro case e si erano nascosti per evitare la cattura. Choeri, 28 anni, è stato colpito in pieno volto ed è morto immediatamente. Due fratelli, Jamphel Lodoe e Karkho sono stai feriti gravemente e si trovano ora all’ospedale. Il 23, 24 e 29 gennaio, rispettivamente a Drango, Serthar e Bharma Shang, la polizia aveva aperto il fuoco sulla folla dei manifestanti uccidendo almeno sei tibetani e ferendone molti altri. Non si conosce il numero delle persone arrestate ma, nella sola Drango, almeno cento tibetani sono stati arrestati o sono scomparsi. In tutta la regione del Sichuan la tensione è altissima e la polizia ha rafforzato le misure di sicurezza per arginare le proteste. Non riesce tuttavia riuscire a fermare le immolazioni dei tibetani, uomini, donne e ragazzi che denunciano dandosi la morte l’illegale occupazione del Tibet e la repressione in atto.

Un eloquente video al sito: http://news.sky.com/home/world-news/article/16183059 girato da un team di SkyNews, riuscito ad entrare a Ngaba, mostra la massiccia presenza delle forze militari e paramilitari nel territorio.

In un comunicato stampa rilasciato il 6 marzo, l’Amministrazione Centrale Tibetana chiede al governo cinese di tenere in considerazione le richieste dei tibetani all’interno del Tibet e di trovare una soluzione pacifica del problema. Si appella inoltre ai governi e alla comunità internazionale affinché chiedano alla Cina di adottare in Tibet politiche liberali così da porre fine a questo tragico susseguirsi di auto immolazioni.

Continua intanto dal 22 febbraio lo sciopero della fame ad oltranza indetto a New York dal Tibetan Youth Congress. I tre digiunatori – Shingza Rinpoche, Dorjee Gyalpo e Yeshi Tenzin – sono molto indeboliti ma decisi a portare avanti il loro atto di solidarietà e le loro richieste. Senza una tenda sotto la quale trovare riparo dopo che la polizia di New York ha loro ordinato di lasciare il luogo iniziale della protesta di fronte al Palazzo dell’ONU, i tre attivisti affrontano il gelo della città avvolti in pesanti coperte e seduti su sedie a rotelle.

Fonti: ABC news – Phayul -ITN http://www.italiatibet.org/


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