8-Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala 15-18.10.09

Sua Santità il Dalai Lama: La natura di sofferenza delle cose, tutto ciò manifesta la sofferenza della nascita, la sofferenza del decadimento e la sofferenza della morte. Come una bolla che cresce ed a un certo punto scoppia. Le illusioni hanno questa stessa prerogativa.

Sua Santità il Dalai Lama: La natura di sofferenza delle cose, tutto ciò manifesta la sofferenza della nascita, la sofferenza del decadimento e la sofferenza della morte. Come una bolla che cresce ed a un certo punto scoppia. Le illusioni hanno questa stessa prerogativa.

17 ottobre 2009 mattino. Terzo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Cari amici, Sua Santità sta conferendo i suoi insegnamenti in tibetano ed in inglese alla folta comunità di oltre 5.000 fedeli buddhisti taiwanesi, sembra proprio d’essere in Cina. Molti agitano le mani dalla gioia ed altri si prostrano in segno di profondo rispetto all’arrivo nel principale tempio tibetano di Tsuglagkhang del 74enne Leader Spirituale del Buddhismo presso la sede dell’insegnamento di questa mattina.

Parlando in tibetano attraverso un traduttore cinese, il premio Nobel per la Pace ha calorosamente salutato ed ha ringraziato i devoti di Taiwan e tutti noi, convenuti ad ascoltare i suoi insegnamenti. Prima d’iniziare gli insegnamenti il Dalai Lama ha esordito: “E una splendida opportunità di vedere di nuovo molti di voi e voglio dirvi grazie per essere venuti fin qui”.

Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, prima revisione ed editing del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama sul Sutra del Diamante (dorjee chotpa) qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=206, sui “Tre aspetti principali del sentiero” qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=489 (lamtso namsum) di Lama Tzongkapa e sull’Addestramento mentale in sette punti qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=2469 (lojong dhondunma) di Ghesce Chekawa, su richiesta di devoti Taiwanesi.

Sua Santità il Dalai Lama

Per ottenere lo stato del Buddha devi essere determinato ad eliminare la via dell’ignoranza. Fintanto che non si otterrà lo stato del Budha occorrerà impegnarsi a combattere l’ignoranza. I sutra ed i tantra compongono gli insegnamenti buddhisti. Per questo dobbiamo addestrarci per il sentiero, porre le cause per ottenere i risultati.

Come sviluppare la Bodhicitta? Per sviluppare Bodhicitta bisogna sviluppare la grande compassione verso tutti gli esseri che soffrono, fin tanto che non ci rendiamo conto che è possibile liberare tutti gi esseri sulla sofferenza, il che dipende dall’ignoranza.

Fin tanto che non ci si rende conto che è possibile ottenere il nirvana, non si ci rende conto che è possibile liberare tutti gli esseri senzienti dall’ignoranza, eliminandola totalmente.

Perciò Nagarjuna dice che la via per la liberazione è basata

1. sulla compassione,

2. sulla Bodhicitta e

3. sulla saggezza.

Tutto ciò che vediamo, i fenomeni che vediamo, quando li analizziamo ci rendiamo conto che sono vuoti di esistenza intrinseca, sono mancanti di natura essenziale, non esistono di per sé, non esistono per la loro parte, ma sono erroneamente imputati. Comunque, per il modo con cui appaiono, sembrano esistere dalla loro parte. Tutto ciò che è ingannevole ci porta sulla strada sbagliata e ci fa credere che esistano veramente. Questa percezione errata è la radice del samsara e di tutte le emozioni affliggenti. Il che provoca le disillusioni e frustrazioni. Anche i nostri aggregati psicofisici sono privi di esistenza inerente. Sono soggetti a cambiamento, mutano. Tutti noi cambiamo durante la vita. Gli effetti dipendono dalle loro cause dalle loro condizioni, se osserviamo attentamente, vediamo che le cause e gli effetti sono mutuamente indipendenti e non c’è nulla che non sia dipendente da altri fattori. Le cose non sono indipendenti perché non c’è nulla che sia indipendente da cause e condizioni. Le cose non possono esistere per conto loro ma, se pensiamo attentamente, ci rendiamo conto che le cose non esistono indipendentemente.

LA NATURA DELLA CHIARA LUCE

Nel sutra della perfezione della saggezza si dice che la mente non esiste nella mente, perché esiste la chiara luce.

Alcuni colori, la loro interpretazione, mostrano il significato dei tre giri della ruota del Dharma, nel primo giro è espressa la parola mente, la mente pura e impura, impura nel samsara e pura fuori dal samsara.

Il secondo giro della ruota del Dharma esprime il concetto che la mente non esiste di per sé. Se noi pensiamo che le cose esistono veramente nel modo in cui ci appaiono, se andiamo ad indagare, ci rendiamo conto che non possono esistere in quel modo, perché non sono dotate di natura indipendente. La natura della mente pura è il primo giro della ruota del Dharma.

Nagarjuna dice che non è possibile bruciare la mente, ma è possibile eliminare le emozioni negative, lavandole con la chiarezza della saggezza, ma la natura della mente pura non può essere distrutta. Quindi, possiamo bruciare le negatività solo attraverso il fuoco della saggezza. Occorre fare in modo di vincere le negatività attraverso la percezione della saggezza. La mente di chiara luce in sé non è eliminabile. Entrando in questo sentiero si va via via attraverso livelli sempre più sottili di saggezza, per livelli sempre più profondi di comprensione. Sono livelli di cognizione attraverso cui si possono eliminare le negatività: questa è la strada che ci conduce ad eliminare le negatività ed a riconoscere la natura pura della mente. Questo fa sì che sia possibile progredire sul sentiero dei terreni dei Bodhisattva. Conoscere che tutti gli esseri possono ottenere questi stati, quando si intraprende Shamata si incontrano molte difficoltà, non è semplice. Così dobbiamo fare tutti gli sforzi nella pratica del Dharma, dobbiamo utilizzare questi insegnamenti nel sentiero dell’accumulazione e deve diventare una parte esperienziale di noi stessi i contenuti di questi insegnamenti devono diventare la nostra esperienza. Un esperienza di vita verso il sentiero del Bodhisattva.

Nagarjuna dice che non c’è bisogno di sapere tutto per praticare. E’ necessaria la concentrazione per sperimentare ciò che sì è meditato. …

Gli ultimi versi, quelli della goccia sembrano la sintesi di tutto il significato.

La natura delle cose è duplice: convenzionale ed ultima. La prima è l’apparenza delle cose che possiamo vedere senza analisi. Mentre l’altra va oltre, ed esamina l’esistenza vera delle cose che troviamo oltre la natura convenzionale.

Siamo incapaci di vedere la natura ultima per via delle nostre oscurazioni che affliggono la nostra visione. E’ come se avessimo dei difetti visivi che ci impediscono di vedere chiaramente, quindi abbiamo bisogno di occhiali. Non riusciamo a veder il modo con cui le cose esistono, vuote di esistenza intrinseca. A causa dell’ignoranza rimaniamo in una situazione di mente oscurata e, privi della visione ultima, in una situazione in cui ci autoescludiamo dalla realtà. Per il grado di oscurazione della nostra mente siamo incapaci di vedere, perciò occorre una lampada. Le cose sorgono in maniera dipendente e quindi formano i risultati. Proprio perché siamo inseriti in questo sistema di origine dipendente abbiamo come risultati delle cose che non possono essere pure.

Come, quando costruiamo una lampada, abbiamo bisogno di burro o cera, stoppino etc.. così, per poter intraprendere la strada della chiarezza che elimina l’oscurazione, abbiamo bisogno di vari mezzi abili. Solo così la lampada emana il fuoco. La natura ultima della lampada è di essere priva di essenza indipendente, ma abbiamo bisogno di tutta una serie di fattori perché possa eliminare, squarciare l’oscurità.

Altrimenti, cadendo in questi abbagli è come se prendessimo per vere le illusioni di un mago. Così, quando ci rendiamo conto che non c’è nulla caratterizzato dall’immutabilità e dall’impermanenza, lo crediamo irreale. Se, ad esempio guardiamo la tv, siamo coscienti che dietro lo schermo non c’è nulla.

La natura di sofferenza delle cose, tutto ciò manifesta la sofferenza della nascita, la sofferenza del decadimento e la sofferenza della morte. Come una bolla che cresce ed a un certo punto scoppia. Le illusioni hanno questa stessa prerogativa. Quando i fatti accadono, si manifestano per cause e condizioni, il loro funzionalmente è come un sogno. Quando ci svegliamo dal sogno, non c’è più nulla. Così, in questo caso, non c’è nulla di effettivo, ma tutto deriva da cause e condizioni. A causa di queste nubi che coprono la nostra mente, queste coltri ci impediscono di vedere la forma, le vere condizioni di ciò che sta dietro.