Dharamsala 25.09.08 – I giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama: pomeriggio

Dobbiamo premettere che questi sono solo appunti, presi a mano e scaricati sul computer subito dopo gli insegnamenti, in cui non riusciamo certo a darvi una trascrizione esatta di ciò che ha detto Sua Santià nei suoi insegnamenti, in cui parla in tibetano ed in inglese. Pertanto vi preghiamo di scusarci se vi sono errori o incomprensioni.

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.


Sua Santità il Dalai Lama conferisce gli insegnamenti a Dharamsala

Sua Santità il Dalai Lama conferisce gli insegnamenti a Dharamsala

Domanda: PUÒ PARLARE PIÙ ESTESAMENTE DELLA SUA UNICA E SPECIALE RELAZIONE CON LA MADRE?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama: non è un’esperienza unica, più o meno tutti noi abbiamo un legame con nostra madre. Tutti siamo dipendenti da nostra madre. Se qualcuno viene abbandonato dalla propria madre non sopravvivrebbe. Mio padre era un tipo permaloso e gli piaceva molto mangiare il maiale. Mi avevano proibito di mangiare il maiale ed il pesce. Vedendo mangiare mio padre così di gusto aspettavo lì come un cagnetto. Allora poi ho toccato i suoi baffi e sì è arrabbiato..

Domanda: COME NON VIZIARE IL PROPRIO FIGLIO MOSTRANDOGLI COMUNQUE COMPASSIONE?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama: ogni azione dovrebbe essere realistica basata sulla conoscenza della realtà. Delle volte ci vogliono delle lezioni disciplinari. Delle volte per fermare alcune azioni scorrette o la maleducazione si’ deve intervenire in modo fermo. Ma prima bisognerebbe dare al bambino delle spiegazioni. Quindi bisogna sempre sondare bene come è la situazione e realisticamente agire. La motivazione deve sempre essere quella di prendersi cura ed avere compassione senza essere macchiati da odio.

Domanda: NON CAPISCO COSA VOGLIA DIRE AVERE UNA FEDE COMPLETA? Quando uno ha dei dubbi o chiede qualcosa significa che non ha una fede completa?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama: più tardi tratteremo piu’ approfonditamente questi temi. Di base il Buddha stesso dice che non dovreste accettare i suoi insegnamenti solo per devozione, ma unicamente dopo l’analisi e l’investigazione. E’ giusto avere fede ma allo stesso tempo bisogna anche investigare. Per esempio tutta la rappresentazione cosmologica esposta nell’Abidharma descrive il mondo come avente il monte meru etc… ho già detto tante volte che non ci credo! Credo che la scienza moderna abbia dato una rappresentazione della cosmologia molto più accurata. Il buddha stesso ha detto che dovremmo accettare ciò che è ragione e non dovremmo accettare ciò che non è concorde con la logica e con la realtà. Buddha disse che lo studente dovrebbe seguire l’insegnante investigando se i suoi insegnamenti sono logici o meno. Se quegli insegnamenti non sono concordi alla realtà, non sono ragionevoli allora non dovreste accettarli. Quindi dovreste mettere in dubbio analizzare e non prendere per buono tutto cio’ che dice il maestro. Tuttavia, nello stesso tempo, dobbiamo mantenere il rispetto e la fede per il maestro. Buddha ha detto io vi ho mostrato il sentiero attraverso cui sì può sviluppare la mente, ma se lo sviluppo avverrà o dipende dipende solo da voi, io non posso darvi la pace interiore. Per questo disse che ognuno è maestro di se stesso.

Rispondiamo alla terza domanda delle tre che ci siamo posti stamattina.

C’È UNA FINE O NO DI QUESTO IO? DI QUESTO SÉ?

Vi sono due categorie di scuole filosofiche buddhiste. Una crede che vi sia una fine, l’altra no. Una scuola ritiene che una volta che la mente di Buddha ha lasciato il corpo a Cushinigar, quindi dopo la sua entrata nel paranirvana, cessi di esistere. Però Nagarjuna dice che per 3 grandi eoni Buddha Shakyamuni ha collezionato meriti. La mente è fondamentalmente pura, la mente impura è basata sulle visioni errate ed e’ proprio perchè la mente è fondamentalmente pura che si’ possono sempre eliminare le afflizioni. Non vi è nessuna forza che sia antagonista alla mente pura. Quindi il livello più sottile della coscienza, non esistendo nulla che possa distruggerlo, non cessera’. Perciò una persona che diventa Buddha elimina completamente gli aspetti della mente impura ma non c’è nessuna ragione per la quale il continuum mentale dovrebbe cessare. Perciò dal nostro punto di vista pensiamo che la mente pura di Buddha Shakyamuni sia ancora presente. Nonostante il suo corpo grossolano sia sparito le sue manifestazioni possono essere dappertutto. La base fondametale sulla quale sì attribuice l’io è il livello sottile della mente e siccome non c’è nessuna forza che sì contrapponga al continnuum della mente allora anche il sè, che è designato sulla base di essa, continuerà. Per questo si può parlare di non fine del sé.

Quindi abbiamo parlato di come incrementare la nostra spiritualità attraverso mezzi laici, attraverso religioni non teiste e visioni teiste.

INIZIO DEL TESTO

Per parlare di Buddhismo la lingua tibetana è veramente necessaria. Al giorno d’oggi per poter spiegare la filosofia buddhista la lingua tibetana è la migliore. Il primo verso elogia il corpo parlando delle cause che hanno portato ad ottenerlo, la parola dal punto di vista dell’effetto ed elogia la mente dal punto di vista della sua natura.

Il corpo e la parola illuminate provengono dalla mente illuminata di Buddha. Nella preziosa ghirlanda c’è una attenta descrizione di tutte le qualità del corpo di Buddha però uno non può ragionarci sopra. Mentre sulle qualità della mente possiamo ragionarci sopra. Il fatto che vi sia una manifestazioen del Buddha necessita di uno scopo. Soddisfare gli obiettivi degli esseri. Il Buddha ottiene il suo scopo e quindi quello di tutti soprattutto per mezzo della parola, e se uno analizza la sua parola scopre che è priva di contraddizioni. Buddha sakhyamuni non è sorto senza cause e non è sorto da cause che non erano concordi ma è sorto da cause che erano concordi.. Perciò Buddha Shakyamuni ha spiegato il sorgere dipendente perchè vedeva perfettamente sia i fenomeni convenzionali che quelli ultimi. Quindi da questa mente illuminata sorge la parola illuminata. Questa stessa mente che abbiamo adesso, sì dice conoscenza perchè la sua funzione è quella di conoscere, è chiara perchè appare qualsiasi riflesso dei fenomeni e per di più conosce perchè può lavorare con l oggetto che le e’ apparso. Una volta che le macchie avventizie sono state eliminate potremo vedere la realtà dei fenomeni. Non è che la mente deve acquisire un nuovo modo di conoscenza dei fenomeni. E’ qualcosa che già esiste. Ad esempio quando non conoscevano ABC qualcuno ce lo ha spiegato e così la nostra ignoranza a proposito e’ stata eliminata. La facoltà di conoscere è già presente primordialmente nella mente, bisogna semplicemente eliminare queste. Queste macchie sono tutte riconducibili all’ignoranza. La mente ignorante non ha un suporto valido su cui sì può appoggiare. Dobbiamo rafforzare il più possibile la mente che sì contrappone alla mente ignorante. Non possiamo fare delle preghiere chiedendo di essere liberi dall’ignoranza. Dipende da noi, ricordate che siamo i maestri di noi stessi. Le cose da abbandonare sono le visioni errate. Quando sì parla di visioni sì parla di qualcosa che ha che fare con l’intelligenza. Pensandoci sì giunge a una conclusione, questo frutto dell’intelligenza è una visione.

VI SONO QUINDI VISIONI CORRETTE E SCORRETTE CHE CI DANNEGGIANO.

Le visioni scorette non sì possono eliminare con le preghiere ma vanno eliminate tramite la generazione di visioni corrette che sorgono sulla base del Dharma. Il percepire se stessi come aventi un sé intrinseco, quando invece siamo mancanti di un sé intrinseco, ci provoca alcuni atteggiamenti di repulsione, di attacamento perchè pensiamo quello mi danneggia… Quindi bisogna generare quella mente che sì contrappone a questo modo di fare. Crediamo che un fenomeno sia puro quando è impuro. Questa credenza ostinata nell’esistenza di un sé induce molte afflizioni negative come odio ed attaccamento. Stiamo cercando di sviluppare una visione corretta pr poter riconoscere ed abbattere le visioni scorrette. Non sì può dire che un dito è corto o lungo in assoluto, un dito è corto o lungo solo paragonandolo ad un altro fenomeno. Queste sono le convenzionalità. Se uno non analizza, non fa un analisi critica, ritiene tutti i fenomeni esistenti così come gli appaiono e quindi classifica io, tu e gli altri. Anche la causa e il risultato sono dipendenti l’uno dall’altro. Quindi non sì riesce a puntare un dito è dire questo è così.

Da quando il Buddha è apparso sono passati 2600 anni. Dopo che ha ottenuto l’illuminazione a Bodhygaya ha iniziato ad insegnare le quattro nobili verità secondo tre aspetti:

1) l’aspetto del riconoscimento delle 4 nobili verità: la verità della sofferenza, la verità dell’origine della sofferenza, la verità della cessazione della sofferenza, la verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza.

2)l’aspetto del conoscere le quattro nobili verità dal punto di vista di ciò che deve essere abbandonato ed ottenuto: quindi la sofferenza deve essere conosciuta, l’origine abbandonata, la cessazione ottenuta e il sentiero realizzato.

3)l’aspetto del conoscere le quattro nobili verità in relazione al risultato che si ottiene:

. questa è la sofferenza da conoscere ma non c’è nessuna sofferenza intrinseca da conoscere

. questa è l’origine della sofferenza ma non vi è nessuna origine da abbandonare

. questa è la cessazione ma non vi è nessuna cessazione da ottenere

. questo è il sentiero che si deve meditare ma non c’è nulla di intrinseco da meditare

Una volta che avete praticato il sentiero percepite le 4 nobili verita’ dal punto di vista ultimo, quindi prive di esistenza intrinseca.

I fenomeni hanno due livelli di esistenza. Uno che è l’apparenza e uno che descrive come l’oggetto è. Anche gli animali a livello grossolano possono comprendere la differenza fra apparenza e realtà. Se mostriamo al nostro cane qualcosa che sembra cibo e poi si accorge che in realtà non è cibo le volte seguenti sara’ cosciente dell’inganno. Quindi parliamo di una realtà convenzionale e una realtà ultima.

Anche gli animali conoscono in un certo senso la causa ed effetto ed hanno un senso di proteggersi dalla sofferenza. Ad un livello grossolano di conoscenza anche gli animali lo conoscono. Quando noi cerchiamo di ottenere soldi sappiamo bene che non potremo mangiare i soldi, quindi dobbiamo porre le cause, acquisire i soldi, per poi comperare ciò che ci interessa. E quindi possiamo facilmente comprendere che bisogna eliminare certe cause per eliminare certi risultati. Come è facile comrpendere che bisogna porre alcuni risultati per sperimentarne gli effetti. Una causa esiste come causa solo nel momento in cui produce un risultato.

ANCHE UN RISULTATO È TALE SOLO QUANDO DIPENDE DA UNA CAUSA.

Questo dipendere dalla legge di causa ed effetto indica che i fenomeni sono interdipendenti. La causa per essere tale dipende dal suo risultato e il risultato per essere tale dipende dalla sua causa. Se qualcosa dipende da qualcos’altro vuoldire che non ha libertà di non dipendere. Stiamo parlando quindi di mancanza di un sé autonomo, che non esiste intrinsecamente proprio perchè dipende da altro da sé. Perciò quando Buddha stesso ha presentato le 4 nobili verita’ dal punto di vista ultimo sottolinea che esistono in modo interdipendente e in modo autosufficente. Perciò Buddha ha spiegato come tutti fenomeni esistano solo come designazione di un etichetta, di un nome. Perciò Buddha ha presentato due cicli di insegnamenti: uno basato sulla realtà convenzionale ed uno basato sulla realtà ultima.

La mente piena di oscurazioni che abbiamo in questo momento può essere eliminata perchè possediamo il seme della mente di chiara luce. Soprattutto ci dobbiamo sforzare di usare la ragione. Dobiamo incrementare la capacità di discriminare, questo è il vero nostro maestro, il vero nostro rifugio. Solo così possiamo ottenere la mente di onniscenza di un Buddha. Per mostrare il sentiero è necessaria la parola e il corpo illuminata. Ma questa mente illuminata non finisce. Se finisse la mente illuminata no ci sarebbe la possibilità di ottenere il corpo di godimento (nirmanakaya) di cui invece sì parla nei testi tantrici.