S.S. Dalai Lama: Insegnamenti Kalachakra Ky Gompa 7

7I MEZZI ABILI E LA SAGGEZZA

Dagli insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama, preliminari all’iniziazione del Kalachakra, conferiti a Ky Gompa (Spity Valley) H.P. – India 8 -11 ago 2000, basati sugli “Stadi Intermedi di Meditazione” di Acharya Kamalashila e le “Trentasette pratiche del Bodhishattva” di Togmey Sangpo.

Tra gli ascoltatori occidentali figurava anche un gruppo d’italiani del Centro Studi Tibetani FPMT Sangye Cioeling di Sondrio che ha registrato il discorso di Sua Santità, tradotto in inglese dal competente monaco Lakdhor. Ve ne proponiamo la settima parte.

Appunti a cura del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania

Sua Santità il XIV Dalai Lama

I Sutra di Gaya dicono che “Il sentiero del bodhisattva ha due caratteristiche: i mezzi abili e la saggezza”. Il Buddha dice che “la perfezione della saggezza è una caratteristica che appartiene alla madre, mentre i mezzi abili al padre”.

Gli insegnamenti di Aviemalakirti spiegano inoltre quali sono gli ambiti del Bodhisattva e cos’è la liberazione.

Il condurre, nell’esistenza ciclica, la propria vita improntata alla saggezza adottando gli strumenti abili è la pratica del Bodhisattva, ma condurre nell’esistenza ciclica una vita che utilizza i soli strumenti validi, corrisponde alla pratica della liberazione.

La saggezza disgiunta dai mezzi validi è solo limitante, mentre, quando è unita a loro, conduce alla liberazione.

Perciò il bodhisattva coltiva sia la saggezza della vacuità sia gli strumenti validi per eliminare le visioni erronee (ma, ovviamente, non si sforza di realizzarle) non cade affatto in queste ultime. <!– @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } –>

Il Sutra delle dieci qualità dice che la persona devota verso il fuoco lo rispetta e lo venera come se fosse il suo maestro, ma non lo prende in mano, perché sa che, altrimenti, ne rimarrebbe ustionato, e proverebbe un gran dolore fisico e una grande sofferenza mentale.

Similmente il bodhisattva è consapevole dell’esistenza del nirvana ma non cerca di realizzarlo, perché sa che, altrimenti, egli abbandonebbe la via dell’illuminazione. Così il Bodhisattva sa che, con i soli mezzi validi, non potrà sollevarsi dall’ambito dell’ordinario livello della realtà transitoria: pertanto coltiverà sì gli strumenti validi, ma non disgiunti dalla saggezza.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– Il potere dalla saggezza.

Per il potere di quest’ultima, il bodhisattva potrà permutare in nettare persino le emozioni disturbanti, come la trasformazione del veleno in un’alchimia tantrica. Non c’è certo qui bisogno d’elogiare la generosità, che conduce ad elevati stadi naturali d’esistenza. Il Buddha aggiunge: «Kashepa, per il potere del tantra il veleno non mi potrà uccidere».

In modo simile, le emozioni disturbanti non possono causare delle cadute al bodhisattva, proprio perché detiene il potere della saggezza.

Pertanto, a causa del potere dei mezzi abili, il bodhisattva non abbandona l’esistenza ciclica, non cade nel nirvana. Per il potere della saggezza abbandona qualsiasi concezione o visione oscurante d’esistenza indipendente o inerente, e non cade nell’esistenza ciclica.

Il Sutra del Tesoro dello spazio afferma: “Grazie al potere della saggezza, il Bodhisattva elimina tutte le emozioni disturbanti: per la sua conoscenza degli strumenti validi, egli non abbandona gli esseri senzienti.

Pertanto occorre che chi sarà interessato a raggiungere la piena buddhità coltivi la saggezza ed utilizzi i mezzi validi.

Meditando sulla saggezza trascendentale, o mentre siete profondamente assorbiti in meditazione, non potete sviluppare i metodi validi, come la pratica della generosità.

Ma, gli strumenti validi possono essere coltivati insieme con la saggezza, nel periodo delle pratiche di preparazione ed in quello successivo alla meditazione: questo è il modo di praticare simultaneamente la saggezza ed i mezzi validi.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– Mentre meditate sulla saggezza trascendentale,

o mentre siete in uno stato di profondo assorbimento meditativo, non potete applicarvi alla pratica degli strumenti utili, come la generosità, perché la vostra mente è totalmente focalizzata sulla meditazione della vacuità.

Potete tuttavia impegnarvi nella pratica della generosità nel periodo preparatorio o successivo alla meditazione, quando non sarete immersi nella piena saggezza trascendentale dell’assorbimento meditativo.

E’ proprio la caratteristica del sentiero del bodhisattva quella di sviluppare la saggezza trascendente al pari dei mezzi validi.

Quando state meditando in modo univoco sulla vacuità, in quel momento non avrete la sensazione di farlo.

Ma, prima di giungere a quello stadio, potrete meditare sulla vacuità, vedendo tutti i fenomeni come un illusione, privi d’una loro esistenza indipendente, persino quelli che vi appaiono come tali.

Per quanto riguarda le pratiche post meditative, potrete quindi dedicarvi a pratiche di sviluppo della bodhicitta, in cui visualizzate voi stessi come un’illusione o gli altri come un’illusione. Pensiamo che dopo aver fatto queste pratiche di meditazione sulla vacuità, in cui visualizzate voi o gli altri come un’illusione, potete poi dedicarvi alle pratiche sui mezzi abili. Queste riguardano la parte trascendente, che è totalmente connessa alla generazione della grande compassione che abbraccia tutti gli esseri senzienti.

Una volta usciti dall’assorbimento meditativo, praticherete i mezzi abili, come la generosità verso tutti gli esseri, senza credere ad illusioni o a concezioni errate.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– Gli insegnamenti dell’Akshiamatrisutra dicono: “Cosa sono i mezzi abili per un bodhisattva? Quale saggezza realizza? Professare i mezzi abili del bodhisattva significa pensare e benedire con grande compassione le menti degli esseri senzienti, come se ci trovassimo nell’assorbimento meditativo, stando molto vicino a loro, sviluppando grande compassione, equanimità, meditando sulla pace, sulla pace esterna e sulla saggezza”.

Vi sono molti modi di meditare, basati sul controllo delle forze negative.

Inoltre, la perfette attività d’un bodhisattva è riferita agli sforzi consapevoli attraverso la mente di saggezza e alla raccolta di dharma meritori attraverso la mente dei mezzi abili.

La mente di saggezza porta alla consapevolezza della mancanza d’un sé inerente, all’assenza dell’esistenza inerente degli esseri senzienti: l’esistenza sostanziale della vita e delle persone; mentre la mente abile porta a prendersi totalmente cura degli esseri senzienti.

La Raccolta esaustiva dei Sutra di Tutte le Qualità afferma inoltre: “Fai come il mago che è consapevole della natura effimera della sua creazione, destinata a svanire in breve tempo, perciò, egli non sviluppa attaccamento nei suoi riguardi. Così, vedi i tre mondi come un illusione, così come la saggezza del Buddha da tempo immemorabile conosce la situazione degli esseri senzienti in questo mondo, ed ha intrapreso grandi sforzi per aiutarli”.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– A causa della pratica di saggezza e di metodi abili,

messe a punto dal bodhisattva, si dice che con la loro attività eliminano l’esistenza ciclica, ma nei loro pensieri v’è il nirvana dimorante, la loro visione della realtà è influenzata dalla vacuità. Ma, in termini di pratica, il bodhisattva si sforza d’aiutare e di stare vicino agli esseri senzienti, ricordando i loro bisogni e così via.

In questo modo, confermiamo l’importanza della pratica della generosità e dei mezzi validi, dedicati a rispondere ai bisogni degli esseri senzienti al fine di raggiungere l’illuminazione. Questo processo acquista validità una volta raggiunto un profondo senso della vacuità e di grande compassione, per generare la mente ultima del risveglio di bodhicitta.

Come detto in precedenza, la pratica deriva dalla meditazione, specialmente se condotta regolarmente e con costanza.

Come fu enunciato nei Campi Puri dei Sutra dell’Impegno: “Ci si deve costantemente familiarizzare con i mezzi abili, mantenendo la piena consapevolezza sulle buone qualità dei bodhisattva: occorre perciò sempre impegnarsi per il beneficio degli altri esseri senzienti”.

Coloro che si familiarizzano con la compassione ed i mezzi abili, con la mente del risveglio di bodhicitta, in questo modo, indubbiamente, raggiungeranno delle grandi qualità in questa stessa vita.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– Otterrete le qualità speciali della mente chiara

In tal modo, si giungerà a visualizzare spontaneamente i Buddha ed i bodhisattva nei sogni, si faranno altri sogni meravigliosi, le divinità generose vi proteggeranno, in ogni momento riceverete un’immensa accumulazione di meriti, verranno purificate le vostre emozioni disturbanti, come pure saranno purificati gli altri stadi negativi dell’esistenza, gioirete in tante e tante occasioni, gli altri esseri vi ringrazieranno col loro sorriso e godrete d’una gran pace mentale.

Il vostro corpo non si ammalerà, avrete tante opportunità, otterrete le qualità speciali della mente chiara.

E’ in questo modo che dovete praticare durante le sedute di meditazione ed anche nelle sessioni post meditative, come è spiegato in questo testo ed in quello delle “Trentasette pratiche del Bodhishattva” di Togmey Sangpo. Dovrete meditare su questi soggetti, come sulla preziosa rinascita umana, e così via; particolarmente di mattino: mediterete sulla gentilezza amorevole e sulla compassione. La vostra vita quotidiana dovrà rimanere improntata a queste pratiche, sia che stiate studiando, sia che siate impegnati in faccende domestiche.

– Non ho bisogno di libri, perché tutti i fenomeni visibili sono i miei maestri.

Se sarete sotto l’effetto benefico di queste pratiche, di fronte agli esseri indifesi la vostra compassione si rafforzerà; come pure, osservando molteplici esperienze negative le vivrete come illusioni, come sorte da fattori transitori non destinati a perdurare, privi d’esistenza indipendente.

Come disse il grande maestro Chankya Dorje: ”Quando potrete osservare questi svariati conseguimenti sarete in grado di riconoscere che sono il risultato del cambiamento dell’immutabile madre, ovvero dell’espressione della comprensione della vacuità”.

E’ perché tutto è interconnesso che siete in grado di riconoscerne le relazioni. Quando siete in grado di mantenere questa visione, ogni circostanza sarà l’occasione per rafforzare le vostra presa di rifugio, per acquisire maggiore consapevolezza della transitorietà, dell’impermanenza della realtà.

Il grande maestro Potowa disse: «Non ho bisogno d’alcun libro, perché tutti i fenomeni visibili sono i miei maestri».

Dal momento in cui siete in grado d’apprezzare tutti i diversi aspetti della vacuità, sarete in grado di richiamarvi alla mente i punti fondamentali della pratica.

– Al termine della giornata, dovreste riflettere a ritroso sul modo in cui l’avete trascorsa.

Avete compiuto qualcosa d’orribile, di sconveniente, di negativo, di distruttivo?

Se, ad esempio avete litigato con qualcuno, se avete ingannato qualcuno, alla fine della giornata dovrete confessare le vostre negatività.

Dovrete avere l’onestà d’ammettere: “Oh, che cosa ho fatto! E’ un qualcosa d’orribile! Ho aggredito, ho insultato il tizio, l’ho ingannato”.

A quel punto dovrete prendere la ferma decisione di non ricadere in queste negatività e di scusarvi con chi è stato da voi danneggiato.

D’altra parte, se troverete d’aver trascorso in modo positivo la giornata, dovreste rallegrarvene, poiché l’avete dedicata per raggiungere l’illuminazione a il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

In questo stesso modo dovreste dedicarvi per aiutare nelle situazioni bisognose tutti gli esseri senzienti nostre madri.

Andate quindi a dormire in pace ed in modo rilassato.

Il mattino successivo, quando vi alzate, riflettete: “Oggi mi aspetta un nuovo giorno, devo compiere una vita piena di significato, devo far di tutto per diventare un vero seguace di Buddha, per seguire i desideri di Buddha”.

Quindi, di nuovo dovrete meditare sull’amorevole gentilezza, sulla compassione, sulla vacuità, e, per meglio prepararvi, potrete meditare sulla sofferenza dell’esistenza ciclica, sull’impermanenza, sulla difficoltà d’ottenere la preziosa rinascita umana.

Sua Santità il XIV Dalai Lama

– Se si compiono questi esercizi meditativi interiori, le pratiche fisiche diventano meno importanti.

Nel corso di tutte queste pratiche dovrete sviluppare bodhicitta e la saggezza che realizza la vacuità. In questo modo cercate di praticare il più possibile e, oltre a ciò, se siete in grado d’intraprendere le pratiche quotidiane di yoga, fatelo! Sarà meraviglioso!

Se, tuttavia, effettuerete le vostre pratiche yoga senza queste basi, sarà come costruire una casa con blocchi di ghiaccio: non appena sorgerà il sole, e i suoi raggi si faranno caldi ed essa si scioglierà.

Per quanto grandi possono essere le pratiche tantriche, si rivelano efficaci solo se sono costruite su solide fondamenta, quali quelle delle pratiche dei sutra.

E’ in questo modo che dovete continuare la vostra pratica, e dovete incrementarla, sia nel caso che viviate una vita di prosperità, che di sofferenza.

Non importa che abbiate da recitare o no tante preghiere, quel che è veramente importante è esercitare la vostra mente a riflettere su questi punti. Potrete, oltre a ciò, svolgere altre pratiche, come la recitazione di mantra, circumdeambulare attorno ad un tempio e così via.

Come disse Aryadeva nei suoi “Quattrocento versi”: “Se si compiono questi esercizi meditativi interiori, le pratiche fisiche sono meno importanti”. Le pratiche peculiari buddhiste sono effettuate mentalmente, per identificare la natura distruggente delle emozioni affliggenti. Da questo cammino svilupperete formidabili energie contrapponenti per eliminarle.

Quando parliamo d’eliminare le emozioni affliggenti, non intendiamo eliminarle temporaneamente, ma di farlo per sempre, realizzando la visione della vacuità, la saggezza che realizza la vacuità, la quale è influenzata dalla pratica della bodhicitta. Se vi avvierete su questa strada, sentirete di migliorare continuamente: giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, come diceva il paragrafo che ho appena letto:” Coloro che si familiarizzeranno con la pratica della compassione e dei mezzi abili, impegnandosi lungo il cammino della mente di bodhicitta, già in questa vita otterranno dei grandi benefici”.

In questo modo, il risveglio della mente di bodhicitta indubbiamente darà risultati eccezionali in questa stessa vita, visualizzerete i Buddha ed i bodhisattva nei vostri sogni, divinità benefiche vi proteggeranno, sarete gratificati da un’immensa accumulazione di meriti.

Le emozioni disturbanti o le altre negatività saranno purificate, in ogni momento avrete felicità e pace mentale, molti esseri vi sorrideranno, non vi ammalerete, raggiungerete delle qualità speciali, come la chiara luce.

Quest’ultima la potrete ottenere sia con le pratiche tantriche, sia relizzando la vacuità. Otterrete innumerevoli poteri miracolosi, che offrirete al Buddha, come pure potrete ascoltare i suoi insegnamenti.

– Al momento della morte, senza dubbio, vedrete il Buddha ed i bodhisattva, rinascerete in famiglie ed ambienti speciali, mai separati dal Buddha e dai Bodhisattva. I vostri meriti vi faranno raggiungere un gran benessere. Sarete attorniati da un gran stuolo di seguaci.

Dal momento che possedete un’intelligenza acuta, capirete i bisogni degli esseri e ve ne farete carico. In qualunque vita vi troverete, sarete in grado di ricordarvi delle vite precedenti. Cercate di comprendere questi straordinari vantaggi, descritti in altri sutra.

Ora passiamo all’altro testo, le “Trentasette pratiche del Bodhishattva” di Togmey Sangpo.

Come espresso nella Madyamika, i fenomeni e gli oggetti vengono designati dalla mente. Anche in questo caso non abbiamo nessun oggetto, nessun soggetto esistente indipendentemente: è questa la meditazione dello spazio.

In questo modo s’ingenera un distacco dall’attaccamento verso le cose, anzi una repulsione nei loro riguardi.

Ciò che appare, va percepito come un illusione, come la visione d’un arcobaleno che si vede ma non si può toccare. Allo stesso modo, quando appaiono sia l’oggetto dell’apprezzamento, sia quello della repulsione, entrambi vanno visti come se fossero un arcobaleno, ovvero un illusione. Meditando in questo modo si eliminano le afflizioni mentali.

Allo stesso modo dobbiamo vedere la sofferenza, come un sole terribile, abbacinante, come la morte d’un proprio figlio: anche questa non è reale, fa soffrire ma, se l’osserviamo non è reale, anch’essa va vista come un illusione. Ciò fa comprendere il modo di meditare sulla bodhicitta ultima: essa è concentrata sulla vacuità.

Ma la bodhicitta ultima non è sufficiente per l’ottenimento della buddhità e del risveglio completo del bodhisattva. Alla bodhicitta ultima va unita la pratica dell’amore e della compassione.

Questa è la motivazione per cui dobbiamo donare: senza aspettarci nulla in contraccambio. Per questo dovreste intraprendere la pratica del bodhisattva. Senza praticare la disciplina etica non potrete minimamente seguire i vostri propositi. Parlare di prendersi cura degli altri esseri senzienti diventa un controsenso se non si parte dalla nostra disciplina morale, lasciando da parte ogni attrazione verso i piaceri del samsara.

Il bodhisattva che desidera la ricchezza delle pratiche virtuose, questo bodhisattva ne goderà dei loro immensi benefici, così come si gioisce per l’ottenimento di tesori e di gioielli.

Perciò, pur senza basarsi sulla razionalità, ogni essere senziente mediterà sulla pazienza: questa è la pratica del bodhisattva.

– Meditate sulla saggezza non concettuale.

Persino i meditatori solitari ed i praktica Buddha, il cui unico proposito è di raggiungere la liberazione per sé stessi, si dedicano con tutto impegno a questo scopo.

Pertanto, la pratica del bodhisattva è proprio quella di impegnarsi per la liberazione di tutti gli esseri senzienti.

La speciale introspezione della pratica della calma dimorante è capace di distruggere le emozioni affliggenti. Consci di ciò, l’impegno nella meditazione concentrativa, trascendendo i quattro stadi senza forma, rappresenta la pratica del bodhisattva.

Nell’essenza della saggezza, le prime cinque perfezioni non saranno sufficienti per raggiungere l’illuminazione.

Pertanto, meditare sulla saggezza non concettuale, che non riconosce gli oggetti e le persone come dotati d’un esistenza indipendente, è la pratica del bodhisattva.

A questo punto il testo parla della pratica da compiere giornalmente.

Esaminate sempre accuratamente ogni vostro comportamento, verificandone gli errori o le mancanze: pure questa è la pratica del bhodisattva.

Anche se siete un praticante religioso, se siete un monaco o una monaca, potreste compiere delle pratiche che nulla hanno di religioso.

E’ sempre importante trovare i propri errori, e, prima ancora, avere il coraggio d’ammetterlo.

Come disse Millarepa: «Al vostro esterno apparite come un praticante religioso, ma al vostro interno potreste essere corrotto».

Il verso successivo recita:” Per quanto riguarda le emozioni affliggenti, se parlate delle colpe degli altri bodhisattva, ciò vi porterà solo ad ulteriori cadute”.

Pertanto, non si deve parlare delle cadute delle persone che sono entrate nel sentiero mahayana del bodhisattva. Vi dovete giudicare da soli, per quanto vi riguarda, e non dovete parlare delle colpe degli altri, a meno che non lo facciate con una motivazione corretta.

Dibattete e conversate con gli altri sempre in modo rispettoso, così la vostra meditazione del pensiero e dell’ascolto non ne risulterà disturbata.