6 S.S. Dalai Lama: Insegnamenti Londra 1994

Sua Santità il Dalai Lama: Nella cultura buddhista, anche se non si impiegherebbe la parola destino, esiste il concetto di Karma, che forse è quello che meglio corrisponde".

Sua Santità il Dalai Lama: Nella cultura buddhista, anche se non si impiegherebbe la parola destino, esiste il concetto di Karma, che forse è quello che meglio corrisponde".

Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Londra settembre 1994 al Seminario “John Main”, sul tema: “Il buon cuore

Lettura buddista del Vangelo

VI

La Trasfigurazione (Lc 9,28-36)

Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sè Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E mentre pregava, il suo volto cambiò

d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini

parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano

della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva.

Mentre parlava così venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube,

ebbero paura. E dalla nube uscì una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio,

l’eletto; ascoltatelo”. Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferiscono ad alcuno ciò che avevano visto. (Lc 9,28-36)

Il brano sulla Trasfigurazione parla di argomenti che, ance questa volta, sembrano comuni alle principali tradizioni religiose del mondo. Fra questi c’è la possibilità di avere esperienze visionarie mistiche e l’importanza di metafore come gli arcobaleni e le nubi, (1) anche se nel contesto di questi brani del Vangelo il significato di tali elementi può essere leggermente diverso per l’unicità accordata a Gesù nella sua qualità di Figlio di Dio. Ma parlando in generale, dal punto di vista buddhista quando una persona che pratica raggiunge un livello avanzato di realizzazione nella propria evoluzione spirituale, è possibile che anche sul piano fisico possa manifestarsi una trasformazione analoga. Nei sutra si trovano storie di questo tipo riguardo al Buddha. Come nel Vangelo, tali storie cominciano con il Buddha che si trova in un certo posto in un dato momento. I suoi discepoli, in particolare i due

principali, (Sariputra e maudgalyayana), notano un cambiamento nel suo aspetto fisico. Dal suo corpo emana una grande luminosità, e il viso è illuminato da un sorriso inconfondibile. Allora un discepolo gli chiede: “Vedo dei cambiamenti in te. Perchè si stanno verificando? Per quali motivi? Che pensieri ti passano per la mente? Diccelo, per favore”. Queste parabole sono simili a quelle che troviamo nel brano del Vangelo sulla Trasfigurazione.

Anche l’apparizione dei due profeti Mosè ed Elia corrisponde nella letteratura buddhista a svariate citazioni di eventi mistici, in cui una persona si trova di fronte a certi personaggi storici. Sono apparizioni note come (visioni pure). In alcuni casi, potrebbero essere autentici contatti, sul piano mistico, con personaggi storici. In altri ancora, potrebbero essere incontri con esseri che assumono l’apparenza la forma fisica di tali personaggi storici. Contatti di questo genere possono avvenire.

Per comprendere tali fenomeni misteriosi, dobbiamo avere una minima comprensione del fenomeno dell’emanazione. Per esempio, il grado di autonomia di un’emanazione dipende dal livello di realizzazione dell’individuo che sta creando l’emanazione, cioè colui che la produce. A un livello inferiore, l’individuo che ha creato l’emanazione la controlla e la domina in buona misura, proprio come accade con un computer. D’altra parte, nel caso di una persona con realizzazioni spirituali molto elevate, gli esseri emanati possono essere relativamente autonomi. In un testo buddhista c’è un passo secondo cui le emanazioni prodotte da un essere pienamente illuminato godranno anch’esse di un alto livello di autonomia. Tuttavia ciò non significa che le emanazioni siano esseri reali, viventi. In un certo senso sono semplici creazioni di una mente estremamente evoluta. Per esempio, i precetti monastici contemplano quattro regole fondamentali, una delle quali è di non uccidere. Nella definizione di uccidere, però, c’è la condizione che l’oggetto dell’uccisione sia un essere umano, non un’emanazione; insomma, le persone emanate non sono considerate autentici esseri viventi.

Anche i nostri giorni si hanno visioni mistiche. Alcune persone hanno avuto esperienze mistiche durante le quali sono entrate in contatto con grandi maestri dell’India o del Tibet. Vorrei fare anch’io tali esperienze, ma purtroppo…peccato, perchè avrei alcune domande da porre. Se dovessi avere tali esperienze visionarie mistiche, farei molte cose. Per esempio, se riuscissi ad avere la visione di un grande maestro indiano del passato, mi metterei nei panni di uno scienziato, sarei l’avvocato del diavolo, e gli rivolgerei numerose domande! Anche se le persone che hanno raggiunto uno stadio spirituale estremamente evoluto possono produrre svariate forme di emanazioni e manifestazioni, questo non significa che tutti riusciranno a percepire tali visioni e tali presenze. Per riuscire a percepire le visioni, una persona deve possedere una certa maturità, recettività e apertura spirituale. Per esempio, nel brano che narra l’episodio in cui Pietro vede Mosè ed Elia, se insieme a Cristo vi fossero state altre persone è molto probabile che alcune di loro non avrebbero potuto vederli.

Se sono possibili tali fenomeni di emanazione, naturalmente è lecito indagare sulla loro meccanica. Su che base si possono spiegare tali eventi? Nel contesto buddhista, se interpretiamo tali fenomeni dal punto di vista del (tantra), l’aspetto esoterico del buddhismo tibetano, possiamo dare una spiegazione basata sulla dinamica delle energie sottili, chiamate (prana). Per mezzo di svariate tecniche meditative, un praticante può conquistare un alto livello di controllo su queste energie psicofisiche. Nel sistema dei (sutra), cioè il sistema non tantrico, si può spiegare invece questo fenomeno mediante il potere della concentrazione, o il potere della meditazione. Parlando francamente, sono fenomeni molto misteriosi, e non posso affermare di avere alcuna competenza per spiegarli nei particolari. Ritengo che in questo campo siano sommamente necessari lo studio e la ricerca, oltre alla sperimentazione pratica.

Tali incontri visionari avvengono a molti livelli diversi e possono essere classificati in tre tipi principali. Il primo tipo è un’esperienza a livello più mistico, intuitivo: l’incontro non è veramente concreto o tangibile, si tratta piuttosto di una (sensazione), l’intuizione di una presenza. Il secondo è un incontro più tangibile, ma non a livello sensoriale: è un’esperienza a livello mentale, concettuale. Il terzo tipo è quello più reale e tangibile, e costituisce un’esperienza sensoriale. È come vedere qualcuno faccia a faccia a occhi aperti.

Parlando di stati graduali, quest’ultimo è più vero e reale di quanto lo siano i precedenti.

Un fenomeno analogo, con visioni mistiche, si verifica al lago sacro di (Lhatso Lhatso), in Tibet. (2) Ho persino sentito parlare di casi in cui alcuni turisti stranieri hanno avuto visioni nei pressi del lago. Tuttavia, se ci sono dieci persone che possono vedere il lago nello stesso momento, è possibile che ciascuna abbia una visione diversa. O è persino possibile che tutte e dieci percepiscano la stessa immagine. In certi casi, si è addirittura riusciti a catturare le immagini fotografandole. Perchè ci sono queste differenze? È estremamente misterioso. Eppure deve esistere una spiegazione. In questo passo del Vangelo c’è un riferimento al (destino). Mi viene fatto di chiedere se nella tradizione cristiana si ritenga che ogni essere umano ha un particolare e predeterminato destino da compiere.

PADRE LAURENCE: Sì. In fondo ciascuno ha un destino, di cui è partecipe nell’essere di Dio.

DALAI LAMA: Si può affermare che, in determinate circostanze, il destino individuale può evolversi e cambiare?

PADRE LAURENCE: Sì, perchè l’individuo è libero di accettare tale destino, tale “vocazione”, oppure no. C’è un rapporto fra destino e libero arbitrio.

DALAI LAMA: Nella cultura buddhista, anche se non si impiegherebbe la parola destino, esiste il concetto di Karma, che forse è quello che meglio corrisponde. Sebbene il Karma implichi un certo livello di costrizione, questo non toglie che siano necessarie determinate condizioni circostanziali per poterne fruire. Come ho già detto, ci sono immagini particolari, come le nuvole e gli arcobaleni, che sono comunemente usate in molte tradizioni religiose.

Naturalmente la scienza spiega perchè si formano gli arcobaleni: in determinate condizioni di umidità, temperatura e così via. Ho sempre voluto saperne di più su quegli arcobaleni particolari che non hanno diversi toni di colore, e sono come una pura luce bianca che forma una linea retta anzichè un arco. Mi sono sempre chiesto perchè accada!

Nel contesto buddhista tibetano l’immagine dell’arcobaleno adempie due funzioni. Innanzitutto, l’arcobaleno è spesso associato a segni di buon auspicio, buona fortuna e buona sorte. Inoltre, l’arcobaleno è spesso usato come metafora per descrivere la natura illusoria e non sostanziale di tutte le cose e di tutti gli eventi. E’ interessante che questo passo del Vangelo menzioni una voce proveniente dallo spazio. Anche a questo proposito, nella dottrina buddhista troviamo riferimenti analoghi a una voce proveniente da chissà dove. In Tibet è credenza comune che intorno al VII secolo, durante il regno di re Lha Tho-thori, certe Scritture buddhiste siano cadute dal cielo. Alcuni studiosi hanno affermato che non era così, che tali testi in realtà furono importati dall’India. Ma se all’epoca fosse stata rivelata la loro autentica origine indiana, la gente non le avrebbe venerate. Perciò è nato il mito delle Scritture cadute dal cielo, che ha avuto una precisa funzione nella loro tradizione spirituale.

http://www.rosacroceoggi.org/testi/incontro%20con%20gesu.%20dalai%20lama.pdf