Dharamsala 27.09.08 – III giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama

Dobbiamo premettere che questi sono solo appunti, presi a mano e scaricati sul computer subito dopo gli insegnamenti, in cui non riusciamo certo a darvi una trascrizione esatta di ciò che ha detto Sua Santià nei suoi insegnamenti, in cui parla in tibetano ed in inglese. Pertanto vi preghiamo di scusarci se vi sono errori o incomprensioni.

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Sua Santità il Dalai Lama

Da quando Buddha Shakyamuni ha offerto questa grande tradizione spirituale che, insieme a tutte le altre tradizioni, serve gli esseri viventi sono passati 2600 anni. Noi tibetani siamo rimasti isolati sulle vette innevate del Tibet dai nostri vicini: i Cinesi, i Vietnamiti, i Giapponesi, i Thailandesi popolazioni tutte vicine fra di loro. Ora c’è una nuova era, quella dell’informazione, da quando sono diventato una persona senza paese questo mi ha dato l’opportunità di incontrare molti diverse correnti di pensiero: Induismo, Jainismo, Cristiani, musulmani, grandi scienziati, altri appartenenti a classi Buddhiste e anche non credenti. La mia vita sì è molto arricchita da questo contatto. Noi siamo Buddhisti per tradizione, nel tempo in diversi luoghi del mondo diverse tradizioni religiose si sono sviluppate in accordo alle esigenze delle popolazioni. Ho già sottolineato che è molto meglio se gli occidentali continuassero a mantenere la propria religione. In Asia il messaggio di Buddha esiste da milioni di anni perciò noi tradizionalmente siamo Buddhisti. E’ un diritto di tutti scegliere il proprio credo. Ad esempio in Tibet il 99% della popolazione è buddhista ma vi sono alcuni musulmani. Questo è bene. Sono buone persone, pacifiche.

In una grande importante parte dell’Asia, l’India, ci sono molte scuole di pensiero, e si rapportano pacificamente. Questo stesso Paese ha dato rifugio ai Parsi e ai Musulmani. Di base penso che ci sia grande tolleranza religiosa e tutti vivono pacificamente il proprio crede. Comunque tutti gli indiani hano grande rispetto per il Buddhismo e vedono Buddha Shakyamuni come un’incarnazione di Vishnu. Siccome noi pratichiamo il BuddhaDharma da numerosi generazioni, anche per gli occidentali è molto importante mantenere la propria tradizione religiosa.

Molte volte ho detto che non è sufficente la sola fede. La cosa importante è mantenere viva la struttura e lo studio, la conoscenza.

L’anno scorso una persona Cristiana, in Italia, ha partecipato con interesse genuino ad alcuni miei insegnamenti sul BuddhaDharma.

Un monaco ascolta con devozione gli insegnamenti di Sua Santità

Il monaco Tenzin ascolta con devozione gli insegnamenti di Sua Santità

Sua Santità ha chiesto al Cristiano dove Dio avesse collocato l’anima all’interno di ognuno di noi?

Mi ha risposto non lo so.

Anche noi Buddhisti crediamo nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha ma, se chiedete loro, molti non sapranno nemmeno esattamente cosa è Buddha. Non sanno rispondere approfonditamente.

E’ una nostra libertà scegliere se praticare o meno una religione ma, una volta scelta, è necessario studiare e conoscerla a fondo. Solo dopo lo studio, che rappresenta una tappa essenziale, potrà sorgere la fede.


In questi giorni abbiamo recitato il sutra della perfezione della saggezza ma senza conoscerne il significato. Delle volte lo abbiamo recitato anche in Pali e in koreano, ma non sappiamo il significato profondo.

Lo studio è molto importante , è essenziale.

All’inizio degli anni ’60 avevo già notato che quando davo spiegazioni agli occidentali, questi stavano molto attenti e prendevano nota. Mentre quando fornisco spiegazioni a tanti fratelli di Dharma Buddhisti mi sembrano un po’ annoiati. Mentre quando do delle iniziazioni con il dorje, la campana, i mudra…allora tutti sembrano molto più attenti. Penso che queto sia sbagliato.


Delle volte, parlando con gli scienziati, dico loro che il concetto di sorgere dipendente sì può applicare in ogni campo del sapere: in economia, per risolvere problemi ecologici, problemi di salute e naturalmente nelle moderne relazioni internazionali, politiche, ed anche per risolvere alcuni problemi familiari questo concetto del sorgere dipendente ci fornisce una visione più ampia.

Interdipendenza significa che un evento dipende da molti fattori, non da uno solo assoluto.

Per esempio, quello che viene chiamato il nemico, non sorge indipendentemente, ma da molti fattori. Come possiamo poi incolpare un nemico? Essenzialmente contribuisce in modo significativo alla creazione di questo nemico…

…adesso bevete il the e recitiamo che le qualità del Buddha sono inconcepibili, quelle del Sangha sono inconcepibili e quelle del Dharma sono inconcepibili. Qualche anno fa ho incontrato uno scienziato, un americano anziano, era abbastanza vecchio infatti aveva più o meno 80 anni. Era uno scienziato che si preoccupava dei problemi mentali. Ha scritto un libro e me lo ha mostrato. Il titolo era “Prigionieri delle emozioni”. Mi ha detto che quando si sviluppa la rabbia verso un oggetto, questo ci appare come se fosse al 100% negativo. In realtà ben il 90% di quello che percepiamo è un pura creazione della mente. Queste parole sono state dette anche da Buddha e da Nagarjuna.


Un fisico nucleare indiano, Rajnaramaran, una volta, durante una conferenza a Delhi, mi ha detto che aveva scoperto un testo di Nagarjuna, scritto circa 2000 anni fa, in cui erano già presenti alcuni concetti di meccanica quantistica.


La rabbia, questa emozione negativa, come pure l’attaccamento, concepiscono il loro bersaglio come qualcosa di assoluto, un nemico assolutamente negativo. Nel momento in cui ci arrabbiamo non pensiamo che quella persona potrà mai diventare nostra amica e abbiamo la sensazione che quel nemico rimarrà tale di vita in vita. Perciò abbiamo delle sensazioni molto negative.

La creazione del mio nemico non è qualcosa di indipendente, ma dipende da molti fattori, inclusa la mia stessa mente. Quando uno si rende conto di questo quel bersaglio, che credeva assolutamente negativo, indipendente, non ci sarà più. Quello stesso oggetto diventa più soffice, e l’intensità della rabbia si ridurrà a sua volta. Quando percepiamo qualcosa come negativo lo sentiamo anche come qualcosa di assoluto. Però se uno lo guardasse da una prospettiva più ampia si potrebbe rendere conto che quella stessa cosa può presentare molti punti di vista positivi.

Perciò, questo concetto dell’interdipendenza, deriva dai testi dalle parole di Buddha ma si può applicare in tutti i campi.

Ho detto ad alcuni amici musulmani che dovrebbero rimanere tali provando a includere il concetto d’interdipendenza nella loro vita; ciò può essere utile anche a voi.

Un mio amico scienziato (è stato già pubblicato il libro delle conversazioni che ha avuto con me), che si descrive come un non credente, Paul Higman, in un occasione mi ha detto che spesso usa la parola sorgere dipendente. Questo concetto viene dal Buddhismo però ha trovato posto nel campo della scienza, ed ora è riconosciuto da tutti.

Perciò questo concetto dell’interdipendenza, come certe tecniche atte a sviluppare il perdono, la compassione…sono utili anche ai non credenti e ai credenti di altre religioni.

Il Prof Valentino Giacomin fondatore del PROGETTO ALICE

Il Prof Valentino Giacomin fondatore del PROGETTO ALICE

Ci sono alcuni amici Cristiani e Musulmani che hanno adottato tecniche buddhiste per sviluppare perdono e altre qualità della mente.

Padre Wayne, in un occasione mostrava molto interesse nel concetto della vacuità. Gli ho risposto questo: non è affar tuo perchè non è buono per coloro che credono in un Dio assoluto.

Quello che voglio condividere con voi è che cos è il Buddhismo?

C’è l’aspetto della visione e del comportamento. Bisogna essere pronti a non reagire quando ci si arrabbia, quando si hanno dispute, quando si è in quella situazione bisognerebbe cercare di controllarsi. In quella situazione ci vuole molta determinzione, una mente che si decide a operare con la non violenza. Anche il nostro nemico è comunque un essere senziente e non devo danneggiarlo.

Riflettendo in questo modo non si pratica la violenza. Si parla di non violenza sulla base della compassione. Ora parliamo della visione Buddhista, perchè abbiamo bisogno della pratica della non violenza? Qui entra in campo la filosofia dell’interdipendenza. La mia esistenza dipende da tutto il resto della comunità, il mio futuro anche dipende da loro. Perciò è illogico ed anche impossibile eliminare tutti quelli che ci creano problemi. Stalin, Hitler non sono riusciti certo ad eliminare tutte le persone che erano in disaccordo con loro, è impossibile. Dopo l’attentato dell’11 settembre ho riposto ad alcuni domande dicendo che se voi vi rapportate a questo problema del terrorismo vi dovete rapportare correttamente? Un’attitudine negativa al terrorismo ne genererà di ulteriore. E’ necessario quindi ricercare sempre la comprensione, il confronto e il dialogo. Altrimenti se vi rapportate in modo sbagliato oggi c’è un Bin laden, domani ci saranno 10 Bin laden e così via. E’ molto facile eliminare fisicamente ma l’odio umano è molto difficile da eliminare. I miei problemi sono dovuti a molti fattori. L visione buddhista di interdipendnza e la condotta buddhista di non violenza. Da qui si evince che la pratica della non violenza perseguita sulla base della conoscenza del concetto di sorgere dipendente, secondo il quale per ogni azione negativa compiuta bisognerà scontarne il risultato. Sorgerà naturalmente la pratica della non violenza. Se qualcuno vi chiede cosa è il buddhismo per favore date questa risposta…

Ci vuole un’immagine di cosa è il BuddhaDarma, così diventeremo dei veri Buddhisti e poi anno dopo anno si potrà anche sentire una più grande pace mentale. E questo porta mgliore salute. In ogni modo dovremmo morire tutti perciò se avrete praticato al momento della morte vi sentirete più sicuri. Dal punto di vista Buddhista questa è la preparazione per una buona vita e nella prossima vita. Questo è il primo passo verso la nostra destinazione finale che è la Buddhita. Si parla di un veicolo causale e uno risultante.

Il veicolo causale delle perfezioni rappresenta tutte le spiegazioni che vi abbiamo dato fino ad ora, per ottenere l’onniscenza ci vuole bodhicitta insieme al calmo dimorare e alla saggezza, questo è il veicolo delle perfezioni. Questo per ottenere il risultato finale della Buddhita. Il corpo della forma, che è per il beneficio degli altri e il corpo di verità che è per il proprio beneficio, con il desiderio di aiutare gli altri si realizza il corpo della verità. E’ qualcosa che si manifesta da una sfera con due purezze. Quindi questo è il corpo della verità per il nostro stesso beneficio. Vogliamo ottenere il corpo della forma per realizzare il beneficio degli altri ma per realizzarlo ci vuole il corpo della verità che è una sfera con due purezze. Per prima cosa dobbiamo sviluppare questo corpo naturale della saggezza, il corpo di verità. Ciò avviene attraverso una concentrazione detta senza oscurazioni, in cui tutte le oscurazioni sono pacificate. E’ una concentrazione che ha un aspetto della saggezza. All’inizio noi immaginiamo questo corpo della verità, è un aspirazione. Con una concetrazione univoca sulla base di questi aggregati ordinari, nello stesso modo in cui noi sviluppiamo il concetto di io, quando siamo in meditazione possiamo immaginare gli aggregati puri e sulla base di questi designare l’orgoglio divino della divinità. Questo è un modo per praticare il corpo della forma, pratichiamo cause simili ai risultati.

Per ottenere dei risultati nello yoga della divinità per prima cosa è necessario meditare sulla vacuità. E’ possibile praticare la vacuità con la visione filosifca dei cittamatra, l’autoconoscitore, ma in seguito è necessario abbracciare la visione di Nagarjuna, quella più alta. Questo agisce come rimedio alle visioni scorrette.

Questa visione scorretta è la credenza in un se veramente esistente.

Qui si parla non solo delle oscurazioni afflitte ma anche delle oscurazioni all’onniscenza.

Questa visione della vacuità perchè diventi veramente antido al samsara c’è bisogno che sia rafforzata dalla pratica delle sei perfezioni e da bodhicitta. Per cui x meditare lo yoga della divinità è necessario sviluppare la visione della vacuità. Ma perchè questa visione della vacuità diventi veramente antidoto ci vuole la pratica delle sei perfezioni. Quindi si dice che per questo veicolo ci vuole sia quello causale che risultante. Perchè questa mente di Bodhicitta dell’aspirazione possa generarsi effettivamente nella mente è necessario prendere i voti del laico. Le persone laiche che vogliono prendere i voti del laico possono alzare la mano.

I voti da laico: non uccidere, non rubare, non mentire non avere condotto sessuale scorretta, non assumere intossicanti. Di solito chi ruba migliardi e migliardi non viene imprigionato. Mentre chi paga spesso sono i piccoli ladri. Per questo motivo per favore smettete di rubare piccole cose e datevi alle grandi ruberie..

…grandi risate…:-)

anche chi uccide una persona è chiamato assassino mentre chi ne uccide a migliaia può essere chiamato eroe…questo è molto è sbagliato.

Per quanto riguarda l’alcool, per esempio era molto diffuso agli inizi degli anni ’60 qui a Dharamsala. Un uomo prese i voti da laico da Ling Rinpoce. Gli disse che per lui era molto difficile mantenere quello dell’alcool così Ling rinpoce gli disse con grande compassione di berne poco. Se vi ubriacate le funzioni cerebrali sono attenuate. Invece di bere alcool, vodka, bevete latte di caglio tradizionale (che ha una bassa gradazione alcolica), questo è un consiglio che diedi in Mongolia. E’ sbagliato bere per l’ostentazione di 1 vita lussuosa, come pure i giochi d’azzardo, piuttosto giochiamo d’azzardo con le emozioni facendo vincere quelle positive.

Si possono prenderne anche solo 4, o anche 3 o 2 o anche 1. Pensando che la cessazione, che è la cessazione dele afflizioni mentali, sia ottenuta attraverso l’antidoto efficace.