7 – Insegnamenti di S.S. il Dalai Lama a Bodhgaya 8.01.10 mattino.

Sua Santità il Dalai Lama: "Cercate di generare grande forze e coraggio e determinarvi continuamente a portare gli esseri all'illuminazione. Anche se avete una piccola esperienza di bodhicitta questa può essere di grandissimo benefico e può portavi all'illuminazione suprema. Non abbiate nessun motivo egoistico quando state beneficiano gli altri".Sua Santità il Dalai Lama: “Cercate di generare grande forze e coraggio e determinarvi continuamente a portare gli esseri all’illuminazione. Anche se avete una piccola esperienza di bodhicitta questa può essere di grandissimo benefico e può portavi all’illuminazione suprema. Non abbiate nessun motivo egoistico quando state beneficiano gli altri”.

Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, India 8 gennaio 2010 Quarto giorno, mattino.

Traduzione dal tibetano in italiano di Fabrizio Pallotti. Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Recitazione del sutra del cuore in inglese.

Terminiamo oggi la trasmissione orale della “Lampada sul sentiero”.

E’ chiaro che Atisha praticava il tantra. Dal momento che nella “Lampada” troviamo questo verso che indica cosa è giusto e cosa non è giusto fare durante le iniziazioni, questa è un’altra indicazione che il grande Atisha praticava il tantra supremo. Dunque, per prima cosa, prima di entrare nella pratica del tantra, bisogna riceverne l’iniziazione, altrimenti, qualunque pratica che si fa, oltre a non portare a nessun risultato, è anche pericolosa.

ABOLIRE LA PRATICA DI SHUGDEN

Voglio chiarificare per quanto riguarda la pratica di Shugden. All’inizio era una divinità che era considerata come il promotore della tradizione di Manjusri, Je Tsong Khapa. Anch’io la praticavo all’inizio. Poi, gradualmente, ho analizzato le circostanze di questa deità. Anche senza andare nei dettagli, questa storia cominciò al tempo del 5° Dalai Lama. Questa cosiddetto protettore sorse al tempo del 5° Dalai Lama in circostanze un po’ oscure. Anche il quinto Dalai Lama scrisse un po’ di versi di propiziazione. Il 5° Dalai Lama compose anche insegnamenti dei 13 volumi ottenuti mediante le visioni sacre. In questi viene menzionato Tulku Dragpa Gyaltsen, che, per qualche ragione ebbe la fortuna di essere riconosciuto come la reincarnazione di quel lama, anche se non ne era la vera reincarnazione. Sua Santità sta commentando le parole contenute nei testi che parlano di Tulku Dragpa Gyaltsen. Per circostanze strane fu riconosciuto quello sbagliato. La madre di questo Tulku era una persona influente in quella zona, manipolò certe situazioni e riuscì a fare riconoscere suo figlio come la reincarnazione di questo Lama. Qualcosa andò male e, a causa delle sue preghiere negative, rinacque come uno spirito della classe dei ta si. Dopo questo, il 5° Dalai Lama scrisse delle preghiere in cui invoca Mahakala e altre divinità, in questa preghiera descrisse colui che pretendeva essere, che pretendeva d’essere qualcuno che mantiene i suoi samaya (i voti iniziatici), ma che invece non lo fa e che danneggia gli esseri senzienti, il Dharma. È un’invocazione per la protezione degli esseri e di distruzione di questo spirito. Anche se era non la vera reincarnazione di Tulku Dragpa Gyaltsen, si pensa che si travestì da questa persona. Per quanto riguarda il suo sorgere, sorse da preghiere negative. Questo spirito della classe dei tam si andò a Tashi Lumpo, ma fu fermato da protettori di Tashi Lumpo e non riuscì ad entrare, per cui si spostò verso Sakya. Un Lama Sakya gli chiese chi fosse, e lui disse: “sono uno spirito tam si Ghelupa”. Per cui nacque da preghiere sbagliate e diventò uno spirito negativo. La sua funzione e la sua attività era quello di danneggiare il Dharma e gli esseri senzienti. Per questo il 5° Dalai Lama chiese alle altre divinità di neutralizzarlo. Ho trovato questo testo, che appunto ne parla, nelle opere del 5° Dalai Lama. In quel momento egli sapeva bene qual era la situazione d questo spirito. Nono dimentichiamo che il 5° Dalai Lama era la reincarnazione di Trison Detsen, benedetto da Guru Padhmasambhava stesso. Il 5° Dalai Lama era uno studioso in tutti i capi della conoscenza sia nella realtà convenzionale che ultima. Era un grande praticante, che aveva una visione pura e si dimostrò particolarmente avveduto anche per quanto riguarda le funzioni amministrative di governo. Per cui queste asserzioni del V Dalai Lama possono essere contrastate solamente da qualcuno che ha le sue stesse realizzazioni. Ne deriva che quanto da lui asserito è giusto, non posso assolutamente contrappormi. Per cui, dopo aver ricercato bene, personalmente non ho più praticato Shugden. All’inizio non ho detto pubblicamente di non propiziarlo, però sono successe delle cose a Ganden che hanno fatto sorgere in merito parecchi problemi e difficoltà.

Parlai perciò col precedente detentore del trono di Lama Tsong Khapa, che si consigliò con Triciang Rinpoche che disse che c’erano dei conflitti tra i protettori di Panden Lhamo. Il monastero mi disse qualcosa, per cui feci anch’io delle divinazioni: il responso era che i problemi erano causati tra dissensi tra le divinità protettrici. Il risultato fu che c’erano problemi di questo tipo e la ragione era anche che il Kamtzen propiziava questa divinità. Scrissi perciò una lettera al monastero, ma quando ne incontrai la direzione, disse loro che, in realtà, anche se non l’avevo scritto chiaramente, dal momento che propiziate Shugden, allora Panden Lamo ne aveva avuto a male. Per cui consiglia di fare puje a Panden Lhamo per compiacerlo. Poi nel ’97 alcune persone praticanti di Shugden uccisero tre persone a Dharamasala: 2 traduttori di cinese ed il direttore di centro di dialettico. La polizia investigò, e trovo che due persone che propiziavano questa divinità avevano commesso questo omicidio. Alcune di queste persone che hanno ucciso questi monaci sono ancora nascoste. Per cui, a quel punto, ho detto alla gente di non praticare più. Non perché stavo praticando gli insegnamenti Nymapa, o ho dei pregiudizi nei confronti di Shugden, solamente perché le mie ricerche mi hanno portato a questa realtà, a questa conclusione. E’ lasciata completamente alla libertà individuale la facoltà di propiziare o meno questa divinità, ma se fra di voi c’è qualcuno che fa questa pratica è mio compito dirvi di non farlo. Sarebbe un mio errore non dirvelo, ma sta a voi decidere di propiziare o meno questo spirito. Però, se voi continuate a propiziare questo spirito, nei giorni precedenti ho dato insegnamenti generali, ma oggi non faccio un discorso generale, c’è la pratica dei voti e l’iniziazione di Cenresig. Per cui, se volete ricevere questi voti, coloro che vogliono propiziare questo spirito devono abbandonarlo. Quello che vi ho detto è sulla base delle mie ricerche. So che la maggior parte di voi segue i miei consigli, sono molto contento e vi ringrazio per aver fatto così. Voglio anche ringraziare i grandi monasteri che hanno seguito i miei consigli. E anche tra i cinesi alcuni propiziano questo doghien e, tra questi, coloro che lo propiziano sembrano sostenuti dal governo cinese. Dal momento che il Dalai Lama fa restrizioni su questa pratica, ecco che il governo cinese sostiene coloro che lo propiziano. Anche persone che hanno smesso di propiziarlo sono stati spinte dai cinesi a riprendere questo culto. Per cui vorrei dire ai cinesi miei fratelli e sorelle il perché ho obiezioni su questa pratica. Poi dovete anche sapere la situazione generale e capire perché faccio delle obiezioni a questa pratica. Io non sono settario, sono un seguace del Buddha. E per noi che seguiamo la tradizione tibetano non va bene avere confitti settari tra gli uni e gli altri. Tra i Ghelupa che propiziano ancora questo spirito, c’è chi dice che, anche il solo fatto tenere in casa testi Nymapa o di Guru Rinpoche porta sfortuna e sventure. C’erano dei Lama che avevano propiziato questo spirito ed avevano fatti vasi della ricchezza. Una volta che ricevevano questi vasi della ricchezza, se avevano testi Nymapa li toglievano. C’è stato un punto della mia vita che ho desiderato ricevere un particolare insegnamento Nymapa e quando ho consultato Trichang Rinpoce, mi disse di stare attento: forse anche lui aveva paura che Dorghie mi danneggiasse. Per cui, dopo che ho smesso di praticare questo spirito, me ne sono liberato e posso praticare ciò che voglio. Questa pratica è contro la libertà religiosa, propiziare questo spirito non è pratica di Dharma, ma solamente una pratica demoniaca. Ci sono protettori menzionati nel Kangyur e nel Tengyur, ma non ‘è nessuna menzione di propiziazione di spiriti mondani. Se lo propizierete, allora perderete la vostra pratica del rifugio. Anche il 13° Dalai Lama disse a Paponka Rinpoche di smettere di fare questa pratica. Naturalmente Paponka Rimoche era un grandissimo maestro del Lam Rim, di Heruka. Anche Paponka Rinpoche, se leggete la sua biografia, ha continuato questa pratica perche era impaurito da questo spirito. Sembra che Paponka Rinpoche non avesse investigato profondamente questo spirito. Alcune persone dicono che ho espresso queste obiezioni dopo che i miei due maestri se ne sono andati. Non è così. Anche quando erano vivi avevo riportato loro questi problemi e mi dissero che le mie osservazioni erano esatte e che facevo bene a comportarmi in quel modo, che il modo in con avevo fatto queste investigazioni era infallibile e ci devono essere ragioni per questo. Alcuni dicono che io ho fatto tutto ciò dopo che se ne sono andati, ma non è vero niente.

IL VERO RIFUGIO È LA PRATICA DEL DHARMA.

Allora, per quanto concerne l’iniziazione, sarebbe ottimo che chi prende l’iniziazione sia un monaco o monaca. O in presenza dell’assemblea del Sangha dei monaci, delle monache e dei praticanti laici. Ho visto un commentario sul compendio di tutti i sutra in cui si dice che il pensiero di Aryadeva e di Nagarjuna convergeva nello stesso punto per quanto riguarda questo. La cosa migliora per i laici è che ricevano i voti del praticante laico, colui che ricerca la virtù, o che è vicino alla virtù. C’è anche un modo di ricevere questi voti da laico, col voto di celibato senza bisogno di diventare monaco. Per esempio, il grande maestro Drongtompa era un maestro laico celibe.

Potete prendere anche solo i classici cinque voti da praticante laico:

  1. Non uccidere.

  2. Non prendere ciò che non viene dato.

  3. Non mentire.

  4. Non assumere intossicanti.

  5. Non tenere una condotta sessuale impropria.

Il vero Rifugio è la pratica del Dharma. In particolare: la verità della cessazione e del sentiero. Tutte le pratiche conducono alla cessazione, come l’abbandono delle azioni negative, come il non uccidere, non rubare e così via. Alla fine, conducono all’eliminazione totale delle sofferenze e della sua radice. Per cui, quando si parla in generale dell’arya Sanga, s’intendono coloro che già sono progrediti nel sentiero. Ne deriva che, per noi che siamo buddhisti, il Rifugio è composto da questi tre:

  1. il Buddha,

  2. il Dharma ed

  3. il Sangha.

Per poter eliminare le negatività della mente, per pulire la mente dalle negatività e purificarla, ecco che si prende rifugio, sulla base della pratica di rifugio, osservando questi voti, ci addestreremo nella pratica del praticante laico che imbocca la via della virtù: quella mente che vuole liberarsi dall’esistenza condizionata ed ottenere la liberazione. Dal momento che stiamo prendendo l’iniziazione, il motivo non è solamente per liberare se stessi dall’esistenza condizionata, ma per poter ottenere lo stato di Buddha.

Come gli arhat nel passato avevano preso questi voti e si erano impegnati in queste pratiche, penaste adesso anch’io come loro farò così. Generate una forte motivazione di mantenere e praticare questi voti. Per quanto riguarda i Voti del Bodhisattva, ci vuole molto tempo per generare bodhicitta, bisogna coltivarla e praticarla per un lungo periodo di tempo. Perciò prima faccio la cerimonia della bodhicita dell’aspirazione: per coloro che desiderano generare bodhicitta. Nel processo preliminare dell’iniziazione facciamo prima la cerimonia di bodhicita dell’aspirazione, corrispondente al momento i cui si prendono i voti.

IL MANTRA SEGRETO

Quando si parla di sentiero del vajra, del mantra segreto: cosa s’intende? Qual è il suo significato?

San, che vuol dire segreto, vuol dire nascosto: la pratica nascosta fatta in un modo segreto.

Quando Buddha Shakyauni insegnò il mantra segreto non lo fece in pubblico, ma solamente per color che erano discepoli adatti, che avevano la predisposizione, le capacità per poter fare queste pratiche.

Buddha Shakyaui insegnò il mantra segreto a discepoli molto particolari. Lo fece in sanscrito, mentre i discorsi generali li diede in pali. Il tantra fu dato in modo segreto, anche per quanto riguarda gli insegnamenti che riguardano l’addestramento mentale, questi non sono degli insegnamenti che possono essere praticati da tutti. Coloro che non ne hanno il coraggio è difficile che possano affrontare questa pratica. La pratica del cambiare, dell’equalizzare se stesso con gli altri può essere fatta da qualcuno che possiede un grande coraggio. Così come nel mondo normale, è pericoloso operare su macchine che non si sanno guidare. In Tibet provai a guidare una macchina, a quel tempo erano molto semplici. Quando guidi, devi sapere come si usa il volante, il freno, l’acceleratore. Io non lo sapevo fare. Col risultato che mi sono scontrato contro un albero.

Per esempio, una volta che viaggiavo in aereo sono entrato in cabina di pilotaggio ed ho visto tutti tutti quegli strumenti, così tante luci. Il che implica una grande capacità di condurre quei velivoli. Perciò, come occorre essere capace di guidare per poter far circolare un veicolo, così lo è nel tantra. Se non sei in grado, se non sei capace di fare questa pratica puoi incorrere in pericoli. Le pratiche che si basano sui venti sottili, sulle gocce e così via, sono pericolose se non si sa come praticarle. Ci sono dei punti del collo che, se li si preme, si può sperimentare la chiara luce, svenendo, ma, se non si sta attenti, si può anche morire. Così è per la pratica del tummo del fuoco interiore: se non la si fa correttamente, si può possono causare molti problemi.

Mantra vuol dire proteggere la mente dalle apparenze ordinarie e dall’afferrarsi a queste apparenze ordinarie. Una volta che si fa questa pratica, si genera una chiara percezione di se stessi nell’aspetto della divinità ed in questo modo si superano le apparenze ordinarie. Lo stato dell’onniscenza della buddhita, è lo stato dei 4 supremi corpi di Buddha. Cos’è che nel tantra si pratica a livello causale ed a livello risultante, visualizzando se stessi nell’aspetto della divinità? Con le prerogative della divinità. Per esempio, nei due corpi: della forma e del dharma supremo di Buddha. Questi due vengono prodotti, e comunque ottenuti, dalle loro cause sostanziali. Ne deriva che il risultato dev’essere affine alla continuità di quello che è l’entità della causa, ci vuole un qualcosa di quell’affinità. Dal che deriva che i corpi di Buddha possiedono la stessa entità, sulla base dell’assunto che anche la causa deve essere affine a quello che sarà il risultato. In più, la saggezza trascendentale che realizza la vacuità o shunyata, come risultato della mente illuminata di Buddha. Perciò, solamente la pratica della saggezza trascendentale non sufficiente perché questa non è la causa sostanziale per l’ottenimento del corpo della forma. Ne consegue che quando si pratica il sentiero, la pratiche che si fanno devono essere cause sostanziali che portano al risultato. È nella pratica del tantra che troviamo la pratica unificata di queste cause. Per cui dal momento che i corpi di Buddha hanno la stessa natura, le due cause devono avere un aspetto sostanziale caratterizzato dalla stessa natura. Per questo motivo l’esperienza effettiva di apparire nell’aspetto della divinità avviene solo nel tantra supremo. Però, per addestrare la propria mente è bene cominciare dai tantra inferiori come il Kriya tantra, in questo modo fermiamo le apparenze ordinarie. Perciò cominciando con il primo dei 4 tantra, il Kriya tantra dell’azione. In tutte le pratiche del tantra si pratica la vacuità e si dissolvono tutte le apparenze ordinarie nella vacuità di saggezza inerente. Non importa il linguaggio che assumete, importa che, dicendo così, meditate la dissoluzione degli aspetti ordinari nella vacuità. Non si fa solo così. La mente viene assorbita completamente nella comprensione di vacuità di esistenza inerente e quella mente stessa che realizza la vacuità prende l’aspetto della divinità. La meditazione di visualizzare se stessi come la divinità è presente anche nella traduzione indù. Tempo fa sono andato a Gorakpur ed ho incontrato dei meditatori tantrici non buddhisti che praticavano anche il fuoco interiore e così via. Anche la meditazione della respirazione come il vaso e così via. Queste cose vanno investigate, sembra infatti che queste pratiche siano presenti in alcune tradizioni non buddhiste. La pratica viene esclusivamente dalla visione della vacuità e di bodhicitta, questa è la differenza con il tantra praticato dei non buddhisti Prima si medita sulla vacuità, si sorge nell’aspetto della divinità, quindi s’analizza la vacuità della forma della divinità. Questo ti da lo yoga della profondità non duale e della chiarezza. Nei sutra si parla della saggezza complimentante il metodo ed il metodo che aiuta e complementare la saggezza. Mentre nel tantra: metodo e saggezza sono uniti. Metodo e saggezza vengono praticati in modo univoco, unificato. La meditazione sull’aspetto della divinità è la pratica della vastità del metodo. In questo modo si entra nel sentiero del vajra: l’unificazione del metodo e della saggezza. La profondità della pratica del tantra è l’unificazione del metodo e della saggezza: tutti punti che vengono insegnati nelle varie pratiche. Per quanto riguarda le varie scuole filosofiche, si può anche progredire dalle visoni inferiori sino a quelle superiori. Quindi la profondità della visione filosofica è compresa dal punto di vista di una progressione. Sua Santità sta citando Je Rinpoche, un suo particolare testo chiamato “La realizzazione del destino”. In generale, i veicoli del tantra è superiore al veicolo dei sutra, però dovete capire perché, come è più profondo. In tibet moltissimi praticano il Tantra, anche nei nostri monasteri. Se non state attenti, allora può sembrare che queste pratiche siano fatte solamente per ricavare dei favori o impaurire la gente. Un giapponese che mi venne a trovare a Dharamsala, mi dissi che era andato in tibet, a Shigyatse entrò in una camera molto oscura, dove c’erano degli affreschi di queste divinità irate e mi disse che quella notte non era riuscito affatto a dormire dalla paura che sì era preso. Allora mi chiese perché nel buddhismo Mahayana parliamo di amore e compassione e ci sono divinità irate che fanno paura? Non sono irate o arrabbiate, ma sono concordi con quelle che sono le 4 attività illuminate: la motivazione dietro queste pratiche è esclusivamente la grande compassione. Per poter guidare la persona che non può essere altrimenti guidata. Prima occorre generare compassione, poi sulla base di questa si ricerca come essere di beneficio agli altri. Nel sutra non esiste il permesso di essere di beneficio agli altri tramite l’ira. Nel tantra questo si fa esclusivamente nell’ambito di un’attitudine di grande compassione, nel momento in cui per fare queste pratiche occorre la motivazione di bodhicitta, della grande compassione ed una profonda e chiara conoscenza della vacuità. Queste pratiche non vengono fatte per eliminare i nemici, ma per essere di beneficio agli altri. L’albero di sandalo ha un effetto molto rinfrescante, ma, quando viene bruciato, brucia molto velocemente. Il tantra può dare frutti incredibili, eccellenti ma, se usato male, allora gli effetti sono molto avversi. Abbiamo fede, crediamo nel tantra, però è importante fare queste pratiche comprendendo ciò che comportano. Per ricever l’iniziazione ci sono attività che compie il maestro ed attività che compie il discepolo.

Ora, pensate di offrire il mandala come richiesta per l’iniziazione. Per prima cosa occorre generare la motivazione. Qualunque azione si compie dev’essere sostenuta dalla motivazione. Per quanto riguarda le varie motivazioni, quella d’ottenere benefici in questa vita non è neanche di Dharma. Anche la motivazione di ottenere migliori vite future non è sufficiente, ci sono tradizioni religiose che portano all’ottenimento di migliori vite future. La cosa principale della pratica del Dharma è che è diretta a sottomettere la propria mente. Questo avviene sulla base della comprensione delle Quattro Nobili Verità, specialmente la Nobile Verità della Cessazione, in cui si esprime la realtà della cessazione come realtà ottenibile. Questo per quanto riguarda il sentiero Mahayana. Il sentiero Hinayana diventa Mahayana solamente se nella pracrita è presente bodicitta, per cui dipende dalla mente. La meditazione che deve precedere questa pratica è di ottenere l’illuminazione per il beneficio degli esseri senzienti.

Per questo pensate in questo modo, quando pensiamo al sé, questo appare come qualcosa che governa il corpo e la mente, però quando lo guardiamo, scopriamo che un io così non può esistere, nel momento in cui cerchiamo, questo io, nelle parti del corpo o negli aspetti della mente, un io nelle sue parti non viene trovato, per cui non esiste. L’io è la mente dello stato della veglia? Dello stato del sogno? Del sonno? La persona e l’io sono la stessa cosa? L’io non è identificabile nei vari elementi che compongono la persona, ma è sulla base degli elementi che la persona viene solamente designata, imputata. Anche Chandrakirti dice che siamo designati sulla base delle nostre parti, così come il carro od una macchina è designata sulla base delle sue parti. Non c’è niente che esiste indipendentemente, oggettivamente, dalla sua parte. Tutti i fenomeni hanno un esistenza nominale. Meditate sulla vacuità di mancanza di quell’esistenza indipendente.

La pratica del tantra viene portata a compimento sulla base della fede, non una fede cieca, ma una fede basata sulle ragioni. Dal momento che il corpo del Buddha sorge dalle sue cause e condizioni. Questa totale perfezione delle cause che portano alla buddhita si trova solo nel veicolo del tantra. Prendiamo i voti di bodhicitta. Prima la bodhicitta dell’aspirazione quindi dell’impegno. La prima l’esprimiamo sulla base del testo chiamato Bodhisattva Bhumi, o terreni del bodhisattva, come spiegato in quel testo ed anche attingendo dal Bodhisattvacharyavatara. Spiegherò solamente i punti importanti.

Recitiamo i versi del rifugio. Per cui si dice: prendo rifugio nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha fino all’illuminazione. Il risultato finale è lo stato di Buddha, comprende i tre corpi di Buddha e le cause che portano questo frutto, che sono la pratica della generosità, moralità e così via, soprattutto della saggezza trascendentale che realizza la vacuità: non si fanno queste pratiche per noi stessi ma per beneficare tutti gli essere senzienti. Si dice prendo rifugio nel Buddha nel Dharma e nel Sangha finché io non sono illuminato. C’è un riferimento specifico a noi stessi, cosa vuol dire che questo io che non esiste indipendentemente dalla sua parte ma solamente nominalmente? Nagarjuna ha spiegato che Buddha non sono i suoi aggregati e così via, il Tataghata è meramente imputato sulla base dei suoi differenti puri aggregati. Sulla base del corpo, parola e mente di Buddha, ecco che non c’è un Buddha separato, indipendente da questi aggregati. Nel praticare le generosità e così via, ricordiamoci sempre che tutto è meramente nominale.

Per quanto riguarda i tre corpi di Buddha: Nirmanakaya e Sambogakaya sono emanati dal Dharmakaya.

Per cui, quando prendete rifugio, pensate di aver ottenuto questo corpo che possiede le 68 libertà e le 10 ricchezze. Pensate che siete liberi da tutte le mancanze di libertà. Avete anche incontrato il sentiero che racchiude tutto e avete incontrato i maestri che sono in grado di guidarvi e che sono anche i testi. Anche coloro che sono anziani devono utilizzare la loro vita residua unicamente per ottenere lo stato di Buddha. Si benedicono le tre porte: corpo parola e mente. Lo stato di Buddha è caratterizzato dall’unificazione i questi tre. Noi abbiamo la potenzialità di svilupparci fino allo stato di Buddha.

Non c’è bisogno di dare l’erba kusha perché facciamo tutto in un giorno solo, distribuirò i cordinI di benedizione, benedetti dal mantra di Buddha Maitreya, tenetelo al braccio e cercate di non perderlo. Rigioite di aver incontrato un corpo umano e d’aver incontrato gli insegnamenti del tantra. La benda simboleggia il coprire gli occhi, fin quando il discepolo non è ancora pronto a vedere i segreto del mandala. Per prima cosa bisogna conoscere bene i vantaggi della bodhicitta. Non appena abbiamo una piccola esperienza di bodhiitta, a quel punto i prendono i voti del bodhisattva. Va bene pensare alla grande compassione sostenuta dalla saggezza trascendentale che realizza la vacuità. Nirmanakay e Sdabogakaya vengono emendati dal Dharakaya. Questo a livello di potenzialità il fatto che la mente è chiara e priva di oscurazioni ace sono solo avventizie. Dalla natura del Dharmakaya si emanano i vari copri di Buddha per beneficare gli esseri senzienti. Questi esseri sono visti tramite l’amore e la compassione per cui tutti sono visti in un aspetto bello. Cercate di generare grande forze e coraggio e determinarvi continuamente a portare gli esseri all’illuminazione. Anche se avete una piccola esperienza di bodhicitta questa può essere di grandissimo benefico e può portavi all’illuminazione suprema. Non abbiate nessun motivo egoistico quando state beneficiano gli altri. Siete tutti molto fortunati. Si sta bene no quando si genera questa mente no? Adesso c’è la meditazione che si chiama lo yoga pervasivo. Cercate di pensare in questo modo per il beneficio di tutti gli esseri senzienti devo assolutamente ottenere l’illuminazione. Adesso pensate al sé, io, l’io c’è ma non si trova: cosa vuol dire? Che sorge in dipendenza, è prodotto in dipendenza. Meditate in questo modo: questo io che sembra differente dal corpo e dalla mente non esiste per niente. Bodhicitta convenzionale ed ultima. E’ sulla base di questi due che si progredisce sul sentiero del supremo yoga tantra, finché non l’ottiene il corpo illusorio e così via, finché si ottiene quello stato in cui si riesce a manifestare la chiara luce primordiale. Si usa questa chiara luce primordiale per ottenere velocemente l’illuminazione. Pensate d’entrare dentro il mandala.