Dharamsala 30.09.08 – IV giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama: pomeriggio

Dobbiamo premettere che questi sono solo appunti, presi a mano e scaricati sul computer subito dopo gli insegnamenti, in cui non riusciamo certo a darvi una trascrizione esatta di ciò che ha detto Sua Santià nei suoi insegnamenti, in cui parla in tibetano ed in inglese. Pertanto vi preghiamo di scusarci se vi sono errori o incomprensioni.

Luciano Villa e Alessandro Tenzin Villa e Gabriele Erba

Un bambino e la sua purezza

Il piccolo Tenzin e la sua purezza

Domanda: ignota (non si è capita)…

Risposta di Sua santità il Dalai Lama: la mente non è una benedizione di Buddha ma è una legge naturale. La sua natura è la vacuità. Se si analizza ulteriormente la realtà della vacuità si trova che anch’essa dipende da altre condizioni. Perciò si parla di vacuità della vacuità. In relazione alla domanda che hai fatto si può dire che tutte le tradizione filosofiche rispondono a tre domande fondamentali:

  1. Cosa è il sé?

  2. Ha un inizio?

  3. Ha una fine?

Per i Buddhisti il sé non ha un inizio e non ha una fine e non ha esistenza autonoma. Nel Buddhismo si dice che il sé non è creato ma viene ad esistere sulla base della continuità della sua stessa natura. Ovvero viene ad esistere in base a momenti precedenti dello stesso continuum. La scuola Vaibashika crede che la continuità mentale di un individuo che diventa Buddha cessa completamente. Nelle altre scuole c’è la continuità della mente illuminata.

Per quanto riguarda queste due verità si può dire che sono due aspetti dello stesso fenomeno. Un’aspetto, è quello della verità convenzionale, lo si può rinvenire quando non si analizza ed allora c’è una nascita, un mutare, un cessare e poi un divenire. Invece se lo si analizza si scopre che il suo stesso modo di esistere è quello di essere una semplice imputazione. Se si ricerca cosa c’è al di là di questo modo di esistere come semplice imputazione non si trova nulla. A livello convenzionale, quando non si analizza il fenomeno c’è, ma a livello ultimo esiste solo come mera imputazione, designazione, è dipendente sulla base di qualcos’altro. Alcuni scienziati di Meccanina Quantistica hanno mostrato che quando si ricercano i fenomeni non si trovano. Questi fenomeni hanno un aspetto di beneficio o danno solo a livello convenzionale ma se vengono ricercati non si trovano.

Domanda: se non si è Buddhisti non si può avere una rinascita fortunata?

Risposta di Sua santità il Dalai Lama: tutte le religioni che accettano un’idea di reincarnazione dicono che per ottenere un rinascita fortunata bisogna evitare di danneggiare gli altri. In questo senso si parla di una mente valida. Per ottenere una rinascita fortunata non è necessario essere buddhisti ma serve una mente che si rende conto della negatività che deriva dal danneggiare gli altri e dal beneficio che deriva dall’aiutarli. Questo modo di pensare dipende dalla ragione. Ecco perchè si dice che la rinascita fortunata dipende da una mente valida.

Questo vale anche per gli aspetti più basilari della nostra vita quotidiana. La mente che pensa di avere come risultato un cibo dolce aggiungendo del peperoncino non è una mente valida. Nella nostra vita di tutti i giorni se si agisce in accordo alla realtà è molto facile ottenere i risultati sperati. Sulla base di una mente errata non si potranno ottenere i risultati sperati. Per realtà si intende la circostanza con cui abbiamo a che fare. Per sviluppare delle menti valide c’è bisogno di molto studio. Per questo nel mondo si è sviluppata l’istruzione, si basa su questo principio fondamentale: per ottenere quello che vogliamo dobbiamo mettere in pratica dei mezzi che siano in accordo alla realtà. E per scoprire qual è la realtà è necessario sviluppare menti valide.

Per esempio oggi negli USA ci sono stati molti casi di banca rotta. Coloro che volevano realizzare il beneficio del guadagno, hanno messo in pratica delle azioni sulla base di una conoscenza che conosce male la realtà o che proprio non la conosce. Per esempio con il presidente Bush, gliel’ho detto, è un mio caro amico, è una persona molto diretta e buona nel personale, ma per quanto riguarda la sua politica in Iraq è chiaro che è basata su una mente che non è stato in grado di conoscere completamente la realtà delle cose. E’ necessario analizzare per bene qual è la situazione e poi attuare dei metodi che siano in accordo alla realtà. Al di là della religione, in qualsiasi campo in cui stiamo operando, è così importante generare delle menti valide.

Testo: commentario di Arya Nagarjuna sulla Bodhicitta.

Non esporrò la storia di Arya Nagarjuna perchè molti la conoscono già. Nagarjuna è un figura ben conosciuta in tutte le tradizioni buddhiste. E’ molto famoso per i suoi testi di logica fondamentali per capire cos’è la vacuità. Poi ha scritto dei testi di Tantra. Per arrivare ad una definitiva spiegazione, la chiara luce oggettiva, Nagarjuna ha composto questo testo.

Per quanto riguarda la Bodhicitta si può capire dal punto di vista dei Sutra: Bodhicitta ultima e convenzionale. Vi è un ulteriore modo di spiegare la Bodhicitta ultima che è spiegata solo nella classe più alta del tantra: mahanutarayogatantra. Tratta di una particolare mente che realizza direttamente la vacuità. Si intende la mente più sottile, di chiara luce che realizza direttamente la vacuità.

Per prima cosa beviamo il thè pensando alle qualità infinite del Buddha, del Dharma e del Sangha pensando ai benefici che ne derivano.

Per prima cosa si parla della non esistenza di un sé autonomo e solido. Poi si espone la via di mezzo e poi la talità: il modo di esistere dei fenomeni. Per prima cosa si rifiuta la visione dei non buddhisti in cui il sé è qualcosa di altro, di separato dagli aggregati. Un io privo di qualsiasi entità sostanziale. La prima frase rifiuta questo io eterno, unitario e indipendente. In seguito viene rifiutato l’io come incaricato delle nostre parti, come padrone delle nostre parti. Perchè alcuni dei Sautantrika e dei Vaibashika non dicono che il sé non esiste ma che il sé è indescrivibile. La loro visione è che tutta la realtà del mondo esterno sia formata da particelle indivisibili.

I Cittamatra (solo mente) rifiutano le due scuole precedenti, non ci sono momenti di coscienza indivisibili e tutta la realtà esterna non esiste come sostanzialmente diversa dalla mente. Quindi i cittamatra dicono che benchè i fenomeni siano privi di esitenza inerente la mente, vista come autoconoscitore, è veramente esistente.

Nell’ultima visione, quella Madhyamika è che la nostra mente sia primordialmente non nata e la sua natura è vacuità. Questa strofa deriva dal Tantra radice di Guyasamaja. In questo tantra radice vi è un esposizione di che cos’è la vacuità da un punto di vista oggettivo. Quando dice la nostra mente è primoradilamente non nata e la sua natura vacuità sta descrivendo da un punto di vista soggettivo. Non solo c’è bisogno di una mente che realizza direttamente la vacuità, non è sufficente, ma deve essere infusa dalla mente che desidera dissipare la sofferenza di tutti gli infiniti esseri.

La Bodhicitta ultima, la mente dell’illuminazione che distrugge il samsara, non è oscurata dalle visioni riguardanti il sé (scuole non buddhiste), non è oscurata dagli aggregati e così via (Vaibashika e Sautantrika) ed è sempre caratterizzata dalla vacuità. E’ con questa mente che si deve analizzare la vacuità.

Gli aggregati sono impermanenti e se ci fosse un sé, come quello esposto dai Titthika, i non buddhisti, questo dovrebbe essere della stessa natura degli aggregati: l’impermanenza. Ma poiché loro lo propongono come permaanente la loro visione non è coerente con la realtà. Non è possibile una relazione fra contenitore e contenuto se il primo è permanente e il secondo impermanente. La mente non risiede nè fra gli aggregati, nè fuori da essi e nemmeno tra di essi. Perciò i Buddha non vedranno mai e non hanno mai visto la mente come veramente esistente a differenza della scuola della sola mente, i cittamatra. Nella strofa 44 si presta particolare attenzione alla parola “Cosa”. Questa parola indica una costruzione mentale. Dove vi è una costruzione mentale come potrà mai esserci vacuità?

Lo scopo di meditare sulla vacuità non è solo quello di conoscere tutti i fenomeni conoscibili ma è proprio quello di tagliare le radici all’esistenza ciclica. La mente che crede che i fenomeni siano veri è la radice dell’esistenza.

Come la coscienza tattile pervade tutto il corpo allo stesso modo l’ignoranza pervade tutte le afflizioni.

Questa ignoranza, che non è un semplice non conoscere ma è un conoscere distorto, deve essere eliminata tramite il conoscere i fenomeni come sorgere dipendente. I 12 anelli rappresentano tutto e il solo meccanismo di entrata nel samsara. Oltre ai metodi esposti nei 12 anelli non ne esistono altri per entrare nel samsara. Non viene negata la realtà, ma viene negata quella mente errata che apprende tutti i fenomeni come un sorgere indipendente. La non originazione dei fenomeni è chiaramente spiegata come essere vacuità. Quando spieghiamo la realtà così come è ci riferiamo alla realtà convenzionale, questa non è annullata. La realtà convenzionale è vacuità e la vacuità è realtà convenzionale. Questo perchè non può esistere la realtà convenzionale senza vacuità e la vacuità non può eistere se non sulla base dei fenomeni designati a cui è attribuita.