1 Dalai Lama: “La lampada”, Melbourne ‘02

Sua Santità il Dalai Lama: Penso che una peculiarità del buddismo sia quella di cercare di trasformare le emozioni attraverso l'intelligenza ed il ragionamento.

Sua Santità il Dalai Lama: Penso che una peculiarità del buddismo sia quella di cercare di trasformare le emozioni attraverso l'intelligenza ed il ragionamento.

Insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama

a Melbourne, Australia

19-22 maggio, 2002

Commentario al testo di Atisha Dipamkara: “La lampada sul sentiero verso l’illuminazione”

Traduzione dal Tibetano in Inglese del Prof. Thubten Jinpa e dall’inglese all’italiano della Dott.ssa Nicoletta Nardinocchi, revisione del Dott. Luciano Villa, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Prima parte del primo giorno d’insegnamenti 19 maggio, 2002

Sua Santità il Dalai Lama http://www.sangye.it/altro/?cat=14http://www.sangye.it/altro/?p=81

Buongiorno. Ora nei prossimi giorni spiegheremo il Buddhadharma secondo la tradizione tibetana. Ciò significa che esaminiamo il testo che abbiamo imparato non solo grazie alla lettura o allo studio, ma anche a memoria. Tutti i testi principali sono stati effettivamente scritti in tempi antichi in India da pandit o studiosi dell’Università Buddista di Nalanda. Quindi, tutta la nostra pratica è in realtà basata su quei testi, così vale davvero la pena menzionare quella tradizione tibetana che è la tradizione di Nalanda, la pura tradizione di Nalanda. Il testo che vi spiegherò è stato scritto da Atisha Dipamkara che studiò inizialmente a Nalanda e poi a Vikramashila, così tutta la sua conoscenza era di fatto basata sul testo scritto da studiosi di Nalanda come Nagarjuna, Arya Asanga, Aryadeva, Vasubandhu, Dignaga.

Di solito faccio una sorta di rettifica. Alcuni studiosi, prevalentemente occidentali, descrivono il buddismo tibetano come lamaismo, non autentico rispetto al buddismo originale. Questo è un errore, dal momento che gli studiosi di Nalanda o l’istituzione Nalanda praticarono e studiarono tutte le tradizioni buddhiste, il sistema Theravada, Bodhisattvayana nonché il Vajrayana. Tutti gli studiosi di Nalanda avevano opinioni diverse quando i testi trattavano il Tantrayana o Madhyamika. Inoltre, parrebbe che alcuni autori avessero lo stesso nome. Alcuni studiosi dicono che esistessero due diversi Nagarjuna. Naturalmente Dipamkara Atisha accettò la tradizione Tantrayana. Così la tradizione tibetana, che deriva dalla tradizione di Nalanda comprende tutte le pratiche, il sistema Theravada, il sistema Paramita-Sutrayana ed il Tantrayana. Così dunque di solito descrivo il buddismo tibetano come una forma completa di buddismo. Se guardiamo l’evidenza testuale è del tutto evidente che all’interno della tradizione Nalanda, tra i maestri di Nalanda vi furono grandi maestri che avevano scritto trattati di Buddhismo Vajrayana. Ad esempio, il noto commentatore sulla letteratura relativa alla Perfezione della Saggezza, in particolare il commentario conosciuto come il Commentario ai venticinquemila versi sulla Perfezione della Saggezza composto da Moktesayna (SP?). Presentando il concetto dei quattro corpi di Buddha, i quattro kaya egli allude ad una tradizione alternativa, il che suggerisce chiaramente che si riferisse alla visione Vajrayana dei Quattro kaya. Allo stesso modo una delle principali fonti indiane per il lignaggio della tradizione Sakya fu Virupa, che era precedentemente noto come il grande maestro di Nalanda e Dharmapala. Fu un grande pandit che in seguito divenne anche noto come Virupa, il quale è la fonte principale del maggiore lignaggio di pratica Sakya. Quindi, tutto questo suggerisce che gli insegnamenti e pratiche Vajrayana fossero effettivamente presenti al tempo degli insegnanti di Nalanda. Così, naturalmente, in tutte le tradizioni religiose più importanti, in particolare nella tradizione buddista, il compito principale è controllare o osservare la nostra mente, quindi provare a trasformarla, in particolare: trasformare il livello emozionale. Penso che una cosa peculiare del buddismo sia cercare di trasformare le emozioni attraverso intelligenza e ragionamento. Questo è forse uno degli aspetti unici del buddismo. Quindi nei prossimi tre giorni il nostro compito principale sarà trasformare le nostre menti, non è certo facile (ride). Ad esempio, nel mio caso dall’età di sei – sette anni iniziai gli studi buddisti e la pratica relativa. Ma non avevo alcun interesse nella pratica, e neppure nello studio (ride), ma intorno a 15-16 anni cominciai a sviluppare un genuino interesse nella pratica. Così oggi ho quasi sessantasette anni e sto ancora praticando e studiando. Ogni volta che ho tempo, leggo, penso, analizzo e cerco di assorbire al mio livello emozionale. Non ho ancora un risultato soddisfacente, ma certamente credo che come risultato della pratica ho avuto benefici immensi nella mia vita quotidiana. Così dunque, è utile, è qualcosa di veramente utile. Fate un tentativo, ma allo stesso tempo sappiate che non è facile, richiede tempo ed impegno regolare. Forse qui nel pubblico alcuni sono seguaci di differenti tradizioni, forse alcuni sono non credenti. Come ho detto ieri sera, innanzitutto penso che sia importante avere un buon cuore, un senso di prendersi cura degli altri, un senso della comunità, un senso di responsabilità. Queste secondo me sono le qualità più importanti degli esseri umani. Finché siamo esseri umani abbiamo bisogno di questi valori umani fondamentali, perché senza questi valori umani una persona non sarà felice. In qualsiasi posto vada quella persona creerà sempre qualche problema e la stessa persona non sarà felice. Ci sarà sempre dentro un qualche tipo di frustrazione. Ma per quanto riguarda la fede religiosa, sì, va molto bene avere delle convinzioni religiose per accrescere e rafforzare questi valori umani. Ma altrimenti senza religione si può essere buone persone, persone felici. Così per avere una buona vita, per una vita felice la religione non è necessaria quindi è perfettamente corretto rimanere non- credenti a condizione di essere persone gentili buone, sincere, oneste. Questo è molto importante. Tra i credenti esistono diverse tradizioni. Alcune differenze sono fondamentali. Di solito distinguo due categorie, la prima è quella della religione centrata sulla divinità, una sorta di religione teistica come il cristianesimo, l’ebraismo o l’Islam, la maggior parte dell’induismo. L’altra categoria di solito la descrivo come la religione senza dio, nessun Dio, nessun concetto di Dio e qui è il giainismo, una parte della tradizione Samkhya e il Buddismo, nessun concetto di un creatore. Così esistono queste differenze fondamentali però entrambe sottolineano l’importanza del messaggio di amore, compassione, tolleranza, perdono, soddisfazione, sollievo della sofferenza. Tutte insegnano i valori umani e, pertanto, nonostante le diverse filosofie e modi diversi di approccio, l’obiettivo principale è cercare di dare un contributo all’umanità, provare a diventare buoni esseri umani. Tutti hanno questo stesso potenziale di aiutare l’umanità, di servire l’umanità. Guardando in questo modo, nonostante le diverse filosofie, l’obiettivo è lo stesso, non mi riferisco agli obiettivi finali nirvana o paradiso. Ma per la trasformazione di una società compassionevole, di una buona società, di una società felice, tutti hanno lo stesso potenziale, lo stesso obiettivo. Dal momento che fra gli uomini esistono tante diverse disposizioni, sono necessarie diverse religioni. È molto semplice. Quindi, capendo questo è certamente molto, molto importante rispettare ed apprezzare, ammirare tutte le diverse tradizioni, tutte le maggiori tradizioni. Quindi ogni volta che do un insegnamento buddista, spiegazioni sul buddismo agli occidentali o alle comunità non-buddiste, metto sempre in chiaro che non sto cercando di promuovere il Buddhadharma, ma sto cercando di promuovere i valori umani fondamentali. Per questo, chiedo come dare un contributo tramite la mia tradizione al fine di costruire una più felice famiglia umana, una più pacifica società umana. Questo è il mio pensiero, il mio punto di vista. Per quelli di voi che seguono tradizioni diverse, è molto meglio e più sicuro mantenere la propria tradizione. Nel frattempo tra queste migliaia di persone, alcuni, come i tibetani per la maggioranza al 99% sono buddisti, eppure tra i tibetani ci sono cristiani e musulmani. I musulmani sono lì dagli ultimi secoli. Così allo stesso modo nei paesi cristiani. la maggior parte delle persone sono cristiane, ma allo stesso tempo, alcuni possono avere una inclinazione o disposizione mentale che li pone più vicini all’approccio buddista, questo approccio allora è più adatto. Perciò per un individuo sono due le scelte, rimanere non credente, il che a volte chiamo ateo radicale perché anche il buddismo è ateo. Quindi un ateo radicale è chi non ha nessuna credenza in nessun valore spirituale. Così si è atei radicali o buddisti. Per alcune persone esistono solo due scelte, o accettare il buddismo o rimanere un ateo radicale. Nel frattempo il punto di vista dell’ateo radicale è anche abbastanza simile, ma non soddisfacente, così la preferiscono al Buddismo. Questo va bene se la persona non si trova a proprio agio con la propria tradizione, la ritiene non credibile o inaccettabile, inadatta. Quindi se ritiene che il modo di approccio buddista sia adatto allora va bene ma in questo caso bisogna riflettere con molta attenzione, non seguire una moda o un capriccio. Riflettete molto attentamente. Dopo aver attentamente riflettuto che l’approccio buddista sia il più adatto a voi, è giusto il diritto individuale di seguire ed accettare il Buddhismo. Ma una cosa importante è che dopo essere diventati buddisti non manchiate di rispetto alle altrui tradizioni, in particolare alla vostra precedente tradizione. Questo va evitato. Dovete rispettarla. Sebbene nel vostro caso la vostra tradizione non abbia più effetto, questo non significa che essa non abbia più alcun effetto per l’umanità. La vostra precedente tradizione sta ancora aiutando milioni di esseri umani su questo pianeta. Quindi, la dobbiamo rispettare, evitando ogni tipo di mancanza di rispetto. Le persone provenienti da Sri Lanka, Thailandia, Birmania, Laos, Cambogia, Cina, Corea, Giappone e Tibet e Mongolia, la gente di queste aree per la maggior parte sono buddisti, tradizionalmente sono buddisti. Di solito mi sento più a mio agio nel dare insegnamenti buddisti ai cinesi ed ai mongoli, ma nel dare insegnamenti buddisti a buddisti tradizionali non vi è alcun pericolo di concorrenza. Ora spiegherò il Buddhadharma in tibetano. In primo luogo è molto più facile per me e mi riposo, mentre lui traduce. Inoltre, cosa ancora più importante se cerco di spiegare nel mio inglese stentato anche se ho studiato l’inglese dal 1947, sono uno studente di vecchia data dell’inglese (risata). Ma non faccio progressi, nessun progresso. Inoltre sto invecchiando, anche il mio inglese sta invecchiando, quindi mi è più difficile (risata). Grazie. In genere quando do insegnamenti in un contesto di vari membri della tradizione buddista, chiedo ai membri del Sangha Pali di cantare il Sutra Moggallana. (Canto). Tra i seguaci del grande maestro Buddha Shakyamuni esistono molte tradizioni diverse e di tutte queste tradizioni la tradizione Pali in termini di anzianità è la più anziana. È probabilmente il caso che in realtà gli insegnamenti inizialmente dati dal Buddha siano stati in lingua Pali. Quindi è per questo che siamo onorati di avere i rappresentanti della tradizione Pali che cantano il Sutra Pali. Domani se ci sono membri del Sangha cinese che possono recitare il Sutra del Cuore in cinese chiedo loro di farlo domani mattina. In termini di cronologia la tradizione buddhista cinese è al secondo posto come anzianità di Sangha. Il terzo giorno vorrei chiedere ai membri del Sangha vietnamita a cantare di nuovo il Sutra del Cuore. Ora reciteremo quelle che sono note come le tre pratiche quotidiane, a seguire il Sutra del Cuore in Tibetano. Quindi un saluto al Buddha da “I fondamentali della Via di Mezzo”.

Mi prostro al Buddha Perfetto,

Il migliore degli insegnanti, che ha insegnato che

Tutto ciò che è origine dipendente

È incessante, non-nato,

valido, non permanente,

Non venire, non andare,

Senza distinzione, senza identità,

E libero da costruzioni concettuali.

Mulamadhyamakakarika

Ora è il saluto alla Perfezione della Saggezza dal Abhisamayalamkara di Maitreya, Le Chiare Realizzazioni. Secondo la tradizione stabilita in Nalanda ogni volta che ci si impegna nel dare o ricevere un insegnamento, dobbiamo coltivare un appropriato stato della mente e motivazione. Questo va fatto prendendo Rifugio nei Tre Gioielli, il che distingue l’unicità del sentiero del Buddha, e quindi la coltivazione dell’’aspirazione altruistica a raggiungere la Buddità a beneficio di tutti gli esseri senzienti, la generazione di bodhicitta. Questo serve a rafforzare il nostro impegno per la felicità degli altri e in questo modo sia l’insegnante che i discepoli che partecipano all’ insegnamento sono invitati a coltivare il giusto stato della mente nell’intervenire in tali attività.

Se non mi inganno questo verso è stato composto dallo stesso Atisha, Atisha Dipamkara. In Tibet vi era una tradizione particolare sviluppatasi nella parte orientale del Tibet, la regione di Kham, che ho ereditato dall’ultimo Khunu Lama, Tenzin Gyaltsen Rinpoche in cui da parte del maestro prima di iniziare l’effettiva formale esposizione degli insegnamenti, di ricordare il Buddha, si rende omaggio a lui mentre il maestro recita dei versi di lode al Buddha così farò adesso. È ampiamente noto, nel senso convenzionale in termini di storia, che il Buddha Shakyamuni emerse su questo pianeta più di 2.500 anni fa. Questo grande maestro, Buddha Shakyamuni quando condivise i suoi insegnamenti con il mondo diede numerose serie di sermoni pubblici. La prima serie di sermoni pubblici è nota come Primo giro della Ruota del Dharma e l’argomento o il tema principale di questi insegnamenti erano le Quattro Nobili Verità. Troviamo infatti, che gli insegnamenti contenuti nelle Quattro Nobili Verità pongono il quadro di base per gli aspetti generali degli insegnamenti del Buddha.