S.S. Dalai Lama: La compassione è il pilastro della pace nel mondo

Sua Santità il Dalai Lama: “La  compassione è il vero seme della pace interiore”.

Sua Santità il Dalai Lama: “La compassione è il vero seme della pace interiore”.

Carissimi,
il Prof. Alessio Trillini ha tradotto la Conferenza di Sua Santità il Dalai Lama alla Florida Atlantic University, USA il 24 Febbraio 2010, dal titolo: “La compassione è il pilastro della pace nel mondo”. Alessio ci scrive: “Sono sinceramente felice di poter diffondere col mio piccolo contributo parole così importanti. Le difficoltà che ho subito riscontrato sono state quelle di dover tradurre in parole uno spirito che parlava. Sua Santità il Dalai Lama parla con l’anima e a volte le parole non possono essere legate per formarne un discorso di senso comune. Ho cercato e cercherò in futuro, grazie a voi, di cucire al meglio su una stoffa umana quelle che sono parole semplici, ma difficili da scrivere”.
Grazie, Alessio, grazie per la grande gentilezza che hai dimostrato verso tutti gli esseri senzienti, assumendoti il difficile compito di tradurre le parole di Sua Santità.
Vi consigliamo di vedere il filmato originale nella versione in inglese al sito http://www.dalailama.com/, in particolare:
http://www.dalailama.com/webcasts/post/97-compassion-as-a-pillar-of-world-peace. Revisione ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Buon giorno a tutti. Questa stanza ben illuminata per me è molto appropriata, perché posso vedere le facce del pubblico. A volte, vedete, al buio non riesco a vedere le facce dei presenti, e mi sembra, come dire, di parlare a nessuno, o a volte, al buoi, di parlare con dei fantasmi, e inoltre, vedete, i miei discorsi non vengono preparati, sono spontanei, e per questo dovrei vedere le facce degli ascoltatori in modo da sentire che sto parlando veramente a degli esseri umani.

Normalmente, durante le mie conferenze, nessuno dorme, ma, se in alcuni casi, quando dò alcuni insegnamenti, quando faccio conferenze di molte ore, alcune persone anziane si addormentano, penso che sia noioso che parli così. Qui normalmente tutti sono molto attenti. Sono molto felice di questo tipo di organizzazione, è ottima per me.

E poi, a parte questo, quel signore indiano, la persona che ha portato quest’acqua calda, viene dallo stato del Karnataka, dove si trova la maggior parte degli insediamenti tibetani, che ospitano circa 40.000 rifugiati ed anche le maggiori, alcune delle più grandi istituzioni monastiche: circa 10.000 monaci e monache studiano in quei luoghi. Quindi, sono molto molto compiaciuto. Oltretutto, sempre presento me stesso come messaggero dell’India. Il che è motivato da più ragioni: innanzitutto sono buddista ed il buddismo proviene dall’India. In particolare sono, anzi, siamo in realtà, allievi della tradizione di Nalanda. Penso al fervore del Dharma a Nalanda che fioriva nel primo secolo e successivamente. Credo che nel settimo e nell’ottavo secolo la tradizione di Nalanda sia rimasta il miglior centro di insegnamenti buddisti e forse a quel tempo anche di alcune materie accademiche indiane. In verità, vedete, in Tibet..la persona che ha introdotto il buddismo in Tibet fu uno dei più prestigiosi maestri della tradizione Nalanda dell’ottavo secolo, Shantarakshita, quindi nella mia mente certi punti di vista, certe tipologie di idee provengono dal pensiero di questo maestro della tradizione Nalanda.

Sua Santità il Dalai Lama

E poi i miei discorsi: compassione, amore, sono la vera base della non-violenza, che non è indifferenza, o il non impegnarsi o la mancanza di paura…no, quella non è non-violenza. Non-violenza è il rispetto per i diritti altrui e, invece di far del male agli altri, si prendono in seria considerazione gli altri esseri viventi, per evitare di nuocere deliberatamente agli altri. Non-violenza non significa semplice assenza di violenza, ma possedere certe forti motivazioni e fiducia in se stessi. Vedete, laddove c’è un’opportunità di far del male, non viene fatto, perché c’è rispetto per i diritti altrui e consapevolezza che gli altri sono esattamente come noi stessi. Questa è non violenza.

Quindi la non-violenza è un’antica tradizione indiana millenaria, inoltre il mio, come dire, compito, è quello di promuovere l’armonia religiosa, concetto che è, a sua volta, parte della tradizione indiana.

India. Penso che qui, per più di duemila anni, quasi tremila anni, tradizioni religiose diverse hanno vissuto insieme. Tradizioni di tipo diverso sono cresciute all’interno dell’India. L’India ha, per così dire, allevato tradizioni religiose diverse, vissute assieme, e anche eventualmente tradizioni esterne all’India, come il Cristianesimo, l’Ebraismo, prima ancora credo anche lo Zoroastrismo. La comunità Pharsi, adesso molto poco numerosi in India, comta circa centomila seguaci, ma sistemati molto bene: sapete, conservano la loro tradizione da migliaia di anni.

E così l’Islam. Tutte queste religioni provengono dall’esterno, e, nonostante, questo vivono equamente in India. Perciò il pluralismo religioso viene praticato da migliaia di anni in India.

Spesso dico ai miei amici indiani che l’Haimsa, basata sulla compassione, o la nonviolenza basata sulla compassione, e l’armonia religiosa, queste due tradizioni prettamente indiane.

Adesso, certamente, in alcuni casi, sorgono certe discordie, certi problemi o lotte dovute a diversi credi religiosi e altre cose negative accadono qua e là, ma, nel quadro generale indiano, queste due tradizioni rimangono molto vive.

Di conseguenza, tale mi considero. Come quando visito posti diversi, parlo con la gente, forse alcune persone possono pensare: oh, queste belle idee, queste idee provengono dal Dalai Lama.

No, queste sono antiche tradizioni indiane millenarie!

Anche se non tutti gli indiani sono così, in sostanza l’India è una nazione meravigliosa. Quindi, sono orgoglioso, vedete, di considerare me stesso un messaggero dell’India.

A parte tutto, sono molto felice di essere qui, di parlare e condividere i pensieri con le persone. Adesso, per prima cosa, lasciatemi sedere comodo, o meglio, in stile indiano.

E di solito, vedete le pantofole sono molto più facili da togliere, poiché oggi me andrò, questa notte dovrò intraprendere un lungo viaggio verso la Germania, a Francoforte, poi in India, così ho già preparato queste scarpe. Adesso sono comodo.

Innanzitutto, chiaramente apprezzo molto il vostro invito e apprezzo molto anche il fatto che in concomitanza con la mia visita, realizzate alcuni programmi sulla pace. È stupendo! Voi prendete il tema della pace come un qualcosa di molto serio. Lo apprezzo molto.

A volte in Australia, in più d’un’occasione, durante le mie visite, gli organizzatori organizzano manifestazioni ovviamente con conferenze, discorsi e questo genere di cose. La chiamano “la settimana della pace”. Nelle strade vengono appesi dei manifesti e, per una settimana, vengono organizzati vari tipi di eventi, sono presenti movimenti pacifisti, e tutto questo mi fa molto piacere, grazie.

Allora, quando parlo, vedete, chiarisco sempre il fatto che colui che vi parla, qui, non è niente di speciale, niente di strano, è solo un essere umano e per me il pubblico fa parte degli stessi fratelli e sorelle, nessuna differenza. Certamente, abbimo lingue diverse, culture diverse, razze diverse. Ma questo è secondario, fondamentalmente noi siamo tutti esseri umani.

Quindi emozionalmente, mentalmente, fisicamente, siamo gli stessi. E poiché abbiamo le stesse emozioni, i miei desideri, le mie sensazioni e le vostre sensazioni, sono praticamente le stesse.

Occasionalmente, vedete, alcune emozioni negative: come la rabbia, l’irritazione, l’attaccamento o la paura, il sospetto, si presentano in voi, e allo stesso modo anche in me.

Dall’altro lato abbiamo lo stesso tipo di potenziale, il potenziale della compassione.

Sua Santità il Dalai Lama

La compassione è il vero seme della pace interiore.

Abbiamo lo stesso potenziale anche per un semplice fatto: tutti noi proveniamo da nostra madre. Secondo alcune tradizioni indiane, alcune storie dicono, o certi tipi di maestri dicono di essere nati attraverso il “logis”. Così, a volte, scherzando dico alle persone: ohoo, questo tipo di maestri nati attraverso “logis” devono avere molta più compassione verso il logo piuttosto che verso gli esseri umani. E, di conseguenza, per questa ragione, penso che noi siamo fortunati, siamo nati da nostra madre e perciò abbiamo un certo sentimento naturale nei confronti di nostra madre, e, in pratica, un maggior legame, allo stesso tempo senza le cure di nostra madre non potremmo sopravvivere.

Quindi, la nostra vita inizia per mezzo dell’affetto d’un altra persona e così il nostro stesso corpo nasce in tal modo. Anche oggi, superficialmente mi sento indipendente, posso badare a me stesso, non ho bisogno di nessun tipo di aiuto o affetto. Questo è errato: nel profondo del nostro corpo apprezziamo ancora incredibilmente l’affetto altrui.

Nelle persone circondate da più affetto, da più compassione, la funzione del corpo è migliore, molto più sana, e anche la funzione mentale è migliore. Nelle persone circondate invece da ostilità, rimane una costante paura, sospetto, il che è molto negativo per la salute, molto negativo per la mente.

Quindi, poiché la nostra vita inizia con l’affetto materno, questo corpo apprezzerà fino alla morte l’affetto altrui. Ora, per poter ricevere affetto dagli altri, dobbiamo prima mostrarlo loro.

È assolutamente illogico sperare nell’amicizia o nell’affetto, amicizia dagli altri, essendo negativi verso di loro: è illogico. Innanzitutto dobbiamo mostrare agli altri un amore umano autentico, compassione, rispetto. Allora ci saranno probabilità maggiori che gli altri facciano altrettanto.

A volte, come dire, in certi casi fallisco, quando cammino per strada, di solito, vedete, non importa che cosa le altre persone, voglio dire, senza conoscere gli altri, io sorrido sempre, fino a quando si tratta di esseri umani sorrido sempre. Quando sorrido. di solito, vedete, anche dall’altro lato, nella maggior parte dei casi, gli altri annuiscono o sorridono. Occasionalmente, e in particolare le giovani donne, quando sorrido pensano: “oh, questa persona sta quasi cercando di approfittarsi di me”, o hanno questo tipo di attitudini. Allora penso che il mio sorriso invece di trasmette pace di mente o gioia, penso che il mio sorriso trasmetta nelle loro menti più paura o dubbi.

Questi sono casi eccezionali, altrimenti nella maggior parte dei casi, nei quali mostro la mia sincerità, il mio affetto, la compassione, a simili esseri umani, la risposta è sempre molto positiva.

Vale anche per gli animali. Se mostriamo, come ad esempio ai gatti, quando mostriamo sincero affetto, loro rispondono di conseguenza, se tu hai, vedete, motivazioni diverse, come provare a prenderli o a nutrirli, loro lo sentono: “oh questa persona mi sta dando del cibo, non ha motivazioni sincere ma forse altre motivazioni”, anche questi animali hanno la capacità di capire le motivazioni altrui. Perciò, quella d’apprezzare la gentilezza, la bontà, l’affetto, tutte le specie di mammiferi posseggono lo stesso apprezzamento, ad eccezione di.. ancora oggi mi chiedo questo: ad esempio le zanzare e altri piccoli insetti, personalmente non penso abbiano la capacità di apprezzare la gentilezza altrui, non penso proprio. Poche. In alcune occasioni, una volta ad Oxford detti alcune lezioni, e ad alcuni professori di Oxford, scienziati, seduti in prima fila, feci questa domanda: “ il cervello, vedete, fino a che punto ha la capacità di apprezzare la gentilezza altrui ?” Non ebbi risposta, quindi ho deciso che devo chiederlo a voi: fino a quale misura di grandezza il cervello sviluppa l’abilità di apprezzare la gentilezza altrui ? Perciò, questi piccoli insetti fanno eccezione, altrimenti a tutti i mammiferi se mostrate loro gentilezza, affetto, essi rispondono di conseguenza.

Quindi noi vogliamo amici, vogliamo amicizia e vogliamo anche sorridere, a volte incontro persone che raramente sorridono e in quei momenti il tempo non passa mai; mostra loro dei sentimenti e le ore passeranno senza alcun problema. Pertanto penso che un sorriso genuino sia una peculiarità, forse alcune scimmie ne posseggono la capacità, altrimenti credo che il sorriso sia unicamente un dono degli esseri umani. E questo dono deve essere utilizzato meglio.

A volte vengono espresse virtù come la dignità o la santità, ma niente sorrisi: penso che sia stupido, non è così? Penso che, anche queste persone, che veramente si mostrano così, anche queste persone hanno bisogno dell’affetto altrui, no? Perciò, il sorriso è una nostra peculiarità, come trasmettere un sorriso.. Chiaramente ci sono diverse varietà di sorriso, alcuni sorrisi sono sarcastici o devianti, questi sorrisi invece di trasmettere soddisfazione o gioia, trasmettono sospetto o dubbio o paura, quindi un sorriso genuino è davvero qualcosa di grazioso, un sorriso autentico senza che ci si aspetti niente in cambio, così.