1-Insegnamenti S.S. Dalai Lama Dharamsala marzo 2004

Sua Santità il Dalai Lama: "Solo  dissolvendo le apparenze ed i pensieri ingannevoli abbiamo la possibilità di conseguire la  mente di chiara luce".

Sua Santità il Dalai Lama: "Solo dissolvendo le apparenze ed i pensieri ingannevoli abbiamo la possibilità di conseguire la mente di Chiara Luce".

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Nel canale centrale all’altezza dell’ombelico, immaginate la mente racchiusa in un piccolo seme rotondo, il cui emisfero superiore è bianco, e quello inferiore è rosso.

Quando cadete in preda alla distrazione, non scacciatela (tanto non vi sarebbe facile eliminarla), ma usatela per sviluppare la conoscenza intuitiva della natura della mente. Concentratevi su colui che pensa, non sul pensiero che sorge nella nostra mente.

Se avete detto delle falsità, invece di cader in preda ad inutili sensi di colpa, cercate di rimediare alle conseguenze negative di quel che avete detto, scusatevi con chi avete offeso e promettetevi di non farlo più. Tutti hanno la capacità di sviluppare la realizzazione. Non è affatto giustificato scoraggiarsi. Né pensare che la strada per la liberazione sia per noi troppo difficile. Impegniamoci con tutti gli sforzi per giungere alla trasformazione. Recitiamo il Sutra del Cuore. Ricordiamo i grandi maestri dl passato, come Songsten Gampo, Padmasambhava e Shantarakshita. Impegniamoci nelle pratiche dei sutra e dei tantra. Alla scuola Gnimapa o antica si è succeduta la nuova, la Kadampa. Nulla tuttavia è cambiato nella sostanza degli stadi delle pratiche, che sono sempre rimaste focalizzate sui temi principali della compassione e della bodicitta, con meno enfasi sulle pratiche tantriche. La tradizione Mahamudra è rappresentata da grandi maestri come Naropa, Marpa e Rechungpa. Ricordiamo i 3 protettori ed i maestri bianchi Kongyn che ci indicano la strada per conseguire l’illuminazione attraverso il riconoscimento della mente primordiale. Quindi il grande Atisha, da cui deriva la scuola Kadampa, e Lama Tzongkhapa fondatore della scuola Gelupa o Nuova Scuola Kadampa: tutti si riferiscono al Guyasamajatantra. Quindi ricordiamo Nagarjuna per la sua infinita Bodhicitta nel trasmetterci le pratiche Mahayana. Quindi la Svatantrika Madhyamika fondata da Bhavaviveka che ha stabilito la mancanza di qualsiasi esistenza inerente, ma la presenza di una realtà convenzionale. Tra questi grandi maestri ricordiamoci di Zapatrul Rinpoche che, tra l’altro, ci fa presente che tutti i fenomeni sono privi di esistenza inerente e non hanno un fondamento intrinseco. Le pratiche più elevate di yoga tantra sono volte a realizzare la mente primordiale di chiara luce, così nel Chakrasamaja e nle Kalachakra dove si esplica l’inseparabilità di samsara e nirvana, le diverse tecniche dello Dzochen e dell’Hata Yoga. Nello Dzochen, le pratiche tantriche vengono conferite solo dopo aver completato i preliminari e solo dopo aver superato il livello grossolano dell’energia RIGPA, ossia dopo aver superato la parte negativa..

le più alte pratiche tantriche sono volte a scoprire il livello della mente della chiara luce. Si tratta d’insegnamenti tutti volti al conseguimento dell’illuminazione ed adatto solo a persone dalla mente aperta e non distorta, evitando d’esprimere giudizi, partigianerie o prese di posizione aprioristiche.

Così traspare dalla biografia del Primo Dalai Lama, ma il Secondo praticò la Scuola Kargyu ed è conosciuto come quello asettario RIME, il Terzo praticò il Vajrayana, il Quinto è asettario, il Tredicesimo è anch’esso asettario e praticava la sadhana di Yamantaka e le divinità Nigma. Sta alla libera scelta individuale scegliere di leggere e di studiare questi testi. Dal 1960, appena giunto in esilio in India, mi sono sforzato per infondere armonia tra le scuole tibetane. Emanate a vostra volta insegnamenti adatti per gli altri, come nel caso del Quinto DL, imparate gli uni dagli altri, praticate in modo non settario. C’era un maestro che per essere in armonia con le diverse scuole, portava con sé in viaggio un contenitore coi berretti delle varie scuole, che indossava di volta in volta a seconda dell’appartenenza a quella o a quell’atra scuola del monastero che visitava. È importante sviluppare una mentalità non settaria, perché questa ha la caratteristica di produrre da subito dei benefici mentali.

Ricordiamoci che il significato delle cose è semplicemente designato.

È bene inoltre aver sempre presente che nelle idee espresse da Lamatzongkapa troviamo sempre il senso dell’unità delle cose e dei fenomeni.

Un altro elemento da aver presente è il beneficio di studiare i testi delle altre tradizioni. Da par te mia ho ricevuto molti più insegnamenti di tradizione Nigma che non dalle altre scuole, non perché non avessi nulla da fare, ma perché pensavo che fossero di beneficio per gli altri. Ho ricevuto iniziazioni Nigma da Penor Rinpoche ed assieme ai suoi monaci recitavamo i puri testi di Lamatzongkhapa. Sviluppiamo la comprensione dei testi della tradizione Gelug e Sakya, come face il Maestro Sangye Rinchen.

Non esiste proprio nessuna differenza dal punto di vista filosofico tra i sutra ed i tantra?

Sì, se ci riferiamo all’oggetto. No, se ci riferiamo alla mente. I grandi maestri Nignapa erano tutti dei puri rappresentanti del Dharma, come Sangye Sawa. Invece, ai tempi di Landarma, e tuttora, esistonop dei falsi maestri che dicono di trovare la felicità unicamente unendosi con la consorte.

È invece opportuno aver ben presente la vera apparenza delle cose quando sono prive di falsa apparenza. Il Buddha primordiale Samamntahbadra è il gioiello di fede e di felicità.

Puri sono i fenomeni e le esperienze che sorgono dal Tathagatagarbha (la natura del Buddha), la cui qualità è rappresentata dalle fonti di Chiara Luce del Dharmakaya, che è privo di tempo. La mente di saggezza svela la percezione illusoria della realtà. Vagando nel samsara, la vostra mente si aggrappa alle emozioni affliggenti. Lasciamo riposare la mente e riconosciamo la sofferenza come fonte delle emozioni affliggenti. La sofferenza può essere rimossa attraverso l’applicazione di forze opponenti. Da tempo senza inizio abbiamo sempre vagato in questo luogo caratterizzato da emozioni affliggenti. Se soggiogati da queste, proviamo stanchezza e fatica, per liberarcene occorre far propri gli antidoti necessari conseguendo quel qualcosa di molto sviluppato da realizzare nei sei reami. Dobbiamo essere molto felici di questa vita umana. Essa è la gemma preziosa perché ci permette di non rinascere nei reami degli animali, né in quello degli esseri infernali. Siete nati come umani dalle qualità intatte. Dal momento che detenete tutte queste possibilità, siete sulla via più favorevole per seguire un sentiero positivo, con buone interconnessioni per riuscire ad attraversare l’oceano del samsara seguendo il sentiero soggettivo libero da interferenze, sviluppando vero entusiasmo per aver incontrato il Dharma degli insegnamenti del Buddha.

Le vite umane possono essere ordinarie o speciali. Ordinarie sono quelle in cui non si conoscono le pratiche e sono caratterizzate da atteggiamenti negativi. Speciali e preziose sono le vite caratterizzate da una mente disciplinata, virtuosa, cui corrisponde una vita piena di significato, che porta a seguire con buoni risultati gli insegnamenti del Buddha attraverso l’oceano del samsara. Coloro che si dedicano alle pratiche del Dharma, conseguono il risultato di disciplinare la mente. Ora avete realizzato l’importante risultato di rinascere come umani e lo avete ottenuto con lo scopo di mettere a frutto i vostri scopi positivi. Perciò dimostrate grande entusiasmo e gioia di trovarvi in un luogo di pace. Quanto è difficile ritrovare la rinascita umana!

Rendiamo omaggio ai tre venerabili lama. Nel caso di Gurusamaja, a Vajrapani: manifestazione dello stesso Maestro e della stessa Divinità, lignaggio simbolico, adatto agli esseri umani. Solo dissolvendo le apparenze ed i pensieri ingannevoli abbiamo la possibilità di conseguire la mente di chiara luce. Abbiamo due tipi di mente: ordinaria e RIGPA. Solo riuscendo a purificarci dalle tre apparenze eviteremo di concepire ancora una volta una realtà dualistica, col risultato che , nemmeno dal punto di vista dei sutra e dei tantra non saremo scevri di contaminazioni. Abbiamo invece tutte le potenzialità per rimuovere la sofferenza, anche per beneficiare noi stessi, se penseremo agli altri. Non c’è infatti differenza tra me stesso e gli altri. L’attitudine auto gratificante non accumula i milioni di cause necessarie per la liberazione. Ogni volta che ascoltiamo gli insegnamenti sviluppiamo la determinazione di dedicarci il più possibile agli altri. Apprezziamo il fatto d’essere qui, vivi, come esseri umani. Nel momento in cui vi alzate, quando andate a fare la spesa, quando cucinate, quando assaporate il cibo e lo gustate, non pensate di non dover concentrarvi sul cibo, ma utilizzate il momento in cui assumete il cibo come strumento come strumento per essere d’aiuto agli altri attraverso la dedizione di noi stessi. Moltissime sono le occasioni per rendere piena di significato la nostra vita. Pensate, ad esempio: la mia vita sarà benedetta dai lama. Nessuno è intrinsecamente esistente. È importante il modo, la disposizione mentale in cui s’ascoltano gli insegnamenti di Dharma. Ma è ancora più importante la motivazione con cui lo si fa. È ancora più importante di tutte le iniziazioni che prendete! Esistono dei monaci che, una volta che sono diventati lama o ghesce diventano più orgogliosi ed arroganti. Ma, anche se siete diventati monaci, non siete liberi dai tre veleni!

Occorre perciò esprimere la corretta motivazione e conseguire i mezzi abili. Meditando sulla divinità, fate correttamente le prostrazioni. Come è illustrato nel Bodhicharyavatara, in questo modo posso sviluppare tutte le attitudini verso la bodhicitta.

Il Dharma non è di proprietà di nessuno.

Millarepa: già sentendo il suo nome riusciamo ad esprimere fede. Egli conseguì una profonda esperienza di realizzazione, il controllo totale sulle sue energie fisiche e mentali, capaci di fluire nella corrente d’un fiume. Sono manifestazioni esterne della realtà interna della mente. Raggiunta la completa illuminazione, divenne famoso come il sole e la luna. Ora, dopo aver commesso tante e tante azioni negative ed aver d’altro canto prodotto altrettante e ancor più azioni negative, è libero dai tre veleni! Se ci s’impegna tanto, è questo il segreto, la liberazione è a portata di mano.

Millarepa possedeva una voce dalle tonalità meravigliose. Non ara l’unico figlio della sua agiata famiglia che possedeva oro, argento, gioielli e ricchezze. Gli teneva compagnia una sorella di quattro anni più giovane. A sette anni deve affrontare la separazione dal padre che muore improvvisamente. Il suo posto viene preso dallo zio materno che garantisce: “Avremo cura delle ricchezze della vostra famiglia”. Ma i due fratelli vengono schiavizzati dai parenti che danno loro in pasto il cibo riservato ai cani. Persino la loro madre chiama i parenti con un nomignolo che è tutto dire: i diavoli. I due ragazzi sono ridotti alla fame, consunti e privi di forze. Usando i ricavi dell’unico campo rimastole in possesso, la loro madre diede una gran festa: nel banchetto apre il testamento del marito, il padre di millarepa, denunciando così a tutti la truffa.

Tutti i fenomeni derivano dalle loro cause. I cambiamenti sono dati da cause e fattori. Non dobbiamo pensare, in proposito, solo a ciò che osserviamo coi nostri occhi od udiamo con le nostre orecchie, ma anche a ciò che non possiamo percepire direttamente. Ad esempio: ciò che osserviamo coi più moderni microscopi e tante altre apparecchiature elettroniche che ci permettono di cogliere e registrare tutto ciò che è in continuo cambiamento, il che è riferito ad un livello sottile d’impermanenza. Pensiamo a come i fenomeni transitori possono sorgere, pervenire alla nostra osservazione e svanire. Tutti i fenomeni condizionati sono destinati a nascere ed a scomparire per cause e fattori che cambiano nella natura delle cose.

Riconosciamo cause sostanziali come nel caso dell’albero che, per crescere ha bisogno oltre che del seme, che a sua volta per esistere ha bisogno d’altri alberi e d’altri semi. Esiste in proposito una causa sostanziale? Se le cause fossero dei fattori permanenti, allora i frutti dovrebbero essere statici. Sarebbe questo il caso di chi asserisce che le cose sono create da dio. Invito comunque a rispettare queste concezioni teistiche perché rappresentano delle visioni comunque positive. Ma, dal punto di vista buddhista, dobbiamo chiederci: esiste un dio creatore?

Non lo si ritiene possibile dal punto di vista buddhista.

Da dove origina la sofferenza? Non certo da cause permanenti, ma individuali. Se sarete gentili con gli altri, ne sarete ricompensati. Se li aggredirete, sarete, a vostra volta aggrediti.

Cadremo quindi nella sofferenza, se finiremo in preda a due tipi d’ignoranza. L’ignoranza della realtà ultima e l’ignoranza della realtà causale. La causa della sofferenza è inoltre riconducibile nell’origine contaminata delle emozioni affliggenti. Il che è condiviso anche dalle scuole di pensiero non buddhista. Ne consegue che, come antidoto, dobbiamo cercare di ridurre i livelli, anche non manifesti, di emozioni affliggenti. Così è pure il caso dei Sette Vizi Capitali espressi nel Cristianesimo.

Nota1-

Nella dottrina morale cattolica, i vizi capitali sono desideri non ordinati verso il Bene Sommo, cioè Dio, dai quali tutti i peccati traggono origine. I sette vizi capitali sono:

· Superbia (desiderio disordinato di essere superiori agli altri, fino al disprezzo degli ordini e delle leggi).

· Avarizia (desiderio disordinato dei beni temporali).

· Lussuria (dedizione al piacere e al sesso).

· Invidia (tristezza per il bene altrui, percepito come male proprio).

· Gola (abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola).

· Ira (disordinato desiderio di vendicare un torto subito).

· Accidia (lasciarsi andare al torpore dell’animo, fino a provare fastidio per le cose spirituali: in particolare, abbandono della preghiera e dell’amicizia verso Dio perché faticosa). http://it.wikipedia.org/wiki/Vizi_capitali