2 -Insegnamenti S.S. Dalai Lama Dharamsala marzo 2004

Luciano Villa e Graziella Romania in udienza da Sua santità il Dalai Lama col gruppo del Centro Studi Tibetano Sangye Cioeling

Luciano Villa e Graziella Romania in udienza da Sua santità il Dalai Lama col gruppo del Centro Studi Tibetano Sangye Cioeling

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

RABBIA ED INFELICITÀ

Sua Santità il Dalai Lama

Così , quando siete in preda ad una forte rabbia, saremo poi insoddisfatti provando un profondo senso d’infelicità. All’incirca la stessa cosa prova chi è in preda ad un forte attaccamento.

Perché troviamo quell’oggetto così carino od al contrario, orribile? È perché siamo connessi a quell’esperienza.

Molte scuole filosofiche accettano l’esistenza d’un sé e dell’io. Il che, per il Buddhismo, è la causa radice del’esistenza ciclica. Inclusa la credenza in uno stadio ultimo del sé.

Al contrario, per il Buddhismo, il sé è designato sulla base degli aggregati psicofisici. Analizzando la natura del sé: forse che potrebbe esistere in assenza degli aggregati psicofisici? Proveremo allora l’esperienza della mancanza del sé. Non intendo certo dirvi d’aver realizzato la vacuità, ma vi posso dire d’aver avuto un certo impatto da parte di tutte le pratiche che ho fatto fino ad ora. Chiaramente più s’approfondisce più s’intende, e più s’intende più ci si convince della mancanza d’un sé inerente, indipendente, autosufficiente. All’opposto, ci si convince, di quanto fosse sbagliata la concezione della realtà basata sulla presenza d’un tale sé. Tutto ciò porta ad individuare la mente di chiara luce. Perciò meditiamo sul fatto che tutti i fenomeni condizionati sorgono da cause e condizioni. Lo sviluppo della fede non è una prerogativa esclusivamente del Buddhismo. Anche nelle fedi non Buddhiste è presente la pratica del Rifugio. La peculiarità del Buddhismo è rappresentata dal desiderio di volersi liberare dal ciclo delle esistenza del samsara.

Per conseguire questo risultato dobbiamo sviluppare una forte devozione per i Tre Gioielli: il Buddha, il Dharma ed Sangha.

Rifugio nei Tre Gioielli o nel Dollaro? Anche tra i tibetani c’è chi ne resta attratto. Anche da parte di monaci, che, proprio per questo desiderano visitare Taiwan.

Pratichiamo piuttosto il sentiero dell’amore e della compassione unito alla consapevolezza della mancanza d’un sé: grossolano e sottile. Questa è la linea che separa i buddhisti dai non buddhisti. Anche se non riuscite a comprendere appieno la mancanza dell’esistenza d’un sé, è importante comprendere che la persona è designata sulla base dei 5 aggregati psicofisici, e che non è indipendente, ma, all’opposto inserita in un processo ciclico d’origine interdipendente. Dobbiamo raggiungere la capacità di realizzare la mancanza del sé. Il principio dell’origine interdipendente è applicabile all’interpretazione della realtà nel suo complesso. Il che ci rende flessibili. Quali cause o condizioni abbiamo accumulato nel corso di questa giornata, ieri, lo scorso mese o nell’anno che è trascorso? Il riscaldamento globale del pianeta può essere fatto risalire a cause sia riconducibile al comportamento umano, sia ad altri fattori risalenti a migliaia dì anni orsono. Quel che è più importante e dedicarci al benessere degli altri, al prenderci cura della società e della famiglia. Amore e compassione non sono tanto di beneficio agli altri, quanto a noi stessi.

Quando incontro delle persone sono solito accoglierle con un sorriso. Ed a loro volta, gli altri sono soliti rispondrmi con un sorriso. Ma c’è qualcuno che sembra chiedersi: “perché mi sorride?”. Così si mostrano ancor pià dubbiosi, chiusi e scettici. Questa è la prova che è difficile trovare la giusta via all’amore ed alla compassione. Molteplicità di cause e condizioni sono il risultato di mostrare amore e compassione: astenersi dai comportamenti negativi, disciplinare la mente attraverso la coltivazione della corretta visione interiore. Il che lo possiamo conseguire anche con l’Hata Yoga e/o lo Dzoochen.

Sviluppiamo la visione della Chiara Luce più sottile, attraverso la chiara comprensione delle pratiche preliminari.

Nota 2

In particolare parlerò del modo in cui queste pratiche vengono presentate nel lignaggio Karma Kagyu. Poi magari in seguito possiamo vedere le differenze con gli altri lignaggi. Nel lignaggio Karma Kagyu e anche per molti Nyingmapa le Pratiche Preliminari sono molto importanti. E spesso, se non si sono completate, non si può procedere alle pratiche più elevate: lo stadio di Generazione e Completamento degli Yidam e la Mahamudra e lo Dzogchen. Le Pratiche Preliminari infatti servono a porre le fondamenta del sentiero… Purificando le negatività e sviluppando le positività, queste pratiche formano la base grazie alla quale le pratiche successive potranno essere efficaci. Nel lignaggio Karma Kagyu le Pratiche Preliminari sono 4, ognuna ha un preciso significato, e ognuna consiste in una serie di ripetizioni che và fatta per 111111 volte per potersi considerare completata. Esse possono essere fatte solo se si riceve la trasmissione (lung) e le istruzioni (tri) da un maestro qualificato. Ora vediamo queste pratiche una per una:

1- Prostrazioni – Rifugio
La prima pratica preliminare è una speciale pratica del Rifugio. Davanti a sé si visualizza l’Albero che esaudisce tutti i desideri, e in questo Albero ci sono tutti gli oggetti del Rifugio: il Lama (nella forma del Buddha primordiale Dorje Chang), il Lignaggio, gli Yidam (nel lignaggio kagyu i principali sono Vajrayogini/Vajravarahi, Chakrasamvara e Gyalwa Gyamtso), i Buddha (il principale è Shakyamuni), il Dharma (simboleggiato dai testi), il Sangha (simboleggiato dai Bodhisattva, di cui il principale è Chenrezi), e i Protettori (il principale è Mahakala Bernachen, il protettore del Karmapa).
Visualizzando il Rifugio davanti a sè, con la parola si recita una preghiera del Rifugio, e con il corpo si compiono le prostrazioni. La pratica viene quindi completata quando si compiono 111.111 prostrazioni complete (in cui il corpo si stende completamente a terra). La pratica serve a creare una forte connessione con il Rifugio, a incrementare la devozione, a sviluppare merito e purificazione. Inoltre il movimento fisico delle prosternazioni serve a riequilibrare l’energia del corpo.

2 – Dorje Sempa – Vajrasattva

La seconda pratica preliminare è la pratica di Dorje Sempa (Vajrasattva in sanscrito). Dorje Sempa è un’Yidam che rappresenta la purezza della mente illuminata di tutti i Buddha. Quindi visualizzandolo, recitando il suo mantra, identificandosi con lui ecc.. aiuta a realizzare la stessa purezza.. E quindi a purificare il karma negativo. Il mantra di Dorje Sempa si recita per 111.111 volte. Lui ha due mantra principali: uno con 100 sillabe e un’altro con 6 sillabe. In questa pratica si recitano entrambi. Quando la purificazione avviene ci sono certi segni che compaiono. Anche le prostrazioni sono molto importanti per la purificazione, ma mentre le prostrazioni purificano specialmente il corpo e le azioni commesse con il corpo, la pratica di Dorje Sempa purifica corpo, parola e mente. Ovviamente la pratica ha più efficacia se, oltre al lung, si riceve anche l’iniziazione di Dorje Sempa.

3 – l’Offerta del Mandala
Anche nella Terza Pratica preliminare si visualizza l’Albero del Rifugio. Questa pratica, però, è concentrata sull’offerta. Con del riso creiamo un mandala, ovvero una rappresentazione simbolica dell’intero universo, e lo offriamo ai Tre Gioielli e alle Tre Radici. Immaginando di offrire tutte le cose più belle dell’universo, creiamo molta ricchezza interiore… e quindi molto merito. Grazie a questa pratica quindi sviluppiamo tutte le condizioni karmiche positive affinchè sia possibile procedere nel sentiero spirituale. Inoltre, si sviluppa la compresione che soggetto, oggetto e azione sono interdipendenti e quindi vacui. Anche qui il mandala si offre per 111111 volte

4 – il Guru Yoga
La quarta e ultima pratica preliminare è il Guru Yoga. E’ considerata essere la pratica più importante. Le altre tre infatti servono specialmente a prepararsi per il Guru Yoga, e sono un aiuto per realizzarne in senso. Il Lama infatti è visto come il Buddha, come il Dharmakaya. In questa pratica si visualizza il Lama (anzi.. i Lama) come Dorje Chang, simbolo dell’onnipervadente Dharmakaya, e si invocano le sue benedizioni tramite una preghiera che và recitata per 111111 volte. Dopo di chè, si ricevono da lui le quattro iniziazioni (che purificano il corpo, parola, mente e totalità del nostro essere), e ci si unisce alla sua mente illuminata. Con questa pratica si sviluppa principalmente la devozione verso il Lama, ci si rende ricettivi ad assorbire la benedizione e la trasmissione del lignaggio e si pongono le basi per la realizzazione della Mahamudra.

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