3 S.S. Dalai Lama: Quattro Nobili Verità 1981 Dharamsala

Sua Santità il Dalai Lama, Le Quattro Nobili Verità: La preoccupazione principale dei seguaci del sentiero Mahayana non è la propria liberazione, ma l’illuminazione di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama, Le Quattro Nobili Verità: La preoccupazione principale dei seguaci del sentiero Mahayana non è la propria liberazione, ma l’illuminazione di tutti gli esseri senzienti.

Terza parte dell’insegnamento sulle Quattro Nobili Verità di Sua Santità il Dalai Lama il 7 ottobre 1981 a Dharamsala, India.

Traduzione dal’inglese in italiano della Dr.ssa Nicoletta Nardinocchi, revisione ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Tutte queste azioni negative (di corpo, parola e mente) accumulano un karma negativo. Uccidere, imbrogliare e tutte queste azioni negative sono anche il risultato di cattiva motivazione. La prima fase è solo mentale, la mente disturbata negativa, nella seconda fase queste menti negative si esprimono in azioni, ossia karma. Immediatamente, l’atmosfera viene disturbata. Con la rabbia, per esempio, l’atmosfera diventa tesa, le persone si sentono a disagio. Se qualcuno si arrabbia, le persone gentili cercano di evitare quella persona. Successivamente, chi si è arrabbiato si sente in imbarazzo e si vergogna per aver detto un sacco di cose assurde, qualunque siano entrate nella sua mente. …

Quando ti arrabbi, non c’è spazio per logica o ragionamento, diventi matto in senso letterale. Più tardi, quando la tua mente è tornata alla normalità, te ne vergogni. Non c’è niente di buono nella rabbia e attaccamento, non ne viene fuori niente di buono. Può essere difficile controllarli, ma tutti capiscono che non c’è nulla di buono riguardo a loro. Questo, dunque, è la seconda nobile verità. Ora si pone la questione se questi tipi di mente negativa possano essere eliminati.

La verità della cessazione della sofferenza

La radice di tutte le menti negative disturbanti è il nostro afferrarci alle cose come se fossero veramente esistenti. Pertanto, dobbiamo verificare se questa mente che si afferra è corretta o è distorta e se veda le cose in modo sbagliato. Possiamo farlo indagando su come esistano effettivamente le cose che essa percepisce. Tuttavia, poiché la mente stessa è incapace di capire se apprenda correttamente o meno gli oggetti, dobbiamo fare affidamento su un altro tipo di mente. Se, a seguito della nostra indagine, scopriamo molti altri modi validi di guardare le cose, modi che contraddicono o negano il modo in cui la mente che si aggrappa alla vera esistenza percepisce i suoi oggetti, allora possiamo dire che questa mente non vede la realtà.

Così, con la mente in grado di analizzare l’ultima, dobbiamo cercare di determinare se la mente che si afferra alle cose come realmente trovabili, sia corretta o meno. Se è corretta, la mente analizzante dovrebbe alla fine poter trovare la le cose a cui si aggrappa. I grandi classici della Scuola della Sola Mente [Cittamatra] e, soprattutto, le scuole della Via di Mezzo presentano molte linee di ragionamento per la realizzazione di tali indagini. Su questa base, se indagate per vedere se la mente che si afferra alle cose come intrinsecamente trovabili sia corretta o meno, ci accorgiamo che non è corretta, che è distorta, non è possibile trovare davvero gli oggetti a cui si aggrappa.

Dal momento che questa mente è ingannata dal suo oggetto deve essere eliminata.

Così, con l’indagine non troviamo un valido supporto alla mente che afferra, mentre troviamo il supporto del ragionamento logico secondo cui la mente che si afferra non è valida.

Nella battaglia spirituale, la mente sostenuta dalla logica è sempre vittoriosa sulla mente che non lo è.

Capire che non esiste una cosa come avente un’esistenza che possa essere trovata veramente costituisce la natura della mente chiara e profonda, la mente che si aggrappa alle cose come realmente trovabili è superficiale ed effimera.

Quando eliminiamo i fattori mentali negativi disturbanti, la causa di ogni sofferenza, eliminiamo anche tutte le sofferenze. Questa è la liberazione, o la cessazione della sofferenza: la terza nobile verità. Dal momento che è possibile arrivare a questo dobbiamo ora guardare il metodo il che ci porta alla quarta nobile verità.

La verità del sentiero per la cessazione della sofferenza

Quando si parla dei percorsi comuni ai tre veicoli del buddismo-Hinayana, Mahayana e Vajrayana-ci riferiamo ai trentasette fattori che portano al Risveglio mentre quando parliamo specificamente del Sentiero dei bodhisattva del Veicolo Mahayana ci riferiamo ai 10 livelli e alle 6 Perfezioni.

La pratica del sentiero Hinayana è più comunemente presente in Thailandia, Birmania, Sri Lanka ecc. Qui, i praticanti sono motivati dal desiderio di ottenere la liberazione dalla propria sofferenza.

Preoccupati soltanto di se stessi, praticano i trentasette fattori del Risveglio che sono relativi ai cinque Sentieri: i quattro fondamenti della consapevolezza, i quattro poteri miracolosi e le quattro puri abbandoni (Sentiero dell’ accumulazione); i cinque poteri e le cinque forze (il Sentiero di preparazione), i sette fattori di illuminazione (il Sentiero della visione), e l’ottuplice sentiero (il Sentiero della meditazione). In questo modo, sono in grado di cessare completamente i fattori mentali negativi e disturbanti e raggiungere la liberazione individuale. Questo è il percorso e il risultato della Hinayana.

La preoccupazione principale dei seguaci del sentiero Mahayana non è la propria liberazione, ma l’illuminazione di tutti gli esseri senzienti. Con questa motivazione di bodhicitta, – il loro cuore si predispone a raggiungere l’illuminazione come modo migliore per aiutare gli altri- questi praticanti si impegnano nelle Sei Perfezioni e gradualmente vanno avanti nei dieci livelli di bodhisattva fino a superare completamente superato entrambi i tipi di oscurazioni e raggiungere il supremo Risveglio come Buddha

Questo è il Sentiero ed il risultato del Mahayana.

L’essenza della pratica delle Sei Perfezioni è l’unificazione di metodo e saggezza in modo da ottenere i due corpi illuminati- Rupakaya e dharmakaya.

Dal momento che possono essere ottenuti solo contemporaneamente, le loro cause devono essere coltivate simultaneamente. Per questo, insieme dobbiamo creare una raccolta di meriti – come causa di Rupakaya, il corpo di forma- e una raccolta di profonda consapevolezza, o visione come causa del Dharmakaya, il corpo di saggezza. Nel Paramitayana, pratichiamo metodo unito alla saggezza e saggezza unita al metodo, ma nel Vajrayana pratichiamo metodo e saggezza come natura unica.

Questo insegnamento è stato tradotto dal tibetano in inglese da Alexander Berzin, revisionato da Lama Zopa Rinpoche, curato da Nicholas Ribush e pubblicato la prima volta per Tushita Mahayana Meditation Centre’s Second Dharma Celebration, 05-08 novembre 1982, New Delhi, India. Pubblicato nel 2005, da LYWA in Insegnamenti dal Tibet. tratto da http://www.lamayeshe.com/index.php?sect=article&id=380