Dharamsala 03.10.08: VII giorno d’insegnamenti di S.S. il Dalai Lama: mattino

Dobbiamo premettere che questi sono solo appunti, presi a mano e scaricati sul computer subito dopo gli insegnamenti, in cui non riusciamo certo a darvi una trascrizione esatta di ciò che ha detto Sua Santià nei suoi insegnamenti, in cui parla in tibetano ed in inglese. Pertanto vi preghiamo di scusarci se vi sono errori o incomprensioni.

Luciano Villa e Alessandro Tenzin Villa e Gabriele Erba

Pellegrinaggio verso la casette di Ghesce Yesce Tobten con il gruppo

Pellegrinaggio verso la casetta di Ghesce Yesce Tobten

Sua Santità il Dalai Lama

Shakyamuni è colui che è abile, colui che ha sconfitto le oscurazioni grossolane (le oscurazioni afflitte) e quelle sottili (le oscurazioni all’onniscenza). Oppure si può dire colui che ha sconfitto i 4 mara. Buddha Shakyamuni è apparso in India 2600 anni fa.

UNA SCUOLA FILOSOFICA MOLTO ANTICA

Si può dire che fra tutte le religioni che hanno una filosofia alle spalle si può dire che questa è una delle più antiche, se non la più antica. Vi erano stati dibattiti con i Samkya, quindi si può dire che in India c’erano già delle filosofie.

Anche nella civiltà Cinese in passato c’erano state delle scuole di questo tipo.

Ma tutte queste scuole non avevano un apparato così sofisticato per esempio per quanto riguarda la rappresentazione delle vite passate e future, o del karma.

Sua Santità il Dalai Lama chiede quando è nato il Taoismo?

Qualcuno ha risposto 2000, altri ripondono 5000 anni fa, l’audience presenta qualche dubbio ed anche il Dalai Lama non lo sa con precisione….comunque anche il Taoismo è piuttosto vecchio….

IL PROGRESSO SCIENTIFICO E IL MONDO INTERIORE

Sua Santità il Dalai Lama

Ora siamo arrivati nel XXI secolo ed è l’era degli scienziati, dell’analisi critica. Con questo progresso della scienza anche la tecnologia ha subito un grande incremento. Ed ha raggiunto un livello incredibile. Ma per quanto riguarda le qualità interiori, da questo punto di vista si può dire che questo progresso scientifico e tecnologico questo non sia molto significativo. Soprattutto a partire dal XXI secolo c’è un nuovo grande interesse per il mondo interiore. C’è un interesse da parte degli scienziati su che cosa fa sorgere le emozioni come odio e attaccamento, un interesse che si chiede come poterle trasformare. Ecco che allora le filosofie indiane, e soprattutto il Buddhismo che ha l’idea del sorgere dipendente e della mancanza di un sé, diventano così importanti.

I DUE ASPETTI PRINCIPALI DEL BUDDHISMO

Sua Santità il Dalai Lama

Se si chiede qual è l’essenza del buddhismo si possono distinguere 2 aspetti: l’aspetto filosofico ed l’aspetto dell condotta. Quest’ultima è la non violenza. Pensanso che la natura della violenza è quella di provocare sofferenza e dolore ci si frena e si evita di farlo. In questo modo ci si rende conto che non è il comportamento di una persona per bene quello di danneggiare. Queste azioni di danneggiare gli altri porteranno un risultato di sofferenza, quindi c’è questo aspetto filosofico del sorgere dipendente dal punto di vista della cause e dell’effetto. In generale abbiamo l’aspetto filosofico e di condotta.

PER PRIMA COSA CI VUOLE LO STUDIO

Per quanto riguarda il Buddhismo per prima cosa bisogna studiarlo. Abbiamo detto che vi sono molte religioni che cercano di dare una risposta a tre domande. Quindi in merito a questo inizialmente bisogna studiare approfonditamente i tre veicoli e le 4 scuole filosofiche del Buddhismo. Quindi coltivare un tipo di saggezza che deriva dalla’ascolto, questa saggezza proviene anche da molto studio. Quindi bisogna sviluppare una fede basata sulla ragione, bisogna sviluppare questo tipo di mente.

IL KARMA NON E’ DA CONFONDERE CON LE LEGGI NATURALI CHE REGOLANO I FENOMENI ESTERNI

Sua Santità il Dalai Lama

Vediamo tanti diversi tipi di piante, che nascono e crescono in dipendenza di fattori esterni. Ci sono delle piante che dipendendo dal clima, in un breve periodo, per esempio nel corso di un solo estate, queste piante nascono dai fiori e poi muoiono. Tutti questi esempi del mondo esterno ho molti dubbi che abbiano a che vedere con il karma. Piuttosto tutti i vari aspetti che assumono i fenomeni esterni alla mente hanno a che vedere con le loro cause. Ci sono delle leggi naturali. Il karma ha a che vedere con le sensazioni, le emozioni interne della mente. In alcuni testi buddhisti si parla di una certa relazione tra il mondo esterno ed il karma, essendo che gli esseri vivono nel mondo e quindi le loro emozioni sono collegate con esso. Per esempio a livello collettivo un terremoto danneggia gli esseri e fa sperimentare loro sofferenza. Ma quando parliamo di fenomeni specifici esterni alla mente ho dei dubbi che questi derivino dal karma.

Beatrice Bisbo impegnata a tradurre durante gli insegnamenti

Beatrice Bispo impegnata a tradurre durante gli insegnamenti

Abbiamo compreso che questi due tipi di esperienza, felicità e sofferenza, derivano dalle loro cause. Quando la mente è sintonizzata con il deisderio di beneficiare gli altri ecco che le azioni che scaturiscono saranno sempre di beneficio agli esseri. Al contrario una mente con un’attitudine negativa non genererà alcun beneficio per gli esseri. Quindi per ottenere il risultato del benessere collettivo ognuno di noi deve domare le proprie menti non disciplinate, per esempio attraverso la familiarizzazione, la meditazione. Abbiamo visto che un tipo di meditazione viene chiamata nell’aspetto della mente da ottenere (meditazione sull’amore, compassione e così via), l’altro tipo di meditazione è quella che analizza e, avendo ottenuto un risultato, si familiarizza con esso.

GLI INTERVALLI FRA LE SESSIONI MEDITATIVE

Sua Santità il Dalai Lama

Abbiamo detto che praticare lo yoga degli intervalli fra le sessioni di meditazione è importante. Per quanto riguarda il sonno dividere la notte in tre parti e praticare nella parte iniziale e finale e dormire in quella centrale. Se non teniamo nessun tipo di consapevolezza durante gli intervalli ecco che perdiamo tutto quello che abbiamo fatto durante la sessione.

LA POSIZIONE DI VAIROCHANA

Appena comincia la sessione per prima cosa bisogna assumere la posizione corretta secondo gli 8 punti della posizione di Vairochana, innanzitutto avere le gambe incrociate. Il palmo destro sopra al palmo sinistro, più o meno all’altezza dell’ombelico. Schiena dritta, denti e labbra rilassati con la lingua che tocca il palato superiore e gli occhi che guardano la punta del naso.

In alcune meditazioni viene consigliato di tenere gli occhi completamente aperti ed in altre completamente chiusi. In generale si dice che debbano essere semi chiusi. Braccia leggermente staccate dal corpo così che può passare un po’ d’aria. Il respiro deve essere equilibrato e non forzato. La testa non dovrebbe essere all’indietro e le spalle dovrebbero rimanere in posizione naturale.

I DUE TIPI DI MEDITAZIONI

Sua Santità il Dalai Lama

Ci sono due modi di meditare, si inizia dalla concentrazione e poi ci si concentra sul modo finale di esistere dei fenomeni. Altrimenti le persona dalle facoltà intelettive estremamente acute possono inziare a meditare sulla vacuità in accordo alla scuola filosofica che seguono e poi a sviluppare la concentrazione. Praticando in accordo alla propria filosofia, attraverso l’analisi, si arriva ad ottenere la visione corretta.

Quindi la prima meditazione si propone di cercare la concentrazione sulla base della visione. L’altra meditazione è detta la visione che sorge sulla base della concentrazione.

PRIMA DEL CALMO DIMORARE

Sua Santità il Dalai Lama

Prima bisogna meditare la preziosa rinascita umana, in questo modo si blocca l’attrazione che i piaceri mondani di questa vita esercitano sulla nostra mente. Il modo migliore per i principianti è quello di tenere un testo che parla del particolare soggetto che stanno meditando. Quindi bisogna leggere il testo e ragionare e familiarizzarci con ciò che si è letto.

Per esempio se vogliamo meditare sulla vacuità possiamo leggere strofa per strofa il testo di Nagarjuna e meditarci sopra.

Oppura con il Bodhisattvacharyavatara si possono contemplare i vari punti del sentiero come la morte.

Ogni tanto ci fermiamo e posiamo la mente sul significato che abbiamo compreso. In questo modo si arriva a generare la rinuncia e la bodhicitta delle due aspirazioni che rappresenta l’essenza fondamentale di ciò che vogliamo praticare. Se coltiviamo la saggezza che realizza il modo finale di esistere dei fenomeni senza la bodhicitta sarà facile ottenere la pace personale, quella che viene chiamata l’illuminazione minore.

ATTENZIONE ALL’ORGOGLIO

Sua Santità il Dalai Lama

Una volta che abbiamo avuto delle esperienze sulla rinuncia e bodhicitta iniziamo a sviluppare il calmo dimorare. All’inizio sviluppiamo e ci abituiamo alle qualità positive, si arriva allo stadio in cui ci si rende conto che se continiuamo veramente a meditare così si può arrivare veramente a quelle realizzazioni.

Qui non si tratta di sviluppare l’orgoglio per dire che siamo praticanti molto evoluti.

A questo punto si sono messe le fondamenta per poi dedicarsi al calmo dimorare in modo più concentrato.

I TRE TIPI DI SCRITTURE

Lo yogi a cui interessa sviluppare il calmo dimorare dovrebbe seguire i tre tipi di scritture che riguardano la talità.

Vi sono dei testi che non portano direttamente alla talità, portano lì in modo indiretto ma non ne parlano direttamente. Per esempio quando si parla di impermanenza grossolana ed impermanenza sottile. Per impermanenza sottile si intende la trasformazione istante per istante, c’è una disinterazione istantanea. Il fatto che i fenomeni si disintegrino è dovuto alle sue specifiche cause, che hanno la stessa natura del fenomeno prodotto. Non è un fattore esterno a provocare l’impermanenza sottile. Le cause stesse che hanno prodotto quel certo fenomeno sono della natura della disintegrazione istantanea. Così quel fenomeno, anche senza incontrare nessun evento esterno, si disintegrerà istantaneamente per effetto delle sue cause. Questo pensiero sta conducendo al modo ultimo di esistere dei fenomeni. Questo tipo di scritture sono dette le scritture che portano alla vacuità.

La seconda categoria di scritture non mostra la mancanza del sé sottile dei fenomeni ma solo la mancanza del sé grossolano. Ed è attraverso la comprensione della mancanza del sé grossolano che si potrà arrivare alla comprensione più sottile della vacuità.

Il terzo tipo di scritture è quello che mostra esplicitamente la vacuità.

Tutti gli insegnamenti di Buddha, a diversi gradi, vogliono condurre il discepolo alla comprensione ultima dei fenomeni. Quando si parla del corpo del Buddha si tratta di posare la mente sul suo riflesso mentale. Quindi ci vuole una chiara immagine mentale del corpo del Buddha e poi ci si concentra su quella.

GLI OGGETTI DI CONCENTRAZIONE

Sua Santità il Dalai Lama

Per quanto riguarda l’oggetto di concetrazione abbiamo parlato di concentrarsi sulle diverse scritture oppure anche sulla mente stessa.

In questo caso si dice che l’immagine della mente stessa viene utilizzata come oggetto di meditazione.

Per fare questo è necessario eliminare i ricordi del passato e le aspirazioni e i sospetti per quanto riguarda il futuro. Per quanto riguarda il presente bloccare le concettualizzazione, le forme degli oggetti, l’esperienze di felicità e così via. A questo punto si arriva a questa immagine della natura nuda della mente. Quindi non stiamo parlando di vacuità ma solo dell’immagine della mente sfollata da tutte le concettualizzazione.

Questa natura convenzionale della mente, chiara e conoscitiva, rappresent il soggetto della nostra meditazione.

Anche senza arrivare a soggetti così sofisticati di meditazione si può semplicemente usare il respiro. Si sviluppa una concentrazione sulla consapevolezza dell’inalazione e della esalazione del respiro senza pensare a nient’altro. Contando i respiri, prima 100 poi 500 e così via, la mente si abituerà, attraverso una tecnica molto più semplice, a posare senza seguire tutte le preoccupazioni o le aspirazioni.

Si può concentrarsi sul corpo del Buddha. Andrebbe visualizzato alla distanza di una prostrazione completa. Di una grandezza che va dal gomito fino alla mano, è un immgine pesante. Naturalmente non è percepita dagli occhi ma è un riflesso mentale.

L’INTROSPEZIONE E LA MEMORIA COME ANTIDOTI AL TORPORE MENTALE

Tramite l’introspezione si controlla che l’oggetto di meditazione non sia sparito, l’oggetto deve rimanere nella mente tramite la memoria. Non è sufficente che l’oggetto rimanga nella mente, l’oggetto deve apparire vividamente, l’immagine deve essere chiara e la mente sveglia.

LA DISTRAZIONE E L’ECCITAZIONE MENTALE

Si può escadere nella eccitazione. Per esempio quando la mente si ricorda di una esperienza di attaccamento. Oppure si può anche cadere nella distrazione, la mente si distrae e cambia oggetto posandosi ad esempio sulla compassione. Quest’ultimo è sì un oggetto virtuoso ma la mente si è comunque distratta. Questa distrazione rappresenta comunque un ostacolo allo sviluppo della concentrazione.