S. S. Dalai Lama: Un approccio umano alla pace mondiale. 1

Sua Santità il Dalai Lama: La compassione rappresenta la colonna portante della pace mondiale.

Sua Santità il Dalai Lama: La compassione rappresenta la colonna portante della pace mondiale.

Sua Santità il Dalai Lama: Un approccio umano alla pace mondiale.

Prima parte della traduzione dall’inglese di Gabriele Corazza, revisione a cura del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Introduzione

Quando ci alziamo la mattina ed ascoltiamo la radio o leggiamo il giornale, dobbiamo ogni giorno fare i conti con le stesse tragiche notizie: violenza, crimini, guerre e catastrofi naturali. Non riesco a ricordare nemmeno un giorno in cui non abbia avuto la notizia di qualcosa di terribile successo da qualche parte. Anche nella nostra epoca moderna è evidente che quel bene prezioso che è la vita di un individuo non è per niente al sicuro. Nessuna delle precedenti generazioni ha dovuto confrontarsi con così tante tragiche notizie come quella odierna; questa costante consapevolezza di paure e tensioni dovrebbe portare qualsiasi individuo sensibile e compassionevole ad interrogarsi seriamente sui progressi raggiunti dal mondo moderno.

Ironicamente i problemi più seri provengono dalle società più avanzate a livello industriale. La scienza e la tecnologia hanno compiuto miracoli in molti campi, tuttavia i problemi fondamentali dell’uomo sono sempre i medesimi e restano irrisolti. Oggi molte più persone di un tempo sanno leggere e scrivere, eppure l’incremento dell’istruzione non sembra aver reso gli individui più buoni, ma, al contrario, solo più inquieti ed insoddisfatti. Senza dubbio dobbiamo riconoscere i nostri enormi progressi a livello materiale e tecnologico, ma per certi aspetti questo non è sufficiente, poiché non siamo ancora riusciti a porre le condizioni per pace e felicità ed a sconfiggere la sofferenza.

Possiamo quindi solo dedurre che c’è qualcosa di veramente sbagliato nel nostro progresso e sviluppo, e, se non lo identifichiamo in tempo, questo potrebbe avere conseguenze disastrose per il futuro dell’umanità. Non sono assolutamente contrario alla scienza ed alla tecnologia, hanno contribuito enormemente a migliorare la nostra vita, ci hanno messo a disposizione comodità e benessere materiale e ci hanno fatto conoscere meglio il mondo in cui viviamo. Se però le sopravvalutiamo, rischiamo di perdere il contatto con quegli aspetti della coscienza e dell’intelligenza umana che aspirano alla lealtà ed all’altruismo.

La scienza e la tecnologia sebbene siano in grado di creare benessere materiale incalcolabile, non possono sostituire gli antichi valori spirituali ed umanitari che hanno fortemente contraddistinto la nostra civiltà in ogni sua forma nazionale, come la conosciamo oggi. Nessuno può negare i benefici materiali, senza precedenti, che la scienza e la tecnologia ci hanno messo a disposizione, ma i problemi fondamentali dell’essere umano sono ancora gli stessi; siamo ancora costretti a confrontarci, se non addirittura più di prima, con le stesse sofferenze, paure e tensioni. Pertanto, l’unica soluzione logica è quella di cercare di trovare un equilibrio tra sviluppo materiale da una parte, e sviluppo spirituale e dei valori propri della natura umana dall’altra. Per riuscirci dobbiamo fare rivivere i nostri valori umanitari.

Sono sicuro che molte persone condividono la mia preoccupazione per la crisi morale attualmente diffusa in tutto il mondo e che si uniranno al mio appello indirizzato a tutti gli operatori umanitari e religiosi, che pure condividono questo bisogno di rendere le nostre società più sensibili ai problemi del prossimo, più corrette ed eque. Non parlo da buddista, né da tibetano. Non parlo nemmeno da esperto di politica internazionale, pur essendo costretto a farvi riferimento. Piuttosto, parlo semplicemente come essere umano, come sostenitore di quei valori umanitari che sono il fondamento non solo del buddismo Mahayana, ma di tutte le maggiori religioni mondiali. Da questa prospettiva desidero condividere con voi le mie opinioni sull’argomento. Sono convinto di quanto segue:

  • l’umanitarismo universale è essenziale per risolvere i problemi globali dell’uomo;

  • la compassione rappresenta la colonna portante della pace mondiale;

  • tutte le religioni del mondo sono già a favore di una pace globale in tal senso, così come lo è chi si dedica all’impegno umanitario, indipendentemente dalla propria personale ideologia;

  • ogni individuo ha la responsabilità universale di modellare le istituzioni al servizio dei bisogni dell’uomo.

    http://www.sangye.it/wordpress2/?p=2623