S.S. Dalai Lama: Un approccio umano alla pace mondiale. 2

Sua Santità il Dalai Lama: La via più sensata è quella di pensare anche alla felicità del prossimo quando cerchiamo di realizzare la nostra.

Sua Santità il Dalai Lama: La via più sensata è quella di pensare anche alla felicità del prossimo quando cerchiamo di realizzare la nostra.

Sua Santità il Dalai Lama: Un approccio umano alla pace mondiale.

Seconda parte della traduzione dall’inglese di Gabriele Corazza, revisione a cura del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Risolvere i Problemi dell’Umanità Attraverso la Trasformazione delle Attitudini Umane

Dei tanti problemi che ci troviamo oggi ad affrontare, alcuni sono calamità naturali e devono essere accettati e affrontati con spirito equanime. Altri, invece dipendono dai nostri comportamenti, sono il risultato di incomprensioni, e possono essere corretti. Quest’ultimo tipo di problemi nasce dal conflitto di ideologie, politiche o religiose, quando gli individui entrano in conflitto gli uni con gli altri per inseguire meschini interessi personali, perdendo di vista i fondamentali valori umani che fanno di tutti noi i membri di un’unica famiglia. Dobbiamo ricordare che le diverse religioni, ideologie e sistemi politici del mondo hanno la finalità, lo scopo, di portare gli esseri umani al raggiungimento della felicità. Non dobbiamo perdere di vista questo scopo fondamentale e mai anteporre i mezzi al fine; l’umanità deve sempre mantenere la priorità sulle questioni materiali ed ideologiche.

Il pericolo più serio in assoluto per il genere umano, o meglio, per ogni forma vivente del nostro pianeta , è la minaccia di distruzione nucleare. Non c’è bisogno che mi dilunghi su questo pericolo, ma desidero rivolgere un appello a tutti i leader delle potenze nucleari, poiché il futuro del mondo è letteralmente nelle loro mani, agli scienziati ed ai tecnici che continuano a creare queste terribili armi di distruzione, ed a tutti coloro che, in ogni parte del mondo, hanno la possibilità di influenzare gli uomini di potere: li prego affinché facciano ricorso alla ragione per iniziare a smantellare ed a distruggere tutte le armi nucleari. Sappiamo che nel caso di un conflitto nucleare nessuno sarà vincitore, perché non ci potranno essere sopravvissuti! Non è già di per sé terribile l’ipotesi di una distruzione così spietata e disumana? E non è più logico rimuovere la causa di questa eventuale distruzione, visto che la conosciamo e che abbiamo sia il tempo sia i mezzi per farlo? Spesso non possiamo risolvere i problemi perché, o non ne conosciamo la causa, oppure, una volta individuata, non abbiamo i mezzi per eliminarla. Nel caso della minaccia nucleare la situazione è diversa.

Sia che appartengano a specie più evolute come quella umana, sia ad altre più semplici come quelle animali, tutte le creature di questo mondo desiderano in primo luogo pace, benessere e sicurezza. La vita sta a cuore agli animali quanto a noi esseri umani, anche se loro non sono in grado di esprimerlo; anche il più minuscolo insetto cerca di proteggersi dai pericoli che minacciano la sua sopravvivenza. Proprio come ognuno di noi desidera vivere e non vuole morire, così accade a tutte le altre creature dell’universo. Quanto siano in grado di farlo è un’altra questione.

In generale possiamo affermare che esistono due tipi di felicità e di sofferenza: quella mentale e quella fisica. Delle due credo che la felicità e la sofferenza mentale siano le più intense. È per questo che invito sempre ad allenare lo spirito a sopportare meglio il dolore ed a raggiungere una condizione di felicità più durevole. In ogni caso, ho anche un’idea più generale e concreta della felicità: una combinazione di pace interiore, sviluppo economico e, soprattutto, di pace mondiale. Per raggiungere questi obiettivi ritengo sia necessario sviluppare un senso di responsabilità universale, una profonda partecipazione nei confronti del prossimo, indipendentemente dal credo, dal colore della pelle, dal sesso o dalla nazionalità.

Dietro questa idea di responsabilità universale vi è il semplice fatto che, in termini generali, tutti desideriamo le stesse cose. Ogni creatura desidera la felicità e vuole evitare il dolore. Se noi, in quanto esseri umani dotati di intelletto, non accettiamo questo fatto, su questo pianeta vi sarà sempre più sofferenza. Se adottiamo un approccio egoistico alla vita e cerchiamo continuamente di sfruttare il prossimo per il nostro tornaconto personale, forse otterremo vantaggi temporanei, ma a lungo termine non riusciremo mai nemmeno ad essere veramente felici, e la pace del pianeta sarà del tutto impossibile.

Nella loro ricerca della felicità gli esseri umani hanno adottato metodi differenti, molti dei quali si sono rivelati troppo spesso crudeli e ripugnanti. Agendo in un modo, che va contro la loro stessa natura umana, essi infliggono sofferenza ad altri esseri umani e creature viventi per i loro scopi egoistici. Alla fine, però, questo miope comportamento reca dolore a se stessi ed agli altri. Essere nati come esseri umani è già di per sé un evento eccezionale, sarebbe quindi saggio utilizzare il nostro potenziale nel modo più efficace ed intelligente possibile. Dobbiamo adottare la prospettiva più corretta, quella dell’evoluzione universale della vita, così che la felicità od il successo di un individuo o di un gruppo non siano visti come conseguibili a discapito degli altri.

Tutto questo richiede un nuovo approccio ai problemi globali. Il mondo diventa ogni giorno più piccolo e interdipendente in seguito ai rapidi progressi tecnologici, all’ampliamento del commercio internazionale e di altre relazioni tra un Paese e l’altro. Oggi siamo tutti fortemente dipendenti gli uni dagli altri. Nell’antichità i problemi riguardavano per lo più la famiglia o il clan, infatti erano affrontati a livello familiare, ma oggi la situazione è cambiata. Siamo ormai così interdipendenti, così strettamente connessi gli uni agli altri, che senza un senso di responsabilità globale, di fratellanza universale e la consapevolezza di essere veramente parte di un’unica grande famiglia umana, non possiamo sperare di superare i pericoli della nostra esistenza; per non parlare di creare pace e felicità.

I problemi di una nazione non si possono risolvere in modo soddisfacente a livello nazionale, poiché dipendiamo troppo dagli interessi, dal comportamento e dalla cooperazione di altri Stati. Un approccio umanitario ai problemi del mondo sembra essere l’unica base logica per la pace a livello mondiale. Cosa significa questo? Se ci rifacciamo all’osservazione precedente secondo la quale tutte le creature viventi aspirano alla felicità e vogliono evitare la sofferenza, capiamo che diventa eticamente scorretto e poco saggio in termini concreti perseguire solo la felicità del singolo senza tenere conto dei sentimenti e delle aspirazioni di tutti gli altri componenti dell’unica, grande famiglia di esseri umani. La via più sensata è quella di pensare anche alla felicità del prossimo quando cerchiamo di realizzare la nostra. Così facendo, si perseguirebbe quello che io chiamo un “saggio interesse individuale”, che idealmente dovrebbe trasformarsi in un “interesse individuale aperto al compromesso”, o meglio ancora, in un “interesse reciproco”.

Nonostante si possa ipotizzare che la crescente interdipendenza tra le nazioni generi più solidarietà e collaborazione, è difficile riuscire ad adottare un tale spirito finché si rimane indifferenti ai sentimenti ed alla felicità del prossimo. Quando la gente è spinta principalmente dall’avidità e dalla gelosia, non riesce a vivere in armonia. Un approccio spirituale non riuscirà probabilmente a risolvere i problemi politici generati dall’approccio egoistico imperante, ma a lungo termine riuscirà a superare alla radice i problemi che oggi ci assillano.

D’altra parte, se l’umanità continua a voler risolvere i problemi considerando solo i vantaggi immediati, le generazioni future si troveranno ad affrontare enormi difficoltà. La popolazione globale è in aumento e le risorse che abbiamo a disposizione si esauriscono rapidamente. Basta guardare le foreste. Nessuno conosce esattamente quali disastrose conseguenze potrà avere il disboscamento massiccio sul clima, sul suolo e sull’ecologia mondiale in generale. Ci troviamo di fronte a problemi perché la gente si concentra unicamente sui vantaggi personali immediati, interessi egoistici, senza ricordare che siamo tutti membri di un’unica famiglia. Pensiamo alla Terra ed alle conseguenze a lungo termine sulla vita dell’universo come un tutt’uno. Se noi, della generazione attuale, non cominciamo subito a riflettere su tutto questo, le generazioni future potrebbero non essere più in grado di far fronte alla situazione.

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