Sarnath 10.01.09: III giorno d’insegnamenti di S.S. il Dalai Lama: mattino

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Cari amici,
ora abbiamo anche le foto. E che foto! La “press” ha addirittura il privilegio di posizionarsi il più vicino possibile a Sua Santità. Non è che gli siamo proprio a contatto di gomito, ma rispetto ai trentamila e più che gli stanno attorno siamo degli ultra privilegiati! Nell’immenso catino dei trentamila e più che gremiscono il Kalachakra ground del Central Institute of Higher Tibetan Studies (CIHTS) a Sarnath, hanno collocato Sua Santità su un altissimo trono sulla sommità d’un palco piramidale riccamente addobbato con stoffe rosse e gialle, sui cui gradoni prendono posto decine e decine di lama d’alto lignaggio, tra cui il direttore spirituale della FPMT il nostro Lama Tubten Zopa Rinpoche, alti dignitari laici e qualche benemerito occidentale. Fotografiamo, filmiamo il Kundun, (così i tibetani lo chiamano affettuosamente con l’appellativo di “Presenza” in quanto Sua santità è sempre vigile con la Sua presenza mentale) che fa il suo emozionante ingresso, che saluta anche noi e ci sorride, che stringe la mano ed abbraccia i suoi fratelli monaci che gli sono seduti accanto, che si sistema il microfono, che beve il tè, che sottolinea con autorevoli gesti della mano i passi salienti del suo discorso. Insomma, pur essendo sempre nel Samsara, siamo entrati in un’altra sfera, più bella e luminosa.

Luciano Villa ed Alessandro Tenzin Villa

GLI INSEGNAMENTI INIZIANO DA QUESTO PUNTO:

Naturalmente si inizia con l’immancabile sutra del cuore…in vietnamita!

Sua Santità il Dalai Lama

Tutte le religione affermano di portare beneficio a tutti gli esseri. E tutte le religion afferano di portare la felicità fra gli esseri in maniera uguale. Perciò bisogna cercare di portare un senso di compassione ra tutti gli esseri enza alcuna eccezione. Dato che tutte le religioni sono fondate sul’amore e la compassione non dobbiamo discriminare, anche se alla base vi sono principi filosofic diversi. Non si può generalizzare fra le religioni e categorizzarle. Nel passato vi sono state, putroppo, anche guerre tra le divere reigioni e questo chiaramente non è stato di beneficio. Nel passato cera la possibilità di vittoria quando si combatteva contro i nemici, ma al giorno d’oggi per via della globalizzazione.

Sua Santità il Dalai Lama

Il primo Dalai Lama ha dett di cotivare n senso di compassione per tutti gli esseri. Alle volte c’è l’atteggiamento di guradre la pratia hynayana e teravada come prtica inferire rispetto al mahayana o viceversa. Entrambi gli atteggiamenti sono ingiusti e sono da evitre. Studiamo tutti la stesa tradizione buddhista, riconosciamo tutti lo stesso maestro e quindi dobbiamo coltivre un senso di vicinanza, di intimità verso tutte le tradizioni anche se si distinguono per differenZe filosofiche. In Tibet abbiamo scuoe diverse: Kadampa, Sakya, Mahamudra, nuova Kadampa, Kargyu, Ghelupa. Vi sono delle differenze fra la scuole ma alla fine ono da riunirsi perchè tutte partono dallo stesso maestro: Buddha Sakyamuni. In passato vi sono state lotte tra la traizione Bompa e la tradizione Buddhista, oggi non vi sono differenze. Anche se vi sono differenze nell’insegnamento della vacuità la scuol Bom, la scuola di mahamudra e mahayana si sono avvicinate. Anche se i vari monasteri sono molti distanti vi sono delle riunioni dove ci sono buoni rapporti e vanno rafforzati questi rapporti di unione e di intimità. Alla base di questi rapporti vi è la percezione pura per cui tutti gli eseri sono uguali a vanno trattati come fratelli e sorelle. Anche in passato tra i praticanti Buddhisti vi sono molti esempi di diverse tradizioni che non concordavano tra loro e rimanevano isoate le une dalle altre cercando di mantenere pratiche divise. Ma abbiamo anche degli esempi di unione. Ora stiamo passando un perioo molto ifficle per il pianeta e non sppiamo qule tradizione soppravviverà. Quindi è importaten eliminare le distanze, eliminre i dissenzi, coltivare la vicinanz, l’accordo e pensare continuamente che queste differenze sono superficiali mentre l’insegnamento principale è comune a tutti. Noi non dobbiamo combattarci gli uni con gli altri ma le afflizioni che sono dentro di noi. E’ inutile fare guerre ai nemici esterni, quelli che crediamo nemici, dobbiamo invece combattere i nemici interni. Il danno dei nemici esterni è molto limitato perchè dura solo per il periodo in cui questi sono nostri nemici.

Sua Santità il Dalai Lama

Mentre i nemici interni sono sempre presenti, più noi familiarizziamo con queste attitudini più prenderanno piede. Il consiglio fondamentale che voglio dare a tutti voi è di coltivare un senso di gentilezza verso tutti e di unione. Più considerimo i difeti di quete emozioni disturbanti più la nostra mente starà allerta e controllerà qualsiasi azione sarà spinta da questa emozione disturbante. Se noi ci familiarizziamo con la investigazione, cn la contemplazione e con la riflesione sui riultati negativi che queste emozioni ci possono usare questo sarà un antidoti che potrà contrapporsi all’emozione negativa nel momento in cui sorge, saremo capace di mantenere le distanze da esse, di non identificarci con esse, di vederle in modo oggettivo e gradualmente saremo in grado di sradicare le loro radici. Anhe se al momento non siamo in grado di arrivare a questo livello dobbiamo riconoscerele ed esere preparate ad affrontarle. Dobbiamo arrivare al punto in cui siamo in grado di mantenere le distanze tra noi e queste emozioni. Non solo gli esseri umani ma persino gli nimali si allontnto da persone che agiscono sotto l’ffetto eelle eemozioni negtive. nche le situazioni in cui crediamo che abbiamo bisogno della rabbia perchè dobbiamo contrapporci a chi ci disturba dobbiamo fermarci a riflettere che questa azione non servirà a nulla, avremo disturbi dl sonno danneggiarà il sistema immunitario, non porterà i risultati voluti, le malattie ci aggrediranno, questa attitudine disturba a livello biologico tutto l’organismo sia a livello fisico che mentale. Nel momento in cui ci si presentano delle situazioni di minaccia sorgono le emozioni negative ed automaticamente siam trascinate da esse. Anche se la notr mente di norma è trnquilla e siamo dotati della capaci di amare a chiunque possono succedee eventi che fanno scaturire queste attitudini quindi è iportante stare sempre attenti nei confronti di queste attitudini. Dobbiamo allnarci con uno fforzo assiduo e contemplare i difetti e le negatività di queste azioni negative. Se si riece a vivere una vita pura dalla rabbia i accumuleranno molti meriti, molte virtù e si vranno risultati positivi sulla base di questo. Le tecniche o le tattiche che si devono usare per contrapporsi all’odio o alla rabbia. Il modo d vedere i fenomeni è di coltivare la comprensione che non hanno alcuna eistenza inerente. Non è sufficente la preghiera, non è sufficente la pratica esteriore.

Sua Santità il Dalai Lama

Dobbiamo essere sicuri di lavorare per la trasformazione della mente e non solo per presentarci come persone dotate di morlità ed attitudini religiose. Non è sufficente la pura preghiera e la pura pratica esteriore anzi questa da ola ci può portare alla frustrazione. obbiamo agire prontamente senza aspettare che questo odio si radichi nella nostra mente. Dobiamo riuscire a vedere che questo odio ci continua a creare infelicità mentale e ci fa vivere in uno stato di disperazione. E’ necessario vivere con un flusso genuino di pace nel nostro continuum mentale. Se noi analizziamo alla base queste cuse piano piano l’infelicità a cui siamo condannati scomparirà. Quali sono i motivi per i quali sono scostretto a seguire questo odio, perchè sono prigioniero di queste emozioni?Se coltiveremo la pace mentale la gioia orgerà dentro di noi e non saremo più sottomessi e prigionieri di queste emozioni disturbante. Cerchiamo di partire dalla nostra cerchia famigliare con il coltivare un senso di generosità e di affetto, o anche tra noi ed amici che ci sono molto cari, è importaten vedere ed analizzare la sofferenza che questo può provocare. E quindi è importante mantenere quel senso di felicità che invece apporta l’accordo e l’amicizia. Immediatemente perderemo la nostra felicità mentale ed il nostro senso di serenità. Cerchiamo di pensare che anche solo un momento di rabbia ci può causare un danno incancolabile, il danno maggiore non è portato all’altra persona ma nei nostri confronti, la nostra serenità, la gioia verrano completamente distrutte, tutte le qualità virtuose declineranno. Nelle 37 pratiche del Bodhisattva i afferma che anche nelle situazioni che presentano maggiori momenti di difficoltà Bodhisattva si alza metaforicamente in piedi e ceca di risolvere queste situazioni. Il Bodhisattva cercca di risolvere la situazione senza peredere la compostezza mentale cercando di guardare l’azione in modo oggettivo dall’esterno. Se una situazione è impossibile da risolvere non viè motivo di preoccuparsi. Bisogna coltivare il perdono se non c’è modo d rsolvere la situazione perchè coltivare odio verso chi ci ha danneggiato porterà solo alla distruzione della nostra felicità, analizziamo bene quali sono le azioni che ci possono aiutare in base al loro risultato. Quando succede qualcosa di veramente negativo dobiamo avere un attitudine che dicrimina che comprende che cosa sono uesti nemici. Questa attitudine di oio sorge dai nemici o è un qualcosa che sorge dentro di noi. Cerchiamo di capire veramente questa attitudine negativa orge all’esterno o dentro di noi?Per esempio quando ci troviamo situazioni in cui ci sono ersone che ci danneggiano, diventamo molto disturvati e generiamo un disturbo mentale che può danneggiare olo noi stessi. Vogliamo le cose che ci piacciono e non volere ciò che ci uò danneggiare è considerata una preoccupazione mondana. Tutto esiste in dipendenza, non esistono fattori ch ci pssono creare danno. Ci sono infinti punti di vista da cui si possono guadare le situazioni in cui ci troviamo, se noi vediamo una situazione dal nostro punto di vista come negativa dobbiamo considerare che vi ono nche unti di vista positive. Per esempio una malattia noi la vediamo negativa. Ma se consideriamo che questa malattia è la maturazione di un karma passato cii sembrerà positivo il fatto che la maturazione di questo karma negativo porterà a suo esaurimento. molto dipende da come noi guardimo le situaione, molto dipende da noi riflettiamo sui vari eventi e i vari roblemi. Persone ricoverate in osedali, amalate della stessa malattia, curate con gli stessi trattamenti tra queste persone possiamo vedere attitudini diversi. Qualcuno prende la situazione in maniera positiva e qualcun’altro è completamente disperato. Da qui si può comprendere che esistono infiniti punti vista e noi dobbiamo tenere in consdierazione tutti gli elementi di una situazione. Seguenedo la pratica Buddhista si può anche rigioire di un sofferenza a cui siamo sottoposti. Anni fa a Bodhgaya sno stato colpito da una malattia intestinale che i ha provocato diversi dolore, i dolore era così acuto che non ho potuto procedere con i miei insegnamenti. Qundo sono stato trasportato dall’ospedale di Bodhgaya a Patna ho visto per strada una persona in preda alla totale sofferenza sul ciglio della strada senza che nessuno si fermasse ad iutarla. La compassione che si è generata mi ha fatto completamente scomparire il mio dolore. Anche vedere molti animali allevati solo per essere mangiati crea in me una compassione enorme. Gli insegnamenti del Buddha hanno insegnato che cos è la sofferenza, vi sono persone che considerano il Buddhismo come una rligione totalmente pessimist perchè parla solo di sofferenza. In realtà si tratta di riflettere sulla sofferenza e procedere enll’analisi per ricercare il modo di uscire dalla sofferenza. Il Budddhismo ricerca il modo per uscire dalla sofferenza. Non è un pensiero pessimista anzi è un pensiero che guarda al raggiungimento della felicità definitiva. Quando vi sono gare atletiche sono molto faticose ed anche pericolose. Questi atleti si sottopongono a sforzi inauditi ed anche a rischi molto grandi per cosa?Per raggiugnere il traguardo. Si può diventare a livello mentale altrettanto forti per affrontare situazioni di disperazioni. Ognuno di noi è in grao di farlo, è in grado di viluppare il coraggio per combatere queste emozioni. L’unico modo pe liberarci da queste situazioni di grande sofferenza è arrivare allo stato ddi Buddha. E’ inutile disperarci la cosa migliore è acquistare la necessaria solidità mentale er affrontare queste difficoltà una dopo l’altra per arrivare alla totale liberazione. Dobbiamo ceracre di diventare equanimi nei confronti delle situazioni difficile per non perere la nsotra stabilità mentale ed anche la nostra felcità ur trovandoci in queste situazioni. Dobbiamo prepararci ad affrontare anche le cause di queste emozioni disturbanti. Proviamo ad esercitare la mente a dare il envenuto a queste sofferenze e a vederle da un punto di vista positivo per i risultati positivi che ci possono dare. Dobbiamo preparci a condurre una guerra nei confonti delle emozioni disturbanti, è una battaglia che finirà solo allo stat di Buddha. I guerrieri vittoriosi sono i Bodhisattva che si eercitano su queto sentiero. Quando ci accingiamo ad intraprendere il sentiero del Bodhisattva questa è la nostra promessa. obiamo preparaci alla guerra contro i nemici interni e anche e questo ci richiede uno sforzo forte. Queste sono azioni molto importanti. E’ chiaro che questo tipo di sforzo deve essere forte e ci dobbiamo abituare. Abbiamo preso prima i voti laici, i voti del Bodhisattva ed ancora siamo schiavi di emozioni disturbanti ed ddirittura le lasciamo cresceere e sorgere dentro di noi. Dobiamo paragonarci agli animali, anche ai piccoli insetti, che sono schiavi di quste attitudini perchè non hanno i mezzi er potersi liberare da queste reazioni automatiche. Noi invece abbiamo i mezzi per farlo. Dobbiamo controllarci, controllare totalmente la mente ed eliminare la tendenza ad essere arroganti e competitivi nei confronti degli altri. Nel mio caso ad eesempio quando le persone mi dicono ah il Dalai Lama, io devo eliminare queste emozioni dentro di me che possono creare orgoglio e guardare ai miei limiti. Dobbiamo riflettere sulla condizione di sofferenza in cui siamo, la situazione di vulnerabilità in cui ci troviamo. Dobbiamo guardare realistiamente le nostre capacità, ciò che possiamo fare e ciò che non siamo in grado. Nel testo di Lama Tsong Khapa i tre aspetti del sentiero si dice che siamo egati dalle catene del karma ed è molto difficile riuscire da queste catene. Siamo prigionieri in una prigione di acciaio causata dall’attaccamento al sé. L’ignoranza è strettamente incarnata nella nostra mente e non ci permette di vedere attraverso le sue maglie qul è la vera natura dei fenomeni. Quindi è imporatante analizzare la sofferenza, il perchè della sofferenza, la ricerca di come ucire e la comprensione di come l’attaccamento al sé ci rinchiude all’interno di questa sofferenza.

Sua Santità il Dalai Lama

Non importa quale situazione siamo costretti ad affrontare. Dobbiamo guardare tutte le prospettive possibile per comprenderne tutte le cause. I fenomeni non esistono di per sé ma per via di cause e condizioni. Perciò è assolutamente sbalgiato prendercela con un solo evento o con una sola persona per ciò che ci sta accadno. Questa è una visione copletamente erronea. Non possiamo ritenere una sola persona responsabile degli eventi che ci circondano. Nessuno ci porta dall’esterno i problemi e le situazioni che vogliamo attraversare. Noi non possiamo avre il controllo su tutto perchè le cause e condizioni sono infinite. Un generale deve tenere sotto controllo tutto ma ci può essere qualcosa che sfugge al suo controllo. Un amico mi ha raccontato che in una situazione disperata di guerra in Libano a breve distanza dalla battaglia vi sia gente con i negozi aperti che compra e vende merci. Spinti dall’attaccamento al sé le persone possono anche trarre profitto dalle disgrazie altrui. Se per un problema non vi è nulla da fare è inutile essere infelici perchè la nostra infelicità causerà danno solo a noi e non risolverà il problema. Noi dobbiamo essere in grado di affrontare le situazion critiche in maniera appropriata. E’ impossibile che un fenomeno non prodotto possa produrre. Un fenomeno che non ha cause non è prodotto e quindi non può produrre. I fenomeni risultanti sono sempre creati da cause e condizioni precendenti e così si può anare indietro all’infinito, questa constatazione è alla bse del fato che tutti i fenomeni mancano di esistenza inerente. I non buddhisti dicono se si dice che le cose non esistono chi è l’agente che accumula negatività e così via?Qualcun qui si ferma perchè non si riesce a comprendere che esite un altro mdo di esistere dei fenomeni che è la pura designazione dei fenomeni dovute a cause e condizioni. Le scuole non buddhiste che non riescono ad analizzare la possibilità di un esistenza puramente convenzionale. In un momento dove la mente è calma e pacifiata si può operare questa constatazione per appurare la vera modalità di esistenza dei fenomeni. Mi ricordo, vi era un mio conoscente che aveva un temperamento moto arrogante ed irato. Una volta questa persona stava sdraiata sul letto si è alzata ed ha battuto la testa contro il tetto e per via della rabbia si è sdraiato di nuovo e ha sbattuto la testa più e più volte. A vte per vi della rabbia non si risce nemmeno a capire come uscire da queste situazioni. Se olo si pensansse a come si ci riduce quando ci facciamo prndere da queste emozioni disturbanti veramente dovremmo immediatamente fermarci, controllarci e prendere le distanze da queste situazioni e prendere un altro modo di comportamento. Il bodhisattva è colui che i comporta in qualsiasi situazione empre in maniera compassionevole. Il Bodhisattva in qunto è semre attento a tutte le emozinoi negative che si posono mnifetare all’interno della propria mente, sta sempre allerta e si trattiene per evitare di arrecare qualsiasi danno a qualasiasi esere, ance quelli che si considera propri nemici. ddirittura persone che sono preda di attitudini negative secialmente quele che riguardano l’aggressività a volte possono arrivare addirittura a rivolgere questa aggressività verso se stessi. Quando un persona armata di bastone cerca di colpirci chi ci fa il danno? Il bastone controllato dalla mano controllata dalla mente che è controllata dall’emozione disturbante l qual caus a sua volte è il karma. Non è la persona stessa che ci crea danno ma sono queste emozioni disturbani che ci causano danno. Sia quando vengono prodotte dentro di noi sia quando sono le persone stesse che le manifestano nei nostri confronti. invee di arrabbiarci anche noi nei confronti di queste persone dobbiamo utilizzare queste persone per pratiare pazienza. Se veniamo attaccati non dobbiamo diventare la causa per la quale quella persona sviluppa karma negativo. Queste persone si arrabbiano in dipendenza della nostra presenza perciò è assurdo che noi ci arrabbiamo con queste persone perchè noi siamo causa della loro rabbia. In questo momento l’unica emozione he vogliamo disturbare è la pazienza nei confronti di questa persona. Anche quando ci sentiamo minacciati per quel che riguarda la nostra fame, il nostro nome, quluno parla male di noi dobbiamo cercare di guardare a queste occasioni con equanimità. La mente ed il corpo sono sempre uniti, se la mente è pacifica anche il corpo lo sarà. Non dobiamo reagire nei confronti di perone che parlano male di noi ma dobiamo cercare di sentirci distaccati ed avre un atteggiamento di equanimità. Le reazioni negative che possiamo avere derivano principalmente dall’attaccamento al sé.

Generalmente noi siamo animali sociali, amiamo stare gli uni con gli altri, tutti noi dipendiamo per la nostr soppravvivenza dagli altri. Il cibo è preparato da alucni che a loro volta lo prendono da altri che a loro volta lo prendono da chi lo coltiva, poi ci sono i trasporti…una infinitàà di dipendenze. Come pensare di mantenere dentro di oni attitudini negative che psosono sfociare in qualsiasi momento in qualsiasi situazione. Dobbiamo sempre sviluppare un attitudine equanime, positiva sempre tenendo in mente questa situazione. Si ribadisce il concetto che se si accetta l’attitudine positiva degi altri il risultato sarà positivo anche nei confronti della mia mente. Questa parte dell’insgnamento riguarda la pazienza ed anche la sopportazione. Se anche qualcuno cerca di danneggiare la notra famiglia, i nostri maestri nche questo deriva da cause precedenti che vanno indietro all’infinito quind anche qui è inutile generare rabbia. E’ assurdo predersela con la singola persona considerandola nemico. Dat che tutto è in relazione, le mie azinoi sono in relazione con gli altri, analizzando questo si può capire come l radice di ogni benessere è il sentimento di amore e di compassione nei confronti degli altri. Per esempio quando scoppia un incendio che può bruciare la casa e addirittura spostarsi dobiamo immediatamente reoccuparci di spegnerlo. E questa è la stessa cosa che dobbiamo fare con le emozioni disturbanti. La causa fondamnetla per la quale si genera rabbia nei confronti degli altri è l’attccamento. Possiamo sentirci più vicni a qualcuno che ci aiutato o a ualcuno che dice di volerci bene. Anche i nostri amici o parenti nel momento in cui fanno qualcosa che ci può danneggiare immediatamente non vogliamo più vederli. Questo è provocato dall’esigenza di proteggere questo sé. Per questo nel Buddhismo si dice che la compassione deve esse totalmente radicata nella comprensione della mancanza di esistenza del sé. E’ importante che questo spirito di amore e compassione sia radicato nella comprensione della vacuità .Solo in questo modo si potrà arrvare allo sviluppo dell’amore e compassione illimitato dei Buddha. Altrimenti questo amore e compassione sranno limitati, temporanei e non saranno la base per la totale illuminazione.

Fra gli uccelli vediamo che vi è il senso di prendesi cur de propri piccoli. Da dove sorge questo? Vi è una comprensione che questi piccoli non potrebbe vivere se non ci si prendesse cura di loro. Anche in questi esseri che non hanno una compresione intellettuale sofisticata vi è il seme per sviluppare in futuro la totale compassione. Nel nostro stesso rappporto con i genitori, tutti siamo stati generati dai nosri genitori. E’ importante esercitarsi a sviluppare questo seme di compassione e di amore che poi diventerà infinito. Da questo punto di vista sulla tecnica dello sviluppo dell’amore e della compassione.

Molte attitudini sono profonde e non si possono vedere. Persone che possono sembrare agressive che magari agiscono sulla ase di are del bene basandosi sull’amore e la compassione. Da questi insegnamenti che ho dato potete vedere attraverso l’esempio dei Bodhisattva che dentro di noi vi è un infinito terreno dal quale possono sorgere le attitudini che possono portare beneficio agli altri. Esercitandosi alla pratica di queste sofferenze è molto importante. Per quale motivo ci si arrabbia nei confronti di una persona che invece di lodare noi loda i nostri nemici. Dovremo esere felici di queto avere una felicità giooia e non coltivae questo tipo di rabbia inteiore che dervia semplicemente da una concezione sbagliata. Queso atteggiamento di rabbia non porterà a nulla di buono e non porterà le persone che lodano i nostri nemici verso di noi quindi noi rimarremo comunque di noi. Quindi dobbiamo accettare con gioia che le persone che non ci piacciono siano felici, siano lodate. Dobbiamo sviluppare una mente che è equanime, una mente senza nessun tpo di pregiudizi. Bisogna totaente sradicare dalla nostra mente queto tipo di attaccamento erchè è totalmente incongruente. Non raggiungiamo mai la felicità se continuiamo continuamente a far crescere queste attitudini negative nei confronti degli altri. e la nostra aspirazione è raggiugnere la felicità perchè dobbiamo attuare rabbia, gelosia se gli altri stanno meglio di noi? Perchè dobbiamo buttare all’aria tutti i meriti che abbiamo accumulato. Solo perchè non riusciamo a domare queste emozioni disturanti nei confronti degli altri?

10 gennaio audio mattinata