Sarnath 11.01.09: IV giorno d’insegnamenti di S.S. il Dalai Lama: pomeriggio

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Oggi è andata veramente di lusso per tutti. Come ogni giorno ci siamo svegliati prima dell’alba, saranno state le 6,30. Abbiamo percepito un rumore strano, uno scroscio dolce e lieve, come d’acqua che cade. Dovete sapere che questa è stagione completamente secca, a gennaio non piove quasi mai. È freddo. Perché la temperatura di notte può scendere anche a 5° C e meno ancora, ma solo raramente. Ma è sereno. Invece, oggi piove! Non è che cade una pioggerellina fine fine modello campagna inglese. No! Piove davvero! Il problema è semplice a dirsi: nessuno ha ombrelle, i negozi sono chiusi, gli insegnamenti sono all’aperto sotto una sottile tenda di cotone leggero fatta per schermare i tenui raggi del sole invernale. La pioggia si fa intanto pioggerella, e, mentre siamo sotto il tendone, diventa pioggerellina. Morale, quando sorge il pallido solo di mezzogiorno il cielo è plumbeo ma non piove! Immmaginatevi in che gran pantano ci saremmo trovati!

Luciano Villa ed Alessandro Tenzin Villa

GLI INSEGNAMENTI INIZIANO DA QUESTO PUNTO:

Continuazione capitolo 8

Sua Santità il Dalai Lama

E’ molto importante effettuare la pratica dello scambiare se stesso con gli altri. In Kamalashila si parla per la generazione di Bodhicitta dellequanimità. Questa attitudine i deve allargare da quelli più vicini a noi a quelli più lontani e dobiamo allargare quto modello di pensiero. In questo modo si pongono le basi per la enerazione di Bodhicitta. Partendo dal pensiero che tutti gli esseri sono uguali, non vogliono la sofferenza e desiderano raggiungere la felicità si realizza che tutti gli esseri hanno un certo diritto alla felicità, noi compresi. Su questo tipo di pensiero si analizza ancora più profondamente, tutte le qualità che noi abbiamo, stati favorevoli e il raggiungimento di stati ancora più avanzati, tutto questo dipende dalla capacità di relazionarci con gli altri esseri. Operare per per il bene degli altri esseri che sono infiniti. Tutti i benefici, compresa l’illuminazione, sono ottenuti in relazione agli altri esseri. Preoccuparsi essenzialmente di noi stessi avrà come risultati sotanto una maggiore sofferenza, il nostro risultato verrà come conseguenza del preoccuparci degli altri esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

La nostra pratica tesa ad aiutare tutti gli esseri porterà necessariamente come conseguenza il nostro benessere ed anche la felicità personale. Anche pensando a questo mondo che è un unica entità, qualsiasi evento avvenga in una arte del mondo si sentono in altri parti del mondo con risultati più o meno forti, questo dimostra che tutto è collegato. La continua preoccupazione per il nostro ego come se fossimo indiendenti è del tutto sbagliato anche seguendo un ragionamento ordinario. Quando vediamo che una persona a cui siamo molto vicini soffre terribilmente noi soffriamo allo stesso modo. Dobbiamo allargare a tutti gi altri esseri questo sentimento. Tutti gli altri esseri, infiniti, anche quelli lontani, sono uguali a noi. Ci si può chiedere ma perchè dbbiamo proteggere gli altri esseri per i quali non sentiamo nulla?Il fatto di proteggere gli altri comunque porterà beneficio alla nostra mente, altrimenti la nostra mete riarrà limitata e non riusciremo a generare la mente infinita dei Buddha. Qualcuno può pensare ma se io non ho dolore, non sto soffrendo, perchè devo preoccuparmi?Bisogna prendere in considerazione che in futuro data la nostra condizione ordinaria dovremo affrontare situazioni difficili e sofferenze. E’ bene prepararsi per poter affrontare problemi futuri. Si può pensare che queste sofferenze future non sono le nostre sofferenze ma sono le sofferenze di altri e noi non siamo responsabili di queste?Pensiamo ad esempio e abbiamo dolore alla mano tutto il corpo, e tutto il resto del corpo protegge la mano. Per analogia dovremo aiutare gli altri esseri. Il nostro continuum mentale non esiste in maniera inerente come continuum mentale singolo, è un’aggregazione di momenti. Anche gli altri eseri hanno quest tipo di continuum mentale a loro volta formti da momenti.

Sua Santità il Dalai Lama

Quindi perchè dobbiamo fare differenza fra il nostro continuum mentale ed il loro?Analizzando profondamente che tutti questi fenomeni mancano di esistenza reale, intrinseca non esiste alcuna vera distinzione tra noi e gli altri. Questo è il concetto fondamentale. Se non si ha una chiara comprensione della realtà dei fenomeni non si può arrivare in profondità di questa analisi. Noi vogliamo la felicità non voglaim le sofferenze. Quindi se noi riflettiamo sulle sofferenze degli esseri senzienti infiniti sorge la compassione ed in aggiunta un sentimento di insopportabilità verso queste sofferenze. Però questo ci crea un disagio erchè abbiamo dentro di noi un senso di dispiacere, di sofferenza ma non abiamo la forza interiore per utilizzare questo tipo di compassione. Mentre se noi attraverso l’analisi, l’introspezione, l’investigazione arriviamo al fondo di questa mancanza inerente dei fenomeni, non ci sarà più ansia, non ci sarà più dispiacere, non ci sarà più paura ed il senso di compassione che coltivimo sarà la forza infinita dei Bodhisattva, degli esseri santi. In questo modo saremo in grado di apportare beneficio a tutti gli esseri. Altrimenti questo tipo di risultato darà solo instabilità mentale. Il Bodhisattva quindi è colui che si contrappone alle miserie delle mondo e degli esseri. La mente del Bodhisattva è la mente che desidera rinascere anche nelle più profonde sfere dei reami inferiori pur di aiutare gli esseri. Se ci si applica nelle azioni concrete dei Bodhisattva con un mente totalmente altruistica riceveremo i benefici ed i risultati saranno quelli dell’illuminazione totale. Se noi ci applichiamo in questo esercizio dello scambiare se stesso con gli altri l’importante è la motivazione di aiutare tutti gli altri. Certo mettere in pratica questa motivazione è una cosa molto lontana dalla nostra mente ordinaria e quindi richiede molto sforzo sviluppare familiarità con qualcosa che generalmente non è il nostro istinto. Finora abbiamo dimorato in una mente che si preoccupa solo di noi stessi ed abbiamo sempre incontrato problemi e difficoltà. Questa ttitudine è la radice di tutti questi problemi.

Sua Santità il Dalai Lama

E’ importante vedere l’errore che ci fa sempre operare per prenderci cura solo di noi stessi. E’ importante operare un cambiamento totale verso questo tipo di attitudine. Familiarizzare un pensiero che dal piccolo cerchio della nostra mente ordinaria pian piano si allarga solo questo porterà a benefici. Così tutti gli esseri senzienti arriveranno a me ed il moi desiderio di proteggerli sarà totale. Se noi ci preocupiamo soltanto di raggiungere un goal in questa vita otteniamo, pur sempre con sforzo, un raggiungimento limitato. Riuscendo a familiarizzare con questo pensiero saremo in grado di sentire la mancanza anche di un unico essere senziente. Questa tecnica è considerata segreta perchè è destinata solo a chi veramente vuole eliminare l’egoismo. Ma poiché la maggior parte delle persone vogliono continuare ad occuparsi principalmente di se stessi queta tecnica è considerata segreta. Andiamo alla strofa 105. E’ corretto pensare se io ho qualcosa la posso dare. Da qui si può capire che noi non facciamo altro che compiere azioni negative a causa di questa attitudine egoistica che ci fa vivere nella paura. Se avremo empre il pensiero di aiutare tutti gli altri avremo molti amici e saremo circondati da persone sempre pronte ad accompagnarci. Se invece siamo sempre incentrati su noi stessi tutte le persone che abbiao intorno saranno una minaccia per noi. Se sviluppiamo sentimenti di sopraffazione ad un certo punto saremo sempre soli e non ci sarà piùun luogo dove ci sentiremo sicuri. Se invece noi useremo noi stessi per aiutare gli altri sperimenteremo solo felicità, saremo sempre in uno stato di benessere.

Sua Santità il Dalai Lama

State attenti voi che portate il tè, non corrette troppo. Siete contenti ora che c’è l’intervallo?!

Se noi compieremo azioni positive aremo ricordati in futuro. Persone che hanno compiuto aioni negative in passato saranno considerate con un senso di disgusto perchè hanno portto rovina all’umanità. Semplicemente paragonando i benefici che tutti i Buddha hanno dato agi esseri senzienti e quali danni gli esseri ordinari hanno causato questo esempio dovrebbe farci elminare il nostro ego e la preoccupazione eccessiva di noi stessi. Anche se non pensiamo al raggiungimento della suprema illuminazione ma semplicemente a sradicare il nostro io già questo è un grande raggiungimento. E’ importante porre la mente su un pensiero altruistico e lavorare solo per il bene di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Bisogna considerare che vi sono persone superiori, persone inferiori, ed eliminare qualsiasi tipo di competitività dicendo a noi stessi è sbagliato. Tutti gli esseri senzienti sono uguali a noi stessi e dobbiamo preoccuparci e non pensare al nostro ego, al nostro sé, l’altro punto è non pensareche il notro sé provoca tuti i sentimenti negativi di gelosia, di competitività. Tutte le persone che sono uguali a noi anch’esse provano questo tipo di sentimenti. Sentiamoci responsabili, facciamo scaturire il desiderio di eliminare questo. Cerchiamo tutti di eliminare questo sentimento ossessivo egoistico. Se noi ci consideriamo la persona priva di pregiudizio sulla bse di questo cerchiamo i applicare la stessa tecnica vedendo che la perona piena di egoismo si sente superiore agli altri esseri, consierando questo possiamo scambiare noi stessi con l’altra persona e capire in che stato si trova l’atra persona. Se noi meditiamo sulla gelosia nei confronti di questa persona che è preoccupata solo di se stessa possiamo capire che tipo di sentimento può provare. Dopo aver fatto questo esercizio di analisi sull’altra persona si ritorna su stessi si prendono queste qualità positive e si cerca di emulare il compratamento dei Buddha e dei grandi maestri. Avendo scambiato se stessi con gli altri convinti che queste negatività non possono portarci benefici si promette di operare solo per il beneficio deli altri. Continuare ad analizzare la propria mente, cercare di vedere negli altri essenzialmente le qualità positive, cercare d provare rimorso verso i danni che si sono comesse verso tutte le creature, anche le più piccole. Eliminare in modo deciso il senso di ossessione del sé per il proprio ego, questo porta solo a distruzione. Comprendere che l’ego porta solo attitudine di arroganza immediatamente cerare di tagliare ala radice questo tipo di arroganza eliminando la sua causa che è l’ego. Ora che ho realizzato che qeste itruzioni sono le uniche che ci possono dare beneficio non dobbiamo scoraggiarci se questo percorso che stiamo per intraprendere richiederà sforzo. Se vogliamo essere felici dobbiamo riuscire a proteggere gli esseri. Pe superre questo senso di attaccamento alle sensazione corporee dobbiamo riflettere che questo corpo non ci potrà mai portare all vera felicità e non sarà mai soddisfatto. Dalla fortuna materiale, corporea non potrà dipendere la felicità totale. Se siamo unicamente interessati al nostro corpo non creeremo mai l’opportunità di sviluppare la vea felicità. Qualsiasi piacere temporaneo è impermanente e verrà comunque distrutto. Non potremo mai trovare gioia e felicità duratura sulla base dell’attaccamento a questo corpo. Il corpo è solo la base per le sofferenze della nascita, dalle malattie e della morte. L’unico modo per ottenere la felicità duratura è prendersi cura degli altri. E’ cruciale a questo punto seguire gli esseri saggi che hanno compreso qual è la realtà dei fenomeni. Questa è la conclusione del capitolo 8, l’esercizio mentale e la capacità di prendersi cura degli altri sono gli insegnamenti principali di questo capitolo.

Capitolo 9

Sua Santità il Dalai Lama

Come possiamo rimuovere le afflizioni mentali e promuovere lo sviluppo delle qualità positive?Tutte le afflizioni scaturiscono dalla mente che si aggrappa al sé. Tutti gli insegnamenti di Budddha sono tutti tesi a superare le due oscurazioni: le oscurazioni alla liberazione e le oscurazioni all’onniscienza. Gli elementi che ci fanno capire l’impermanenza del sé sono gli insegnamenti che ci fanno capire gli insegnamenti sulla vacuità e che includono l’esperienza dlla vacuità. Il metodo per poter eliminare le concezioni erronee ed eliminare le due oscurazioni: all’illuminazione e al’onniscienza. Se i fenomeni esistessero dalla loro parte non potrbbe dare origine a nient’altro. Solo le cose che sono in relazione le une con le altre hanno la possibilità di produrre. Se si comprende che i fenomeni sorgono simili a illusioni il primo dei 12 anelli verrà eliminato ed immediatamente la catena dei 12 anelli si spezzerà. L’ignoranza che vede fenoeni come relamente esistenti, questa ignoranza pervade tutti li altri anelli e provoca le differenti afflizioni. Tutte queste quindi devono essere sradicate alla radice eliminando l’ignoranza. Arya Deva dice anche che la saggezza ultima che realizza la vera realtà dei fenomeni è l’antidoto fondamentale. Come possono tutti i fenomeni avere intrinseca qualià se dipendono gli uni dagli altri?Come possono i fenomeni avere un esistenza indipendente? Un sé che esiste indipendentemente non può esistere anche se appare in questo modo. Quindi generando il pensiero opposto all’ignoranza che sradica totalmente l’apparenza del fenomeno si potrà realizzare come questi fenomeni esistono in realtà. Vi sono quelli che si applicano e che seguono il tipo di visione, chiamata non visione, l’antidoto e l’attaccamento al sé esistente indipendentemente l’unico modo è di realizzare la mancanza di esistenza del sé. Dobbiamo essere capaci di sviluppare questa comprensione per poter aiutare tutti gli esseri ed eliminare tutte le loro sofferenze.

Sua Santità il Dalai Lama

Le forme, i suoni sono puramente designati da nomi e parole, sono solo etichette sono semplicemente e puramente designati dai nostri pensieri, dalla nostra mente. Sebbene i fenomeni esterni ed interni ci appaiono come esitenti se noi analizziamo ci appare un altro livello di realtà. Vi è il modo di esistenza senza l’analisi: la pura apparenza. Al di là vi è la mancanza di esistenza dei fenomeni così come ci appaiono. I fenomeni ci appaiono come indipendenti da altri fattori in realtà esistono solo dipendenza dagli altri fenomeni. Quindi tutti i fenomeni interni ed esterni hanno due realtà. La realtà ultima non può essere oggetto della mente dualistica, cioè della mente ordinaria. Perchè la mente ordinaria vede solo la realtà convenzionale. L’oggetto che viene trovato dalla mente che realizza la realtà si chiama realtà ultima mentre l’oggetto che iene trovato dalla mente dualistica è la realtà convenzionale. Perciò vi è il mondo degli esseri ordinari ed il mondo degli yogi. Nel mondo degli esseri ordinari vi sono coloro che hanno facoltà intellettive più acute ed altri che hanno facoltà intellettiva ordinaria. Se pensiamo alla realtà che viene sperimentata come quella degli scienziati che non si accontentano di un esperienza ordinaria ma analizzano in modo molto più accurato. Vi sono poi le persone che appartengono al mondo della filosofia. Per esempio se noi diciamo questo fiore oggi è nato e domani morirà. Noi vediamo che oggi il fiore è nato e solo domani vedremo il cambiamento che è appassito. Mentre lo scienziato lo può vedere in un modo molto più analitico per esempio osservando i camiamenti secondo per secondo. Per quanto riguarda i filosofi man mano che si progredisce negli stati più alte di pratiche, i praticanti pi alti rifiutano ulla ae delle loro esperienze i rpaticanti considerati inferiori.

Sua Santità il Dalai Lama

Se uniamo la meditazione di calma dimorante con la visione speciale noi possiamo elminare il buio dell’ignoranza e posiao vedere la realtà ultima dei fenomeni attraverso la visione che questa saggezza ci ha creato. La calma dimorante potrà solo eliminare i grossolani livelli delle afflizioni mentre solo unita alla visione speciale di potranno elimnare anche i livelli più sottili. Vi sono divrsi modi di classificare la mananza di esistenza del sé,, dagli stadi più grossolani alla realizzazione della mancanza di esistenza del sé in maniera più sottile. In relazione all’agente, in relazione all’oggetto ed al soggetto vi sono varie analisi e varie osservazioni da fare. Possiamo vedere che vi sono la mancanza di esistenza del sé e dei fenomeni. Bisogna unire la meditaione sulla saggezza mentre si è addestrati e si sta praticando la calma dimorante e questo è l’unico modo per comprendere la mancanza di esitenza dei fenomeni. Non si può analizzare la mancanza di esistenza della persona se non la si considera sulla base degli elementi e dei 5 sensi. Ho parlato con vari scienziati durante delle conferenze. Uno scienziato mi ha detto che una parte sola del cervello non può controllare la persona. Questo scienziato mi ha cofermato scientificamente che non esiste il sé che controlla il cervello. Non uò esistere un sé che agisce come il padrone di questi aggregati. E tutti gli aggregati sarebbero come gli schiavi che lavorano per questo padrone. Questa concezione è errata anche a livello scientifico. Quindi non esiste un sé che è indipendente ed autonomo. In realtà questo tipo di sé non esiste anche se a livello ordinario ne vediamo l’apparenza. Vi sono altri filosofi che parlano di un sé che non si può esprimere le parole. Questa scuola filosofica ritiene che questo sé esiste, però non è esprimibile con le parole in che modo esiste questo sè.

Sua Santità il Dalai Lama

La saggezza che comprende la vacuità afferma che se esistesse un sé autonomo dovrebbe essere: uno o molti. Quindi il sé non può esister come padrone degli aggregati, autonomo. Può eistere solo in dipendenza degli aggregati. I fenomeni sono inclusi all’interno dei 5 aggregati, all’interno delle 12 sorgenti di percezioni e a livello ultimo non sono ltro che aspetti della mente. Anche a livello più sottile le particelle non possono esistere se non in dipendenza dagli altri. Le scuole più basse parlano di un sé imputato sulla base di elementi veramenti esistenti. Se noi arriviamo a questa comprensione di mancanza di esistenza non solo della persona ma anche dei fenomeni e delle particelle più sottili potremo completamente rimuovere le afflizioni. Se un frutto viene spezzato in infinite parti noi vediamo che in nessuna di queste parti infinitesimali esiste il frutto che vedevamo prima. Quindi esiste solo in dipendenza di tutte quelle parti. Al di là non esiste nul’altro. La realtà esterna è pura apparenza ed esiste sulla base delle impronte e della familiarizzazione con esse. Sulla base della nostra mente fenomeni vengono creati, appaiono esterni ma in realtà sono solo un estensione di ciò che accade all’interno della nostra mente. Una parte dei filosofi della via di mezzo sostiene che i fenomeni hanno alcune caratteristiche (Prasangika o consequenzilista) mentre un altra parte che non accetta queste caratteristiche e dice che sono solo proiezioni della mente(autonomisti sautantrika e yogachara). Entrambe le scuole rifiutano la visione dei cittamatra in quanto di afferma che l’attaccamento alla mente non ermette di comprendere la realtà vera dei fenomeni. Questa mente che viene considerata impossibile da afermare, come può questa mente essere realmente esistente se tutti le sue proiezioni non sono realmente esistenti?Vi è un conflitto tra queste due affermazioni perchè se i fenomeni e la mente sono della stessa natura allora anche la mente che è della stessa natura deve essere una pura illusione. Anche la mente è pura illusione quindi la natura di tutti i fenomeni sono come illusioni. La mente del passato non esiste, la mente del futuro non esiste e nemmeno la mente del presente non esiste. E’ indimostrabile non fisica quindi manca di esistenza inerente. Quando si parla i realtà ultima la mente viene sempre associta a questi oggetti fisici. Si analizza la loro base, la mancanza di esistenza della loro base e si analizza la mancanza di esistenza intrinseca della mente che li percepisce.

Sua Santità il Dalai Lama

Non bisogna essere contenti con un tipo di meditazione che è semplicemente calma dimoratne all’interno della quale non appaiono fenomeni. E’ importante la calma dimorante come base ma poi ci vuole la mente comrpende la vacuità. Non si tratta di una mente che non ha nessun pensiero altrimenti non avrebbe alcun valore. Ma si intende una mente che comprende la mancanza di esistenza inerente dei fenomeni inclua la mente stessa. Quindi quando si parla di meditzione non concettuale si tratta di comprendere che questa meditazione è una metne non concettuale, libera da preconcetti, liberi dalla credenza che i fneoeni appaiono solidi ed indipendenti. Quindi è una meditazione analitica che usa l’intelligenza per arrivare alla profonda visione della vacuità. Attraverso l’analisi della mente che non è distratt da emozioni disturbanti quali l’attaccamento, l’avversione ma è completamente focalizzata sulla mancanza di esistenza inerente de sé e dei fenomeni questo tipo di mnte è considerata meditazione sulla vacuità. Bisogna essere sicuri che la mente non cada nel torpore o nell’agitazione, deve essere libera da qualsiasi distrazione o elaborazione concettuale. I poteri opponenti di cui abbiamo sicusso prima devo essere applicati per non adere in questi dietti di torpore o agitazione. Quando la mente priva di questi difetti si applica univocamente alla realizzazione della vacuità non dobbiamo pensare che il meditatore si trova in uno stato di ignoranza di qualsiasi cosa succede attorno a s ma la mente del meditatore riesce ad abbracciare tutto e riesce a vedere che sono simili ad un miraggio. E’ una mente immensa che abbraccia tutto, capace di comprendere tutto, questo è lo stato meditativo più profondo e più alto. nel momento in cui si arriva alla meditazione di vacuità simile allo spazio, che vede la vacutà come uno spazio infinito, i può alternare questa meditazione a quella che vede tutti i fenomeni come designazione. Quindi pensare a come tutti gli esseri senzienti soffrono a causa della confuione che regna nella loro mente. A questo punto su questa base si può sviluppare la grande compassione. Il meditatore può utilizzare questa mente sia per la meditazione sulla vacuità sia sulla compassione. Quando ci si stanca ci si deve riposare e poi riprendere. Quindi si devono alternare la meditazione sulla compassione e la meditazione sullo spazio. Sebbene le cose non esistono se sottposte ad analisi ultima tutte le cose sorgono, hanno un loro momento di permanenza e poi cessano. Quindi la visione profonda unisce il modo di manifestarsi delle loro apparenze alla realizzazione della vacuità .Questa è la visione ultima che porta all’onniscenza. Per ottenere questa visione profonda bisogna ottenere l’accumulazione dei eriti all’accumulazione della saggezza.

 

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