1 – Insegnamenti di S. S. Dalai Lama a Klagenfurt

Sua Santità il Dalai Lama: Le religioni teistiche credono in un dio creatore, il nostro vero padre. Il che diminuisce in nostro senso dell\'ego.

Ascolta la registrazione 001 am 18.05.12

Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Klagenfurt, Austria Venerdì 18 e Sabato 19 Maggio 2012 su “Il Sutra del Cuore”, qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=216, “La Lampada del Sentiero dell’Illuminazione” di Atisha, qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=81, “Il Canto delle Quattro Consapevolezze, Istruzioni alla Via di Mezzo” di Lama Tzong Khapa, qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=2445. Sabato 19 Maggio 2012 Sua Santità ha conferito anche l’iniziazione del Buddha della Medicina. Sua Santità il Dalai Lama parla nella grande e gremitissima sala della Fiera di Klagenfurt, con tre grandissime tangke o effigie buddhiste alle sue spalle: in centro Buddha Sakyamuni, alla destra Padmasambhava ed alla sinistra Lama Tzong Khapa. Traduzione dal Tibetano in Italiano di Fabrizio Pallotti. Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Vedi anche http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5040 e http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5050 .

Sua Santità il Dalai Lama

Dico sempre ai miei monaci tibetani che dovrebbero recarsi nei monasteri cristiani per meditare con quei monaci, il che sarebbe utile anche per imparare a conoscere effettivamente la loro religione. I cristiani hanno dato il più gran contributo per la salute e l’educazione, ed in India da più di tre mila anni e consolidato il laicismo, che include il rispetto per tutte le religioni e culture, inclusi i Sharvaka i nichilisti antichi. La tradizione laica dell’India e’ rispettosa di tutti, anche dei non credenti, il Buddha rispetta i pensieri filosofici delle altre tradizioni e delle differenti persone, insegnò questi insegnamenti apparentemente diversi perché di base il Buddha rispetta le visioni diverse filosofiche, il che e’ segno dell’apertura che il Buddhismo ha per le altre religioni, il Buddha rispetta anche chi non crede in niente perciò’ il Buddhismo cerca di eliminare le emozioni distruttive.

Ora non ho preso posto su un trono, ma domattina dovrò farlo, perché darò un’iniziazione. Se ci sono dei leader tibetani che pretendono di avere dei poteri miracolosi, consideratelo del tutto assurdo, preferisco parlarvi da questa poltrona, da questo stesso livello che e’ il vostro.

Vorrei iniziare dicendo, innanzitutto, di recitare delle preghiere secondo la tradizione Pali, che, storicamente parlando e’ la più antica, cosi’ come l’insegnamento delle Quattro Nobili Verità e’ il fondamento delta dottrina del Buddha. Perciò recitiamo il Mangalam Sutra in Pali.

Noi siamo esseri umani, la specie umana, cosi come fin dall’inizio e’ avvenuto su questo pianeta, si e’ sviluppata su molti stadi, finché l’intelligenza umana ha provveduto ad elaborare concetti ed idee che ci danno speranza, e su questa base circa 5000 anni fa, gli esseri umani hanno sviluppato la fede che e’ utile a mantenere la speranza. Poi e’ stata sviluppata un altro tipo di fede e, su questa base, si sono sviluppate molte tradizioni diverse, mi riferisco alle grandi tradizioni di questo mondo. Per migliaia d’anni abbiamo posto le nostre speranze sulla fede. Quindi, negli ultimi 300 anni si e’ sviluppata una nuova concezione che ha portato allo sviluppo tecnologico, che ha dato delle importanti risposte ai nostri bisogni. Nel contempo si e’ sviluppata la tendenza al materialismo. Ci sono molti che, pur dichiarandosi seguaci religiosi, essi stesi non credono, perché nella vita quotidiana non seguono i dettami della religione che professano, la mantengono solo come un tipo di usanza, senza coerenza. Questi per me sono i non credenti. Il vero praticante porta avanti per 24 ore al giorno la pratica dell’amore, con un empatia genuina per il benessere degli altri. Su questa base e’ impossibile ingannare gli altri, perché si seguono i dettami religiosi. Generalmente abbiamo bisogno di modi per approcciare i valori religiosi, un approccio scientifico ai valori spirituali, pensiamo a chi ha tutto dal lato materiale ma e’ in preda ad ansie, stress, paure ed il risultato e’ che sono infelici, spesso le persone molto ricche hanno tutto, ma sono infelici. Sulla base della loro esperienza vediamo che le ricchezze non portano energia interiore, non rafforzano il carattere. Inoltre la ricerca scientifica che si e’ sviluppata negli ultimi 300 anni e’ genuinamente scettica, analizza, investiga. L’attitudine scettica, purché mentalmente aperta, e’ un bene, perché non ha preclusioni e preconcetti per conoscere la realtà. Mentre precedentemente la ricerca scientifica era indirizzata quasi solo allo studio anatomico del corpo umano, ora, da non molto, ha compreso l’importanza delle nostre emozioni rispetto al nostro corpo, recentemente si e’ scoperto, ad esempio, che la paura concentra il sangue nelle gambe per permetterci di correre più velocemente.

La scienza medica ha iniziato ad occuparsi delle emozioni: “scepa” in tibetano. Sono stati condotti degli esperimenti anche su bambini addestrati alla consapevolezza e compassione: prima sono stati misurati un serie di parametri di base, dopodiché, dopo alcune settimane, vengono ricontrollati e si vide che la pressione sanguigna migliora e pura le loro relazioni sociali. Ci sono diverse università in USA ed in India che stanno conducendo questi esperimenti, molti stanno lavorando con questi nuovi elementi della mente.

Tutte le grandi tradizioni, sia quelle teistiche e non, si occupano della mente e tutte offrono un messaggio di tolleranza e di compassione, la fede ha a vedere con un livello mentale, e’ univoca, porta forza interiore e gioia.

Tra le diverse fedi c’è la categoria dei teisti che crede in un dio assoluto, ad essa appartengono le maggiori religioni: Cristianesimo, Islam e molti Indù, mentre i Samkya (distinguibili in due gruppi, di cui uno accetta e l’altro non accetta un dio creatore) Jainisti e Buddisti non credono in un dio creatore ma credono nel principio di causa effetto. Le religioni teistiche credono in un dio creatore: il nostro vero padre. Il che diminuisce in nostro senso d’ego. Perché penso: “Sono qui per servire dio non me stesso, ed il modo principale di servire e’ d’aiutar i miei simili. Quindi, in questo modo diminuisce l’attitudine egoistica. Nello stesso modo praticato dai buddisti, che non credono nell’anima, ne’ credono in un se indipendente, solido, anzi che si tratti solo di un fenomeno meramente imputato e designato. Tutte le tradizioni religiose si occupano della mente e di portare conforto interiore.

Per quanto riguarda i sufi, una parte non crede in un dio creatore. Tutte le grandi tradizione puntano a ridurre l’attitudine egoistica e di aumentare l’altruismo: chi credendo in un dio creatore nostro padre, chi in un processo di causa affetto, in un processo di responsabilizzazione che mira anch’esso a diminuire, anzi ad abbattere, l’ego ed i comportamenti egoistici.

L’antica tradizione buddhista maggiore, quella di Nalanda, ha sempre menzionato le tradizioni filosofiche delle altre tradizioni e cosi in Tibet ci si focalizzava sulle altre tradizioni. Cosi penso che ci si debba rifare al passato, considerando anche le altre visioni filosofiche. Non lo si faceva in Tibet perché la’ erano tutti buddisti, ma il mondo e’ permeato da molte differenze.