Sarnath 12.01.09: V giorno d’insegnamenti di S.S. il Dalai Lama: pomeriggio

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Sua Santità il Dalai lama ha toccato stamani i tasti scoperti del crack economico che sta buttando il mondo sul lastrico: “la mancanza di spiritualità e di cultura è la causa principale alla radice della rampante corruzione del mondo. La gente è diventata più egoistica e materialistica. Questa è stata la premessa alla crisi economica”. Ed ha aggiunto:”Dovremmo espandere la nostra conoscenza e dar voce ai nostri valori interiori. Ognuno di noi dovrebbe vivere una vita pacifica a tutti I livelli”. Potete riconoscerci tra le belle foto ricordo con sua Santità che trovate nel sito www.dalailama.com/. Valentino Giacomin è davvero un santo. Oltre ad aver dedicato la propria vita all’insegnamento, ad aver elaborato e scritto in prima persona i libri per i suoi allievi e non solo, ha devoluto non solo le sue energie ma anche i suoi averi per costruire la scuola a Sarnath e a Bodhgaya che dà da mangiare e da dormire a tantissimi ragazzi. È un vero esempio da seguire. Aiutiamolo!

Luciano Villa ed Alessandro Tenzin Villa

GLI INSEGNAMENTI di Sua Santità il Dalai Lama INIZIANO DA QUESTO PUNTO:

La scuola Prasangika afferma che i fenomeni non hanno esistenza indipendente, nello stesso tempo possono essere designate, etichettate. Ci si chiede come mai le cose possono sorgere se sono prive di esistenza?

I fenomeni non possono sorgere in maniera autonoma ma possono essere designati ed etichettti, questi sorgono benchè siano privi di esistenza instrinseca. L’affermare la realtà dei fenomeni come mancanti di esistenza inerente non togli la loro possibilità di funzionare, di essere prodotti.

2 modi di vedere la vacuità: oggettiva e soggettiva. C’è la vacuità dei fenomeni e la mente di chiara luce che comprende la vacuità.

Nagarjuna nei fondamenti della via di mezzo, per un fenomeno l’esistenza è dovuta ad un fatto che dipende dagli altri. Il fatto che manchi di vera esistenza afferma la possibilità del funzionamento.

Vedendo ed analizzando entro se stessi ed all’esterno i fenomeni, con il settuplice ragionamento, si arriva alla comprensione che tutto esiste come pura designazione mentale. Bisogna abiutare la mente a questo tipo di vacuità. La pace finale, il nirvana, è priva di elaborazioni. Si è in uno stato in cui non si presentano più le visioni dualistiche della mente ordinaria. Il Buddha, mentre sperimenta la verità, è capace di comprendere anche la verità convenzionale. Il Buddha non ha bisogno di alternare meditazione ad aiuto degli altri ma è sempre in grado di vedere contemporaneamente le due verità.

Sua Santità il Dalai Lama

Qual è lo stato risultante della pratica dei Bodhisattva? Si arriva alla perfezione che trascende. Significa che da uno stato ordinario, attraverso passaggi, si arriva allo stato di Buddha. In questo stato il Buddha è completamente assorbito nella visione della vacuità ultima, è stabile ed è capace di godere tutto. Per comprendere il criterio di questo tipo di realizzazioni bisogna ricercare nelle scritture. Coloro che studiano il Buddhismo in lingua Pali credono che tutti gli insegnamenti del Buddha sono compresi in lingua Pali e che non vi sono altri tipi di insegnamenti. E’ giusto ma se ci si pensa bene il concetto delle due verità, riflettere su questi insegnamenti che si trovano in lingua Pali, parla del raggiungimento della liberazione e che non c’è bisogno dei testi mahayana. Gli studiosi dei testi mahayana dicono che questa realtà ultima è l’elemento fondamentale che deve essere realizzato per raggiungere il nirvana. Per più di 2000 anni ci sono stati parti degli insegnamenti buddhisti che affermano che gli insegnamenti mahayana non sono insegnamenti veri e genuini del Buddha. Mentre vi sono testi di Maytreya e di Nagarjuna che tteatano come gli insegnamenti mahayana siano genuini del Buddha. Gli insegnamenti mahayana non sono stati impartiti dal Buddha in pubblico. Negli insegnamenti si dice che quando ha trasmesso il sutra del cuore vi era moltissima gente. Ma se si va in pellegrinaggio in questo luogo, a rjagrhia vicino a bodhgaya si vede che è un luogo molto piccolo. Quindi la spiegazione è che questi insegnamenti sono stati impartiti a discepoli particolarmente dotati e purificati. Il Buddha VajraDara era sorto con l’immagine dela divinità principale del mandala avevo dto insegnamenti solo a studenti prescelti. Quindi questi insegnamenti sono considerati segreti. uIl surta del cuore non importa se sia stato dato in publico o no ma può essere studiato perchè contiene tutto: le 4 nobili verità, la saggezza, i 5 sentieri..posso sbagliare a dire questo ma anche se gli insegnamenti di Nagarjuna non risalgono ai tempi del Buddha vivente sono molto più profondi di quelli che si trovano n lingua Pali.

Sua Santità il Dalai Lama

Gli insegnamenti di Nagarjuna sono i migliori fra quelli che tramandano gli insegnamenti del Buddha per via della sua vastissima conoscenza nei campi della logica, della medicina etc..quindi non è possibile scartrli. undi utilizzando questi insegnamenti logici e rzionali si uò provare l’autnticità di ueti inegnamenti ed vere ripetto per essi.

A meno che una persona ordinaria abbia la comrpensine della vacuità che rifiuta l’esistenza inerente è impossibille liberarsi e raggiungere la vera illuminazione. E’ possibile comprendere i vari metodi per superre le afflizioni..sulla base di questo si continua a sviluppare la conoscenza allo studio e se si procede nell’analisi si acquista sicurezza e l’illuminione procede attraverso la realizzazione della mente ultima che non si atccca al sé, procede attraverso la logica. Se si medit semplicemente sulla mancanza di esisstenz inerente dei fenomeni queste afflisioni non saranno sradicate. E’ necessario sviluppare la saggezza che comprende i fenomeni elminando qualsiasi concezione del sé, anche la più sottile. Non si deve considerare false scritture solo perchè non si riescono a capire. Ci si avvicina all’onniscenza attraverso la conoscenza appropriata della vacuità di esistenza inerente si arriva alla comprensione del profondo sentiero e del sentiero esteso. Qui si parla dei poteri della meditazione sulla vacuità. Se esistesse un sé distinto dagli aggregati di corpo e mente non ci potrebbe esere posibilità di liberazione. Ma questa credenza è erronea, distorta ma rendersi conto di quest ignoranza che apprene scorrettmente la realtà, questa conoscenza realizza che solo attraverso la coprensione che tutti i fenomeni mancano di una esistenza oggettiva. E Nagarjuna nella preziosa ghirlanda, parla del metodo analitico attraverso il quale liberarci. qCon il ragionamento analitico si analizzano tutte le pati del corpo ed arrivare alla considerazione finale per cui il sé non esiste in nessuna di queste arti. Alcune sottoscuole affermano che il sé non può essere trovato sulla base della conoscienza mentale. Ma prendiamo ad esempio la situazione in cui si dorme e si sogna, queste conoscienze sensoriali non sono presenti però la coscienza mentale continua ad operare. Nel momento in cui si dorme senza avere attività oniriche la coscienza mentale però dove è?Dove è andato a finire?Quindi non possiamo definire come il sé la coscienza mentale. Alcune scuole possono proseguire questa analisi ed affermare che il sé può essere trovato sulla coscienza estremamente sottile, l mente di chiara luce. Ma anche qui è impossibile affermare che esista un sé che non era stato trovato nei livelli precedenti. A questo punto rischiamo di cadere nell’errore di pensare che nulla esiste.

Sua Santità il Dalai Lama

Quindi dove lo troviamo se non lo possiamo porre su nessuno degli aggregati. Questo sé deve essere ricercato come in dipendenza dagli aggregati psicofisici?Dobbiamo considerare questo sé come puramente designato. Riprendiamo l’analisi di come quesi fenomeni esistono nella nostra mente. Questi fenomeni esistono a livello di pura designazione. E’ molto chiaro questo se noi cominciamo ad esaminare, dov è questo sé, questo sé non esiste indipendentemente dalla mente che lo percepisce pur apparendo in maniera totalmente opposto alla nostr percezione. Anche la mente è totalmente momentanea. Si usa l’esempio del suono, delle immagini, le facoltà sensoriali sono totalmente dipendenti l’une dalle altre, dagli oggetti percepiti ed anche loro non hanno una loro realtà. L’azione cssa dopo essee stta fatta perciò a chi si deve attribuire questa azione. L convinzione per esempio che esiste nella religione cristiana, la persona viene seppellita in una bara e si pensa che la persona mantenga l suo sé, questa individualità che andrà avanti fino al giudizion universale e quando ci sarà questo l’ania di questa persona saràdestinata ad andare in paradiso o inferno. Quindi il sé nel cristianesimo rimane fino al momento del giudizio universale questo dovuto alla presenza del concetto di anima. Nelle scuole antiche nella spiegazione che davano del karma doveva essercci comunque un agente che accumulava karma e subiva i risutalti di queste azioni. Sebbene la persona accumula le cause ed è la stessa persona in un vita che sperimenta le conseguenza nella teoria buddhista non è la stessa persona. Semplicemente si condivide un continuum mentale ma non viè un sé in questa persona. Le obiezioni portate a queta idea sono se vi è un risultato vi deve essere qualcuno che lo sperimenta e qualcuno che lo ha provocato. ma queste credenze sono valide per la mente ordinaria, se si opera un livello di analisi che opeera a livello ultimo si può vedere che esiste un ignoranza a livello relativo e una saggezza a livello ultimo. La cosa fondamentale che l’insegnamento buddhista porta avanti è la necessità di realizzare la mancanza di esistnza del sé. Perciò si deve utilzzare l prtica della consapevolezza: corpo, mente, dei fenomeni,?. la consapevolezza è in relazione all’impermanenza e questa pratica porta alla liberazione individuale. Mentre se si unisce a questa la pratica che opera per il bene di tutti gli altri esseri i giunge all’illuminazione. Nelle strofe 78 ed anche quelle successive vi è questa analisi del’esistenza del sé. Qui l’analisi buddhista si avvicina all’analisi della meccanica quantistica dove si divide l’oggetto in particelle sempre più sottili all’interno delle quali è impossibile rinvenire particelle intrinseche. E si cerca dove il sé può essere trovato. Il sé non può essere trovato in nessun delle sensazioni perchè sono in continuo mutamento, hanno caratteri di momentaneità. Quando si arriva all’anello del contatto, il 6° degli anelli, le sensazioni, non si trova un sé che abbia una propria identità, autonomo ed indipendente. Il risutalto è un prodotto perciò è relativo ed ha un esistenza indipendente. La mente non è un fenomeno unitario, autonomo, realmente esistente ma è un fenomeno impermanente, temporaneo e composto.

Sua Santità il Dalai Lama

Se nessun fenomeno esiste come possono esistere le due verità: convenzionale ed ultima? La scuola di sola mente crede che niente esista indipendentemente dalla propria parte, in maniera autonoma. Però questi fenomeni, anche se non li si trova, vengono proiettati dalla mente stessa. E quindi pongono l’obiezione che non può esistere una realtà convenzionale. Ma la scuola madhyamika prasagika afferma che esistono in dipendenza perciò i fenomeni posiedono un tipo di esistenza. Da qui scatiruiscono le due verità, la realtà convenzionale deve essere accettata e dimostrta sulla ase di menti valide che accertano la realtà dei fenomeni, non deve essere rifiutata da una mente che analiza la verità convenzionale e nondeve essere rifiutata da una mente che analizza la realtà ultima. Sull bae di questi 3 criteri la validità dell’apparenza viene dimostrata e tutti gli oggetti, i fenomeni dell’analisi vengono dimostrati come eistenti, ma come sistenti privi di autonomia. Sulla base di questo si analizza come tutti i fenomeni esistono in relazione gli uni agli altri, in dipendenza gli uni dagli altri. Per affermare le due verità è necessario esercitare una cognizione valida che realizza la mancanza di vera esistenza.

Sua Santità il Dalai Lama

Come può esistere una conoscenza senza un conoscente? Anche a questa si risponde con le due verità.

Poi ci si chiede come si possono manifestare le differenze che danno origine ai fenomeni di diverso tipo. La differenziazioni dei fenomeni vengono provate dal diverso operare del karma. Però anche qui bisogna distinguere perchè il karma opera in modo diverso a secondo dell’azione intenzionale degli esseri senzienti. Per cause e condizioni operati dagli esseri stessi si hanno dei risultati specifici. Shantideva si focalizza sulla legge del karma che riguarda gli oggetti inanimati. Io penso che questo è un punto molto importanti. La causa ed effetto può agire anche se la causa intenzionale sia coinvolta nella produzione di qualsiasi fenomeno. Come è possibile che vi siano leggi che agiscono indipendentement dall’intenzione?Anche livello delle cose inanimate si ritiene che non via un inizio ed anche se non interviene il movimento dell’agente sono comunque un movimento perenne senza inizio e senza fine. Siamo alla trofa 130. Siamo alla strofa 138. Si parla della mente che conosce in maniera valida e della realtà dei fenomeni che vengono conosciuti. La scuola della via di mezzo afferma che la mente che conosce validamente è certamente una mente che esiste a livello d pura imputazione, come un illusione.

Sua Santità il Dalai Lama

Dato che tutto dipende, la mente conoscitrice, il fenomeno prodotto, tutte queste cose sono simili ad illusioni.

Come è possibile che se le cose esistono come illusioni possono produrre?

In alternativa i fenomeni sarebbero permanenti e proprio per questa loro qualità non potrebbero are orgine a nulla.

A livello ultimo non vi è differenza fra samsara e nirvana, investigando le cose a livello ultimo, non esiste né una causa né un effetto. Se realizziamo che questo sé non ha nessuna realtà di esistenza inerente a questo punto avremo chiaro che non può neppure sorgere sulla base di questa causa. Non esiste nesun sé che è il possessore di corpo e mente, questo sé non può essere trovato, quindi qual è il motivo di arrabbiarsi e di soffrire sulla base degli attacchi che riceviamo. In questo modo si tagliano le radici alle emozioni disturbanti. Quindi non ha nessuna importanza deiderare la felicità, desiderare la fine delle sofferenze, non esiste una basa su cui queste emozioni possono esistere ed avere origine indipendentemente.

Strofa 156. Quindi anche le situazioni in cui andiamo incontro dalla nscita alla morte esistono solo a livello relatio e non a livello i realtà ultima. Quindi questi stati di esistenza non avranno mai fine fino a che non comprendiamo questo concetto di vacuità. Questa è la nostra possibilità di uscire dalle sofferenze a livello conenzionale, se non la prendiamo la nostra malattia esistenziale non può essere curata. L’analisi, la comprensione della vacuità ci fa capire che possiamo eliinare l’attaccamneto al sé e l’esistenza ciclica samsarica.

Strofa 158. Se non ci applichiamo passeremo la vita invano e saremo costretti a rinascere in queste esistenze contaminate.

Perciò la conclusione è che solo la realizzazione della vacuità ci può portare a rinascee fuori dalle rinascite condizionate.

La raccolta di tutte le buone qualità deve essere otalmente realizzata da chi si addestra e si accinge a realizzare la via del bodhisattva. Dove i si chiede se il Bodhisattva può esercitarsi solo nella perfezione della saggezza e può lasciar perdere le altre perfezioni. Bisogna praticare ciascuna perfezione ciascuna per 60 eoni e non si può applicarsi quindi solo nella perfezione della saggezza.

Sua Santità il Dalai Lama

Kamalashila

I Bodhisattva non cadono neppure nel nirvana dove si dimora e si mantengono sempre all’interno dell’esistenza ciclica degli esseri. Pur non cadendo all’interno dell’eistenza ciclica obbligata scelgono di rimanere all’interno in tutti gli stati n cui si trovano. Il Bodhisattva deve usare i due sentieri, il sentiero dell’accumulazione dei meriti e quello dell’accumulazione della saggezza. Solo la saggezza congiunta con i mezzi abili non può arrivare a realizzare lo stato di Buddha.

Se i Bodhisattva coltiva solo la saggezza cadrà nel nirvana allo stesso modo di questi praticanti chiamati eroi.

I Bodhisattva sceglie di ottenere il nirvana senza dimora per il beneficio di tutti gli esseri, il bodhisattva non si rassegna ad accettare le sofferenze degli altri esseri.

Così si arriverà realizzare lo stato insorpassabile e di perfetta realizzazione chiamato lo stato di Buddha. Se si pratica la generosità sulla base della saggeza che ha raggiunto la realizzazione di vacuità ecco che questo diventa il sentiero del Bodhisattva dove vengono integrati la saggezza ed i mezzi abili. Ecco che il Bodhisattva è totalmente imbevuto di grande compassione che si focalizza tutti gli esseri senzienti in quanto mancanti di esistenza inerente. Se il bodhisattva fosse solo in assorbimento meditativo sulla saggezza non potrebbe praticare.

Quindi per voler praticare queste attività i bodhisattva rimangono nel ciclo dell’esistenza ma nei loro pensieri sono già nel nirvana.

Tenendo presente il modello del bodhisattva si parla della possibilità di arrivare alla cessazione totale di stati motivi disturbanti. Quindi si viaggerà da poteri miracolosi, si prenderà rinascita in altri universi, in famiglie e posti dove vi saranno sempre Buddha e Bodhisattva.

 

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