8 – Insegnamenti di S.S. il Dalai Lama a Klagenfurt

Sua Santità il Dalai Lama: Cosi si sentiva rispondere Dromtompa da Lonchempa: “Non ti curare se non ci sarò più! Considera come maestro i testi, i trattati. Non seguire dei cosiddetti maestri che si esprimono in disaccordo con le scritture”.

Sua Santità il Dalai Lama: Cosi si sentiva rispondere Dromtompa da Lonchempa: “Non ti curare se non ci sarò più! Considera come maestro i testi, i trattati. Non seguire dei cosiddetti maestri che si esprimono in disaccordo con le scritture”.

Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Traduzione dal Tibetano in Italiano di Fabrizio Pallotti.

Sua Santità il Dalai Lama

LA LAMPADA SUL SENTIERO DELL’ILLUMINAZIONE di ATISHA , vedi http://www.sangye.it/altro/?p=81

E’ un testo del decimo secolo, risalente praticamente a 1000 anni fa. In quel momento il Tibet era frammentato in tanti regni e principati. Ed il re del tibet occidentale, il re di Ngari, il re lama Yesce O’, si occupo’ di far venire Atisha in Tibet, ed invito’ Kamalashila. Atisha veniva dall’università’ monastica di Vrikamalashila. Ad Atisha, il re Cianciub O’ chiese di comporre un testo semplice alla portata di tutti. Gli studiosi indiani spiegavano il darma sulla base di infinite ragioni e disquisizioni. In Tibet non c’era bisogno di confutare altre visioni filosofiche, come era invece necessario per la situazione in India. Atisha basava i suoi testi sui grandi trattati dei grandi maestri indiani come Bavaviveka. Il Darma in Tibet fu diffuso diversamente che in India, proprio perché’ sull’altipiano non s’erano affermate altre religioni. Quando Atisha compose la Lampada, non poteva certo sapere che avrebbe dato il via ad una serie di commentari al suo testo. Logchempa compose “La mente in riposo” e “L’abbandono dei 3 attaccamenti” e Jetzonkapa il Lamrim Cenmo, tutti testi basati sulla Lampada. Esistono due originazioni di causa effetto, per eliminare il dolore occorre eliminarne le cause, rappresentate dalle azioni non virtuose: il che vale per gli individui di livello inferiore. Mentre per quelli di livello intermedio occorre eliminare anche tutto ciò che e’ nel samsara, eliminando la sofferenza del dolore, basandosi sul rifugio, riflettendo sulla origine interdipendente, eliminando le radici contaminate, entrando nel sentiero Mahayana. Comprendiamo la differenza tra la mancanza del se’ dei fenomeni e della persona.

Esiste una differenza per quanto riguarda l’onniscenza, il che comprende tutti gli stadi del sentiero per l’illuminazione.

Quando il Buddha impresse il primo giro alla ruota del Dharma, insegno’ le Quattro Nobili Verità. La sofferenza e’ la malattia che può essere guarita, quindi la cessazione, ed il sentiero e’ la medicina. Le Nobili Verità della sofferenza e dell’origine devono essere abbandonate, mentre la cessazione e’ come la medicina che porta alla guarigione dalla malattia, che quindi deve essere ottenuta. La ragione della sofferenza, del dolore, della sofferenza della sofferenza sono le azioni non virtuose. Cosi, abbandonando le 10 azioni non virtuose si abbandonano le cause della sofferenza di un individuo di scopo inferiore. Pensando alla natura della morte, perché quando avviene non c’è più niente da fare, occorre abbandonare le azioni non virtuose. Identificare gli aspetti estremamente di beneficio, la base per il benessere delle vite future, cosi abbiamo bisogno del maestro virtuoso, le cui qualità sono di mostrarci le 10 qualità spiegate da Maitreya e nel Lamrim Cenmo. Se vogliamo essere in grado di pacificare la mente degli altri dobbiamo essere in grado di farlo attraverso la moralità, compassione e saggezza. Il maestro deve essere erudito ed esperto nella pratica, nonché dal continuum mentale pacificato. Il lama che insegna il sentiero Mahayana deve essere adeguatamente formato, con una preparazione vastissima dei testi ampi e profondi, dal continuum di tanti istruzioni, e deve aver accumulato tanta esperienza. Il lama qualificato deve avere conseguito la pacificazione mentale: ad esempio con l’esperienza delle situazioni ed istruzioni. Ne sono esempi luminosi il lama Kargyupa che abitava al confine tra Tibet e Nepal. Ad ulteriore esempio, Jetzum Milarepa ascoltava gli insegnamenti di Marpa, ma non ha mai visto e quindi avuto l’opportunità di studiare dei trattati estesi. Ma solo poche persone speciali possono in questo modo progredire nel sentiero. In generale e’ molto importante che il lama abbia queste caratteristiche. Se veramente volete uscire dal samsara e conseguire l’illuminazione, occorre essere guidati sul sentiero. In sintesi, per esser guidati sul sentiero occorre un maestro spirituale.

Per poter insegnare agli altri non basta la conoscenza, ma occorrono ulteriori caratteristiche: sulla base dei tre addestramenti superiori (la moralità, la compassione e la saggezza) occorre aver completamente pacificato la mente con le pratiche.

I lama Kadampa sono distinguibili in Shungtapa ed in altri che trasmettono istruzioni particolari: essi, dopo aver trasmesso un’istruzione all’allievo, solo quando l’ha realizzata gliene trasmettono un’altra. A livello di base, del discepolo iniziale, occorre abbandonare le azioni non virtuose, riflettere sulla morte e sull’impermanenza, ascoltando insegnamenti da un maestro qualificato che e’ saldamente radicato nel sentiero. Come nel campo dell’istruzione, per avere dei bravi studenti e’ molto importante la figura dell’insegnante, cosi nel buddhismo l’insegnante deve avere completa esperienza e conoscenza. Nella recente conferenza internazionale a Delhi, cui hanno partecipato studiosi e leader da tutto il mondo, cosi dissi: “Il buddhismo si sta diffondendo in tutto in mondo ma sono preoccupato della sua degenerazione”. In Cina esiste un falso lama che vende per 200.000 Reminbi, la moneta cinese, il salvacondotto per rinascere nella terra pura di Sukavati. Un cinese mi diceva che in Cina ci sono dei falsi lama che fanno solo mercato di denaro, ricchezza e sesso. Non dovete avere una fede cieca. Dovete investigare. Non dovete affidarvi ciecamente ad un lama. Prima dovete metterlo alla prova, stare attenti, vagliare non solo quel che dice, ma anche il suo comportamento.

Un tempo mi venne a trovare un americano molto arrabbiato. Era veramente irato. Mi disse che sua moglie era scappata con un falso lama.

Ma non dovete cadere nella trappola di credere a chissà chi. Se pretendessi di essere l’oceano di saggezza: state attenti! Innanzitutto dovete avere un maestro veramente qualificato, dalla grande esperienza, poi non dobbiamo accettare o seguire dei suoi consigli se contrari al Dharma. Non seguite il lama in attività non virtuose!

Cosi si sentiva rispondere Dromtompa da Lonchempa: “Non ti curare se non ci sarò più! Considera come maestro i testi, i trattati. Non seguire dei cosiddetti maestri che si esprimono in disaccordo con le scritture”.

Negli anni ’50 al monastero di Drepung c’erano molti giovani tulku. Ed il loro responsabile disse: “Se volete che consideri le vostre attività pure, non fate troppe cose, altrimenti non mi sarà possibile vedere se fate delle azioni pure”.