Discorso su Shugden di S.S. Dalai Lama ai tibetani il 27.03.06

Sua Santità il Dalai Lama: E' importante arrivare ad una decisione dopo aver esaminato la questione con un atteggiamento imparziale, maturando la determinazione su ciò che è bene e cosa è male, sulla base della comprensione dell'intera vicenda.

Sua Santità il Dalai Lama: E' importante arrivare ad una decisione dopo aver esaminato la questione con un atteggiamento imparziale, maturando la determinazione su ciò che è bene e cosa è male, sulla base della comprensione dell'intera vicenda.

Discorso di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala ad un pubblico di tibetani dal Tibet il 27 marzo 2006 durante l’Insegnamento di primavera.

Sua Santità il Dalai Lama

Ho pensato di parlarvi sulla questione Dolgyal. A dire il vero, ho già parlato molto e molte volte su questo argomento, e, quindi, la maggior parte di voi lo conosce. Non si tratta solo di conoscere il problema, ma anche, di rendersi conto dell’impatto per quanto riguarda in Tibet, che include la regione di U-Tsang con Lhasa come principale, giacche’ nella maggior parte del Dotoe e Domey esisteva un accordo di attendere le mie successive dichiarazioni sul problema e molti monasteri hanno compiuto lodevoli sforzi assumendosi la responsabilità d’evitare errori su cosa accettare e cosa rifiutare in questa materia. Tra i tibetani pure, c’è stata una simile assunzione di responsabilità, sforzandosi d’evitare errori su cosa accettare e cosa rifiutare. Per questo esprimo le mie lodi di apprezzamento e di gratitudine. In ogni caso, la questione rappresenta una seria preoccupazione per la nostra fede buddhista in generale e specificatamente per il governo del Tibet o Ganden Phodrang. Pertanto, poiché ciò che è stato fatto è per beneficiare il Tibet in generale e perché la maggior parte delle persone interessate sono state in grado di fare una scelta corretta tra accettare e rifiutare questa materia, ho sentito il bisogno di ringraziare per questo tutti voi. Questa attività che riguarda il benessere della nostra fede non deve iniziare e terminare come le campagne cinesi, che iniziano improvvisamente, spinte da una preoccupazione urgente, per poi, dopo un po’, affivolirsi, e svanire. Dovremmo essere in grado di portare a buon fine il lavoro che abbiamo iniziato, anche su questo problema.

Perciò, inizialmente ho usato la mia intelligenza per riflettere sugli aspetti che erano esternamente manifesti. Per quanto riguarda gli aspetti segreti, e quindi non fisicamente manifesti, ho effettuato esami, invocando la gentilezza e l’azione dei Tre preziosi Gioielli, la versione definitiva di ogni conoscenza autentica. La questione di Dolgyal Shugden è troppo segreta. Prima infine di prendere una decisione sulla sua accettabilità ho quindi effettuato un esame approfondito su di essa, sia nei suoi aspetti esterni che interni. Non è stato, pertanto, affatto per caso che ho preso la decisione di rifiutare una materia su cui ho potuto raggiungere una conclusione sulla base del mio giudizio personale. Sono rallegrato dal fatto che, sia i laici che i religiosi ordinati, hanno mostrato interesse in tutto ciò ed hanno fatto una scelta corretta di cosa accettare e di cosa rifiutare.

Vi sono, tuttavia, alcune persone che fingono di non aver sentito quello che hanno sentito, soprattutto, ci sono ancora alcuni casi in cui sento che alcuni deliberatamente praticano e diffondono Dolgyal. Per quanto li riguarda, tutti gli interessati dovrebbero pensare con grande cautela. Per citare nomi specifici in Tibet, ci sono alcuni monasteri locali in Chamdo, con l’abate del monastero di Chamdo. Sento che là ci sono persone che stanno ancora intensificando i loro sforzi per diffondere la pratica nefasta di Dolgyal Shugden: nella regione di Dragyab, nel Monastero di Dragyab e nella regione di Markham. Inoltre, sento che ci sono persone che deliberatamente coltivano e diffondono la pratica. Denma Gonsar scomparve l’anno scorso. Nella regione in cui ha vissuto, ci sono persone che continuano a diffondere la pratica di Dolgyal. Nella regione di Rawatoe nel Nyethang, tra i monaci e le monache provenienti da Lhasa a Markham, Dragyab, ecc, ci sono persone che diffondono la pratica. Ci sono monaci della regione di Markham che hanno seguito la loro tradizione di aderire al tempio do Ramoche a Lhasa, dove si sta tuttora propagando la pratica di Dolgyal.

Comunque stiano le cose, se queste persone si sono volutamente impegnate in azioni negative verso la gratitudine che dobbiamo ai successivi Dalai Lama, ed in tal modo consapevolmente non hanno mostrato altro che disprezzo per le cause politiche e religiose del Tibet e la gentilezza del Dalai Lama, non ho suggerimenti da offrire loro. Se, tuttavia, sto ribadendo la mia enfasi sulla questione, è perché abbiamo bisogno di esprimere tutta la compassione verso costoro, se del caso, che non conoscono il problema, o che non ne hanno sentito parlare, o che, per ignoranza, hanno commesso un grave errore, o che sono stati portati fuori strada da altri. Tutti coloro che sanno su questo problema hanno il dovere di fornire spiegazioni e, quindi, d’assicurare la conformità adeguata per quanto riguarda cosa accettare e cosa rifiutare. Anch’io considero questo come un dpvere molto importante.

Non è affatto sulla base di un cambiamento di mente derivante da un nuovo pensiero che ho limitato la pratica di Dolgyal Shugden. Nel mio caso, sono un detentore del lignaggio religioso di Kyabje Pabongkha. In particolare, sono stato un vero allievo di Kyabje Trijang Dorje Chang. Fin dall’inizio ho praticato Dolgyal sotto l’influenza di molte circostanze. A poco a poco sono arrivato a nutrire molti dubbi importanti circa gli aspetti esterni, interni e segreti di questa pratica e sugli sviluppi che la riguardano. Infine ho guardato le opere dei precedenti Dalai Lama e, per la prima volta, mi sono reso conto dell’errore nella pratica di Dolgyal, di conseguenza mi sono fermato.

La controversia relativa alla questione di Dolgyal sorse durante il quinto Dalai Lama. Ho esaminato come il quinto Dalai Lama considero’ il problema e lo risolse. Allo stesso modo, quando ho esaminato le opere di santi del Paese delle Nevi Tibet impersonificanti sia la conoscenza che la saggezza, in generale, e in particolare quelle dei sostenitori della fede Geluk, e durante questo stesso periodo, mi sono imbattuto nel contenuto del lavoro di Purchok Ngawang Ciampa sulla storia dei Tre Troni Geluk di apprendimento, il che ha a fare con Ganden. Tali informazioni puntualizzano delle restrizioni su Dolgyal.

E la biografia del Settimo Dalai Lama Kelsang Gyatso del suo Tutore Trichen Ngawang Chogden rivela che durante il suo mandato come Ganden Tripa, il culto di spiriti mondani custodi, al monastero di Ganden fu limitato. Queste azioni storiche sono chiaramente rivelate nella biografia di Changkya Rolpey Dorje scritta da Thuken Choekyi Nyima che menziona che quando Trichen Ngawang Chogden limito’ il culto di spiriti guardiani mondani al monastero di Ganden, chiaramente ha menzionato Dolgyal per nome. E la testimonianza storica è straordinariamente chiara nell’affermare che la tradizione di adorare codeste entità al monastero di Ganden fu limitata e messa fuori legge. E’ quindi un fatto di conoscenza comune che non stiamo limitando il culto di Dolgyal, o che abbiamo portato in auge un fino ad ora inesistente nome di Dolgyal, totalmente comparso dal nulla, anzi, vi è un precedente storico per la nostra azione risalente a quel periodo.

Non sono quindi affatto una nostra creazione recente le due lettere che compongono il nome “Dolgyal”. E’ chiaramente registrato nelle antiche xilografie. A quel tempo, questo tipo di manoscritti venivano scolpiti su legno, quando la pratica del culto di Dolgyal prevalse a Lhasa.

I manoscritti riportano inciso sul legno il nome Dolgyal. Quando una volta il Panchen Tenpey Nyima, reincarnazione del Panchen Palden Yeshe, è venuto a Lhasa in età molto giovane, Yeshe Gyaltsen il Tutore dell’ottavo Dalai Lama Jampel Gyatso gli disse nel corso dei suoi insegnamenti di stare attenti che il monastero di Tashi Lhunpo potrebbe cadere in rovina per la nuova divinità. Il divieto della propiziazione e del culto di Dolgyal e di permettere solo divinità protettrici realizzate al Monastero Tashi Lhunpo è estremamente chiaro nella biografia del Panchen Tenpey Wangchug.

Qualunque sia il caso, se si leggono le opere biografiche sul precedente Dalai Lama, e si esaminano in ordine cronologico le opere biografiche dei maestri realizzati e responsabili dell’ordine Geluk, diventa estremamente chiaro che i livelli più alti, i santi lama reincarnati, realizzati sia in conoscenza che in saggezza, limitarono la pratica di Dolgyal. Ed anch’io ho portato avanti questa strategia. Da un punto di vista più recente, Drepung Khangsar Dorje Chang, un contemporaneo di Kyabje Pabongkha Rinpoche, ha detto: “Oggi, la pratica di Dolgyal Dorje Shugden sta diventando un fenomeno diffuso. Questo non è affatto positivo.”

Nel caso di Kyabje Pabongkha Rinpoche, nella prima parte della sua vita era un praticante di fede ecumenica. A poco a poco, sviluppo’ un rapporto con Dolgyal. C’è altro da dire? La sua biografia rivela l’inopportunità di inserire Tamding Yangsang nella sfera della Congregazione della Lama Choepa. La sua biografia fu stampata solo in Tibet, e non in India. A causa di molte di tali questioni, al momento della scomparsa del precedente Dalai Lama, di gentilezza senza pari, un discepolo di Kyabje Pabongkha, di nome Zhide Tazur, fece un sogno in cui Dolgyal in un gioioso tono acuto, profetizzava che il giorno del namgang (il 30 ° giorno, o l’ultimo, di un mese nel calendario tibetano) dopo la fine del 29° giorno sarebbe stato il giorno della resa dei conti. E’ un fatto storico che il discepolo lo segnalo’ a Kyabje Pabongkha. Come tutti sanno, il termine “in gioiosi toni alti” non è un uso normale, ma si riferisce a una buona notizia che merita di essere annunciata in modo gioioso, con voce alta ed accolta con gioia.

Nel caso di un notizia dolorosa, la si potrebbe esprimere con un tono sommesso, perché non è un messaggio di natura tale da essere annunciato in gioiosi toni alti. Quando Zhide Tazur, noto anche come Meru Talama, sogno’ Dolgyal e in un gioioso tono acuto ricevette da lui la previsione rassicurante che “il giorno del Namgang (il 30° giorno del mese), alla fine del 29° giorno”, e lo riporto’ al suo maestro, Kyabje Pabongkha Rinpoche rispose che la questione poteva essere indagata. Più tardi, nel giorno della namgang (il 30° giorno) del 10° mese tibetano, quando emerse la triste notizia della scomparsa del precedente Dalai Lama, Kyabje Pabongkha Rinpoche espresse il parere che la previsione pronunciata da Dolgyal sul giorno del namgang, alla fine della 29a giornata, come quello della resa dei conti, si riferiva proprio a quel fatto. Questo è registrato nella biografia di Kyabje Pabongkha Rinpoche. E’ stata una solo profezia. Ma il riferimento al fatto che è stata pronunciata in un gioioso tono acuto era strano. Tutti voi dovreste pensarci. Il precedente Dalai Lama fu l’incarnazione stessa di gratitudine al buddismo ed a tutti gli esseri senzienti nel Paese delle Nevi del Tibet in generale e al Ganden Phodrang in particolare. Era la dimostrazione di gioia, al suo trapasso, un segno positivo? O sta ad indicare una disposizione negativa? Dovremmo pensarci. Durante la sua vita, il precedente Dalai Lama ha emesso molte istruzioni precise a Kyabje Pabongkha Rinpoche ed una di queste era sulla questione relativa alla pratica di propiziare Dolgyal. Perché Pabongkha Rinpoche si è trovato in difficoltà a causa delle precise istruzioni sulla questione di Dolgyal, e perché non appena il Dalai Lama morì questi problemi cessarono? Non è impossibile che nella percezione della gente comune ci sia stato un ostruzione deliberata al lavoro di Sua Santità.

E’ importante arrivare ad una decisione dopo aver esaminato la questione con un atteggiamento imparziale, maturando la determinazione su ciò che è bene e cosa è male, sulla base della comprensione dell’intera vicenda che sta dietro di esso. A parte le ragioni che ho appena esposto in opposizione al culto di Dolgyal, ci sono molte altre ragioni. Anche se, personalmente, ho avuto a riguardo molti sogni rivelatori, non vedo una grande necessità di esplicizzarli. Ma qualunque sia il caso, sono stato testimone di molti sviluppi interiori ed esterni e d’indicazioni. Dovete ricordarvi di tutto ciò. E avete bisogno di molti documenti, e ce ne sono molti. Li potete chiedere al mio ufficio ed ad altri.

Durante il mio recente insegnamento del Kalachakra a Palden Drepung (Amaravati, Andhra Pradesh), ho sottolineato alla nostra confraternita religiosa in esilio, con i lama ed i Gheshe, che il punto principale, per quanto riguarda la guida che offro, in merito a ciò che e’ importante accettare o rifiutare, e’ di pensare in termini di unanime inequivocabile impegno. Che non significa andare in giro con l’atteggiamento di chi dice che questa è responsabilità di Sua Santità, che sarò soddisfatto di quante più persone possibili mi faranno offerte, il che personalmente non m’importa. Avete capito?

Tra i laici e le comunità religiose in esilio, coloro che hanno connessioni in Tibet, hanno il dovere di consigliare ed educare in modo convincente la popolazione a Dragyab, Markham, Chamdo, Denma, ed in altri luoghi problematici, così come con le altre persone interessate. Sarebbe estremamente tragico se, davanti a me, e quando sto dando insegnamenti, si finge rispetto ed accondiscendenza, per poi rivelarsi ipocriti nella realtà. Avete capito? Personalmente, per me la questione non fa alcuna differenza.

Principalmente, si tratta degli interessi religiosi e politici del Tibet. Due terzi della mia vita sono già trascorsi e non c’è dubbio che sarò in grado di completare felicemente la parte restante. Ma, qualunque sia il caso, ognuno deve pensare ai più ampi interessi religiosi e politici del Tibet. Le grandi masse del popolo tibetano hanno riposto grande fiducia in me ed io, allo stesso modo, ho nei loro confronti un legame di preghiera ed un giuramento karmico.

Perciò, ho il dovere di offrire loro una guida sulla base di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per la questione in dibattito. Osservare o no tali norme è nelle vostre mani.

Avete capito?

Il precedente Zong Rinpoche era un ardente praticante di Dolgyal. Ho anche dovuto scrivergli su questo tema quando era vivo. La sua reincarnazione, che è qui con noi oggi, ha usato la sua capacità di discriminazione tra il bene e il male, e, al fine di evitare degli errori su ciò che è nel suo interesse o di svantaggio immediato ed a lungo termine, e per il bene della e causa del Tibet sia sul piano politico che religioso, svolge le sue pratiche con cura per evitare errori. E’ giusto che di fronte a questo incontro di oggi Rinpoche è giunto alla via della perfezione. Si merita giustamente lode, congratulazioni e l’apprezzamento per aver preso la decisione di adeguarsi.

La gente del Paese delle Nevi del Tibet attualmente distingue tra quelli dentro e fuori del paese. Anche se coloro che sono venuti dal Tibet devono gradualmente tornare a casa volentieri e con gioia, nella madrepatria non c’è libertà. La situazione attuale è triste per tutti. Tuttavia, non durerà troppo a lungo prima di quelli dentro e fuori il Tibet potranno sicuramente riunirsi. Continuo a pregare per questo e invito tutti a tornare a casa con la felicità nella vostra mente. Il mio Tashi Deleg a tutti voi.

Fonte http://www.dalailama.com/messages/dolgyal-shugden/speeches-by-his-holiness e http://www.sangye.it/wordpress2/?p=3001 .