3-Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala 15-18.10.09

Sua Santità il Dalai Lama: Gli esseri esistono ma solo a livello convenzionale. Se noi analizzassimo oltre il livello convenzionale, vedremmo che non esistono inerentemente, ma esistono solo come designazione, imputazione mentale.

Sua Santità il Dalai Lama: Gli esseri esistono ma solo a livello convenzionale. Se noi analizzassimo oltre il livello convenzionale, vedremmo che non esistono inerentemente, ma esistono solo come designazione, imputazione mentale.

Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, prima revisione ed editing del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Traduzione dal Tibetano in Italiano di Teresa Bianca. Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama sul Sutra del Diamante (dorjee chotpa) qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=206, sui “Tre aspetti principali del sentiero” qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=489 (lamtso namsum) di Lama Tzongkapa e sull’Addestramento mentale in sette punti qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=2469 (lojong dhondunma) di Ghesce Chekawa, su richiesta di devoti Taiwanesi.

15 ottobre 2009 pomeriggio

Primo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Sua Santità il Dalai Lama

GLI INSEGNAMENTI IN SANSCRITO RAPPRESENTANO L’AVANZAMENTO DI QUANTO ESPRESSO IN PALI

Il sutra della perfezione della saggezza realizza la perfezione della mente che consegue la saggezza in termini non duali e non convenzionali, per realizzare lo stato dell’illuminazione. Ci sono molti testi in questo senso: i testi di Nagarjuna, di Maitreya, tesi a provare che il Mahayana è parte integrante dell’insegnamento del Buddha.

Il punto fondamentale è che gli insegnamenti in sanscrito, in particolare di Nagarjuna, rappresentano l’avanzamento progressivo e più veloce rispetto a quanto espresso in lingua pali. In un certo modo, anche alcune qualità del Buddha espresse nella lingua Pali sono esposte in modo contradditorio, mentre in sanscrito vengono esposte in modo più chiaro e più profondo. Tra sanscrito ed il pali c’è una diretta corrispondenza. Il testo di Chandrakirti esprime una profonda validazione degli insegnamenti sulla base della consequenzialità e razionalità d’esposizione. Mentre nel Pali questo non lo troviamo. Difficilmente ritroviamo la spiegazioni a riprova della vera cessazione.

Come si raggiunge la verità della cessazione?

Lo vediamo nella spiegazione della Quattro Nobili Verità.

IL GRANDE ATISHA RICONOBBE LA VERITÀ DEL TANTRA COME VERO INSEGNAMENTO DEL BUDDHA.

Se così non fosse: come potremmo offrire una spiegazione diversa del tantra, sui Tre Corpi del Buddha?

Come potremmo capirli, se non partendo dallo yoga tantra?
Nei sutra troviamo l’importanza del ragionamento. Anche nei sutra troviamo il non dualismo, i concetti inseparabili di metodo e saggezza. In quanto inseparabili, lo sono nei sutra come nel tantra. Troviamo anche il concetto della mente e della vacuità collegati, come pure il concetto della sottigliezza dello spazio e della forma del corpo. Tutto ciò viene spiegato chiaramente nel tantra e rafforzato dalla spiegazione dei Quattro Corpi del Buddha, attraverso uno sviluppo progressivo degli insegnamenti Mahayana che tiene in considerazione i sutra, ma si proietta verso i tantra. Nagarjuna, più di tutti gli altri, sostiene l’importanza dei sutra.

Abbiamo tre tipi di tantra:

1. uno caratterizzato dall’astensione dall’attaccamento,

2. uno caratterizzato dalla via del Bodhisattva,

3. uno basato sull’utilizzo dell’attaccamento nel sentiero.

E allora perché dovremmo studiare il Sutra del Diamante?

Proprio perché il Sutra del Diamante ci porta nel mistero nella profondità dei fenomeni.
A Lhasa mi è capitato che un funzionario cinese mi abbia chiesto che senso avesse credere nella rinascita. Al che gli risposi: perché non crede nella rinascita? Ed il cinese mi ribatté di non credere nella rinascita perché essa non esisteva in quanto tale. Insomma: non mi diede spiegazione alcuna.

Quando la scienza non riesce a provare delle affermazioni, generalmente assume una posizione neutrale. Ed è questa la posizione migliore. Se non si è in grado di riconoscerlo, non è il caso di dire che un fenomeno non c’è, che non esiste, ma di dire semplicemente che non si è in grado di osservarlo.

Il funzionario cinese rifiutava la rinascita in quanto tale, con la motivazione che non riusciva ad osservarla.

I grandi praticanti del passato avevano dimostrato l’importanza del tantra in termini di trasmissione degli insegnamenti dei maestri, grazie all’esperienza personale dei discepoli che avevano espresso delle visioni trascendenti. Grandi praticanti della saggezza e della bodhicitta raggiunsero visioni di divinità, la visione del sentiero e la visione più profonda di Manjusri da parte di Lama Tsong Khapa, attraverso stadi di meditazione sulla vacuità.

Queste esperienze sono possibili raggiungendo grandi livelli.

Possiamo distinguere due livelli:

1. uno convenzionale ed

2. uno profondo.

Da parte mia, sono semplicemente un monaco che rispetta i sutra in tutta la loro importanza.

Qual è la differenza tra credenti e non credenti nel buddhismo?

In alcuni casi i non credenti dicono che tutto ciò è fondamentalmente un’invenzione, cioè, che non viene dal Buddha.

Se tutto ciò non viene verificato dentro di sé, non si riesce a provare, a valutare. Solo provando questi concetti potrete provare voi stessi la veridicità degli insegnamenti del Buddha. I maestri provenienti dall’india erano gli araldi della grande tradizione di Nalanda.
E’ la parola del Buddha che beneficia gli esseri senzienti. Solo gli Arya Bodhisattva riescono a vedere gli altri corpi del Buddha, oltre a quello di emanazione, perché gli esseri ordinari devono purificare il karma.

Nel Buddhismo espresso in Pali si dice che solo un Buddha per volta si manifesta, come re universale. Mentre nei sutra si dice che molti bodhisattva si manifestano. Nagarjuna dice che i Bodhisattva possono raggiungere la buddhità durante la vita stessa. Tutti quanti possiamo diventare bodhisattva, anche noi esseri ordinari, questo è un punto focale. A questo punto non è più una persona sola ma sono tante tante persone che simultaneamente progrediscono nel cammino, che cercano di evolversi per il beneficio degli altri esseri.

Tutti questi sono sforzi positivi verso il sentiero della Buddhità.

Questi vengono considerati i discepoli principali del Buddha.

Innanzitutto vi è l’aspirazione ai voti del Bodhisattva, in seguito l’accumulazione. La seconda fase è quella della realizzazione del puro altruismo e la terza è quella del Bodhisattva vero e proprio.

I testi impliciti sono i commentari sulla vacuità, mentre quelli espliciti trattano direttamente la vacuità. Per quelli impliciti ci si riferisce a Maitreya, mentre per quelli espliciti a Nagarjuna. Gli insegnamenti su questi soggetti sono così difficili che si ricorre al commentario. Questi sono a loro volta sostenuti da ulteriori commentari, come quelli di Kamalashila. Mentre gli insegnamenti espliciti sulla vacuità sono particolarmente difficili.

COME SI PUÒ PRATICARE CORRETTAMENTE IL VEICOLO DEL BODHISATTVA?

Come generare la mente dell’illuminazione, generare Bodhicitta e quindi i due sentieri, il sentiero

1. dell’accumulazione e

2. della preparazione?

Come praticare fino a raggiungere il sentiero della visione focalizzandosi sulla vacuità? Come controllare la mente? Come eliminare gli ostacoli che possono farci raggiungere l’accumulazione della perfezione? Eliminando i tre veleni, cercando sempre di percorrere il sentiero della saggezza.

In questo modo si elimineranno tutti gli ostacoli e le tre afflizioni saranno eliminate.

COME ELIMINARE I TRE VELENI?

Con la saggezza della vacuità, e coltivando la bodhicitta.

La risposta non può che essere in termini di altruismo.

Sul sentiero dell’accumulazione dobbiamo essere liberi dalle oscurazioni, che ci ostruiscono la strada delle visioni e dell’illuminazione.

E’ proprio perché è entrato nel sentiero del Bodhisattva, che Subuthi genera la mente dell’illuminazione. Gli esseri esistono ma solo a livello convenzionale. Se noi analizzassimo oltre il livello convenzionale, vedremmo che non esistono inerentemente, ma esistono solo come designazione, imputazione mentale. Se gli esseri senzienti esistessero in maniera indipendente, sarebbero completamente indipendenti dai fattori esterni. Non sarebbero esseri senzienti contaminati dalle afflizioni mentali, non sarebbero afflitti mentalmente. Non potrebbero cambiare in base a cause e condizioni, non potrebbero nemmeno raggiungere la Bodhicitta, quindi esistono solo come imputazione. Esistendo sulla base di altri fattori, questi avrebbero la capacità d’indurre dei cambiamenti. Il Bodhisattva è molto abile nel beneficiare gli altri esseri e non si aggrappa all’esistenza inerente del sé. E chiunque opera delle discriminazioni tra gli esseri senzienti non è un Bodhisattva.

Come intraprendere la via del Bodhisattva?

Eliminando l’attaccamento e realizzando la vera natura delle cose.