5-Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala sulle Quattro Nobili Verità 20-22.10.09

Sua Santità il Dalai Lama: Troppo senso di preoccupazione per gli altri potrebbe creare qualche disturbo, che scompare spontaneamente, se si fa in modo di sviluppare una grande attenzione verso gli altri.

Sua Santità il Dalai Lama: Troppo senso di preoccupazione per gli altri potrebbe creare qualche disturbo, che scompare spontaneamente, se si fa in modo di sviluppare una grande attenzione verso gli altri.

20 ottobre 2009 mattino, primo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India, sulle Quattro Nobili Verità, ai Singaporesi.

Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, prima revisione ed editing del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama sulle Quattro Nobili Verità qui liberamente disponibile http://www.sangye.it/altro/?p=3785 , su richiesta di devoti Taiwanesi.

Sua Santità il Dalai Lama: LE QUALITÀ MENTALI DIPENDONO DALLE INTENZIONI

Con la mente sorgono le sensazioni. Tutte le azioni devono avere una motivazione, ciò che spinge, ciò che promuove. Pertanto, ora, parlando delle cause della sofferenza, non è soltanto l’azione, ci sono le emozioni distruggenti, come violenza sessuale, queste azioni fisiche, Tutte queste emozioni distruggenti, Piacere emozioni, non esiste una negatività in assoluto, totalmente bianca o totalmente nera. Noi vogliamo star bene, consideriamo negativo tutto ciò che si oppone al piacere. A livello causale, tutte le emozioni che creano benessere e gioia vengono considerate positive. e viceversa.

Le qualità mentali dipendono dalle intenzioni. Quindi. sono tutte cause positive, quindi la rabbia e ciò che ostacola la nostra felicità sono emozioni negative. Troppo senso di preoccupazione per gli altri potrebbe creare qualche disturbo, che scompare spontaneamente, se si fa in modo di sviluppare una grande attenzione verso gli altri. Perciò, qualche piccolo disturbo che nasce da ciò, a livello esterno può dare qualche disturbo, ma a livello profondo, dà un senso di unità con gli altri, una gran forza. Questo a livello più profondo dà anche una piena fiducia e forza interiore. E’ solo superficialmente che, magari, ci si sente troppo preoccupati, ma, a livello profondo, siamo sorretti da una grande forza verso tutti gli altri esseri. Le emozioni sono costruttive nel senso che costruiscono la felicità. Anche le qualità mentali dipendono dalle intenzioni. Tutto ciò contribuisce a creare un’emozione positiva intorno a noi.

UNA MENTE PACIFICA CREA UN’ATMOSFERA PACIFICA.

Esistono pertanto delle ragioni chiare perché chiamiamo certe emozioni costruttive ed altre distruttive. Quindi le azioni sono distruttive o costruttive e producono karma negativo o positivo. Colpire, insultare, tutto ciò è negativo, perché è distruggente, perché crea karma negativo e quindi sofferenza.

Seconda nobile verità della causa della sofferenza. In questo caso, sono soprattutto in causa emozioni ed azioni distruggenti.

Inoltre chiediamoci una spiegazione più approfondita: cos’è la sofferenza? A livello convenzionale la sofferenza è considerata un dolore: la sofferenza della sofferenza, la sofferenza del cambiamento, che può essere considerata erroneamente positiva, sofferenza omnipervasiva.

LA SOFFERENZA DEL CAMBIAMENTO

D’inverno, all’ombra, è freddo, vai al sole e stai bene. Poi stai 10 minuti, 20 minuti, un’ora, due ore poi, ad un certo punto ci si sente bruciare dal sole quindi il senso iniziale di benessere diminuisce e aumenta quello di sconforto. Lo stato iniziale di conforto si riduce adagio, adagio per far posto alla sofferenza. In sostanza troppo freddo porta sofferenza, troppo caldo porta sofferenza. Tanto più diminuisce il freddo ed aumenta il caldo, fintanto che è moderato si sta bene, quando però il caldo cresce troppo, a questo punto da fastidio. Questo indica la natura vera della realtà. All’inizio certe cose sono piacevoli e poi le stesse fonti che ci hanno portato piacere portano a sofferenza. Si sogna una macchina, poi dopo qualche mese la si compra, poi, se un uccello l’imbratta col suo sterco: “ah terribile”. Poi, dopo un po’ di mesi, un anno dopo, dirò: “ora sono stufo, ne voglio comprare un’altra”. L’attitudine cambia, la stessa fonte porta di un certo senso di piacere e poi di sofferenza. Così i soldi inizialmente sono molto ben accetti, 10.000, 100.000, 1.000.000, tutto ciò all’inizio porta molto piacere, ma, dopo un certo periodo, portano più sospetto, con la preoccupazione di perderli, li chiedano anche fra parenti stretti, la famiglia stressa. Questo può minare l’armonia della famiglia, l’attaccamento al denaro fa sì che ci siano più separazioni. Quindi, ciò che viene considerato positivo dalla gente comune, diventa invece fonte di sofferenza. Questa è la sofferenza del cambiamento. Solo gli esseri umani possono provarla, noi abbiamo la capacità di vedere la natura della sofferenza.

LA MENTE HA MOLTI LIVELLI, GROSSOLANI, PROFONDI E SEMPRE PIÙ PROFONDI.

Nell’esperienza quotidiana, stiamo parlando di questi livelli, quello attivo grossolano della mente. Nel sonno abbiamo un livello più profondo della mente. Questo livello sale quando arriviamo al livello del sogno ed a quello grossolano. In accordo con quelle che sono anche le scoperte scientifiche. Quando precipitiamo nel coma, proviamo una profonda consapevolezza, una percezione più profonda. Nel momento della morte c’è un senso iniziale di dispiacere, che gradualmente si riduce, e poi si blocca il respiro, si blocca la circolazione del sangue a livello cerebrale e quindi muoiono le cellule cerebrali.

ALLA MORTE IL CORPO NON DECADE

Ci sono persone che dopo la morte provano la coscienza della propria mente sottile che si traduce nel non decadimento del corpo. Il corpo rimane molto fresco, per una settimana, due settimana, tre settimane. Qui a Dharmasala in India ci sono stati molti casi di questo tipo. Dopo la morte clinica il corpo è rimasto molto fresco anche per due settimane. Il mio tutore anziano rimase paralizzato, ebbe un ictus. Dopo la sua morte il suo corpo rimase molto fresco per tredici giorni. Un altro praticante, l’ex detentore del trono di Ganden, dopo 3-4 giorni che il suo corpo rimaneva fresco, ho mandato queste informazioni al Delek Hospital, dal momento che alcuni ricercatori volevano verificare questo corpo morto che rimaneva fresco e quindi hanno mandato degli strumenti scientifici. Adesso queste apparecchiature sono disponibili al Delek hospital perché quando c’erano questi ricercatori nessuno di questi maestri moriva. Così dal Delek gli hanno fatto un elettroencefalogramma e per tre settimane il corpo è rimasto fresco. Non posso ricordare il nome dello scienziato, una persona molto speciale, che poi mi disse che dai risultati di quell’elettroencefalogramma dopo la morte, si potevano registrare delle attività elettriche, che si sono meravigliati molto di registrare dopo una settimana dalla morte. E’ presto per arrivare a delle conclusioni, consideriamo, come Buddhisti, spiegazioni su questo stadio che quindi la mente molto sottile rimane nel corpo e quando questa diparte, il corpo decade effettivamente ed anche scende del sangue dal naso. Il corpo certe volte sembra ancora vivo. E quindi comincia a decadere e scende del liquido dal naso, questo rappresenta un livello molto sottile della mente, questa attività cerebrale. Dal livello grossolano si va a quello più sottile. Le emozioni negative distruggenti possono andare dai livello grossolani della mente attivi a livelli più sottili della mente. Anche lo stadio del sonno è grossolano tutte le emozioni distruggenti non possono andare oltre a livello più sottile della mente. E quindi una specie di stadio profondo di mancanza del sé della mente, questo tipo di mente può raggiungere la Buddhità, la mente di chiara luce la natura del Buddha. Così il terzo livello di sofferenza, il livello grossolano della mente basato su questo corpo è controllato dall’ignoranza, è il terzo livello di sofferenza, di sofferenza più profonda.