11-Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala sulle Quattro Nobili Verità 20-22.10.09

 Sua Santità il Dalai Lama: Realizzando la corretta visione possiamo realizzare l'analisi che le cose sono della natura della sofferenza e tutto è privo di un sé.

Sua Santità il Dalai Lama: Realizzando la corretta visione possiamo realizzare l'analisi che le cose sono della natura della sofferenza e tutto è privo di un sé.

21ottobre 2009 pomeriggio, secondo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India, sulle Quattro Nobili Verità, http://www.sangye.it/altro/?p=3785 ai Singaporesi.

Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, prima revisione ed editing del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Sua Santità il Dalai Lama

TUTTE LE COSE CONTAMINATE SONO DELLA NATURA DELLA SOFFERENZA, IL NIRVANA È PACE.

Sono i fondamenti della filosofia Buddhista i quattro sigilli. Distinzione tra Buddhismo e non Buddhismo non solo rispetto a coloro che accettano questi quattro sigilli. Coloro che sono esitanti su questi quattro sigilli praticamente non sono Buddisti. Recitando il mantra non si diventa buddhisti. I quattro sigilli, tutte le cose che derivano dalle loro cause e condizioni e sono della natura del cambiamento, sono impermanenti, transitorie. L’impermanenza ha due livelli. Una è l’impermanenza del continuo, come il nostro corpo, quindi la morte che rappresenta l’impossibilità di poter continuare il nostro corpo grossolano. Impermanenza della continuità. Ora pensate che ovvi cambiamenti avvengono, sono possibili per cambiamenti ancora più sottili, il nostro corpo, come il mio, mi crescono dei capelli bianchi, quando ero giovane non avevo un capello bianco. Adagio, adagio il corpo cambia, questo cambiamento non avviene improvvisamente, non è avvenuto dalla sera alla mattina. Il corpo decade momento per momento. Possiamo notare le diversità di anno in anno. I cambiamenti di un anno dipendono da quelli di ciascun mese, di ciascuna ora, di ciascun minuto, di un secondo e di spazi di tempo ancor più sottili. Quindi, a livello subatomico, possiamo vedere dei cambiamenti istantanei. Questi cambiamenti istantanei sono dovuti a loro cause? A livelli momentanei non dipendono dalle loro cause, ma sono le stesse cause che portano a quel momento. Le stesse cause portano a una nuova natura. E’ come essere sotto il potere delle cause. Effetti determinati da cause. Effetti portati avanti dalle proprie cause, disintegrazione delle cause stesse che non dipendono da terze cause. Tutte le cause ed effetti sono sotto l’influenza di cause e condizioni, questo corpo. L’ultima causa è l’ignoranza. Il corpo samsarico, la sua causa ultima è l’ignoranza. Da questo punto di vista il nostro corpo è dominato dall’ignoranza. In generale tutti i differenti effetti o risultati dipendono da cause, anche i 5 aggregati psicofisici dipendono da cause e condizioni. Quindi questi 5 aggregati psicofisici sono della natura della sofferenza. Come ogni azione dominata dall’ignoranza diventa assurda, irrealistica che porta risultati insoddisfacenti. Logicamente per guadagnare il nostro scopo, il nostro metodo deve essere realistico. Per ottenere un approccio realistico dobbiamo conoscere la realtà completamente. Come facciamo ad ottenere ciò? Questo corpo samsarico ha come origine l’ignoranza, la causa della sofferenza, quindi dobbiamo eliminare l’ignoranza. Quindi terzo livello direttamente ci si riferisce a un sé indipendente. Normalmente nel nostro pensiero diciamo sento il mio corpo. Al momento della nascita ha la stessa mente o corpo della nascita?. Siamo in un continuum in un processo di continuità mentale. Nel senso di io, io ho, quando ero nel ventre della madre, posso dire corpo e mente che cambia. Su queste basi, queste tradizioni non buddhiste accettavano la rinascita, c’era qualcosa che si trascinava da una vita all’altra. Costoro hanno l’idea di un sé permanente il corpo è composto da parti differenti l’io è mutabile? Per costoro l’io è immutabile e unitario. Il Buddha dice che questo io non esiste. L’idea del sé è completamente dipendente dal corpo della mente. Il Buddha dice il sé o l’io è designato sulla base del corpo e della mente quindi non esiste un sé indipendente al di là della mente e del corpo. La base dell’idea del sé sono il corpo e la mente i quali sono continuamente in cambiamento. Non esiste un sé indipendente e quindi immutabile. Se la nostra mente è intelligente non vogliamo la sofferenza. Se è possibile eliminare la sofferenza perché non adottare questo metodo. Ogni ignoranza a livello convenzionale o ultimo l’antidoto è la saggezza. Noi ci attacchiamo al sé indipendente, questa è l’ignoranza. La realtà è che non esiste. Le cose esistono completamente per altri fattori. Come un puzzle in cui molti pezzi si uniscono. Tutti i pezzi dipendono da tanti altri pezzi non da un pezzo solo. Quando tutti questi pezzi interagiscono tra di loro otteniamo una nuova forma. Molte componenti interagiscono mentalmente, non puoi trovare una mente indipendente sono tante parti che interagiscono tra di loro. Noi diciamo passato presente e futuro ed è la stessa cosa. Se noi cerchiamo il presente non lo troviamo, perché c’è un mese, un ora, un secondo etc…è tutto futuro o passato?E il presente dov’è? Senza presente non possiamo designare il passato e il futuro se non troviamo il presente. Quindi è convenzionale. Esiste in rapporto ai suoi fattori. Pertanto pensando in quel mondo, dal momento che la mancanza del sé, la vacuità c’è la possibilità di rimuovere l’ignoranza. Una volta che l’ignoranza è rimossa abbiamo la pace permanente, il nirvana. Nella via di mezzo, nella Madhyamika, quella natura descritta come interdipendente. A livello convenzionale ogni cosa è interdipendente e interconnessa. Quella è l’apparenza. A causa di quella apparenza anche la madre è priva di esistenza indipendente. Quindi abbiamo le due verità: convenzionale e ultima. La prima è apparenza, ultima è la realtà della non esistenza indipendente. Tutte le scuole Buddhiste accettano che tutti i fenomeni sono dipendenti dalle loro cause. Questo è un primo livello di comprensione un altro risultato è che qui i risultati dipendono dalle cause, se pensiamo attentamente proprio la natura delle cause dipende dai risultati. I semi e i frutti. I semi della mela possono produrre la mela? Derivano dalla mela? Hanno la stessa potenzialità di dare frutti? Per questo li chiamiamo semi per diventare cause, sono completamente dipendenti dal risultato senza risultato non potrebbero essere cause. La natura delle cause dipende dal risultato quindi l’interdipendenza. Quindi i risultati vengono dopo ma questi condizionano anche la causa. Molti insegnamenti del Buddha, l’Abhidarma sanscrita. Dipendenza da designazione. Sulla mancanza del sé è basata la possibilità di eliminare l’ignoranza. La possibilità di eliminare tutti i problemi samsarici. Le quattro asserzione corrette, le cause della felicità dipendono dalle azioni negative. Quelle azioni negative devono essere abbandonate e quindi le cause della felicità sono appunto le azioni positive. Tutto ciò che ha una ragione, un fondamento non decade.

Il metodo più importante per raggiungere un certo oggetto è la consapevolezza. Condotto fisica, mentale. Il potere della consapevolezza si aumenta in questo modo, quindi la consapevolezza non è solo guardare la mente in ogni momento, ma è la mente che si focalizza su un oggetto particolare ma la consapevolezza mantiene la mente su un oggetto senza distrarsi minimamente. C’è un’altra mente che controllo se la mente rimane attenta o meno. Comunemente rimane lì una decina minuti poi a abbiamo bisogno dell’introspezione. La mente rimane focalizzata su un oggetto ma deve essere chiara e precisa, quindi introspezione per controllare se la mente è chiara o meno. Che vada a vedere se la nostra mente è rilassata. Se è troppo presa, eccitata. In questo caso se è troppo torbida la dobbiamo rendere più entusiasta, più attenta. Pensiamo alla natura del Buddha, agli insegnamenti del Buddha allora questo fa sì che la mente diventi fresca, non sprofondi nel torpore. Se la mente si eccita allora abbiamo bisogno di calmarla, quindi pensare alla natura di transitorietà della mente, quindi temperare l’entusiasmo ed eliminare le distrazioni. Aumentare le introspezioni il senso di responsabilità. Se è troppo intorpidita non è in grado di ascoltare. Alla fine, la nostra mente non rimane su un oggetto solo per alcune ore ma molto, molto più a lungo. E’ possibile raggiungere il samadhi, in alcuni anni ma sono necessari enormi sforzi, dedicarsi sempre, non dormire, dedicare tutto il giorno alla recitazione e dopo alla meditazione. Qualcosa come il fuoco che brucia e quindi il calore aumenta continuamente. Gli sforzi mentali sopratutto in questo caso diventano continuativi, giorno e notte. Sviluppiamo l’accumulazione e abbiamo l’esperienza di Shamata e su questa base utilizzando Shamata per focalizzarsi sulla vacuità e coordinando Shamata e vipassana si entra nel sentiero della preparazione in cui sviluppiamo i Cinque poteri da applicare (Potere dell’intenzione di trarre vantaggio, Potere del seme bianco (rivolgere la mente a bodhicitta e non a cose mondane), Potere del completo disgusto per il proprio egoismo, Potere della conoscenza, Potere della preghiera).

Dopo il suo primo Dharma, successivamente il potere per vincere le condizioni sfavorevoli. La vipassana transitoria si riferisce alla mancanza del sé. I buddhisti a proposito di Shila (nirvana per i buddhisti) quindi la cosa più importante è comprendere la mancanza del sé, perché il nirvana in sé è proprio la natura della mancanza del sé e per raggiungere ciò occorre sperimentare il Samadhi e per raggiungere ciò occorre Shila e tutto in base al concetto della mancanza del sé. Shila, Samadhi e Vipassana. Rispetto a questi otto nobili sentieri si riferiscono alla saggezza, in certi sutra si dice anche che nel contesto della pratica dei principianti questi livelli sono spiegati in dettaglio. Riguardo ai 4 nobili sentieri consideriamo riferendoci agli esseri arya realizzatori di saggezza, in questo contesto, nella nostra vita quotidiana possiamo utilizzare l’ottuplice sentiero della virtù, retto sentiero retta parola,, essere onesti, non mentire, non ingannar egli altri corretto stile di vita, non compiere azioni disoneste, quattro tipi di visone comprensione, comprendere gli antidoti contro le visioni errate, possa io sviluppare maggiormente nelle varie sessioni di meditazione. E prima l’analisi sulla natura delle cose, usando la correttezza consapevolezze e concentrazione focalizzando la nostra mente per sradicare le visioni errate, le cose sono impermanenti. Realizzando la corretta visione possiamo realizzare l’analisi che le cose sono della natura della sofferenza e tutto è privo di un sé. E nella sessione post meditativa, non mentire, essere sinceri, principi spirituali, seguire le istruzioni e le intenzioni del Buddha. Possiamo seguire l’Ottuplice sentiero della virtù come qualcosa di più alto perché se pensiamo che sia solo il sentiero degli esseri Arya allora non sarà mai praticabile per noi.